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“La nostra curva dei ricoveri è pressoché in calo da 54 giorni; se guardiamo invece i contagi, c’è una tendenza all’aumento: siamo passati da circa 600 a 1300 positivi al giorno, ma l’incidenza sui tamponi eseguiti resta sotto il 3%. È cresciuto anche il nostro RT che oggi si attesta tra lo 0,91e 0.95.
La nostra situazione si può considerare buona rispetto a quello che sta succedendo nelle altre Regioni, ma non ci fa stare tranquilli” ha detto oggi il Presidente Luca Zaia durante l’incontro consueto con la stampa presso la sede della Protezione Civile, a Marghera.

 

“Ho chiesto formalmente al CTS (Comitato tecnico scientifico) di esprimersi pubblicamente, rendendo note le motivazioni riguardo l’apertura delle scuole – ha comunicato Zaia. – Quando abbiamo tenuto le scuole chiuse fino al primo febbraio siamo stati definiti quelli con l’anello al naso. La scuola è un’istituzione sacra, ma dal punto di vista epidemiologico il comitato deve dirmi perché altre forme di aggregazione sono pericolose e la scuola no”.

 

Il Presidente Zaia ha inoltre parlato oggi di vaccinazione anti Covid, auspicando nuove direttive riguardo la possibilità di somministrare una sola dose a tutti, per dare una copertura minima alla maggior parte della popolazione, in attesa che riprendano le forniture e completare con la seconda dose la vaccinazione.

 

Si è parlato anche di variante inglese e la sua maggior contagiosità dovuta forse anche al fatto che, secondo recenti studi, la positività di una persona si prolunga di 5 giorni rispetto al Covid “originario” rendendo la persona contagiosa per maggior tempo.

 

Silvia Moscati

Speranzon (FDI): “Al più presto vaccino ai farmacisti. Mi attiverò personalmente con il Presidente Zaia”

 

“La richiesta di Federfarma Veneto di inserire tra i destinatari delle vaccinazioni prioritarie anche i farmacisti e i loro collaboratori è assolutamente condivisibile. Fin dallo scoppio dell’epidemia stanno svolgendo un servizio essenziale e vanno tutelati, anche per garantire un servizio pubblico e sanitario essenziale; per questo mi attiverò personalmente col Presidente Zaia”: è il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, il veneziano Raffaele Speranzon, a raccogliere e rilanciare l’appello di Federfarma dopo la chiusura di una farmacia di Portogruaro nella quale tutti gli operatori sono risultati positivi al Covid”.

 

“I farmacisti sono una delle categorie più esposte al contagio: – sottolinea Speranzon – è soprattutto con loro, e appena prima con il medico di base, che le persone che stanno poco bene hanno contatti diretti. Capita a tutti noi infatti di dover prendere qualcosa contro la febbre o per il raffreddore, e il primo luogo in cui andiamo è proprio la farmacia: il farmacista è quindi in prima linea in questa battaglia contro il virus. Lo rimarcano i numeri diffusi dalla stessa Federfarma: 200 ingressi di media al giorno in farmacia per 1500 farmacie sul territorio regionale; parliamo quindi di 300mila contatti al giorno in Veneto”.

 

Speranzon annuncia che si attiverà personalmente con il Presidente della Regione: “Confido sul fatto che certamente le richieste di Federfarma saranno accolte dall’amministrazione regionale; in fondo si tratta solo di dare una giusta e più ampia lettura del piano regionale delle vaccinazioni. Visto l’impegno del presidente sul fronte vaccini e del contrasto dell’epidemia, non ho dubbi che superato l’attuale momento di rallentamento si potrà procedere alla vaccinazione degli addetti delle farmacie, mettendo così in sicurezza il servizio, il personale e e anche la popolazione”.

Venerdì 26 febbraio terzo webinar del percorso formativo “Explora”: “Strumenti e piattaforme digitali per la gestione dei progetti in una fase di crisi”

 

Il tempo della pandemia ha rimodulato il nostro modo di fare business, facendo decollare lo smart working e costringendo milioni di lavoratori dei più diversi settori a prendere confidenza con sistemi e tool per organizzare il lavoro, fare riunioni a distanza, seguire corsi, condividere risultati e progetti rimanendo in contatto con i clienti. Una grande sfida da vincere che può diventare anche una grande opportunità per intercettare nuove forme di business allargate ad una sfera internazionale.

