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Addio a Sammy Basso, il malato di progeria più longevo al mondo

Sammy Basso, il malato di progeria più longevo al mondo, è morto a 28 anni a causa di un malore. Simbolo di coraggio e impegno nella ricerca scientifica, ha dedicato la sua vita alla lotta contro la progeria

TREVISO. Sammy Basso, simbolo internazionale della lotta contro la progeria, è morto all’età di 28 anni. Colpito da un malore mentre si trovava in un ristorante, aveva da poco fatto ritorno in Italia dopo un viaggio in Cina. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa sui social dall’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso (A.I.Pro.Sa.B.), organizzazione che Sammy stesso aveva fondato nel 2005 per promuovere la ricerca e la consapevolezza su questa rarissima malattia genetica che causa invecchiamento precoce.

Nato a Schio il 1 dicembre 1995, Sammy viveva a Tezze sul Brenta con la sua famiglia e, nonostante la sua condizione, ha vissuto una vita piena e straordinaria. Oltre a essere un esempio di forza e resilienza, è stato un vero punto di riferimento per la comunità scientifica e per chiunque fosse affetto da progeria. La malattia non ha mai limitato il suo desiderio di studiare e contribuire attivamente al progresso scientifico. Si era laureato con 110 e lode in Scienze Naturali con indirizzo biologico molecolare presso l’Università di Padova, discutendo una tesi sulle potenziali terapie per rallentare il decorso della sua stessa malattia.

Il suo percorso accademico è stato segnato da passione e dedizione. Dopo essersi diplomato al liceo scientifico “J. Da Ponte” di Bassano del Grappa, aveva inizialmente scelto di studiare Fisica, ma successivamente aveva cambiato indirizzo per approfondire lo studio della biologia molecolare. Nel 2021, ha conseguito la laurea magistrale in Biologia Molecolare presso lo stesso ateneo, con l’obiettivo di contribuire direttamente alla ricerca sulla progeria. Il suo sogno era di lavorare presso il CERN di Ginevra, una meta che considerava il culmine del suo percorso professionale.

Sammy era conosciuto anche per la sua capacità di raccontare il suo viaggio personale attraverso la malattia. Nel 2014, ha documentato il suo avventuroso viaggio lungo la celebre Route 66 negli Stati Uniti, un’esperienza che ha trasformato in un libro intitolato Il viaggio di Sammy e in una serie televisiva trasmessa su Nat Geo People. Questo progetto gli ha permesso di sensibilizzare un vasto pubblico sulla progeria e di condividere la sua straordinaria visione della vita.

Nel 2019, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un riconoscimento per il suo eccezionale impegno civile e scientifico.

“Si è spenta la nostra luce, la nostra guida”, ha scritto lo staff dell’Associazione Italiana Progeria sui social, rendendo omaggio a un giovane che ha saputo trasformare la sua condizione in una missione di vita. Sammy non è stato solo un testimone della progeria, ma anche un simbolo di speranza, intelligenza e umanità per tutti coloro che lo hanno conosciuto o seguito nel suo percorso.

Il giorno prima della sua morte, Sammy Basso aveva ricevuto un importante riconoscimento: il Premio Rizzi, conferitogli per il suo impegno nella ricerca scientifica e nella sensibilizzazione sulla progeria. Questo premio, assegnato dall’omonima fondazione, rappresentava un ulteriore tributo al suo straordinario contributo alla comunità scientifica e sociale.

Sammy Basso lascia un’eredità importante: la sua vita è stata un messaggio di speranza e di lotta contro le avversità, dimostrando che, anche di fronte a una malattia così devastante, si può contribuire a cambiare il mondo con coraggio, intelligenza e amore per il sapere.

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