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Sarà Paolo Ruffini il nome di punta della programmazione estiva 2021 del Comune di Mogliano Veneto. Ma sarebbe oltremodo riduttivo legare a questo evento, che si terrà nella suggestiva Filanda Motta di Campocroce, nell’ambito della rassegna TEMACULTURAFESTIVAL 2021, il nutrito cartellone di eventi previsti per quest’estate.

 

L’Estate addosso, questo il titolo del programma, è il risultato di un’idea nata in tempi non sospetti, quando la pandemia non permetteva niente altro che cullare il sogno di un ritorno alle attività culturali diffuse”, commenta il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Giorgio Copparoni. “È il frutto di un lavoro di programmazione che viene da lontano, realizzato a fari spenti dall’Assessorato con una molteplicità di partner che, con noi, hanno avuto fiducia, hanno creduto e sperato in un ritorno alla normalità, allo stare insieme”.

 

StraborDante, omaggio al divin poeta in collaborazione con Asolo Musica, la rassegna Sile Jazz, il ritorno nel Teatro Gaber di Piazzetta del Teatro di Carlo e Giorgio, che festeggeranno a Mogliano Veneto in una lunga rassegna i loro 25 anni di attività, il Teatro Ragazzi degli Alcuni, il ritorno del Cinema all’aperto nella cornice dell’Abbazia Benedettina a luglio e agosto, la valorizzazione di Villa Longobardi con la proiezione degli Europei di calcio dall’11 giugno all’11 luglio, intervallata da momenti di animazione e musica, le danze urbane dell’Associazione Indaco a settembre, il Premio Letterario Giuseppe Berto, con la cerimonia di proclamazione del vincitore il 31 luglio al Teatro Gaber, sono solo alcuni dei momenti con i quali si intende riportare i cittadini al gusto dello stare insieme, godendo delle diverse performance programmate.

 

Non solo. Per il Sindaco Davide Bortolato “la programmazione culturale estiva vede il consolidarsi di una promessa presa in campagna elettorale con cui ci siamo presentati alla cittadinanza, impegnandoci al coinvolgimento delle Associazioni di Quartiere e di Frazione affinché la nostra città sia vissuta come un tutt’uno, eliminando le differenze tra centro e periferia. Quindi, grazie alla collaborazione tra l’Associazione Amici della Musica e i quartieri, che personalmente ringrazio, si realizzerà la rassegna La musica che gira intorno, grazie alla quale ogni giovedì dei mesi di luglio e agosto ci saranno nove concerti distribuiti a rotazione nei nove quartieri di cui si compone la nostra città”.

 

Altra novità è quella di Bar in Piazza, iniziativa in collaborazione con la Pro Loco, con la quale durante i mesi di luglio e agosto i bar della città potranno, a rotazione, usufruire degli spazi di Piazza Caduti rendendo il centro città un comodo salotto dove intrattenersi e trovare ristoro dalla calura estiva.

 

La rassegna terminerà il 24, 25 e 26 settembre con il primo talent organizzato in città, riservato alle band e alle crew di hip-hop del territorio.

 

Il calendario completo delle attività sarà distribuito nei prossimi giorni è sarà visibile sul sito e sulle pagine social del Comune di Mogliano Veneto.

 

Succede che siamo al tramonto del primo tempo di Danimarca Finlandia, ai Campionati europei di calcio e Christian Eriksen neo campione d’Italia con l’Inter nonché nazionale danese si accascia a terra esamine e inizia l’incubo.

Ma c’è un capitano coraggioso e si chiama Simon Kjaer, dirimpettaio a Milano di Christian, sponda milanista, che si lancia immediatamente su Eriksen e presta i primissimi soccorsi tempestivi e decisivi come spostare la lingua e liberare le vie aeree, i medici arriveranno immediatamente praticando il massaggio cardiaco e usando il defibrillatore.