 

A tal fine CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia organizza per venerdì 26 febbraio un webinar dal titolo “Strumenti e piattaforme digitali per la gestione dei progetti in una fase di crisi”. L’iniziativa rientra nel progetto più ampio “Explora” realizzato in collaborazione con Ca’ Foscari Challenge School.

 

“Nella storia economica si assiste a momenti in cui il mercato compie un vero e proprio salto non evolvendosi progressivamente secondo le logiche precedenti ma secondo nuovi scenari evolutivi commenta il Direttore Generale di CentroMarca Banca Claudio Alessandrini. – Tutti noi dobbiamo osservare con attenzione i segnali che anticipano le innovazioni, per comprenderne la portata e l’intensità, al fine di reagire per tempo. Fondamentale è investire sulle persone che forniscono consulenza ad imprese e famiglie, sulle persone che guidano le aziende e gli studi professionali e sulle nuove generazioni. Il nostro obiettivo è creare valore, valore condiviso. Crediamo che la sinergia tra Banca, Impresa e Università sia fondamentale per costruire un futuro migliore.”

 

L’incontro online sarà tenuto da Stefano Micelli, Dean di Ca’ Foscari Challenge School, e fornirà elementi importanti alle imprese e ai professionisti per la gestione di clienti, di fornitori e del team di lavoro da remoto. Illustrerà le caratteristiche delle principali piattaforme tecnologiche per la comunicazione a distanza; gli strumenti di governo dei progetti, partendo dalla logica del kanban applicato al management digitale, ed affronterà il tema dell’innovazione, soffermandosi sul design thinking in rete per il rinnovamento di prodotti e servizi.

I Carabinieri della stazione di Zero Branco hanno deferito all’a.g. per rissa aggravata un 25enne italiano del posto, un 26enne di Camposampiero (PD), entrambi con pregiudizi di polizia, e un 22enne di Castelfranco Veneto (TV) poiché nella serata del 14 febbraio scorso si sono resi responsabili di una rissa scaturita per futili motivi ed acuita dal consumo smodato di alcolici, iniziata all’interno dell’abitazione del 25enne e proseguita nella strada adiacente, ove veniva anche danneggiata l’autovettura del contendente camposampierese.

 

A seguito dell’episodio sono rimasti feriti il proprietario dell’autovettura (contusioni al volto guaribili in alcuni giorni) e la madre del 25enne che, nel tentativo di sedare gli animi, ha riportato anch’essa lesioni al volto.

Il governo Draghi sta per varare il nuovo Dpcm. Partirà dal 5 marzo e sarà valido fino al 6 aprile quindi dopo la Pasqua.

Dovrebbe restare invariata la suddivisione delle regioni in fasce colorate. Continueranno ad essere vietati gli spostamenti tra regioni, ma si potrà andare nelle seconde case salvo nei casi di divieti emanati per singole regioni.

Nelle zone rosse gli spostamenti sono consentiti solo per lavoro, salute o necessità comprovate. E’ forse possibile la riapertura dei locali nelle zone gialle, ma con misure precauzionali molto rigide.

Allo studio una riapertura graduale dei musei. Per quanto riguarda la scuola, chiuderà al massimo il 12 giugno.

I fiumi sono sicuramente tra gli elementi naturali più suggestivi per l’essere umano: il loro scorrere in un ciclo apparentemente infinito sfida le nostre nozioni di spazio e tempo, coprendo immense distanze geografiche nell’arco di un unico flusso ininterrotto.

 

Un tale senso di atemporalità permea il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, segnato dal fortunato sodalizio tra mondo urbano moderno e ritmo naturale ancestrale, che rende quest’area fluviale una destinazione imprescindibile.

 

Il Parco si estende tra le province di Treviso, Padova e Venezia, tre aree incredibilmente diverse legate dalla presenza unificante del fiume Sile e dei suoi affluenti minori. Una combinazione di fattori ambientali particolarmente vantaggiosi, come un clima mite, una vegetazione abbondante e acque facilmente navigabili, hanno reso il Sile un sito d’elezione per i nostri antenati. Ancora oggi, la stratificazione geologica della zona testimonia il passaggio di un gran numero di popolazioni che scelsero di adibire a propria dimora le placide rive del fiume.

