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La libertà di vestirsi e il diritto di dire NO

3 minuti di lettura

La violenza contro le donne è un fenomeno grave e diffuso che mina la dignità, la salute e i diritti delle vittime. In Italia, secondo i dati dell’Istat, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, sia da parte del partner o ex partner, sia da parte di altri uomini.

Spesso, la violenza sulle donne è accompagnata da una cultura sessista e patriarcale, che tende a giustificare o a minimizzare le responsabilità degli aggressori, attribuendo la colpa alle vittime. Una delle manifestazioni più evidenti di questa cultura è il cosiddetto “victim blaming”, cioè l’atteggiamento di incolpare le donne per le violenze subite, adducendo come motivi il loro modo di vestire, di comportarsi o di esprimersi.

Questa logica distorta e discriminatoria nega alle donne la libertà di vestirsi come vogliono e il diritto di dire NO a qualsiasi forma di contatto fisico o sessuale non desiderato. Le donne non sono oggetti sessuali, ma persone libere e autonome, che hanno il diritto di scegliere il proprio stile, la propria identità e la propria sessualità, senza essere giudicate, molestate o aggredite.

Un esempio recente e drammatico di questa violenza è lo stupro di gruppo avvenuto al Foro Italico a Palermo il 14 agosto. Una ragazza di 19 anni è stata violentata da sette giovani tra i 18 e i 20 anni che l’hanno attirata in una zona isolata con la scusa di fumare una sigaretta. I violentatori hanno filmato l’aggressione con i loro cellulari e hanno minacciato la vittima di diffondere le immagini se avesse denunciato il fatto. La ragazza ha avuto il coraggio di rivolgersi alla polizia, che ha arrestato i responsabili dopo aver rintracciato i video sui social network. Il caso ha suscitato indignazione e solidarietà in tutta Italia, ma anche reazioni vergognose da parte di chi ha cercato di incolpare la ragazza per il suo abbigliamento o per aver accettato l’invito dei suoi aggressori.

Altrettanti sono i casi avvenuti nel 2023, violenza sessuale su un bus in pieno giorno, donna violentata sul treno a Milano, donna stuprata al parco, donna violentata in una tenda in piazza Carbonari a Milano, donna aggredita mentre tornava a casa in bici…

Per contrastare la violenza sulle donne è necessario promuovere una cultura del rispetto, della parità e della non violenza, che valorizzi le differenze e le diversità tra i generi e tra le persone. È necessario anche garantire alle vittime una rete di sostegno e protezione efficace, che le aiuti a uscire dalla spirale della violenza e a ricostruire la propria vita. In Italia esistono diversi servizi e strutture dedicati alle donne che subiscono violenza, come il numero antiviolenza e anti stalking 1522, i centri antiviolenza, i consultori, i pronto soccorso e altri.

La violenza sulle donne non è un problema privato, ma sociale. Riguarda tutti e tutte, perché minaccia i valori fondamentali della convivenza civile e democratica. Per questo, è importante sensibilizzare l’opinione pubblica e coinvolgere le istituzioni, le associazioni, i media e i cittadini in una mobilitazione collettiva contro questo fenomeno. Solo così si potrà garantire alle donne la libertà di vestirsi come vogliono e il loro diritto di dire NO.

“La violenza sulle donne non è solo un problema delle donne, ma di tutta la società. È una violazione dei diritti umani, una minaccia alla pace e alla sicurezza, e un ostacolo allo sviluppo. Dobbiamo tutti alzarci e dire basta, e agire per prevenire e contrastare questo fenomeno in tutte le sue forme”

Questa citazione è attribuita a Ban Ki-moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite, che si è pronunciato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 2008. È una frase che esprime la gravità e l’urgenza di combattere la violenza sulle donne, che non riguarda solo le vittime dirette, ma anche l’intera comunità umana. È una frase che invita a non restare indifferenti o complici di questa piaga, ma a mobilitarsi per difendere i diritti e la dignità delle donne.

A.G.

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