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Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Forse per la sua posizione commercialmente abbastanza strategica, la città di Mogliano, nonostante l’estrema vicinanza dal grande centro commerciale Carrefour ed ai parecchi Supermercati, Ipermercati e i Super Store, dei quali ne gode i servizi, l’assortimento di merci, la varietà di prodotti e l’agevolazione dei prezzi quanto mai favorevoli per le famiglie acquirenti, ha avuto la capacità di poter sostenere la necessità di ben altri due centri commerciali in loco. Uno è quello lungo la via Ronzinella insediatosi in fianco e attorno ai Supermercati Alimentari della Coop e quello appena nato in fianco alla Chiesa Madre di Mogliano proprio nel centro della città, costruito dai proprietari dei Supermercati Cadoro SpA i quali hanno realizzato un’opera sontuosa ed architettonicamente imponente ed hanno contribuito a risolvere un annoso problema che rischiava di cadere in balia ad uno stato di pericoloso abbandono. Sono delle opportunità di cui solitamente godono solo le grosse città. Ma evidentemente Mogliano, essendo al centro di molti paesini e contrade che le stanno attorno, attira molti probabili acquirenti e gli imprenditori si sentono invogliati ad investire grossi capitali nella nostra cittadina battezzata per l’appunto “Perla del Terraglio”.

 

Il nuovo centro commerciale in centro storico a Mogliano invece si avvale oltre che di un punto Store d’eccellenza dei Supermercati Cadoro, di un bar annesso al Supermercato e un lussuoso ristorante in fianco nella vecchia residenza del campanaro. Tutto attorno all’area stabilita saranno presto ultimati degli enormi manufatti i cui piani superiori verranno adibiti ad alloggi per famiglie che vogliono abitare al centro del paese ed il piano terra invece sarà adibito per intero ed esclusivamente a negozi o comunque ad attività commerciali, che assieme a quelli già esistenti renderanno più ricco e luminoso il Nuovo Centro di Mogliano.

 

Una nota di amaro sconforto l’ha portata purtroppo la recente ma grave crisi economica registrata in Italia ed in parecchi altri Paesi europei a partire dal 2009, ancora oggi non del tutto risolta. A parte le tante Aziende che hanno chiuso i loro battenti, quelle sopravvissute fanno fatica a recuperare il terreno perduto ed a rimettersi in marcia col ritmo di prima. Probabilmente questa è una battuta d’arresto le cui conseguenze le pagheremo a lungo e con enorme fatica.

Il Calicantus è uno dei primi arbusti che fiorisce all’inizio dell’anno, malgrado le temperature rigide che caratterizzano il periodo. Il nome deriva dal greco e significa “fiore d’inverno”.​ Tuttavia è una pianta appartenente alla famiglia delle Calycanthaceae, originarie dell’Asia, e infatti il suo areale d’origine sono i monti nel Sud-Ovest della Cina, dove la troviamo fino a 3.000 metri.

 

Nonostante la sua crescita sia piuttosto lenta, è un arbusto che può raggiungere belle dimensioni; in giro se ne vedono esemplari alti anche 4 metri.

 

Il Calicantus è una pianta particolarmente apprezzata per i suoi fiori e il profumo, che si avverte anche a metri di distanza. Tra gennaio e febbraio infatti sfoggia una fioritura spettacolare (benché durante il resto dell’anno rimanga un cespuglio piuttosto anonimo).

 

Sul Calicantus esistono alcune leggende che sottolineano la natura straordinaria di questa pianta. Di seguito ve ne raccontiamo una.
Si narra che in un freddo giorno d’inverno, un piccolo pettirosso, stanco e infreddolito, vagava in cerca di riparo su un ramo per riposarsi e proteggersi dal freddo. Tutti gli alberi che incontrava in volo si rifiutavano di dargli ospitalità. Stremato, il pettirosso giunse nei pressi di un Calicantus che alla vista dell’uccellino decise di prestargli riparo e provò a scaldarlo con le sue ultime foglie ingiallite.
Il Signore, che aveva osservato il lodevole gesto, decide di ricompensare la pianta di calicanto, facendo cadere sull’albero una pioggia di stelle brillanti e profumate. Fu così che da quel momento il Calicantus fiorì in inverno.