Aggrapparsi alla vita quando sembra che sia tutto finito e cessano i battiti, in un clima surreale con tutti i compagni e gli avversari attoniti che pregano e sperano, con i tifosi sulle tribune consci del dramma, sotto choc.

E quell’immagine di Sabrine, la moglie di Christian Eriksen,arrivata sul terreno di gioco che piange impaurita e disperata, confortata e protetta, quasi a dire ci siamo noi, dal capitano coraggioso Simon Kjaer.

Poi i primi sospiri di sollievo e i bollettini medici confortanti che arrivano dalla clinica, Eriksen che scrive nella chat dei compagni di squadra dell’Inter’sto bene, spero di tornare presto”.

Forza Campione.

Zero Biscuit di Mauro Lama

Tre gare – 42, 30 e 16 chilometri – per correre nel cuore di una delle foreste più suggestive d’Europa. Modificato il protocollo di partenza: lo start avverrà a gruppi di 100 atleti distanziati di 5 minuti. Appuntamento a domenica 20 giugno

 

Quota mille è superata, ma la Cansiglio Run non si ferma. Il conto alla rovescia che scandisce la marcia di avvicinamento all’evento di domenica 20 giugno, prosegue a pieno ritmo.

 

Il primo obiettivo – il raggiungimento dei mille iscritti – è raggiunto. L’adesione alla gara organizzata dal Running Team Conegliano sarà però possibile sino alla vigilia della gara: anche sabato 19 giugno, acquistando uno degli ultimi pettorali disponibili nel punto di distribuzione del Centro Commerciale Conè di Conegliano.

 

Cansiglio Run torna domenica 20 giugno, l’edizione è la numero cinque, dopo l’annullamento dell’evento 2020 a causa della pandemia. La macchina organizzativa, guidata dall’ex campione mondiale di corsa in montagna, Maurizio Simonetti, è ripartita da mesi, confidando nella positiva evoluzione dell’emergenza sanitaria. E oggi, quella che è considerata una delle foreste più suggestive d’Europa, è pronta ad accogliere un gran numero di appassionati della corsa in ambiente naturale.

 

Il Running Team Conegliano ha definito tre percorsi di lunghezza crescente che possono soddisfare le aspettative di diverse tipologie d’atleta: dall’atleta più evoluto, in grado di correre una vera e propria maratona tra i boschi, a chi affronterà l’impegno con minor attenzione al cronometro e badando soprattutto a godersi il fresco dell’altopiano e gli scorci offerti da un ambiente naturale che riserva sorprese ad ogni passo.

 

Tre gare: 42, 30 e 16 chilometri

L’edizione 2021 della Cansiglio Run proporrà così una gara lunga di 42,195 chilometri – l’esatta distanza di una maratona – una prova intermedia di 30 chilometri e una breve di 16 chilometri.

 

Le partenze avverranno dal piazzale del rifugio Sant’Osvaldo, dove sarà collocato anche l’arrivo di tutte le prove. Inizialmente il Running Team Conegliano aveva pensato ad un protocollo di partenza che prevedeva start differenziati di 5 secondi da atleta ad atleta. Il miglioramento della situazione sanitaria ha però consentito di prevedere una diversa modalità di partenza: per ognuna delle tre distanze di gara, lo start sarà a gruppi di 100 atleti (distinti per numero di pettorale) con intervalli di 5 minuti. Leggermente modificati anche gli orari: la 42 km scatterà alle 8, la 30 km alle 8.30 e la 16 km alle 9.15. Il conto alla rovescia prosegue.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.cansiglio.run.

Alle 4.10 di questa mattina, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Paliaga, all’incrocio con via Triestina in località Ca’ Noghera a Mestre, per lo scontro tra due auto: una persona deceduta e due feriti.

 

I Vigili del fuoco intervenuti dalla sede locale,  hanno messo in sicurezza i mezzi, e liberato un 74enne. Purtroppo, nonostante i soccorsi, il medico ha dovuto dichiararne la morte.

