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Al Mart di Rovereto Giacomo Balla tra stile e Futurismo

3 minuti di lettura

Un percorso immersivo che si suddivide in cinque sezioni con 240 opere e promette emozioni e suggestioni creative. Un vero e proprio manifesto epocale fruibile dal 16 maggio al 18 ottobre 2026

Esattamente 40 anni fa, nel 1986, la stilista e imprenditrice Laura Biagiotti visitò una mostra alla Galleria Chimera di Roma che presentava opere di Giacomo Balla e delle figlie Elica e Luce. Da quel momento, fino alla scomparsa nel 2017, Laura Biagiotti acquisì e valorizzò con continuità e passione le opere di Giacomo Balla, divenendo, insieme al marito Gianni Cigna, la sua maggiore collezionista privata.

Le opere raccolte nel primo decennio, precisamente fino al 1996, anno della scomparsa del marito, appartengono oggi alla Fondazione Biagiotti Cigna che garantisce l’integrità e la memoria di un collezionismo illuminato, di un mecenatismo generoso.

Ad occuparsi delle opere di Balla per la famiglia Biagiotti è il direttore artistico della Fondazione, il professor Fabio Benzi, che cura insieme a Beatrice Avanzi, responsabile dell’ufficio mostre del Mart di Rovereto, la grande mostra Giacomo Balla. Lo stile dell’Avanguardia.

Per la prima volta in Italia nella sua interezza, la presentazione del nucleo di opere “Balla/Biagiotti” a Rovereto consolida una continuità narrativa che vede nel museo trentino il luogo d’elezione per la valorizzazione dell’avanguardia futurista.

Le opere della Collezione Laura Biagiotti e della Fondazione Biagiotti Cigna dialogano con un patrimonio da sempre rivolto all’approfondimento delle vicende italiane del XX secolo, con particolare attenzione al futurismo e all’opera di Fortunato Depero, il cui lascito ha dato origine al museo stesso.

L’intuizione di Laura Biagiotti ha permesso di raccogliere il nucleo più consistente di opere di Giacomo Balla, dagli esordi divisionisti alle opere astratte, dai bozzetti agli arredi, passando per le grandi tele e i disegni. Laura Biagiotti fu anche la prima a riconoscere il valore delle opere figurative realizzate da Balla negli anni Trenta, fino ad allora poco valorizzate. Appassionata studiosa dell’artista, molto attenta al suo processo creativo e rispettosa delle sue idee, Biagiotti colse in Balla la coerente e costante attenzione alla moda e al suo ruolo nella cultura di massa e nei linguaggi della comunicazione.

Se nel 1915, insieme all’amico Depero, Balla teorizzò la celebre Ricostruzione futurista dell’universo, il Vestito antineutrale di Balla è dell’anno precedente. Vero e proprio manifesto della moda futurista, il manoscritto originale fu acquistato da Laura Biagiotti ed è oggi presente in mostra insieme al manifesto della Ricostruzione, appartenente ai fondi del Mart. Entrambi questi pilastri teorici segnano il passaggio del movimento futurista da semplice corrente artistica a vero e proprio stile di vita, alla ricerca dell’arte totale.

Appartiene al nucleo di opere della collezione Laura Biagiotti anche il Genio futurista, la più grande opera mai realizzata da Balla: un coloratissimo olio su tela d’arazzo, ampio circa 4 metri e alto quasi 3 metri. Del 1925, fu presentato a Parigi in occasione dell’Esposizione universale di arti decorative e industriali moderne.

In mostra anche oggetti, mobili, arazzi, paralumi; studi per sciarpe, cravatte, cappelli, ricami; testimonianze di una produzione che ha impegnato l’artista per tutta la vita. Il percorso cronologico è suddiviso in cinque sezioni tematiche: Divisionismo, Futurismo, La moda futurista, Ricostruzione futurista dell’universo, Una nuova figurazione moderna.


La mostra è completata da un catalogo ampiamente illustrato, edito da Silvana Editoriale con la riproduzione di un nucleo organico e straordinario di opere provenienti dalla Collezione Laura Biagiotti e dalla Fondazione Biagiotti Cigna, qui riunite in un dialogo che ne rivela la profonda coerenza e vitalità. Per l’occasione viene ripubblicato il testo che Laura Biagiotti scrisse in occasione della grande mostra al Puškin di Mosca con la quale, nel 1996, la collezione venne presentata per la prima volta. Il volume comprende, inoltre: un testo di approfondimento sulla storia del collezionismo Biagiotti e un saggio su Giacomo Balla redatti dal curatore Fabio Benzi; un saggio sulla Ricostruzione futurista dell’universo di Balla e Depero, a firma del responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero, Federico Zanoner; testi introduttivi sulle sezioni della mostra del Mart, a cura di Beatrice Avanzi.

Nota – Questo comunicato è pubblicato integralmente come contributo esterno. Ne deriva che il contenuto non è pertanto un articolo prodotto dall’autore né dalla redazione de Il Nuovo Terraglio

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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