Covid. Secondo modello che divide l’Italia in provincie, Treviso sarebbe in zona rossa

Treviso 243 casi di Covid ogni 100.000 abitanti in sette giorni. E’ la provincia veneta con il più alto indice di contagio.

Per questo motivo Treviso dovrebbe finire in zona rossa secondo il modello elaborato dal dottor Paolo Spada dell’ospedale Humanitas di Milano.

Il modello del dottor Spada divide l’Italia in province, e non in regioni , basandosi sui dati forniti dal Ministero della Salute.

Secondo questo modello al di fuori delle aree rosse sarebbe possibile ipotizzare la riapertura delle attività che dovrebbero essere sottoposte al contingentamento.

Non spaventiamoci, è solo un modello elaborato da un medico. Comunque resta il fatto che la provincia di Treviso è quella messa peggio per contagi in Veneto dove l’incidenza di contagiati e di 206 colpiti da Covid ogni 100.000 abitanti in sette giorni.

Fonte: TrevisoToday

Zanoni e Bigon (PD): “Emergenza personale negli ospedali della Marca: assumere gli 80 professionisti che mancano nei reparti di terapia intensi

“Nei reparti di terapia intensiva degli ospedali della Marca mancano ben 80 professionisti, un numero enorme. Non lo diciamo noi consiglieri del Partito Democratico, ma il Piano dei fabbisogni di personale fino al 2023 e sulla dotazione organica per il 2021 dell’Ulss 2 firmato dal direttore generale. Sono figure indispensabili, a maggior ragione adesso in piena pandemia e con le strutture sanitarie sotto pressione: la Regione deve provvedere prima possibile alle assunzioni”. È questo il sollecito che arriva dai due esponenti del Partito Democratico in Consiglio regionale Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon (vicepresidente della commissione Sanità), che hanno presentato un’interrogazione rivolta all’assessore Lanzarin.

“Secondo quanto riportato dalla stampa, facendo comunque riferimento a un documento della stessa Ulss, le carenze riguarderebbero 10 medici, 52 infermieri e 18 operatori sociosanitari. Personale non aggiuntivo o di supporto bensì necessario ‘per garantire l’adeguamento dei posti letto secondo quanto prescritto dalle nuove schede ospedaliere e a seguito del decreto legge che rivede i posti letto delle terapie intensive e semintensive, nonché del decreto regionale che determina i tempi assistenziali per paziente’. Per questo chiediamo all’assessore Lanzarin che la Regione intervenga in fretta, perché, nonostante il leggero calo dei ricoveri, la situazione legata alla pandemia Covid rimane di forte allarme: ancora oggi in tutto il Veneto abbiamo 354 persone ricoverate in terapia intensiva, mentre le le vittime hanno superato quota ottomila. Dobbiamo concentrare tutte le nostre forze nella lotta al virus: non solo con le vaccinazioni, fondamentali per vincere questa battaglia, ma anche potenziando la sanità pubblica”.

COVID. LANZARIN, “IN VENETO GLI MMG SARANNO DELLA PARTITA DELLA VACCINAZIONE. LORO CONTRIBUTO PREZIOSO PER ACCELERARE CON IL VIA LIBERA AD ASTRAZENENECA.

Sulla base di uno specifico accordo che verrà definito nei particolari e stipulato nei prossimi giorni, i Medici di Medicina Generale entreranno in maniera organica nella “squadra” della sanità veneta per l’erogazione del vaccino anti-covid.

E’ questo il positivo esito di un incontro, conclusosi poco fa, tra l’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, e le organizzazioni sindacali di questa categoria professionale fondamentale per la realizzazione della medicina del territorio.

