Nata a Roma il 14 agosto del 1928 Lina Wertmuller ci lascia e ci svuota, ma con la sua ineffabile ironia. Figlia di romana e di uno svizzero tedesco che le regala un nome che all’inizio suona e stride per poi mettere tutti d’accordo, unico e indimenticabile. Prima donna ad essere candidata all’Oscar come miglior regista per “Pasqualino settebellezze” siamo nel 1975, poi nel 2009 la statuetta arrivò meritatamente conferita alla carriera. Intransigente e ruvida sul set, famosi attori raccontano delle sue urla che però finivano in risate. La sua fu una carriera globale, regista d’opera e teatro di prosa senza contare le scritture per film altrui. E i tanti anni al Sistina con Garinei e Giovannini nella prima Canzonissima. Eccentrica nel look, con i suoi immancabili occhiali bianchi, in un cassetto sembra ne avesse una collezione di ben 5’000 pezzi, provocatoria e instancabile creativa. Addio Lina ci mancherai. I funerali si svolgeranno sabato alle 11.30 nella Chiesa degli artisti di Roma.
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