Italian flag
Arte, Cultura, Storia e ArcheologiaMondoSlide-mainViaggiVideo

Anatolia e Tracia: orme indelebili della Storia. Istanbul, capitolo I

6 minuti di lettura

Il viaggio di oggi ci porta in Turchia, dove Istanbul è il primo capitolo

Prosegue la rubrica “Arte, Cultura, Storia e Archeologia” curata da Carlo Franchini. Un viaggio alla scoperta delle bellezze, delle curiosità, del fascino dell’Italia e del mondo, di ieri e di oggi.

Testi, foto e video di Carlo Franchini

httpv://www.youtube.com/watch?v=y8vm2AC–kA

Guarda il video su YouTube.

Il viaggio che ho programmato prevede un lungo itinerario via terra da Istanbul alla Cappadocia seguendo, per lunghi tratti, la “via della seta”[1] ricca di tanti siti archeologici e città, autentici splendori del tempo antico. A bordo di un aereo della Turkish Airline lasciamo l’aeroporto di Fiumicino illuminato da una splendida giornata di sole. La costa è sempre più lontana, poi, quasi all’improvviso, l’occhio spazia nel blu del mare che sembra senza fine confondendosi con i colori del cielo. È qualche anno che non torno ad Istanbul, ma l’entusiasmo è forte, come se fosse la prima volta. Pensandoci bene non ho mai conosciuto qualcuno che, parlando di viaggi, non sia stato affascinato da questa città con la voglia di tornare, o qualcuno che non desiderasse fortemente di conoscerla.

Istanbul seduce, conquista, anche per la sua posizione strategica sullo Stretto del Bosforo, che collega il Mare di Marmara al Mar Nero. Ed è qui, e poi a sud-ovest, sullo Stretto dei Dardanelli, dove la Tracia (o Turchia europea) e l’Anatolia (o Turchia asiatica) si incontrano. Basta soffermarsi sulla carta geografica e poi sul nome per capire che la città racconta secoli e secoli di storia: Byzantion, (in onore del re greco Byzas) dal 659 a.C. (anno in cui venne fondata), poi, dal 330 d.C. Nova Roma o Costantinopoli, la capitale dell’impero romano d’Oriente che nel tempo divenne Bisanzio, quindi Kostantîniyye, la capitale dell’impero ottomano ed infine Istanbul. [2]

La sosta ad Istanbul sarà molto breve, il tempo di respirare quella magica atmosfera e rivedere solo le cose che mi hanno maggiormente emozionato nel tempo… il Bosforo, Sultan Ahmet camii (la moschea Blu) e Ayasofya o Santa Sofia.

All’arrivo il cielo è coperto ma non toglie per nulla il fascino di questa antica città. Cammino dove un tempo fu l’ippodromo, oggi Piazza Sultanahmet, dirigendomi verso la Moschea Blu. L’antico ippodromo, costruito da Costantino aveva la forma di un ferro di cavallo, era lungo 480 metri e largo 117 di larghezza. Si stima che questo luogo potesse contenere fino a 100,000 persone. L’ippodromo è stato sempre un luogo di ritrovo sia all’epoca bizantina che durante l’impero ottomano, ma anche oggi. La piazza è gremita di persone. Turisti, ma anche gente del posto con le loro famiglie passeggiano fermandosi ad ammirare i diversi monumenti storici commemorativi.  Obelischi, statue, marmi, visibili e ben conservati ancora oggi come l’obelisco murato, quello di Teodosio[3] scolpito in Egitto durante il regno di Thutmosi III[4] per ordine dell’imperatore bizantino Teodosio (regno 379-95) e trasportato dall’Egitto a Costantinopoli nel 390 d.C.

Avverto un profumo che mi ricorda l’infanzia. Quello delle pannocchie abbrustolite che un venditore ambulante ha appena messo sul fuoco. Non posso cedere alla tentazione. Mi avvicino e prontamente mi viene offerta una pannocchia calda appena abbrustolita e avvolta nella sua stessa foglia. Una squisitezza! Poco dopo sono davanti all’ingresso principale della Moschea Blu.

