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A Warm Summer Night (Chic)

Nel 1979 Risqué, l’album culto degli Chic conteneva questa perla destinata a rilasciare raffinate emozioni

A “Warm Summer Night“, autentico prodigio sonoro, che oltre a diventare un manifesto sensuale e notturno ancora oggi suona come un pezzo sopra ogni divenire, masterpiece che Bernard Edwards e Nile Rodgers confezionarono all’epoca come se fosse un gioiello. Prezioso e unico.

Ma il raccoglitore di raffinate creazioni musicali aveva un nome, Risqué, capolavoro che Nile, Bernard e Tony Thompson concepirono per chiudere gli anni 70, ma che si propose come autentica fonte per i successivi decenni.

Trentasei minuti di groove di altissima gamma, con brani come “Good Times“, campionato come non mai, da chiunque subito dopo si accingeva a voler fare disco o a produrne, per arrivare a “My Forbidden Lover“, ma lista è lunga, vedi “Will you cry“, tenera e priva di qualsiasi sbavatura e come fare un torto a “My Feet Keep Dancing“, disco che ha nel suo destino la bellezza e un certo tipo di repentina empatia.

Lo spartito ammiccante degli Chic amava intraprendere abilmente il successo popolare senza dimenticare la matrice mainstream, ma in questo caso assolutamente unica e imprevedibile, pronunciata attraverso i giochi di archi e tastiere, ma principalmente verso il basso raffinatissimo di Bernard e la chitarra di Nile, senza ovviamente tralasciare la batteria di Thompson. Un triplete in versione strumentale destinato a scrivere storia e mood.

Tracce di velluto, che diventano vinili da collezione, quelli da tramandare di volta in volta, di disco in disco.

Photo Credit by Wikipedia

Lost in band di Mauro Lama

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