Oggi, 4 aprile, ricorre la Giornata internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi.
Oggi, e per fortuna solo oggi, è una giornata da grande, malefico “chef “! Sì, è così… ci accingiamo a simboleggiare un piatto che più drammatico non si può. Da un miscuglio di argilla e grafite, in età ormai dimenticata, si creò per la prima volta un impasto macinato e stagionato quanto basta per creare il presupposto principe della sua esplosione. Solo l’uomo poteva escogitare un simile attentato alla pace. Ed ecco a voi, signore e signori, a nessuna grande richiesta, l’invenzione regina del millennio: la mina! Sì, perché l’agguato più subdolo si incarna nella materializzazione estrema del pericolo. E la mina è nata come disturbo principe della nostra serenità di base. La mina aspetta, non vista, non saputa, non considerata. La mina si ciba del caso, o meglio ancora, dell’inopinabile. Ecco, quindi, come una tranquillità possa essere uguale a una tragedia. Come un boia improvviso che ti si para davanti e ti dice: perché parli e sorridi? Tu ancora non lo sai, ma tra un po’ io potrei accadere ovunque e su chiunque! La mina, è stata inventata proprio così. E se, per concludere, pensiamo che le mine esplose sono meno della metà di quelle ancora potenzialmente attive, c’è da chiedersi un: “perché?” di proporzioni gigantesche. Solo che nessuna risposta varrà mai l’assurdo della domanda. Oggi, dopo tanti anni, non c’è niente da festeggiare. Forse, solo la speranza che tutto il peggio di cui l’uomo è stato capace, sia stato niente al confronto della capacità di capirlo… a scoppio ritardato!!!
Ezio Maria Picciotta è stato, negli anni ’80, un cantautore prolifico, con vari successi personali come compositore e paroliere per altri cantanti, anche di caratura mondiale (Vanoni, Ricchi e Poveri, Iglesias, Mal …)! Ma la sua passione soprattutto per la scrittura, è rimasta comunque intatta nel tempo, a testimonianza della sua voglia indomita di considerare, soprattutto poeticamente, le cose e gli eventi più importanti della nostra vita. Oggi, dopo tanti anni, come un villaggio nel sole a picco sul mare, ne ha fatto la sua unica, ridente professione.
In foto: Los Desatres de la Guerra, No._05_-_Y_son_fieras, Francisco Goya, via Wikipedia
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