La Sultan Ahmet camii o Moschea Blu, è una delle più importanti moschee della città e fu realizzata durante il periodo ottomano tra il 1609 e il 1617 per ordine del sultano Ahmed I. Entro nel cortile che circonda la moschea per ammirare le tante cupole a sbalzo e i 6 bellissimi minareti. È un complesso imponente ma delicato e armonioso nello stesso tempo. L’interno è maestoso. Grandi cupole risplendono alla luce del sole che filtra delle tante finestrelle che le circondano mettendo in risalto le piastrelle finemente decorate di colore il blu inserite all’interno, che vengono dalla famosa città di İznik o Nicea non lontana da Istanbul. Non mancano decorazioni di colore verde, rosso, giallo. Anche le colonne sono decorate e ricoperte di piastrelle blu e verdi ai piedi delle quali alcuni fedeli pregano conferendo a questo luogo un’atmosfera mistica e suggestiva.

È ora di pranzo e così decido di andare a mangiare qualcosa all’interno del famoso ‘Gran Bazar’, uno dei più grandi ed antichi mercati coperti al mondo.

Non è più quello di un tempo che trasmetteva sensazioni di fascino e mistero insieme di un tempo lontano.  È stato completamente rimodernato ma resta sempre un luogo magico dove è possibile trovare di tutto. Sono oltre quattromila i piccoli negozi distribuiti lungo le oltre 60 stradine che si intersecano. Gioielli, bigiotteria, i tradizionali e bellissimi tappeti. Avevo giurato a me stesso che questa volta non avrei comperato un altro tappeto…ma alla fine l’abilità di un anziano mercante con una folta barba bianca, e due occhi attenti e il suo fare affabile e gentile …hanno avuto la meglio! Spezie, stoffe, lampade decorate sono fra i prodotti più diffusi, ma non mancano anche vetrine di dolci tradizionali tra cui i famosi e… squisiti lokum.

Domani riprenderò il mio viaggio verso la Cappadocia, ma manca ancora un luogo da rivedere, per me molto rappresentativo di Istanbul, la Moschea di Santa Sofia.

Eccola Santa Sofia, con la sua cupola e quattro minareti appare in tutta la sua maestosità. Dedicata alla “Sofia”, la sapienza di Dio, fu cattedrale cristiana bizantina fortemente voluta dall’Imperatore Giustiniano che nel 532 la fece restaurare là dove, a metà del IV secolo, era sorta la chiesa voluta da Costanzo II[5] distrutta poi da un incendio e riscostruita. Nel 1453 a seguito dell’assedio di Costantinopoli divenne una importante moschea dell’impero ottomano. Interni ed esterni dell’edificio furono restaurati e vennero eretti 4 splendidi minareti, gli stessi che si possono ammirare ancora oggi. Varcata la soglia entro nella moschea che è uno dei più significativi esempi di architettura bizantina.  Le due grandissime cupole riccamente decorate, le navate laterali sorrette da colonne intarsiate come fossero dei merletti, i marmi che l’adornano, le pareti riccamente adornate dalle tradizionali raffigurazioni in stile bizantino sono oggi patrimonio mondiale dell’umanità. Straordinari mosaici dell’Imperatore Costantino, di Giovanni II Comneno (imperatore bizantino 119-1143), di San Giovanni Crisostomo (Patriarca di Costantinopoli 344-407) e di Leone VI (866-912 Imperatore bizantino) ai piedi di Cristo sembrano risplendere alla tenue luce del sole che filtra dalle finestre. In alto, all’interno di una piccola cupola, nascosta da alcuni drappi di stoffa, si distingue una raffigurazione della Madonna con il Bambino. Sono tutti autentici capolavori d’arte. Poi i grandi bellissimi candelabri che illuminano questa stupenda moschea completano la coinvolgente scenografia. È proprio uno “spettacolo d’ineguagliabile bellezza” come la definì Procopio, nel suo “De Aedificiis”[6].

Santa Sofia ha le sue leggende. Si narra che chi beva l’acqua del pozzo all’interno per tre volte di seguito potrà guarire da ogni malattia. Così come l’acqua che trasuda dalla colonna piangente rende sereni ed in armonia con il mondo coloro che passano davanti, sfiorandola. 