 

Il Sile detiene un record interessante: con i suoi 95 km, è il fiume di risorgiva più lungo d’​​Europa. Le sue acque, vivaci e limpide, affiorano in superficie nella zona di Vedelago, dove è possibile ammirare alcune peculiari pozze di risorgiva, denominate localmente fontanassi.

 

Questi costituiscono emblematicamente uno dei possibili punti di partenza del GiraSile, un percorso ecologico che collega diversi poli culturali della zona, come i reperti dell’antica città romana di Altino, la via Claudia Augusta, alcuni mulini industriali ormai in disuso nel Trevigiano, paludi fiabesche, umili chiese e superbe dimore veneziane disseminate lungo la riva del fiume.

 

Che sia in bicicletta, in canoa o a piedi, i viaggiatori potranno esplorare questa affascinante greenway in tutta la sua lunghezza, attraverso 125 km di piste e sentieri che si fondono poeticamente con la costa nel loro ultimo tratto, imitando il percorso del Sile fino alla foce adriatica. Questa splendida meta si eregge a tributo contemporaneo alla mobilità lenta, combinando un approccio ecosostenibile e consapevole a un’avventura comunque elettrizzante e rinvigorente, sicura di mettere alla prova la resistenza e la predisposizione alla meraviglia di quanti vorranno cimentarvisi.

 

La municipalità di Casier comprende il Cimitero dei Burci, un sito archeologico imperdibile che testimonia il forte fascino passato del Sile come risorsa strategica e commerciale. Ben diciannove imbarcazioni mercantili abbandonate lungo la riva sono le protagoniste di uno spettacolo spettrale di una bellezza sbalorditiva. I relitti sono avvolti e adornati da canne, fronde, nidi e alghe, in uno scenario che evoca in tutta la sua forza le rivendicazioni della natura sull’opera umana.

Po, Piave, Adige, Brenta, Tagliamento, Sile. Per i tenaci abitanti del Veneto, i toponimi sono più di una semplice entità geografica: questi fiumi sono l’emblema di un rapporto simbiotico e armonioso di lunga data tra acqua e terra.

Per maggiori informazioni: www.parcosile.it

AP

Credits foto: Roberta Panzarin

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Nella considerazione della totalità dei moglianesi Emilio Tessarin, di recente nomina Cavaliere per meriti della Repubblica Italiana, è una figura straordinaria di altruismo del recente passato ed anche del presente.

 

In seno alla comunità moglianese, grazie alla sua personale storia profusa in lunghi decenni di impegno socio politico e nel volontariato, in cui ancora oggi dà il suo prezioso apporto, ha regalato il suo prezioso contributo per il miglioramento della vita sociale della nostra cittadina nella quale anche lui vive.

 

A partire dalla serietà e dell’impegno dimostrato nella civica amministrazione come  consigliere comunale, a quella disinteressata dell’associazionismo anche ad alti livelli locali e nazionali (è stato Vice Presidente Nazionale dell’AVIS), a quello appassionato e generoso dell’Istituto Gris in qualità di Presidente, e ancora nella Parrocchia, gestendo anche per molti anni il Cinema Busan e la Sagra del Rosario ed in tanti altri campi, Emilio Tessarin ha saputo lasciare ovunque ha prestato la sua collaborazione la giusta impronta di integerrimo comportamento di persona onesta e di esempio di serietà e trasparenza da seguire per le generazioni più giovani.

 

Non ultima, encomiabile è la dedizione che ha espresso nell’istituire e gestire il servizio a persone anziane, a persone con difficoltà motorie, a studenti disabili. Alcuni di questi servizi sono convenzionati e sovvenzionati da Enti e Soggetti Istituzionali, ma la maggior parte sono a richiesta senza alcun contributo pubblico.

 

A coronamento, come premio ed in segno di riconoscenza per aver adoperato il suo tempo libero da sempre, recentemente, esattamente in data 2 novembre 2020, ha ricevuto la notifica ufficiale di recarsi in Prefettura a Treviso per ritirare il decreto firmato congiuntamente dal Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La nomina all’interessato è arrivata solo ai primi di novembre, ma porta la data del mese di dicembre 2019, ed ha tardato solo a causa della pandemia del Covid-19.

