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70 giovani attivisti di Legambiente da tutto il Veneto a Vicenza in occasione del primo Youth Climate Meeting

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Grande partecipazione sabato allo Youth Climate Meeting a Vicenza, il primo appuntamento per il clima organizzato dai giovani di Legambiente provenienti da tutto il Veneto: una giornata di  approfondimenti, workshops e tavoli di lavoro per confrontarsi sulla sfida della crisi climatica da contrastare attraverso l’attivismo giovanile e il volontariato.

Un evento realizzato grazie anche al progetto regionale INNESCO: Innovation Empowerment Social Outreach, finanziato dalla Regione del Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con DGR n.13/2021, un percorso di empowerment, apprendimento formale e informale rivolto ai cittadini, ed in particolare ai più giovani, sui temi del volontariato civico, ambientale e scientifico.

I temi centrali affrontati nella giornata di sabato sono stati l’energia e la giustizia climatica, l’economia circolare e l’importanza della tutela della risorsa idrica.

La giornata si è sviluppata alternando momenti frontali con gli esperti dell’Ufficio Scientifico di Legambiente a tavoli di lavoro dove i partecipanti si sono confrontati sui temi ambientali con tecniche di apprendimento non formale.

Tanti i giovani attivisti di Legambiente che in questi giorni di mobilitazione per il clima hanno manifestato non solo una forte preoccupazione rispetto all’eccessiva dipendenza del nostro Paese dalle fonti fossili, ma hanno anche avanzato la richiesta di misure urgenti per rilanciare lo sviluppo delle rinnovabili unica vera alternativa democratica e  sostenibile e  al gas e al petrolio”, dichiara Giulia Bacchiega, responsabile campagne di Legambiente Veneto.

Energia quale bene comune e non di consumo, è il cambio di paradigma che i giovani di Legambiente hanno chiesto a gran voce anche durante il flash mob di ieri a Vicenza, in occasione dello Youth Climate Meeting. 

Anche in Veneto infatti serve un’inversione di rotta decisa e urgente: tutti gli studi dicono che in Veneto per rispettare gli obiettivi fissati a livello europeo, sarà necessario installare almeno 5 GW di potenza da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico. Un obiettivo necessario per riduzione del 55% delle emissioni al 2030.

Comunità energetiche, agrivoltaico, autoproduzione, autoconsumo, accumulo e condivisione sono le parole chiave che devono invadere il dibattito politico per attivare progetti concreti di produzione di energia pulita capaci di generare risparmi in bolletta e benefici sociali nei territori in cui si insediato. La Regione Veneto ascolti i giovani e le loro  richieste e risponda con messaggi decisi a partire da uno stop definitivo al progetto di legge regionale n. 97 che prevede anacronistiche limitazioni alla diffusione delle energie rinnovabili”, conclude Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto.

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