Dopo il retroscena che rivela come all’interno della presidenza della Repubblica possa insidiarsi un movimento di consiglieri che avrebbe in serbo iniziative contro Meloni il dibattito politico si è acceso e sembra debba alimentarsi
Ma andiamo per piccoli gradi, rimarcando i fatti che hanno inizio dall’articolo su La verità a nome di Maurizio Belpietro che parla di quelle strane manovre per impedire non solamente una nuova vittoria di Giorgia Meloni alle prossime elezioni, ma che una maggioranza non di sinistra nella prossima legislatura possa avere voce grossa in capitolo riguardo il dopo Sergio Mattarella. E i fantasmi a questo punto sono pronti ad agitare “la grande lista civica nazionale“, una sorta di riedizione edulcorata dell’Ulivo, dove in una specie di ammucchiata dal sapore centrista tutto sarebbe pronto per salutare Giorgia. E dopo che il capogruppo di Fdl alla Camera Bignami ha chiesto al presidente Mattarella una smentita, il Colle tuonando, ha espresso subito stupore per queste dichiarazioni, definendole “supposizioni ridicole”. Con l’opposizione che allude alla macchina del fango e alle intimidazioni. Il plateau a questo punto sembrerebbe servito, ma al di là dei doverosi e puntuali chiarimenti avvenuti ieri tra la Premier e il Capo dello Stato, emergono inquietanti interrogativi per le frasi improvvide del consigliere di Stato Francesco Saverio Garofani, pur se in un contesto privato. Con la sensazione di essere solo all’inizio di questa piccola grande schermaglia, che promette forse altro prima di archiviare il file come scontro istituzionale senza nessun seguito.
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Zero Biscuit di Mauro Lama
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