Secondo posto per Mattia Furlani nelle finali di Diamond League. Sesti Leonardo Fabbri nel peso e Roberta Bruni nell’asta
ZURIGO (SVIZZERA) – Sfiorato il diamante per due centimetri. C’è mancato davvero poco per Mattia Furlani. Il campione mondiale indoor e bronzo olimpico salta 8,30 (+0.7) e arriva dietro allo svizzero Simon Ehammer (8,32) già campione nel 2023. A poco più di due settimane dall’inizio dei Campionati Mondiali di Tokyo, l’atleta azzurro atterra a solo un centimetro dal suo primato stagionale.
Sulla pedana rialzata di Zurigo il salto giusto arriva al quinto turno. I primi tre salti si attestano sul 7,95 (0.0), 8,02 (+0.1) e 7,99 (-0.2). Poi arriva un nullo per soli centimetri ma buono per il podio come lunghezza. E infatti poi l’ultimo è buono per l’8.30 che vale il secondo posto.
Terzo l’australiano Liam Adcock, che a Roma aveva battuto l’azzurro all’ultimo salto nel Golden Gala Pietro Mennea, con 8,24 (-0.3) e ben cinque salti oltre gli 8,13. Sesto il campionissimo greco Miltiadis Tentoglou con 7,66 (-0.2).
A fine gara il reatino ha commentato così:
“Non avevo la rincorsa completa, ero senza preavvio e con una pedana più lunga avrei potuto interpretarla meglio. Mi sono adattato, come hanno fatto gli altri, per dare il massimo: è una misura importante, sto molto bene. Dopo l’acqua della scorsa settimana a Losanna, finalmente una bella gara in Svizzera”
Sesti Fabbri e Bruni
Stesso risultato per Leonardo Fabbri e Roberta Bruni. Entrambi gli azzurri arrivano infatti sesti. Il campione europeo a Roma argento mondiale a Budapest ottiene la sua miglior distanza al secondo lancio con 21,47. Una serie contraddistinta da due nulli e tutti i lanci sopra ai 20 metri (serie: 20,96-21,47-20,78-nullo-20,81-nullo), ma non bastano per battere lo statunitense Joe Kovacs (22,46) alla sua quarta vittoria. Secondo il connazionale Payton Otterdahl (22,07) e terzo il giamaicano Rajindra Campbell (21,87).
A fine gara l’azzurro ha commentato così:
“Sono arrabbiato, molto arrabbiato. Gli allenamenti vanno bene, ma in gara non riesco a tradurre quanto realizzo nell’avvicinamento alla gara. La devo considerare una spinta, una motivazione per Tokyo in una stagione dove non ho vinto niente, e l’appuntamento principale da preparare al meglio in queste due settimane che mi separano dal Mondiale“.
Sesta anche Roberta Bruni nel salto con l’asta con 4,45. Dopo due mesi di stop per infortunio, l’azzurra alla sua seconda gara supera al primo salto la quota. Prova poi i 4,55 per tre volte, con il secondo sfumato per un soffio. Per lei quindi si conferma il risultato delle ultime due finali, con il miglior piazzamento ottenuto nel 2022 quando giunse quarta.
Vince per la seconda volta il Diamond Trophy la statunitense Katie Moon-Nageotte, olimpionica di Tokyo e due volte iridata a Eugene e Budapest con 4,82. Con lei sul podio le connazionali Sandi Morris, ed Emily Grove, entrambe con 4,75.
Bruni ha poi dichiarato: “Un piccolo step dopo la prestazione di Bruxelles. Ora l’importante è continuare a crescere di condizione pensando a Tokyo“.
Photo Credits: archivio Guillaume Laurent/Diamond League
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