Alla fine vince Nomadland di Clohe’ Zhao e la Coppa Volpi va a Pierfrancesco Favino.
Dopo 10 anni a vincere è una regista donna che ha realizzato un racconto di inchiesta totalmente non convenzionale, uno spaccato della società americana ambientato in Nevada, dove la protagonista Fern lascia la città aziendale a causa di un collasso economico della stessa e da qui inizia con tutte le stimmate della moderna nomade un viaggio verso il west americano esplicato in un film intenso e profondo che racconta l’America e i veri nomadi .
In laguna tutto ha funzionato alla perfezione, distanziamenti sociali e prenotazione dei posti ,ma la polemica come sempre fa capolino, giuria criticata per le scelte e l’Italia che esce malconcia a parte il sovracitato Favino.
Resta senz’altro il rilancio sostanziale per l’industria del cinema mondiale ,senza selfie con un red carpet a mezzo servizio ma con la magia della sala piena pur a sedili alternati e questa senz’altro pare essere per Venezia la vittoria nella sfida più difficile. Ciak…
Instacult di Mauro Lama
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