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Ai nastri di partenza il progetto “Venezia – LPU 2021”

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Arriva un nuovo progetto volto all’inserimento lavorativo seppur temporaneo di persone disoccupate. Il Comune di Venezia sarà capofila dell’azione “LPU 2021” realizzata in parteneriato con il Comune di Marcon, la cooperativa sociale “Co.Ge.S. don Lorenzo Milani” e il consorzio sociale unitario Gaetano Zorzetto. Si tratta di un’iniziativa, finanziata dalla Regione Veneto per 230.472 euro, mirata a favorire la capacità di saper cercare attivamente, trovare e mantenere un lavoro. Si svolgerà tramite interventi di interesse generale rivolti alla collettività, destinati a migliorare i servizi ai cittadini ed il funzionamento della Pubblica amministrazione. Saranno impiegate in tutto 33 persone attraverso un percorso di orientamento ed accompagnamento al lavoro di 26 ore e un’esperienza di lavoro di pubblica utilità (con uno o più contratti subordinati a tempo determinato della durata massima di 6 mesi e con un contratto con orario settimanale minimo di 20 ore, per 520 ore totali).

Quest’anno il Comune di Venezia attiverà i 28 LPU solo nel settore del verde e dell’abbellimento urbano, in collaborazione con i servizi del lavoro locale (centro per l’impiego, enti accreditati, agenzie). Il lavoro si svolgerà all’aria aperta, nell’ottica di tutelare le persone impegnate dai rischi di Covid 19. Si tratta di  un settore di lavoro con buone potenzialità occupazionali, anche stagionali. Il Comune di Marcon prevede invece l’inserimento di 5 lavoratori di pubblica utilità. Gli interessati potranno candidarsi compilando online, al link: https://www.comune.venezia.it/it/content/sociale, la domanda di partecipazione entro la mezzanotte del 27 luglio 2021.

La crisi socio-economica determinata dalla pandemia ha inciso sulle richieste di aiuto rivolte ai servizi sociali del Comune: nel primo semestre del 2020 i contatti con l’Agenzia Coesione Sociale del Comune di Venezia sono passati da 1523 a 4137 e le famiglie che beneficiano di almeno una forma di supporto sono passate da 763 a 1991.

L’ assessore alla Coesione sociale Simone Venturini ha sottolineato a tal proposito l’importanza di forme di sostegno che, oltre a garantire un contributo economico, possano essere anche occasione di partecipazione attiva alla vita del territorio: “In questi mesi di emergenza dovuta alla pandemia è aumentato in modo significativo il numero di persone fragili o rimaste disoccupate. Riuscire ad offrire loro occasioni di lavoro, garantire un reddito e un contratto sicuro per diversi mesi, coinvolgendole in attività di pubblica utilità, è per noi motivo di grande soddisfazione. In questi ultimi tre anni sono stati circa 400 i cittadini utenti dei nostri servizi sociali che sono stati impegnati in vari progetti (lavori di pubblica utilità, lavori impatto sociale, misure occupabilità sociale e così via) che prevedevano il ricorso alle misure di politica attiva (formazione, orientamento, ricerca attiva del lavoro, tirocini) con la strategia di incrociare le politiche del lavoro con quelle dei servizi sociali”.

I progetti svolti finora hanno portato diversi benefici, come evidenziato dall’assessore: “Negli anni gli utenti dei servizi sociali hanno avuto la possibilità di prestare servizio per la collettività diventandone parte attiva e ricevendo un compenso e un percorso formativo mirato all’incremento dell’occupazione. Inoltre la comunità, attraverso il loro contributo, ha potuto godere del miglioramento della qualità e della fruizione di servizi e degli spazi pubblici come biblioteche, parchi, archivi, uffici”.

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