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À pied d’œuvre, il film in concorso a Venezia 82

Quando il sogno di diventare scrittore ribalta una vita che diventa ostile e precaria

Diciamolo subito, la pellicola in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia che porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Franck Courtés, dove Bastien Buillon interpreta Paul,un fotografo che per inseguire la vocazione della scrittura abbandona la comfort zone dello scatto e dell’obiettivo, si distingue immediatamente per il prezzo da pagare in nome di un cambiamento e di una scelta libera e schietta.

La sagace regia di Valérie Donzelli ci regala un film che indaga non solo sulle scelte di vita, ma anche su di un mercato del lavoro che costringe adattamento e poliedricità, ad alto costo e con la nuova logica dell’algoritmo. Perché quando Paul ricerca un nuovo impiego non trova altro che iscriversi ad una piattaforma diventando un jobber, che accetta lavori di ogni risma, con emolumenti da fame. E così la soglia della povertà diventa vicina e reale entrando quasi senza darne piena contezza, calpestando una vita che “è come le cinque della sera“, non ancora buia, ma che prelude ad uno scuro inquietante.

Paul, che apparentemente non bada inizialmente al “vigore economico“, con il passare della narrativa e della storia lambisce il fallimento, pur senza entrare mai nella depressione e nello sconforto, ma con quel pizzico di romanticismo che alla fine rende tutto meno drammatico. Senza mai adattarsi al nuovo ruolo e con il suo ultimo romanzo sempre pronto ad uscire. Sempre“ pronto al lavoro”, come ci suggerisce il titolo del film.

Photo credit by La Biennale Venezia

Intravisti per voi di Mauro Lama

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