 

Complimenti Emilio e grazie di cuore da parte di tutta la comunità moglianese per quello che hai fatto e per quello che farai ancora con la tua solita passione ed entusiasmo.

Nel raccontare la storia del radicchio rosso, non si può prescindere dal mischiare, più o meno consapevolmente, fatti storici a leggende popolari. Il processo di trasformazione della comune cicoria in un’eccellenza gastronomica speziata e piccante, opportunamente soprannominata fiore d’inverno, è ancora causa di una certa meraviglia e si pone alla base di numerose speculazioni sulle curiose coincidenze che hanno portato alla sua origine.

 

In un racconto popolare, i semi sembrano essere caduti dal cielo, forse trasportati da alcuni uccelli e depositati sulla cima di un campanile. In un altro, una congregazione di frati locali avrebbe custodito gelosamente i preziosi chicchi fino al momento del loro utilizzo. Un resoconto più realistico descrive la storia di una piccola pianta autoctona che cresceva naturalmente lungo le rive dei fiumi e negli orti, spesso ignorata da agricoltori e gente del posto, fino almeno alla scoperta e alla sperimentazione della ben nota tecnica di sbiancamento.

 

Fonti vicine alla rinomata Associazione dei Produttori di Radicchio raccontano una versione molto plausibile – anche se meno fantasiosa – della leggenda popolare: sembra che, nella seconda metà dell’Ottocento, un contadino abbia portato a casa una carriola ricolma di comune cicoria, poi dimenticata per qualche tempo in un angolo, finché, in una fortunata notte di filò, un membro della famiglia non ne scoprì il contenuto. Con grande sorpresa di tutti i presenti, da sotto strati di foglie marce e appassite fece capolino un cuore rosso vibrante e particolarmente amaro, il primo del suo genere. Come spesso accade, il caso potrebbe aver favorito la scoperta.

 

Quello che sappiamo per certo è che Giuseppe Benzi, agronomo lombardo, è stato lo spirito lungimirante dietro alla prima edizione della rinomata Sagra del Radicchio, svoltasi nella Loggia dei Signori a Treviso il 20 dicembre 1900. Siamo altrettanto sicuri che il primo premio fu assegnato ad Antonio de Pieri, un contadino originario di Dosson di Casier.

 

Questi semplici dati storici confermano, senza alcun dubbio, il ​​ruolo primario che Dosson di Casier ricopre nella coltivazione e produzione tradizionale del radicchio rosso sin dalle origini, a dimostrazione di quanto le associazioni locali rivendicano da oltre un secolo.

 

Il marchio I.G.P. garantisce che il processo produttivo si svolga in un territorio ben delimitato e identificabile, nel rispetto delle ricette e delle tecniche tradizionali e garantendo la qualità delle materie prime. Inutile dire come le peculiari caratteristiche organolettiche del radicchio rosso, come il caratteristico aspetto striato, la croccantezza e il retrogusto leggermente amarognolo, siano tutte certificate da controlli di qualità puntuali e precisi.

 

Nel 1986 una chiacchierata tra amici finì per dar vita a una delle sagre gastronomiche più rinomate di tutta Italia: la Festa del Radicchio Rosso di Dosson.

 

I membri dell’Associazione dei Produttori del Radicchio Rosso di Dosson non avevano dubbi: un prodotto tipicamente locale come il radicchio rosso meritava di fare gli onori di casa in una celebrazione che avesse luogo nella propria culla. 35 edizioni dopo il Festival è diventato un baluardo del turismo enogastronomico italiano, arrivando a radunare appassionati da tutta la penisola per 10 giorni di degustazione e divertimento.

 

Passione, impegno, duro lavoro: questi gli elementi che rendono possibile la Festa del Radicchio Rosso di Dosson. Anche se l’attuale situazione epidemiologica ha messo un brusco freno alle consuete celebrazioni comunitarie, si tratta certamente di un evento che vale la pena promuovere e aspettare.

