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Ville Venete ed edilizia minore: a Palazzo Giacomelli un confronto sul futuro del patrimonio architettonico veneto

3 minuti di lettura

Esperti e istituzioni a confronto per ripensare tutela, gestione e futuro delle dimore storiche venete

TREVISO. A Palazzo Giacomelli si è tenuto un pomeriggio di studio dedicato alle Ville Venete e all’edilizia minore, un patrimonio che continua a definire l’identità culturale e paesaggistica del Veneto. L’incontro, promosso da Il Nuovo Terraglio e realizzato con il contributo della Regione Veneto nell’ambito di un bando dedicato ad iniziative editoriali, tra cui la valorizzazione del patrimonio culturale, ha riunito amministratori, architetti, storici dell’arte ed esperti per analizzare criticità, prospettive e nuovi modelli di gestione.

In apertura Paola Zuliani, editore de Il Nuovo Terraglio, ha richiamato l’attenzione sul valore delle ville come testimonianza storica e sulla necessità di progetti di tutela sostenibili, sottolineando inoltre il ruolo dell’edilizia minore – case rurali, mulini, corti – spesso trascurata ma fondamentale per la lettura del paesaggio veneto.

Il sindaco di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, ha illustrato il caso del Terraglio, dove si concentrano numerosi complessi storici con stati di conservazione molto diversi. Ha ribadito l’urgenza di salvaguardare un patrimonio fragile, spesso in abbandono.

Il consigliere provinciale Raffaele Freda ha portato i suoi saluti, sottolineando l’importanza di momenti di confronto di questo genere. Ha elogiato il progetto, definendolo un’occasione preziosa per rafforzare la consapevolezza sul valore delle Ville Venete e dell’edilizia minore, e ha ribadito il sostegno delle istituzioni a iniziative capaci di coniugare tutela, valorizzazione e futuro del patrimonio architettonico del territorio.

Uno dei contributi centrali è stato quello di Enrico Specchio, Direttore degli Enti Locali della Regione Veneto, che ha confermato il lavoro in corso verso una candidatura unitaria delle Ville Venete a patrimonio UNESCO, superando la sola area palladiana e promuovendo una rete in grado di accedere a risorse nazionali ed europee.

Andrea Valentini, architetto dell’IRVV, ha ricostruito le cause storiche del declino delle ville, ricordando come l’introduzione di nuove tassazioni in epoca napoleonica abbia reso onerosa la manutenzione dei corpi padronali, spesso demoliti mentre venivano conservate le barchesse, non soggette a imposte.

L’architetto Enrico Montalti ha proposto una lettura dell’evoluzione architettonica tra Sei e Settecento, illustrando alcuni modelli ricorrenti, tra cui la villa reggia e il modello palladiano, evidenziando come l’eredità del linguaggio cinquecentesco sia stata spesso reinterpretata nei secoli successivi.

Lo storico dell’arte Marco Dolfin ha presentato il caso di Villa Marcello del Majno a Preganziol, soffermandosi sul suo ciclo neoclassico e sulle trasformazioni subite nel Novecento. Particolare interesse ha suscitato l’analisi del “bassorilievo pittorico” della barchessa est, con riferimenti alla scuola di Piranesi. In questo contesto si inserisce anche la recente scoperta presentata da Marco Dolfin, che ha attribuito il ciclo di affreschi neoclassici a Costantino Cedini. L’artista, come ha evidenziato Dolfin, si sarebbe ispirato al celebre Vaso Borghese (60–40 a.C. circa, oggi al Museo del Louvre), un capolavoro dell’arte antica raffigurante Fauni e Baccanti. L’opera era stata resa nota nel Settecento anche grazie alle incisioni di Giovanni Battista Piranesi, originario di Mogliano Veneto, che nel suo repertorio descriveva il vaso come “antico di marmo di gran mole… nel Palazzo della villa Borghese”, contribuendo alla sua diffusione iconografica in tutta Europa.

Il professor Cesare Feiffer ha infine richiamato l’importanza di una cultura del restauro consapevole, capace di riconoscere materiali, tecniche e stratificazioni storiche per evitare interventi che compromettano l’identità dei luoghi. A queste tematiche ha dedicato anche il libro Il monumento storico e l’archistar. Dramma in tre atti, in cui affronta con taglio critico il rapporto tra tutela del patrimonio e derive contemporanee dell’architettura.

Nel corso della serata, Valentina Nespolo, direttore de Il Nuovo Terraglio, ha posto l’accento sul ruolo dell’editoria nella diffusione della cultura territoriale e ha presentato NetGreen, nuove piattaforme digitali dedicate ai temi ambientali e all’educazione delle giovani generazioni.

La giornata si è conclusa con il concerto Il canto degli Uomini e degli Dei – Compositori classici in Villa, un omaggio musicale alle dimore storiche venete. Sul palco si è esibita l’Orchestra Sinfonica del Veneto, con Emy Bernecoli nel ruolo di primo violino e la voce del tenore Cristian Ricci.

Il concerto è stato presentato dalla giornalista Federica Morello, che con stile elegante e coinvolgente ha guidato il pubblico attraverso i vari brani, accompagnando gli spettatori con una conduzione chiara e appassionata capace di valorizzare gli interpreti e rendere la serata ancora più suggestiva.

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