 

Feriti le altre due persone a bordo della Volkswagen Golf i quali sono stati presi in cura dal personale sanitario del SUEM e trasferiti in ospedale. La Polizia locale ha eseguito i rilievi del sinistro.  Le operazioni di soccorso dei Vigili del fuoco sono terminate dopo circa due ore.

La serata conclusiva del 49° concorso internazionale per cantanti lirici “Toti Dal Monte” ha decretato i vincitori: Giulia Mazzola nel ruolo di Norina, Matteo Guerzè nel ruolo di Dottor Malatesta e Adolfo Corrado nel ruolo di Don Pasquale.

 

Ai nostri microfoni Giorgio Ferrara, direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto, promotore del concorso assieme al Comune di Treviso.

 

Sono Giulia Mazzola, Matteo Guerzè e Adolfo Corrado i vincitori della 49ma edizione del concorso internazionale per cantanti lirici “Toti Dal Monte”, promosso dal Comune di Treviso e dal Teatro Stabile del Veneto.

 

Tre giovani promesse italiane delle lirica che ieri sera sul palco del Teatro Mario Del Monaco nella serata finale aperta al pubblico, presentata da Eleonora Daniele con la partecipazione straordinaria dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, dopo una settimana di audizioni tra 107 concorrenti, si sono aggiudicati il ruolo per l’opera Don Pasquale. L’opera debutterà il prossimo 10 ottobre al Teatro Da Ponte di Bassano nell’ambito di Opera Estate e nella prossima stagioni lirica del teatro trevigiano (22>24 ott), del Verdi di Padova (31 ott) e del Sociale di Rovigo (17>19 dic).

 

 

A ottenere la parte di Don Pasquale il basso Corrado Adolfo, classe 1994, Giulia Mazzola, soprano di 25 anni, interpreterà Norina, mentre il baritono Matteo Guerzè di 24 anni vestirà i panni del Dottor Malatesta. Nessun tenore tra i candidati presentatati alle audizioni è stata selezionato per il ruolo di Ernesto. La commissione non ha assegnato il ruolo di Un Notaro.

 

 

In memoria di Paolo Silveri

Con il trionfo di questi giovani artisti il Teatro Del Monaco di Treviso ha ufficialmente aperto al pubblico i suoi spazi dopo i lunghi mesi di chiusura, accogliendo in sala 260 ospiti (limite massimo consentito) nel rispetto di tutte le misure di sicurezza anti contagio per una serata ricca di musica. L’edizione di quest’anno ha inoltre acquisito un ulteriore Premio in memoria del baritono Paolo Silveri, una borsa di studio di 1000 euro assegnata che la commissione ha assegnato al più giovane baritono meritevole in gara, Pierpaolo Martella, e consegnato da Silvia Silveri, musicista e figlia del celebre cantante lirico scomparso nel 2001.

 

 

La giuria

A valutare i giovani in questa settimana di audizioni la commissione presieduta da Giorgio Benati e composta da Mariella Devia, Evamaria Wieser, Roberto Scandiuzzi, Giancarlo Andretta, Federico Faggion, Luigi Puxeddu e Stefano Canazza.

La 50esima edizione del concorso “Toti Dal Monte” si terrà dal 6 all’11 giugno 2022.

 

 

 

“Quella di oggi – ha dichiarato Mario Conte, Sindaco del Comune di Treviso – è una giornata emozionante per tutta la Città perché il Toti Dal Monte vuole essere il fiore all’occhiello della musica lirica a livello nazionale e internazionale. Al teatro del Monaco in questi giorni si sono esibiti artisti talentuosi provenienti da tutto il mondo. Ma oggi, con questa splendida serata finale, Treviso è diventata una porta d’eccezione per accedere alla bellezza e all’armonia. Dopo mesi in cui siamo stati privati di emozioni positive, ritorniamo a riempire le nostre anime di cose belle.”