 

Il marchio I.G.P. garantisce che il processo produttivo si svolga in un territorio ben delimitato e identificabile, nel rispetto delle ricette e delle tecniche tradizionali e garantendo la qualità delle materie prime. Inutile dire come le peculiari caratteristiche organolettiche del radicchio rosso, come il caratteristico aspetto striato, la croccantezza e il retrogusto leggermente amarognolo, siano tutte certificate da controlli di qualità puntuali e precisi.

AP

Credits foto: Roberta Panzarin

Inaugurato l’Anno accademico dell’Università Ca’ Foscari. Il sindaco Brugnaro: “Venezia città aperta ai giovani, costruite qui il vostro futuro”

“Questa città vi vuole, vi desidera e ci auguriamo che al termine di questo percorso di studi universitari possiate scegliere Venezia per costruire il vostro futuro”. Con queste parole il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, si è rivolto alla comunità studentesca in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Accademico 2020-2021 dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, a cui ha preso parte, in rappresentanza dell’Amministrazione, anche l’assessore ai Rapporti con l’università Paola Mar.

All’evento, che si è svolto questa mattina online sul canale Youtube dell’Ateneo, hanno partecipato anche la neo ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, la Commissaria europea per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù, Mariya Gabriel che ha tenuto la Lectio Magistralis, e l’assessore all’Istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità della Regione Veneto Elena Donazzan. Nel corso della cerimonia si sono succeduti gli interventi della rappresentante degli studenti, Irene Pizzolotto, e della rappresentante del personale tecnico amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici Roberta D’Argenio.

Dopo il saluto di benvenuto della rettrice dell’Università di Ca’ Foscari, Tiziana Lippielllo, che ha sottolineato il coinvolgimento dell’Ateneo con iniziative e progetti per le celebrazioni dei 1600 anni della fondazione della città, “simbolo di bellezza e fragilità”, il sindaco ha dichiarato: “Faremo grandi cose per valorizzare l’Università e la città intera, affinché abbiate le condizioni migliori per studiare e vivere a Venezia”. Il primo cittadino si è quindi complimentato con la rettrice Lippiello per il prestigioso incarico e ha ringraziato studenti, docenti e tutte le persone di buona volontà per l’impegno dimostrato in questo anno difficilissimo, “dove prima l’Acqua Granda e poi l’emergenza sanitaria hanno messo a dura prova la comunità e in modo particolare le nuove generazioni, alle prese per lunghi mesi con la didattica a distanza”. “Lavoreremo in tutti i modi – ha affermato il sindaco – perché le scuole superiori possano riaprire al 100% il prima possibile in sicurezza”.

“Venezia – ha detto infine Brugnaro – nei prossimi dieci -vent’anni sarà la città con uno dei tassi di sviluppo più alti a livello europeo. Vogliamo che Venezia diventi una città per i giovani ed europea, dove anche i ragazzi stranieri possano decidere di venire a studiare e a vivere. Siate orgogliosi, generosi, passionali, umili nell’affrontare le situazioni della vita, cambiate il mondo con onestà intellettuale suggerendo critiche in modo costruttivo, rispettate la città: da parte mia e dell’Amministrazione comunale ci sarà sempre la massima disponibilità”.

Sulla vocazione internazionale della città si è soffermata, nel suo intervento inaugurale anche la rettrice Lippiello, che ha rimarcato l’impegno dell’Ateneo insieme al Comune e alle altre istituzioni accademiche cittadine, Università Iuav di Venezia, Conservatorio Benedetto Marcello e Accademia delle Belle Arti, per attrarre i giovani talenti europei. E’ stato ricordato a questo proposito il progetto Study in Venice, che ha l’obiettivo di creare una collaborazione in particolare in alcuni ambiti di interesse comune quali, tra gli altri, l’attrazione di studenti stranieri e l’erogazione di servizi ad essi dedicati, la promozione ed il marketing internazionale e l’offerta di corsi di lingua e cultura italiana. Attenzione è stata dedicata anche al progetto VeniSia, nato per avviare diverse iniziative sul territorio veneziano nell’ambito della sostenibilità.

Al termine della cerimonia, durante la quale sono anche stati conferiti i Premi al merito ai migliori studenti e studentesse e i premi alla didattica, si è esibito il Coro dell’Ateneo con l’esecuzione dell’inno universitario internazionale Gaudeamus igitur.

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