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Accoglienza dei profughi e gestione delle ricadute economiche: due obiettivi incompatibili?

2 minuti di lettura

Analizzando i dati testuali, l’Osservatorio Hyperion dell’Università di Padova evidenzia da un lato l’urgenza di gestire l’accoglienza dei profughi, dall’altro l’impatto che l’incremento dei prezzi sta avendo sulla vita dei cittadini.

Nella settimana dal 4 al 10 marzo 2022, l’Osservatorio Hyperion dell’Università di Padova registra come la tematica centrale delle produzioni discorsive dei cittadini della Regione Veneto sia quella delle ricadute economiche degli accadimenti in Ucraina sulla quotidianità italiana, in particolare il rincaro dei prezzi di carburante e gas.

Il 71,34% dei dati testuali analizzati mette in luce la tendenza – in crescita – dei cittadini veneti a configurare due obiettivi distinti incompatibili fra di loro: da una parte la gestione dell’accoglienza dei profughi e dall’altra il supporto economico delle Istituzioni nei confronti degli italiani.

In particolare, il 23,20 % di questi tende a incolpare le Istituzioni di mantenere prioritaria l’accoglienza dei profughi sottovalutando l’impatto che il rincaro dei prezzi sta avendo nell’organizzazione della quotidianità degli abitanti.

Un incremento di questo dato potrebbe risultare critico per la gestione comune dell’emergenza qualora il numero dei cittadini ucraini accolti raggiungesse valori elevati: la contrapposizione fra cittadini, infatti, potrebbe enfatizzarsi sfociando in forme molto aspre e di marcata distinzione fra parti, soprattutto nei confronti delle Istituzioni.

D’altra parte, è emerso che il 28,66% dei cittadini considera l’accoglienza dei profughi, e il rincaro generale dei prezzi, come implicazioni della medesima emergenza comunitaria: occuparsi di quest’ultima implica, pertanto, gestire entrambe le conseguenze. Di questi dati, un 10,09% valorizza il contributo delle iniziative comunitarie e societarie – ad esempio il car sharing a fronte del rincaro dei prezzi di carburante – che rendono conto di una condivisione di responsabilità nel perseguimento dell’obiettivo di gestione dell’emergenza.

«Dai dati analizzati, – spiega il prof. Gian Piero Turchi dell’Università di Padova – emerge quanto messo in luce nella settimana precedente, ossia che gli accadimenti in Ucraina sono un’emergenza che deve essere considerata con tutte le sue implicazioni, compresa l’accoglienza dei profughi».

Si conferma, però, la netta distinzione fra due tipi di dati testuali che risultano fortemente contrapposti e che possono dare vita, nel prossimo futuro, a due assetti interattivi assai diversi:
a) tre quarti dei dati esprimono grande preoccupazione per i riverberi che si potrebbero verificare come conseguenze pesanti che possono penalizzare fortemente la vita dei cittadini della Regione Veneto nella loro quotidianità, soprattutto in prospettiva, con una dichiarata e ribadita incapacità delle Istituzioni, di riuscire a gestirle;
b) un quarto dei dati considera, invece, le conseguenze menzionate come una responsabilità che appartiene a tutta la Comunità della Regione Veneto e che rientra nella gestione dell’emergenza in corso e dell’accoglienza dei profughi ucraini.

«Questa contrapposizione, quando i profughi diventeranno “visibili” anche in base alla numerosità degli stessi e le conseguenze nella vita quotidiana dei cittadini assumeranno una veste costante e continua – conclude Turchi –, si potrebbe trasformare in prese di posizione effettive e concrete (a favore o contro) anche nei confronti dei profughi stessi e delle Istituzioni, chiamate a organizzare l’accoglienza e a mitigare le diverse conseguenze che gli accadimenti in Ucraina possono
comportare»

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