“Da parte loro – riferisce la Lanzarin – ho trovato grande disponibilità a far parte di questa grande operazione di salute pubblica. Saranno un aiuto prezioso per raggiungere l’obbiettivo comune, che è quello di vaccinare quante più persone possibile nel minor tempo possibile”.

“Tutti sanno – ha aggiunto l’Assessore – del momento di difficoltà determinato dalla marcia indietro della Pfizer sulle tempistica delle forniture ma, se come tutti speriamo, l’Ema darà il via libera al vaccino Astrazeneca entro fine mese, potremo dare una forte accelerazione alle vaccinazioni e, a quel punto, l’apporto dei Medici di Medicina Generale sarà insostituibile, anche per il rapporto umano e la conoscenza diretta dei loro assistiti”.

“In questa fase stiamo procedendo all’erogazione delle seconde dosi – fa presente – poi toccherà agli ultraottantenni attraverso punti erogazione individuati dalle singole Ulss o a domicilio per i più fragili, quindi, con Astrazeneca in campo, sarà la volta delle coorti dal 1942 in avanti e il numero delle vaccinazioni quotidiane salirà vertiginosamente. Per questo i nostri Mmg saranno insostituibili, vera e propria linfa vitale, per centrare l’ambizioso obbiettivo di finire la campagna vaccinale entro l’estate”.

“Nell’Accordo che stiamo stendendo, e che stipuleremo al più presto – conclude la Lanzarin – sarà prevista anche una parte economica, sulla falsariga di quella per l’erogazione del vaccino antiinfluenzale”.

Strutture scolastiche comunali: sopralluoghi delle assessore Besio e Zaccariotto per una verifica della situazione e coordinare gli interventi necessari

Le assessore alle Politiche educative, Laura Besio, e all’Edilizia e agibilità scolastica, Francesca Zaccariotto, hanno visitato questa mattina, accompagnate da maestre e coordinatrici, tre strutture scolastiche comunali della Municipalità Lido Pellestrina: l’asilo nido Delfino, la scuola dell’infanzia Ca’ Bianca e l’asilo nido Sole. Hanno preso parte al sopralluogo anche alcuni tecnici dei Lavori pubblici per monitorare lo stato dell’arte di alcune richieste evase e verificarne altre di recente segnalazione.

“La scelta di un sopralluogo congiunto – spiega Zaccariotto – nasce dalla volontà di avere una visione integrale della situazione, per coordinarsi con i vari interventi”. “Ci permette di prestare attenzione all’aspetto organizzativo, di docenti e personale ausiliario e didattico – continua Besio – ma anche agli ambienti e agli spazi dove i bambini crescono e le maestre educano. La qualità del servizio nasce dal buon funzionamento di tutti questi fattori”.

Il sopralluogo odierno è il primo di una serie di visite che nel corso di questa settimana interesseranno altre sei strutture: Peter Pan e Aquilone a Chirignago Zelarino, Vecellio, Pollicino e Pineta a Mestre Carpenedo, Cucciolo a Favaro Veneto.

L’assessore Besio è stata inoltre di recente in visita alla scuola d’infanzia Sant’Elena e al nido Ciliegio in centro storico, al nido Trilli a Mestre e alla scuola Nerina Volpi a Marghera.

“I sopralluoghi alle strutture – spiegano le assessore – vanno oggi organizzati con molte più cautele rispetto al passato, nel pieno rispetto delle regole anticovid e in momenti in cui l’attività e gli spostamenti tra le aule sono ridotti. Proprio per questo cerchiamo di renderle produttive al massimo”.

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza Coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Milano, oggi in un’intervista ha ribadito che serve un lockdown per un mese su tutto il territorio italiano, altro che riapertura della scuola!

 

Ricciardi non condivide la posizione del Comitato Tecnico Scientifico, che si è espresso positivamente ieri sul ritorno a scuola fino al 75% nelle regioni gialle e arancioni.

