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Addio a David Lynch, regista visionario e moderno

David Lynch aveva 78 anni, cineasta sperimentale e visionario ci lascia tra gli altri, capolavori quali Mulholland Drive e The Elephant Man

Quando arriva la notizia si rimane attoniti, ripensando al suo cinema, fatto di geniali intuizioni che avevano il pregio di “allargare emozioni e visuali“, nel nome di una vera ed autentica contemporaneità.

Nato nel 1946 a Missoula, nel Montana, David Lynch muove i primi ciak con il film sperimentale Eraserhed, siamo nel 1977, ma è con The Elephant Man, nel 1980, la prima vera e autentica consacrazione, con ben 8 nomination ai premi Oscar. Velluto Blu nel 1986 ottiene una nomination agli Oscar per la regia, turbato dagli scandali derivati dalla scena di nudo di Isabella Rossellini, moglie del regista all’epoca e tutto ciò ora sembra preistoria spiccia.

Ma è con il genio di Twin Peaks, siamo arrivati nel 1990, che David instaura il suo autentico rapporto con la serialità e la morte. Quella di una certa Laura Palmer, ritrovata nuda e avvolta in un telo di plastica. “Chi ha ucciso Laura Palmer?“ è questa la domanda che tutti si pongono appassionatamente, puntata dopo puntata, nel segno di una vera e propria ricerca della verità.

Ma forse la vera consacrazione, anche se obiettivamente appare ingiusto attribuire questo ad un artista di tale calibro è il capolavoro Mulholland Drive, del 2001, miglior regia a Cannes, dove surrealismo e intreccio misterioso fanno il paio per poter incorniciare una splendida pellicola.

Talentuoso e poliedrico, fotografo, pittore e musicista, David Lynch è stato un moderno esploratore in grado di coniugare mistero e atmosfere. Nel segno di quella bellezza inedita che oggi ritorna con noi, dono prezioso da custodire gelosamente.

Photo Credit by Wikipedia

Prima Fila di Mauro Lama

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