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Altra strage di pesci per sversamenti proibiti nei fiumi

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“Ancora una morìa di pesci nel Trevigiano dovuta a sversamenti illegali nei fiumi. Visto che la gran parte dei casi di questi episodi è riconducibile ad aziende vitivinicole, la Regione dovrebbe rivedere le politiche di sostegno indiscriminato al settore. Inutile vantarsi di primati e record senza poi guardare l’altra faccia della medaglia”. A dirlo è Andrea Zanoni, a proposito di quanto accaduto tra Tarzo e Conegliano nell’ultimo fine settimana, dove le acque del torrente Cervano hanno restituito centinaia di pesci ormai privi di vita.
 
Ho ricevuto un video e ho segnalato il tutto al direttore di Arpav. Mi è stato riferito che sono intervenuti sabato dopo le chiamate di numerosi cittadini, facendo i prelievi del caso. Durante i controlli lungo il percorso del fiume, hanno individuato anche l’azienda che proprio in quel momento stava effettuando lo scarico, identificato i responsabili per poi procedere con l’invio alla Procura della Repubblica della notizia di reato. A inizio mese avevo presentato un’interrogazione dopo i primi due episodi accaduti nella Marca nei fiumi Monticano e Teva, denunciando una situazione grave e chiedendo maggiori controlli. Adesso però siamo già a una quindicina”, spiega il vicepresidente della commissione Ambiente.
 
“Sarebbe bene che Zaia e Pan, oltre a pontificare sempre sull’eccellenza del settore vitivinicolo e garantirgli cospicui finanziamenti, guardassero anche il rovescio della medaglia: ci vorrebbe una bella analisi costi-benefici. Si dovrebbe pensare alla catastrofe ambientale in atto, con fiumi senza vita, campagne senza insetti e falde acquifere piene di residui di pesticidi. La Giunta si rimbocchi le maniche, affidi ad Arpav controlli preventivi per scongiurare disastri come quelli che vengono denunciati ormai quotidianamente da cittadini, pescatori e alcuni sindaci. E chieda la restituzione dei generosi contributi a quelle aziende che si sono macchiate di questi crimini ambientali. Sversare sostanze tossiche non vuol dire solo minacciare la vita di fiumi e torrenti, ma anche la salute dei cittadini perché le acque superficiali sono quelle che nel tempo vanno a ricaricare le falde acquifere da cui poi prendiamo l’acqua che esce dal rubinetto di casa nostra”.
 
“Finora c’è stato troppo lassismo – aggiunge in chiusura il consigliere del PD – come se mancasse la volontà da parte della Regione di combattere questo scempio. Perciò la invito a costituirsi parte civile contro gli imputati nei processi, appello che invio anche alle associazioni ambientaliste come Italia Nostra, WWF e Legambiente, certo di incontrare ben altra sensibilità.

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