È quasi sera e una piccola crociera sul Bosforo credo che sia il sistema migliore per ammirare il tramonto che illumina con i suoi colori tenui questa meravigliosa città.  Sul lungo mare vedo sfilare, ville e modernissimi palazzi, accattivanti ristoranti e bar pieni di vita che si mescolano in modo armonioso con le tante testimonianze e ruderi dell’antica Costantinopoli. Sulle sponde dello stretto ecco i tanti minareti delle moschee, quello che rimane delle mura delle roccaforti dell’epoca delle crociate, la Torre di Galata (voluta da Rosso Doria, il primo governatore genovese che la chiamò Christea Turris, la Torre di Cristo). Poi il battello raggiunge uno dei ponti che uniscono la parte asiatica a quella europea: un modernissimo ponte d’acciaio, una vera opera di ingegneria. Poco più avanti ecco la Fortezza Rumeli Hisar costruita tra il 1451 e 1452 per ordine del sultano Mehmed per preparare l’assedio di Costantinopoli ed impedire alle navi bizantine di portare rifornimenti alla città attraverso lo stretto. Navigare sullo stretto è come sfogliare un libro di storia.

Se proseguissimo raggiungeremmo il Mar Nero, ovvero il Mare del Nord, così chiamato per distinguerlo dal Mar Bianco, o Mar Mediterraneo. Per tradizione indo-europea nero era infatti il colore associato al nord e il bianco al sud. Forse perché il sud è sempre molto meno nuvoloso e più soleggiato del nord?

Una cena in un ristorante tipico sulle rive dello stretto, mentre i ponti e la città si illuminano rendendo l’atmosfera piena di fascino è il modo migliore per dire ad Istanbul… arrivederci! Domani si parte, destinazione Pergamo!



[1] “…Termine che indica quell’insieme di percorsi carovanieri e rotte commerciali che congiungeva l’Asia orientale, e in particolare la Cina, al Vicino Oriente e al bacino del Mediterraneo, coniato dallo studioso tedesco F. von Richtofen (Seidenstrassen). Il termine soprattutto sintetizza gli intensi traffici e gli scambi culturali collegati al commercio, di cui la seta era il prodotto principale, intercorsi tra Oriente e Occidente dal 1° sec. a.C.”
Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/via-della-seta_%28Dizionario-di-Storia%29/

[2] “ Il nome İstanbul potrebbe derivare dalla frase greca medievale “εἰς τὴν Πόλιν” (da leggersi con la pronuncia “istinˈpolin”), oppure da quella in dialetto ionico “εἰς τὰν Πόλιν” (pron. “istamˈbolin”), che significa “verso la Città” o “nella Città”…In questo modo i Greci si riferivano alla “Città delle Città”, come Costantinopoli era conosciuta durante l’era bizantina e anche in seguito”. 
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Istanbul

[3] Flavio Teodosio Augusto (347-395) fu un generale e imperatore romano

[4] Thutmose III (1481 a.C. – 1425 a.C.) è stato un faraone della XVIII dinastia egizia. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Thutmose_II

[5] Costanzo II (317-361) fu un imperatore romano della dinastia di Costantino

[6] Procopio di Cesarea: Storiografo bizantino, attivo nel secondo e terzo quarto del sec. 6° come storico di corte dell’imperatore Giustiniano. Nato a Cesarea di Palestina alla fine del sec. 5°, almeno a partire dal 527 ricoprì incarichi di prestigio presso la corte imperiale costantinopolitana…fu autore di un’importante opera storiografica in otto libri (De bellis), di un trattato sugli edifici fatti costruire da Giustiniano nell’ambito dell’impero (De Aedificiis).
Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/procopio-di-cesarea_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Medievale%29/

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
Città Metropolitana di VeneziaMestreSlide-mainSportVenezia

La rinascita della piscina di Via Calabria

5 minuti di lettura
Dalle imprese di una giovanissima Federica Pellegrini all’ipotesi chiusura, fino alla nuova gestione. Intervista alla presidente della Rari Nantes Venezia Lucia Boato…
MondoSlide-main

Risoluzione UE contro l’ingerenza islamista e uso di burqa e niqab

1 minuti di lettura
Polato (FdI): “La religione non è una scusa per non rispettare le leggi. È tempo di dire basta” BRUXELLES. Approvato in Europa…
Città Metropolitana di VeneziaSaluteSlide-mainVenezia

Sanità, a Venezia inaugura il Treno della Salute: visite e screening gratuiti in nove città del Veneto

3 minuti di lettura
Al via dalla stazione di Santa Lucia la settima edizione del progetto promosso da Medici con l’Africa Cuamm, Regione Veneto, Aziende ULSS…