La mamma alla quale avevano sottratto i figli “per il loro bene” ha lottato tutta la vita per i suoi e per tutti i bambini ingiustamente sottratti alle loro mamme. É morta a soli 61 anni
Il bene del bambino
Il film “Il bene del bambino” è la ricostruzione della vicenda di Marinella Colombo, frutto di anni d’inchiesta del regista Franco Angeli e della protagonista Livia Bonifazi. Hanno fortemente voluto questo progetto che porta alla luce una realtà tanto drammatica quanto sconosciuta.
Esiste un ente in Germania, lo Jugendamt, ed è parte in causa in ogni procedimento familiare. Di fatto, un ente di sorveglianza e di controllo sulla famiglia e sui minori. Nelle separazioni di coppie bi-nazionali fa in modo, nella maggior parte dei casi, che i figli vengano affidati al genitore di nazionalità tedesca, che nessuno di questi bambini lasci la Germania, che i diritti genitoriali non vengano mai dati al genitore straniero e che i contatti tra il genitore straniero e suo figlio siano resi sempre più difficili fino ad arrivare a cancellarli.
Di norma, il diritto di famiglia è di competenza degli Stati nazionali e il Regolamento Comunitario dovrebbe appianare le differenze, rappresentando una tutela dei bambini a livello europeo. Ma nel caso di famiglie binazionali, in Germania, l’ingerenza dello Jugendamt, come terzo genitore di Stato, costringe il genitore straniero ad un percorso costellato di discriminazioni persecutorie nei suoi confronti, tra ambiguità, omissioni, violenze psicologiche, procedimenti civili e penali e mandati di cattura internazionali. Un dramma testimoniato da decine e decine di cause pendenti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’odissea di Marinella Colombo comincia nel 2008 e si conclude parzialmente nel 2020, quando i suoi due figli, divenuti maggiorenni, scelgono di tornare a vivere con lei in Italia.
In tutti questi anni Marinella Colombo non si è mai arresa e ha acquisito una competenza in materia tanto da essere punto di riferimento per tutti i genitori e nonni vittime dello Jugendamt.
Marinella Colombo
Si è spenta all’ospedale Niguarda di Milano, il 19 settembre. Marinella Colombo è stata soprannominata “madre coraggio” perché ha lottato a lungo per rivedere i suoi due figli Leonardo e Nicolò. Aveva 61 anni ed era ricoverata in ospedale per una malattia che non lascia scampo.
Marinella Colombo è nata e ha vissuto a Milano, dove si è laureata in lingue e letterature straniere. Si è specializzata in bilinguismo e ha conseguito un Master in “Tutela, diritti e protezione dei minori”. Ha vissuto all’estero, dove ha lavorato sia come insegnante che nell’ambito del commercio internazionale.
Lei viveva in Germania con un marito tedesco e dopo la separazione e il trasferimento a Milano ingaggiò una lotta con la burocrazia (e la legislazione) tedesca per ottenere la custodia dei suoi figli. Il diritto di famiglia tedesco, infatti, tuttora privilegia i genitori tedeschi rispetto a quelli stranieri, e a vigilare c’è l’agenzia federale tedesca per l’infanzia, lo Jugendamt.
Nel 2009, i figli furono prelevati a scuola a Milano, dai carabinieri, e rispediti in Germania, nonostante gli accordi sul divorzio concedessero al padre il diritto di visita, ma non l’affido esclusivo.
Marinella si recò a Monaco di Baviera, ritenendosi forte di una sentenza della Cassazione italiana in suo favore, e riprese i bambini, portandoli all’estero. La fuga le costò il mandato d’arresto europeo. Dopo 8 mesi fu arrestata e poi a 18 mesi di domiciliari. Le fu anche fatto divieto di rivedere i figli.
Quando i figli furono maggiorenni, prima l’uno e poi l’altro, decisero di ritornare a vivere con la madre.
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