 

“È davvero una bellissima emozione ritornare dal vivo con il nostro pubblico in una serata così speciale che premia il talento di tre giovani e brillanti cantanti del nostro Paese – ha commentato Stefano Canazza, direttore artistico Teatro Del Monaco. – Congratulazioni ai vincitori, ma anche a tutti i 107 cantanti che hanno fatto le audizioni perché la qualità che abbiamo visto sul palco durante questa settimana è stata veramente alta. Un grazie speciale va sicuramente alla commissione per il notevole lavoro fatto e per la professionalità messa in campo. Essere riusciti nel pieno di una pandemia ad attrarre l’interesse di oltre 240 candidati da tutto il mondo è molto più di un record, è un riconoscimento per la città di Treviso e per tutto il teatro veneto, in grado di confrontarsi con i palcoscenici internazionali della lirica”.

 

Un euro al giorno per i primi tre mesi, tutto compreso. È questa la retta, sostanzialmente simbolica, che il Gruppo “Sereni Orizzonti” ha deciso di applicare ai nuovi residenti della Rsa “San Sebastiano” di Cinto Caomaggiore. «Attenzione, non si tratta di uno scaltro slogan pubblicitario» spiega Vittorio Pezzuto, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo. «In queste settimane il Paese sta finalmente provando a rialzare la testa dopo un anno e mezzo di pandemia e sappiamo bene come questa tragedia sanitaria e sociale abbia messo a dura prova molti italiani. Proprio per questo riteniamo doveroso un gesto concreto di attenzione e vicinanza a tutte le famiglie che si trovano in seria difficoltà economica. Da qui la nostra idea di una retta simbolica di 1 euro al giorno per tutta quanta l’estate, che per ovvi motivi di bilancio dobbiamo limitare ai primi 10 candidati che si rivolgeranno direttamente in struttura».

 

Realizzata utilizzando i più avanzati standard di innovazione ed efficienza (anche energetica), la Residenza “San Sebastiano” è ben conosciuta in zona per i suoi servizi agli anziani non autosufficienti. Da tempo completamente Covid free, è stata messa definitivamente in sicurezza con la vaccinazione di tutti i suoi ospiti e degli operatori che vi lavorano. «Siamo felici che l’attenuarsi della pandemia ci abbia finalmente consentito di riaprire la Rsa alle visite dei parenti – conclude Pezzuto – ma questo non allenta il nostro rigore nell’applicazione delle misure di prevenzione. La salute e la serenità degli ospiti restano la nostra priorità».

La Gionata mondiale contro il lavoro minorile viene celebrata il 12 giugno di ogni anno per chiedere un rinnovato impegno per eliminare le peggiori forme di sfruttamento economico dei minori

 

Quella della tratta e dello sfruttamento minorile è purtroppo ancora oggi una piaga della nostra società.

Se pensiamo fino a quattro anni fa, erano circa 152 milioni le vittime del lavoro minorile nel mondo, i dati del recente rapporto “Child Labour: Global estimates 2020, trends and the road forward” operato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) descrivono una preoccupante crescita del numero di bambini costretti a lavorare si registra nel mondo. Oggi infatti il valore ha raggiunto i 160 milioni di piccoli lavoratori.

 

Milioni di bambini e bambine che si vedono sottrarre l’infanzia a cui hanno diritto, allontanati dalla scuola e dallo studio, privati della protezione di cui necessitano e delle opportunità di costruirsi un futuro, inseguendo i propri sogni.

 

Invece di andare a scuola e vivere la loro infanzia, questi bambini sono costretti a lavorare in condizioni difficilissime, venendo sottoposti a sforzi fisici insopportabili per la loro età: gli orari di lavoro sono  massacranti, anche di 12-14 ore al giorno e sono gravissimi i rischi per la loro salute, sia fisica che mentale.

 

L’aspetto più preoccupante dello studio in questione riguarda proprio l’impiego di manodopera in tenera età: dai 5 agli 11 anni sono costretti ad abbandonare le attività ludiche o di studio bambini che, tra l’altro, mettono a repentaglio la propria vita in quanto utilizzati in mansioni rischiose già per un adulto e assolutamente inappropriate per l’infanzia.

