L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA) ha lanciato una forte condanna contro la pratica della “Galoufa” in Algeria, un metodo brutale utilizzato da oltre un secolo per catturare e uccidere cani e gatti randagi
ROMA. La “Galoufa” prevede la cattura e l’uccisione di animali randagi, considerati erroneamente portatori di malattie come la rabbia. Gli animali vengono rinchiusi in gabbie sovraffollate, privati di cibo e acqua per giorni, e infine uccisi con metodi crudeli come l’elettrocuzione dopo essere stati cosparsi d’acqua. In altri casi, vengono abbattuti o avvelenati, subendo atroci sofferenze. I loro corpi, spesso ancora agonizzanti, vengono gettati in fosse comuni o inceneriti.
Le proteste degli attivisti locali e gli appelli per un approccio più umano sono stati ignorati o repressi dalle autorità algerine.
“Questa pratica non solo è inaccettabile dal punto di vista etico, ma si rivela anche inefficace nel lungo termine“, ha dichiarato Massimo Pradella, Presidente OIPA International Onlus. “L’eliminazione cruenta dei randagi non risolve il problema, al contrario di sterilizzazione e vaccini, che ad oggi rappresentano le uniche soluzioni concrete e civili per gestire la popolazione canina e felina.”
L’OIPA ha inviato una lettera di protesta alle autorità algerine, tra cui il Presidente Abdelmadjid Tebboune, il Primo Ministro Nadir Larbaoui e la Presidente del Consiglio Economico, Sociale e Ambientale, Rabéa Kharfi. La lettera chiede l’immediata cessazione di queste pratiche barbare e l’adozione di politiche più civili e rispettose del benessere degli animali.
L’organizzazione invita il pubblico a unirsi alla protesta, che ha già raccolto oltre 1.000 firme, inviando una mail alle istituzioni algerine tramite un modulo online disponibile sul sito web dell’OIPA. L’obiettivo è fare pressione sulle autorità algerine affinché pongano fine a questa crudeltà.
L’OIPA sottolinea che la sterilizzazione e la vaccinazione sono le uniche soluzioni efficaci e compassionevoli per gestire le popolazioni di animali randagi. Queste pratiche non solo prevengono le nascite indesiderate, ma contribuiscono anche a controllare la diffusione di malattie. L’organizzazione esorta le autorità algerine ad adottare un approccio umano e sostenibile alla gestione del randagismo, abbandonando la pratica crudele e inefficace della “Galoufa”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
