Dopo giorni di tensioni e veti incrociati tra Socialisti e Popolari, le forze politiche del Parlamento Europeo hanno finalmente trovato un accordo per approvare la nuova Commissione Europea. Un’intesa che sancisce la fine di un braccio di ferro tutto politico, legato in particolare alle nomine di Raffaele Fitto e Teresa Ribera, rispettivamente candidati di Italia e Spagna per il ruolo di Vicepresidente
BRUXELLES. Le audizioni dei commissari designati, concluse il 12 novembre, si erano arenate per via dei contrasti tra il Partito Popolare Europeo (PPE) e i Socialisti e Democratici (S&D). I Socialisti avevano bocciato la nomina di Fitto, esponente di Fratelli d’Italia e parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), un’area politica al di fuori della maggioranza parlamentare europea. Al contrario, il PPE si era opposto alla designazione di Teresa Ribera, figura di spicco del Partito Socialista spagnolo e vice-prima ministra con delega alla Transizione ecologica nel governo Sanchez.
Alla base del conflitto c’erano non solo divergenze ideologiche, ma anche rivalità nazionali e accuse incrociate. In Spagna, Ribera è stata al centro delle polemiche per la gestione delle alluvioni nella Comunità Valenciana, governata dai Popolari. Da parte sua, il PPE temeva che Fitto potesse dare legittimità ai Conservatori come forza politica moderata, un’immagine che Fratelli d’Italia e il suo gruppo cercano di costruire a livello europeo.
L’accordo è arrivato nella serata di mercoledì, con un’intesa che prevede l’approvazione reciproca delle due candidature. Una sorta di patto di non belligeranza: i Socialisti spagnoli hanno accettato Fitto, mentre i Popolari hanno dato il via libera a Ribera. Il voto di ratifica, previsto per il 27 novembre al Parlamento Europeo, dovrebbe essere una formalità, aprendo la strada all’insediamento della nuova Commissione l’1 dicembre, rispettando così il calendario fissato dopo le elezioni europee di giugno.
La nuova Commissione avrà sei Vicepresidenti, scelti per rappresentare gli equilibri tra i gruppi parlamentari principali: Socialisti, Popolari e Liberali del gruppo Renew Europe.
Ursula von der Leyen sembra aver puntato su questa nomina per mantenere buoni rapporti con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano e rafforzare un’alleanza strategica con uno dei leader più influenti della destra europea.
Oltre a Fitto e Ribera, tra i vicepresidenti figurano Kaja Kallas (Estonia), Stéphane Séjourné (Francia), Henna Virkkunen (Finlandia) e Roxana Mînzatu (Romania), in una formazione che cerca di riflettere la diversità geografica e politica dell’Unione.
Questo compromesso evidenzia quanto siano complessi gli equilibri in seno al Parlamento Europeo, dove le alleanze trasversali sono necessarie per governare. La nuova Commissione avrà davanti sfide cruciali: dalla transizione ecologica alle tensioni geopolitiche, passando per la gestione economica post-pandemia. Ma l’accordo raggiunto dimostra che, sebbene a fatica, l’Europa è ancora capace di trovare sintesi politiche.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

