Combattere il nemico, dare volto e voce a tanti numeri
“La perdita di Giulia ha scosso le fondamenta della mia esistenza e mi ha spinto a un impegno incrollabile contro la violenza di genere.”
GINO CECCHETTIN
È stata presentata alla Camera dei Deputati alcuni giorni fa la “Fondazione Giulia Cecchettin” e il papà Gino, con il tono pacato che lo contraddistingue da quando abbiamo imparato a conoscerlo, ha sottolineato in quell’aula la necessità di percorsi di dialogo e alleanza per poter debellare la violenza di genere.
“Non possiamo permetterci di essere indifferenti o voltare lo sguardo altrove”, ha detto. “È il tempo di unire le forze…… quello della Fondazione “è un impegno che riguarda il coinvolgimento di ciascuno di noi”.
La fondazione ha “il compito di educare per produrre un cambiamento. La violenza di genere è frutto di un fallimento collettivo: non è solo una questione privata. Dobbiamo educare le nuove generazioni”.
I freddi numeri
Il mese di novembre di ogni anno porta con sé una serie sempre più numerosa di manifestazioni che riguardano il fenomeno del femminicidio e della violenza di genere. Tutti noi ricordiamo Giulia, nel cui nome sono stati resi concreti importanti progetti. Ricordiamo inoltre qualche altro nome che la forza della cronaca ha fissato nella nostra memoria.
Ma le altre? Quelle che sono solo per un attimo sulle pagine dei giornali, i cui nomi purtroppo vengono presto dimenticati?
Da una parte abbiamo i fatti crudeli che colpiscono l’opinione pubblica per una empatia emotiva, rispetto a quanto accaduto, e tengono viva l’attenzione per un tempo indefinito, seguendo anche le varie fasi dei processi(oggi a Venezia si terrà la requisitoria per Turetta).
Tutte le altre
Ma ci sono tutte le altre. Le altre vittime di cui sentiamo il nome in maniera frettolosa e che dimentichiamo presto, sommandosi ad un elenco che si esaurisce spesso in un numero. Di tutte le altre sappiamo ben poco perché vengono presto dimenticate.
I numeri servono per quantificare il fenomeno, ma ci sono cose che non sono in grado di fare: generare empatia, qualificare la mancanza, esprimere il vuoto della perdita che invade il futuro. Attraverso un numero non è possibile rendere presente quello che non c’è più.
La loro vita, l’amore, le passioni, i sogni, le sofferenze fino all’assassinio, non hanno voce, così come non hanno voce i piccoli figli che, molte volte, restano soli, affidati a nonni e zii, vittime tutti di un’immane tragedia che sconvolge intere famiglie.
La violenza assistita
Con l’espressione “violenza assistita” si indicano quegli atti di violenza (fisica, psicologica, sessuale ed economica) compiuti su figure affettive di riferimento, di cui il bambino può fare esperienza e di cui può patire successivamente gli effetti.
Le analisi degli esperti mettono in luce la necessità di porre attenzione alle conseguenze traumatiche cui sono esposti; nel concreto ci sono le ricadute drammatiche dei gesti e degli stili familiari violenti a cui i piccoli, come semplici spettatori, assistono da una posizione di invisibilità, quindi senza difese e senza protezioni.
Un mondo familiare travolto dalla violenza
C’è tutto un mondo affettivo, familiare, che viene travolto da una violenza. Non sempre, anzi, molto spesso i genitori ed i parenti non hanno voce per raccontare, oppure non hanno la forza do far rivivere quel dolore.
Da qui la necessità di noi tutti di restituire ”vita” a queste persone, di ricomporre una storia, una vicenda, una rete di relazioni in cui la vittima e le vittime si muovevano.
Tutti in questi giorni hanno parlato della necessità di porre un argine al fenomeno, di educare le giovani generazioni alla prevenzione e alla consapevolezza.
Le vittime di violenza di genere hanno bisogno di sostegno, comprensione e risorse per uscire da situazioni pericolose e ricostruire le proprie vite.
Ma prima di tutto hanno bisogno di un nome, affinchè la loro storia non si riduca a numero ma resti viva nella memoria collettiva di un percorso partecipato, necessario per affrontare insieme questa emergenza collettiva.
Crediti immagine: Generata con AI, immagine di proprietà del Nuovo Terraglio
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
