L’evento “AI Act alla prova” analizza le implicazioni e le sfide della nuova legislazione europea sull’Intelligenza Artificiale.
“AI Act alla prova – Temi e problemi del nuovo regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale“. È questo il titolo dell’appuntamento su tecnodiritto, informatica giuridica e tutela dei diritti in Internet organizzato dall’Università degli Studi di Padova Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto – e AIGA Treviso (Associazione Italiana Giovani Avvocati) che si è tenuto veneredì a Palazzo San Leonardo a Treviso, sede del corso di “Giurisprudenza 2.0”.
Ospite d’eccellenza l’avvocato Luca Visaggio, Direttore dell’Ufficio Affari Legislativi del Parlamento Europeo. Presenti all’incontro, di fronte ad una folta platea di studenti e professionisti del settore, il Prof. Paolo Moro, Presidente del Corso di laurea in Giurisprudenza 2.0, i professori Claudio Sarra, Paolo Sommaggio e Maurizio Bianchini (Università degli Studi di Padova) e gli avvocati Paolo Zampolini, Valentina Billa e Marco Mancini.
Nuovo regolamento europeo
Durante la conferenza si è discusso per la prima volta di AI Act, il rivoluzionario regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale approvato definitivamente dal Parlamento Europeo nei giorni scorsi e destinato ad entrare in vigore nel corso dei prossimi anni. Un atto che pone l’Europa all’avanguardia nell’ambito del dibattito mondiale su benefici, limiti e rischi dell’Intelligenza Artificiale. Una prima legge al mondo destinata ad avere una portata anche superiore a quella del GDPR, il regolamento europeo in tema di privacy.
Per questo motivo, la conferenza ha visto la partecipazione di diversi esperti relatori che hanno esaminato sia i benefici che le nuove sfide che emergeranno dall’implementazione di questa innovativa legislazione, la quale avrà un impatto rilevante sul sistema giudiziario.
I temi affrontati
In particolare, si sono affrontati argomenti quali le questioni etiche, legali e di sicurezza dell’AI Act, oltre alla necessità o meno di supervisione umana, di trasparenza nei processi decisionali, di valutazione continua della performance e di gestione attenta dei dati utilizzati per l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale.
«Durante il simposio abbiamo presentato in anteprima i primi risultati degli studi del nostro gruppo di ricerca di Informatica giuridica, dal momento che anche aziende, Amministrazioni pubbliche ed Enti del terzo settore dovranno presto elaborare policy adeguate e attività conformi al nuovo AI Act europeo» spiega il Prof. Paolo Moro. «L’impatto del nuovo AI Act dell’UE avrà nel futuro notevole importanza sia per avvocati che giudici i quali, all’interno del loro ambito professionale, utilizzeranno sicuramente sistemi di intelligenza artificiale molto evoluti per elaborare atti giudiziali, come le versioni avanzate di ChatGPT – conclude – Infatti, il nuovo Regolamento indica come ad alto rischio i sistemi di AI di ricerca, interpretazione e applicazione del diritto nell’attività giudiziaria».
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