Si è spento ieri sera, a Roma l’attore francese; aveva 93 anni ed era malato da tempo
Roma – Philippe Leroy era molto più di un attore. Aristocratico, anticonformista, militare e infine interprete di ruoli per il cinema e la televisione era un personaggio che va oltre il cinema.
Aristocratico e anticonformista
Nato a Parigi il 15 ottobre del 1930, erede di una famiglia aristocratica con sei generazioni di soldati e ambasciatori alle spalle, si era “liberato” del suo titolo di marchese a 17 anni, imbarcandosi come mozzo su una nave diretta in America. A New York rimase un anno, poi tornò in Francia.
Il militare
Nel 1953 si arruolò nell’esercito francese e combatté in Indocina. Poi si arruolò nella Legione Straniera. Nel 1958, come tenente paracadutista della riserva, partecipò alla guerra d’Algeria e venne insignito di due medaglie al valor militare. Fu congedato con il grado di Capitano.
L’attore
Quasi 200 apparizioni tra film e sceneggiati gli hanno dato fama e riconoscimenti internazionali. Ma è sempre rimasto in Italia, anzi, a Roma.
Ha interpretato da “Il buco” di Jacques Becker,1960, Leonardo da Vinci, miniserie televisiva del 1971, il Vescovo di Terence Hill nella fiction “Don Matteo”, e ancora “Quo vadis?”, “Il generale”, “Elisa di Rivombrosa”, “L’ispettore Coliandro”, “I Cesaroni”, indimenticabile il suo Yanes de Gomera in Sandokan. Nel ’75 il primo grande successo con “Sette uomini d’oro” e infine l’ultimo “La notte è piccola per noi” del 2019. E molti altri.
Vita privata
Philippe Leroy-Beaulieu aveva 93 anni. Nel 1990 aveva sposato la giornalista Silvia Tortora, figlia del conduttore televisivo Enzo, da cui ha avuto due figli, Philippe e Michelle. Lei è morta a soli 59 anni il 10 gennaio 2022. L’attore ha anche un’altra figlia da un precedente legame, l’attrice Philippine Leroy-Beaulieu.
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