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930 giovani “riqualificano” la Marca: 173 luoghi restituiti alla comunità

ci sto affare fatica

Conclusa la sesta edizione di “Ci sto? Affare fatica!”: in 35 comuni ragazzi e ragazze si mettono in gioco per la cura dei beni pubblici

TREVISO – Si è conclusa l’1 agosto la sesta edizione nella Marca Trevigiana di “Ci sto? Affare fatica!”, un progetto nazionale che coinvolge ogni estate centinaia di giovani nel prendersi cura del patrimonio pubblico. Coordinata localmente dalla Cooperativa Kirikù, l’iniziativa ha visto 930 adolescenti tra i 14 e i 19 anni impegnati per sette settimane nella manutenzione e riqualificazione di 173 spazi pubblici distribuiti in 35 Comuni.

Tra scuole, parchi, impianti sportivi, biblioteche e sedi associative, i ragazzi hanno svolto attività diverse come la sistemazione di panchine e ringhiere, la pittura di murales, la pulizia delle aree verdi e la manutenzione di edifici pubblici. A supportarli, 60 tutor e oltre 100 operatori, oltre a 227 esercizi commerciali locali che hanno accolto i “buoni fatica”, premi di 50 euro consegnati ai giovani partecipanti al termine della settimana di lavoro.

Il progetto, nato nel 2016 dalla Cooperativa Adelante di Bassano del Grappa, è cresciuto negli anni fino a diventare un punto di riferimento per l’estate dei ragazzi della Marca. A Montebelluna, per esempio, 40 giovani hanno preso parte all’iniziativa per quattro settimane, guidati da tutor e “handyman”, occupandosi di interventi in scuole, case di riposo e spazi pubblici, con lavori che spaziavano dalla pittura alla sistemazione di arredi e alla realizzazione di giochi.

Il sindaco di Montebelluna, Adalberto Bordin, ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i coinvolti, sottolineando come “Ci sto? Affare fatica!” non sia solo un’occasione per sistemare spazi pubblici, ma soprattutto un’opportunità educativa che insegna il valore del tempo, del lavoro e del rispetto. «Il progetto costruisce relazioni, competenze e consapevolezza, ricordandoci che i giovani hanno valori e potenzialità da coltivare», ha dichiarato.

Anche il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Claudio Borgia, ha evidenziato il valore di questa esperienza come modello educativo di educazione civica, capace di coinvolgere attivamente i ragazzi nella comunità. «È bello sentire un ragazzo dire ‘L’anno prossimo torno’ o vedere i cittadini interessarsi al loro lavoro. Questo progetto crea una partecipazione vera, visibile e contagiosa», ha aggiunto.

Infine, Mauro Gazzola, presidente della Cooperativa Kirikù, ha sottolineato la crescita costante del progetto in sei anni, frutto della collaborazione tra giovani, amministrazioni e educatori. «Ascoltare le necessità dei ragazzi e offrire loro queste opportunità è una responsabilità degli adulti. La fiducia che abbiamo dato ai giovani non è mai stata disattesa», ha concluso.

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