un libro per ricordare Goffredo Parise nell’anniversario della sua morte
Come sempre la Libreria San Leonardo è sensibile ai temi culturali più cogenti.
In questo caso era opportuno ricordare Goffredo Parise per commemorare il giorno della sua morte, il 31 agosto, con un libro di Paola Di Giuseppe “ L’erba è verde” .
La saletta era gremita per sentire le ricerche effettuate dall’autrice dopo vent’anni della morte di Goffredo Parise , intervistando persone che sono state a lui vicine, come Giosetta Fioroni, o come a Marcea, la barista che lo vedeva ogni mattina con la compagna a fare colazione. Ma anche Tommaseo Ponzetta, il famoso chirurgo che aveva anche per passione la letteratura, visto i famosi natali (Nicolò Tommaseo) che condivideva con lui le battute di caccia con Parise, di cui lui era appassionato, ma non molto portato visto che una volta ha scambiato una civetta per una beccaccia.


Un’altra cospicua parte del libro è stata dedicata ai viaggi, che lo scrittore ha affrontato dagli anni ‘80 in poi, dopo il periodo romano in cui ha frequentato l’intelligentia della capitale , tra cui Giosetta Fioroni, e dove ha abitato anche per un certo periodo con la prima moglie. Dal 1964 infatti aveva frequentato anche Schifano e lì a Roma viveva una vita frenetica, che però ad un certo punto non lo soddisfava più. Lì ha conosciuto anche Lorenzo Cappellini, il grande fotografo che è anche l’autore dei suoi più bei ritratti, del Parise quotidiano. Questo perché aveva un rapporto con lui così stretto, da correre al suo letto di morte, nonostante fosse in viaggio di nozze a Londra.
Per quel che riguarda i viaggi hanno preso circa 15 anni della sua vita, e lui li affrontava con la sua poliedricità del suo essere: scrittore, poeta, sceneggiatore e giornalista. Aveva scelto le sue mete con un tempismo eccezionale. Era stato in Cile poco dopo il golpe contro Alliende, visitando i luoghi più poveri del paese. Era andato in Vietnam durante la guerra ed era stato nelle capanne dei viet-cong.
Ma il paese da lui più amato è stata la Cina di Mao, perché aveva colto questo paese nel momento in cui il popolo cinese viveva il suo sogno di libertà. L’ultimo dei suoi viaggi è stato in Giappone, un paese che lui aveva amato anche attraverso il cinema. Ricordiamo che lui ne era un cultore, tanto da diventare sceneggiatore di film famosi, come Il prete bello di Mazzacurati e L’odore del sangue di Marco Martone. Ma lui era anche un frequentatore di sale cinematografiche. In particolare viene ricordato dai proprietari del Cinema Edera, quando andava a qualche proiezione e se non gli piaceva, usciva fuori a fumare.


La presentazione del libro è stata interessante anche per le letture di alcuni brani del libro a cura di Roberto Duprè, che hanno aiutato il pubblico a conoscere meglio Goffredo Parise. Un uomo che risultava con un carattere difficile, scostante ma capace anche di tanta poesia, come cita il titolo del libro, tratto da un episodio in cui passeggiando a Venezia,quando ha visto un bambino con un abbecedario ed ha letto in una delle pagine questa frase che nella sua semplicità fa capire la bellezza delle cose semplici. Oppure il suo sdegno quando in Biafra ha visto tutto quello che il mondo non voleva vedere: la fame di milioni di rifugiati, che gridavano allo scandalo di una umanità indifferente.
Ma la connotazione più poetica Parise l’ha fatta sulle donne vietnamite, le più belle del mondo, a suo dire, che si possono rappresentare con una scena poetica: sono come una volpe che attraversa un prato innevato sotto una notte con la luna piena.
Come si può capire questa presentazione del libro di Paola Di Giuseppe è stata ricca di suggestioni ed emozioni e nonostante la giornata fosse ancora molto calda, il pubblico è rimasto fino alla fine, desideroso di saperne ancora di più. Questo per dimostrare che i classici non stancano mai e che alcuni nostri autori che hanno avuto una rilevanza anche nazionale, hanno ancora molto da dirci.
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