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35 anni di dedizione per la salvaguardia del Veneto Orientale: intervista all’Ing. Sergio Grego

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La visione, i successi e le sfide future del Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale


Quali sono state le principali soddisfazioni che ha affrontato nel suo ruolo di direttore del Consorzio di bonifica del Veneto Orientale?

Ing. Sergio Grego

La principale soddisfazione che ho avuto nel dirigere per oltre 35 anni il Consorzio, oggi Veneto Orientale, è stata senz’altro la costante sensazione di svolgere una funzione, un lavoro molto utile. Lo scopo dell’Ente, oltre a quello fondamentale della manutenzione continua delle opere, è quello di risolvere i problemi idraulici dei territori del Comprensorio. I nostri territori sono idraulicamente molto fragili, poiché posti sotto il livello del mare; e sono densamente abitati, con molte infrastrutture di vario tipo, oltre ad essere molto produttivi. I funzionari e i tecnici del Consorzio sono sempre in diretto contatto con i consorziati, i nostri contribuenti, ossia i proprietari di immobili agricoli e urbani del Comprensorio. Spesso vengono colpiti da danni causati da allagamenti per piogge intense, oppure da siccità prolungate, non affrontabili con le opere idrauliche che abbiamo a disposizione. 

Siamo pertanto i primi ad essere investiti dalle preoccupazioni e dalle proteste dei consorziati e dei cittadini in genere. Quando però, dopo un lavoro spesso difficile e intenso, svolto in collaborazione con gli Enti pubblici competenti, in particolare con i Comuni e con la Regione del Veneto, riusciamo a progettare le opere di bonifica idraulica o di irrigazione che risolvono i problemi e riusciamo ad ottenere i fondi per realizzarle, allora sentiamo l’utilità del nostro lavoro e spesso veniamo apertamente lodati dai nostri utenti.


• Può condividere alcuni dei progetti più significativi che il Consorzio ha realizzato sotto la sua direzione?

Non è facile citare uno o due progetti significativi. Gli interventi che il Consorzio ha realizzato in questi 35 anni sono stati moltissimi. Tutti necessari ad aggiornare, sistemare e potenziare lo storico e vasto complesso di opere pubbliche di bonifica e di irrigazione presenti nel Veneto Orientale. 

Potrei iniziare citando il primo intervento significativo che ho progettato nel 1990, dopo l’alluvione che ha colpito la cittadina di Caorle. Sono stati potenziati gli impianti idrovori dei bacini idraulici di Caorle: il Palangon, il Sesta Presa e l’Orologio. Il costo di allora ricordo esser stato di oltre due miliardi di lire, finanziati dalla Regione del Veneto e dal Comune.

Microtunneling: tubazione dal diametro di 2 metri

Interessante è anche il grande intervento irriguo nei territori di Lugugnana di Portogruaro, che ha portato l’acqua in pressione, con alti standard di efficienza e di modernità alle aziende agricole di un territorio di 1.400 ettari. Questo intervento realizzato intorno agli anni 2000 ha avuto un costo complessivo di oltre 20 miliardi di lire.

Microtunneling: stazione di spinta della profondità di 12 metri

Importante è anche l’intervento di potenziamento dell’impianto idrovoro del bacino Ronchi, a Portogruaro. Realizzato sotto la rotatoria stradale che unisce viale Isonzo con viale Trieste. Questo intervento ha risolto i problemi di allagamento dell’area dei Ronchi, dove si trovano quartieri intensamente abitati e molti plessi scolastici di Portogruaro. L’intervento è significativo per la particolare tecnologia utilizzata e per l’ubicazione urbana, appunto al di sotto una grande rotatoria stradale. L’intervento è costato oltre 5 milioni di euro ed è stato realizzato dopo gli ennesimi allagamenti che hanno colpito quei quartieri di Portogruaro nell’anno 2005. L’intervento ha anche riqualificato e abbellito un’area urbana significativa di Portogruaro. Un primo intervento pertanto di “Rigenerazione Urbana”.

In questi anni abbiamo realizzato anche altri importanti interventi di difesa idraulica e di distribuzione delle risorse idriche, sia a fini irrigui che paesaggistici e ambientali. Stiamo anche collaborando intensamente con i Comuni, la Città Metropolitana e soprattutto la Regione del Veneto – con il supporto degli Amministratori locali, come il Consigliere Regionale Fabiano Barbisan – nonché con gli altri enti competenti in materia di difesa idraulica, per svolgere attività di indirizzo e controllo della pianificazione urbana, al fine di evitare che si continui a costruire a “rischio idraulico” com’è successo nella seconda metà del secolo scorso. Questo anche in un’ottica di cambiamento climatico in atto.


• Come il Consorzio sta promuovendo la sostenibilità ambientale?

Il Consorzio opera in un comprensorio di oltre 110.000 ettari (1.100 km quadrati), gestendo più di 2.000 km di canali di deflusso ed irrigui, 500 km di argini di difesa dai fiumi e dal mare, 90 impianti idrovori e migliaia di manufatti minori: tutte opere pubbliche di bonifica idraulica realizzate nel corso di quasi 150 anni, per prosciugare una palude che si estendeva su oltre 80.000 ettari. 

