A 96 anni ci lascia il fondatore della rete di comunità Exodus che ha salvato e continuerà a salvare ragazzi
Nella sua casa, all’interno del Parco Lambro a Milano, dove la comunità Exodus da lui fondata ha sede da oltre quarant’anni, si è spento un prete, un padre, un amico, un salvatore, un visionario. Un sacerdote che amava la strada più della sacrestia e ha fatto della ricerca della salvezza altrui la sua ragione di vita. Veronese di nascita, milanese di adozione, pragmatico e volitivo, con il maglione scuro e il ciuffo ribelle, “il prete matto“, come amava definirsi, nel 1979 viene chiamato a dirigere l’opera don Calabria di Milano, in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, all’epoca enorme crocevia dello spaccio, luogo tristemente iconico per la tossicodipendenza. Da lì nasce tutto, con don Mazzi che ripulisce il parco e ottiene la concessione della Cascina “Molino Torrette“, che diventa da lì a breve la dolce e severa dimora della comunità, dove ha vissuto fino a ieri prima di spegnersi, sede di tutte le idee e le salvezze, che da Progetto Exodus arriverà a trasformarsi in Fondazione Exodus. Uscendo ovviamente in strada con la sua presenza attiva, fuori dai luoghi comuni e dalle false ipocrisie. Per poter ripescare ragazzi e quella gioventù dispersa, che lui fino in fondo non ha mai smesso di cercare. Comunicatore perfetto, giornalista professionista, riesce a comprendere immediatamente le virtù della divulgazione a tutto tondo per cercare e salvare anime, ospite familiare a Domenica In per esempio, con Mara Venier, che oggi commossa lo ricorda, definendolo “un secondo padre“. La sua visione del futuro risiede nei fatti e in questa frase che ci lascia piacevolmente interdetti per la sua bellezza: “I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare, che abbiamo 70 anni, che ne abbiamo 15 che ne abbiamo 80“. Il don Mazzi pensiero diventa quindi un messaggio contemporaneo che invita a riflettere, ricolmo di speranza e gioia di vivere. Passando da tutto il tesoro che oggi lascia.
Photo Credit Vita.it
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