Si è spento ieri sera, nella sua casa di Bra, nel Cuneese, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Aveva 76 anni
Carlo Petrini è morto ieri sera, nella sua casa a Bra, città dove era nato il 22 giugno del 1949. Lo ha comunicato Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti.
In contrapposizione ai sempre più invadenti Fast Food dergli anni ’80, Lui aveva contrapposto lo Slow, il lento assaporare del cibo pre gustarlo con tutti isensi.
Chi semina utopia raccoglie realtà
“Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune – ricorda Slow Food -, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità” sono nati anche Terra Madre, rete internazionale fondata nel 2004, e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato sì (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Carlo Petrini – ricorda Slow Food – che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili.
“Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”, sottolinea Slow Food.
Nel 2004 la rivista Time Magazine attribuisce a Petrini il titolo di “Eroe europeo” del nostro tempo nella categoria “Innovator”. Nel 2013 ha vinto ricevuto dall’Unep il premio Campione della Terra. Tra i suoi libri, Terra Madre, Come non farci mangiare dal cibo (Giunti-Slow Food) e Un’idea di felicità (Guanda-Slow Food) con Luis Sepulveda.
Nel libro “Buono, Pulito e Giusto, Principi di nuova gastronomia” definì un innovativo concetto di qualità alimentare, ora linea guida dell’associazione col logo della chiocciola. (ANSA).
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