Ora, al posto della palude abbiamo città balneari quali Bibione, Caorle, Jesolo, Cavallino ed Eraclea. E anche ampissime aree agricole molto produttive, infrastrutture stradali e grandi centri urbani. La sola gestione delle opere idrauliche costa oltre 12 milioni di euro l’anno, dei quali quasi 4 vengono utilizzati per la sola energia elettrica utilizzata dagli impianti idrovori di prosciugamento. Si comprende come tale territorio, in equilibrio precario fra terra e acqua, sia molto sensibile ai tre principali effetti del cambio climatico: ossia all’innalzamento dei livelli del Mar Adriatico, che mettono a rischio la resistenza delle arginature di difesa idraulica a mare; delle precipitazioni intense che rendono insufficienti i canali di deflusso e gli impianti idrovori, e le prolungate siccità, che non possono essere più compensate con l’irrigazione e che quindi causano pesanti danni alle produzioni agricole, mancata vivificazione dei centri urbani e la perdita delle aree verdi e umide del territorio.

Per fronteggiare gli effetti del cambio climatico, il Consorzio ha avviato una serie di interventi di contrasto e sviluppo. Per la difesa dall’innalzamento del livello del mare stiamo progettando e realizzando il rialzo degli argini della Litoranea Veneta, la nostra difesa a mare, in accordo con Infrastrutture Venete e la Regione del Veneto (attraverso il già citato Consigliere Barbisan Fabiano) che si occupano anche della navigazione. Su questa linea di difesa a mare abbiamo realizzato anche gli sbarramenti dei canali di bonifica che vi sfociano, con il triplice scopo di impedire alle mareggiate di rientrare nel territorio, di fermare la risalita dei cunei salini e di trattenere le acque dolci a monte.

Comprensorio di Bonifica Veneto Orientale – Portogruaro/San Donà di Piave: altimetria

Il costo complessivo stimato per queste opere di rialzo arginale, ri-escavo della Litoranea e costruzione degli sbarramenti, raggiunge i 200 milioni di euro. Ad oggi abbiamo realizzato opere per circa 30 milioni di euro e ne abbiamo in corso altre per 15 milioni circa. Fra queste, l’ultimo intervento in corso reso possibile anche grazie alla sinergia con il Consigliere territoriale di riferimento, il Rag. Fabiano Barbisan – che, grazie alle sue attività agricole, conosce molto bene il mondo della bonifica e lo sostiene – è quello del rialzo dell’argine nord del canale Revedoli, in corrispondenza dell’abitato di Torre di Fine, tracimato più volte in questi ultimi 5 anni. Il costo è di 3,6 milioni di euro. Stiamo cercando di aumentare la velocità di realizzazione di questi interventi.

Abbiamo pianificato anche altre due tipologie di opere strutturali atte a far fronte al cambio climatico: opere di Rigenerazione Urbana per potenziare, ammodernare e dare plurifunzionalità alle reti di fognature urbane di difesa idraulica. Abbiamo fatto i Piani delle Acque con i Comuni e nel 2022 i progetti di fattibilità tecnico economica di Rigenerazione Urbana per 197 milioni di euro. Ad oggi sono stati finanziati ai comuni oltre 15 milioni di euro.

Inoltre fra le opere infrastrutturali abbiamo pianificato opere di efficientamento della distribuzione irrigua con tubazioni e pompaggi collettivi e con dorsali irrigue di grande distribuzione a nord del territorio. Queste opere, ed altre attualmente in attuazione, vengono realizzate con tecniche moderne di microtunneling, ossia di tubazioni di diametro di circa 3 metri spinte direttamente alla profondità di 7/10 metri, partendo ed arrivando da pozzi distanti dagli 80 ai 700 metri fra loro. Questo per non avere alcun impatto in superficie.

Impianto irriguo a Lugugnana di Portogruaro

Per questo tipo di lavori abbiamo realizzato opere per oltre 15 milioni di euro e appaltato opere per 20 milioni. Di recente abbiamo ricevuto altri 26 milioni di euro.


• Quali sono le visioni e le priorità che il Consorzio ha per il futuro?

Per il futuro riteniamo molto importante proseguire con altri tre tipi di azioni sulle quali abbiamo lavorato molto e stiamo ancora lavorando, che sono: l’approfondimento scientifico, storico e culturale dei temi riguardanti l’acqua e i territori, l’innovazione e la governance. 

Lo studio: con la creazione di poli di studio e di ricerca di livello universitario e la continua formazione del personale. 

L’innovazione: con sperimentazioni varie, tipo quella sui “tetti verdi” o quella molto importante sull’incremento della “sostanza organica nei suoli”, ed altre in corso.

Per quanto riguarda la governance: partecipiamo attivamente ai processi decisionali degli Enti territoriali, in materie riguardanti il territorio, il paesaggio e l’acqua. Per far fronte ai prossimi cambiamenti climatici, e non solo, il Consorzio si è attivato nei molti modi che ho descritto, è queste sono le nostre concrete “visioni di futuro”. 

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