Venezia ricorda la giovane ricercatrice a dieci anni dagli attentati del Bataclan
VENEZIA. A dieci anni dagli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015, e dalla tragica notte del Bataclan in cui perse la vita la giovane ricercatrice veneziana Valeria Solesin, Venezia si stringe ancora una volta nel suo ricordo. Ieri 29 novembre, nel pomeriggio, allo stadio “Pier Luigi Penzo” di Sant’Elena, si è tenuta una cerimonia commemorativa in occasione della partita di Serie B tra Venezia FC e Mantova.
Alla commemorazione hanno preso parte il vicesindaco e assessore allo sport Andrea Tomaello, il consigliere metropolitano delegato allo sport Matteo Senno, e il consigliere comunale Nicola Gervasutti. Insieme ai dirigenti del Venezia FC – Filippo Antonelli (direttore sportivo), Cristian Molinaro (direttore tecnico) e Davide Brendolin (segretario generale) – erano presenti anche Dario Solesin, fratello di Valeria, e Cecilia Tonon in rappresentanza del Club Alta Marea.
Prima del fischio d’inizio, le autorità hanno deposto una corona di fiori davanti alla targa che ricorda l’intitolazione del settore Distinti dello stadio alla memoria di Valeria Solesin, un gesto simbolico che rinnova il legame profondo tra la città e la giovane ricercatrice.
«Ricordare Valeria a dieci anni dai terribili attentati di Parigi è un dovere», ha dichiarato il vicesindaco Tomaello. «Per l’occasione, il Comune di Venezia ha esposto un messaggio di ricordo sul ponte che collega la stazione Santa Lucia al campus universitario a lei dedicato. Oggi, in questa giornata di sport, ricordiamo ancora una volta la nostra concittadina, vittima innocente di una violenza becera e ingiustificata».
Sulle stesse corde le parole di Senno, che ha sottolineato la risposta della comunità veneziana alla tragedia: «La nostra comunità ha scelto di reagire senza rabbia e senza paura, costruendo ponti di pace. L’intitolazione del settore Distinti non è solo memoria, ma un impegno quotidiano per una società più umana. In un tempo segnato da conflitti e nuove forme di violenza, rinnoviamo i valori in cui Valeria credeva: rispetto, dialogo, libertà». E ha aggiunto un pensiero affettuoso alla famiglia: «A Dario, alla mamma Luciana e al papà Alberto».
L’intitolazione del settore Distinti risale al 2016, quando il Venezia Calcio dedicò ufficialmente quella parte dello stadio a Valeria in occasione dell’amichevole Italia–Francia Under 21, un segno tangibile del desiderio della città di custodire e trasmettere la memoria della giovane ricercatrice.
A dieci anni da quella notte che sconvolse l’Europa, Venezia continua dunque a ricordare Valeria con gesti collettivi, simboli e parole che rinnovano il suo messaggio di impegno civile e umanità.
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