 

L’OIL ha rilevato, per esempio, che in Madagascar vi sono bambini coinvolti nella fabbricazione di mattoni, che in Cambogia vi sono bambini impiegati nelle miniere, che nello Zimbabwe i bambini lavorano nelle piantagioni di tè e che in India questi fabbricano bracciali di vetro.

 

Certamente la pandemia ha in molti casi favorito un’evoluzione in negativo di questa tragica situazione, facendo registrare – nel 2020 – un’inversione di tendenza dopo vent’anni di miglioramenti sul fenomeno.

La perdita di giorni di scuola ha infatti esposto bambine, bambini e adolescenti al rischio di sfruttamento del lavoro minorile, matrimoni precoci e gravidanze. A causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, i minori dei Paesi più poveri hanno perso il 66% in più di giorni di scuola rispetto ai coetanei che vivono nei paesi più ricchi. Una condizione nettamente peggiore per le bambine e le ragazze.

 

 

 

 

Qualche dato sullo sfruttamento minorile in Italia

Lo sfruttamento minorile esiste anche in Italia e molto c’è ancora da fare per arginare questo fenomeno.

Se si guardano i dati e le segnalazioni che arrivano dalla Direzione Centrale della Vigilanza dell’Ispettorato del Lavoro, dal 2013 fino al primo semestre 2018 ci sono stati 1.437 casi di violazioni penali accertati della normativa contro il lavoro minorile. In altre parole, si tratta di bambini sotto i 16 anni di età che lavorano.

Necessario è quindi contrastare la povertà minorile e la dispersione scolastica, principali fattori strettamente collegati al lavoro minorile.

Contrastare e debellare queste forme di sfruttamento deve essere un dovere di ogni Stato. Tutti i bambini hanno il diritto di essere liberi e di vivere un’infanzia serena, per poi diventare degli adulti pronti a lavorare in sicurezza.

 

 

Fonte: ilfaroonline.it

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Sig.ra Cora Bellio (classe 1926)
Primo Sindaco donna della storia di Mogliano (dal 1975 al 1977)

 

La signora Cora Bellio è stata una donna tenace e coraggiosa fin dall’epoca della Resistenza. Durante tutto il periodo della seconda guerra mondiale aveva collaborato coraggiosamente al movimento partigiano della zona trasportando messaggi e armi ai partigiani nascosti in mezzo alle montagne del Trevigiano e del Cadore.

 

Fu un impegno molto difficoltoso da eseguire e portare a termine nel quale lei però si adoperò puntualmente, con coraggio e senza riserve. Oltre alla confusione che imperava per le strade e nei paesini della zona, in quel tragico momento, mancavano anche i mezzi per il trasporto dei materiali, quindi lei doveva industriarsi in qualche maniera per riuscire nel suo intento e raggiungere la destinazione.

 

Anche la sua azione politica si è svolta sempre in prima linea  e divenne sindaco di Mogliano quando ancora le quote rosa erano solo un’utopia nel panorama politico non solo locale ma anche nazionale. Ottenne la carica di sindaco il 6.10.1975 e la mantenne fino al 27.07.1977, stabilendo il primato di primo Sindaco donna della storia politica di Mogliano Veneto.

 

Nel corso della sua vita la sua azione politica è stata caratterizzata da un notevole impegno civile profuso generosamente sempre verso i cittadini che l’avevano eletta.

 

I moglianesi anziani che l’hanno conosciuta e frequentata la ricordano come una mamma. Un ruolo che, seppure non si fosse mai sposata, lei manteneva anche al di fuori ed al di sopra della vita politica. Una mamma dolce e comprensiva, che sapeva ascoltare i suoi concittadini, consigliarli ed esaudirli in eventuali bisogni anche economici.

 

Signora Cora, grazie per quello che è riuscita a fare per Mogliano e per l’Italia!

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