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After Use

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Inaugurazione sabato prossimo, negli spazi del DoubleTree by Hilton Trieste, la mostra fotografica AFTER USE, personale di Giulia Crosilla, curata da Le Vie delle Foto

Trieste – “AFTER USE attraversa luoghi che hanno esaurito la propria funzione, ma non il loro significato. Spazi industriali, corridoi, stanze e architetture sospese nel tempo diventano il teatro di una riflessione silenziosa sull’assenza, sulla memoria e sulla trasformazione. Le immagini non documentano l’abbandono come fine, ma lo interrogano, restituendo allo sguardo una condizione fragile e intermedia”. Questa la presentazione della mostra personale di Giulia Crosilla, che si potrà visitare negli spazi del DoubleTree by Hilton Trieste, fino al 31 gennaio 2026. Sabato prossimo 17 gennaio, alle ore 17.30, l’inaugurazione.

Crepe, ruggine, polvere, graffiti, luce residua e oggetti dimenticati emergono come segni evidenti di una presenza umana che non c’è più, ma che continua a lasciare tracce. La composizione fotografica è rigorosa, spesso frontale o prospettica, sempre misurata. La luce non drammatizza né addolcisce: rivela. Taglia gli spazi e costruisce una tensione visiva costante tra interno ed esterno, tra ciò che è stato e ciò che resta.

L’assenza dell’uomo non è una mancanza, ma una precisa scelta narrativa. È proprio nel vuoto che il passaggio umano diventa più evidente: cassetti aperti, quadri elettrici corrosi, scritte sui muri, finestre che continuano a guardare fuori. AFTER USE si colloca in uno spazio liminale, dove il degrado non è spettacolo e la rovina non è estetizzata, ma osservata con lucidità e rispetto.

Giulia Crosilla

Fotografa ed esploratrice attenta del territorio friulano, trasforma l’indagine sui luoghi in racconto visivo, restituendo dettagli, atmosfere e storie di un patrimonio spesso ignorato o destinato alla cancellazione.

La mostra si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale del DoubleTree by Hilton Trieste, storica architettura nel cuore della città che da anni accoglie progetti artistici e fotografici, confermandosi luogo di dialogo tra ospitalità, arte contemporanea e territorio.

«AFTER USE è una mostra che invita a rallentare lo sguardo e a interrogarsi su ciò che resta quando una funzione si esaurisce. Non parliamo di luoghi morti, ma di spazi che continuano a raccontare, a resistere, a chiedere attenzione. La fotografia diventa uno strumento di memoria, capace di trattenere ciò che sta per scomparire senza forzarlo», afferma Linda Simeone, curatrice della mostra.

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