 

“In questo momento la circolazione” di Sars-CoV-2 “è talmente alta in tutta Italia che servirebbe un raffreddamento della curva epidemica e questo purtroppo lo si può ottenere solo con una chiusura molto energica, molto forte. Non per mesi, ma per 3-4 settimane”.

 

Oggi intanto sono tornati in classe gli studenti delle superiore in gran parte d’Italia ma non nel Veneto, dove il Presidente Zaia ha bloccato la didattica in presenza fino al 31 gennaio: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura”, ha detto oggi in conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile.

 

Dal canto suo, Ricciardi sostiene che: “Gli scienziati devono mettere a disposizione della politica le evidenze scientifiche come sono, senza commentarle, e le evidenze scientifiche oggi ci dicono che rimettere in moto milioni di persone, siano essi studenti od operatori scolastici, è estremamente pericoloso. Quindi non condivido questa decisione di lasciare in qualche modo alla responsabilità dei politici dei dati scientifici che invece sono per me assolutamente inoppugnabili“, conclude Ricciardi.

 

 

Silvia Moscati

A seguito del rifinanziamento delle misure urgenti di solidarietà alimentare emanate dal Governo, da lunedì 18 gennaio 2021 è di nuovo possibile per i cittadini di Casier presentare la domanda per l’ottenimento dei buoni spesa di solidarietà alimentare per l’acquisto di prodotti alimentari e di prima necessità.

 

L’amministrazione comunale ha scelto di utilizzare una piattaforma digitale quale infrastruttura in grado di facilitare sia l’accesso alla misura dei buoni spesa che il loro utilizzo da parte di chi ne avrà diritto.

 

“L’amministrazione comunale di Casier, con i contributi arrivati dallo Stato, ha riaperto la distribuzione dei buoni spesa di solidarietà alimentare per sostenere ed essere sempre a fianco dei suoi cittadini più bisognosi – dice l’Assessore alle Politiche Sociali Leonella Mestriner – un’azione che rientra nell’ottica generale di sostegno alle persone e alle famiglie che in questo periodo hanno avuto e purtroppo continuano ad avere grosse difficoltà economiche”.

 

Viene quindi messo a disposizione gratuitamente dalla ditta CGMoving s.r.l. di Milano il portale raggiungibile al link https://solidali.welfarex.it/treviso_solidali_casier.

 

La persona, per inoltrare la domanda, deve disporre di un semplice cellulare e seguire le indicazioni di seguito riportate:

  • inserire i dati nel modulo online messo a disposizione, aggiungere le foto della carta di identità e la foto della firma di chi presenta la domanda, che sarà trasmessa ai servizi sociali per l’istruttoria direttamente dal portale.

Al fine di far fronte rapidamente alle situazioni di difficoltà, i servizi sociali valuteranno la richiesta e autorizzeranno l’erogazione del buono riservandosi di effettuare controlli sulla veridicità delle dichiarazioni in tempi successivi.

 

I cittadini riceveranno sull’email, comunicata in sede di domanda, la conferma dell’importo attribuito con le modalità per accedere alla piattaforma e ottenere i buoni spesa.

 

Ogni famiglia può scegliere, nel limite dell’importo assegnato dal Comune, il valore del buono da scaricare e l’esercizio commerciale in cui spenderlo, anche suddividendo il valore ricevuto tra più esercizi in base alle proprie esigenze.

 

Il buono stampato o scaricato sul telefono è identico a quelli di più ampia diffusione nei supermercati, al fine di garantire l’anonimato dei richiedenti.

 

In piattaforma sono presenti tutti gli esercizi che hanno aderito all’iniziativa sia i supermercati della grande distribuzione che i commercianti locali che aderiranno all’iniziativa, così da offrire un’ampia e diversificata scelta ai cittadini.

 

L’ufficio Servizi Sociali resta inoltre a disposizione della cittadinanza per supportare quanti si trovino in difficoltà nell’utilizzo della piattaforma telefonando al n. 0422383471 oppure tramite mail al seguente indirizzo: [email protected]

 

Questa mattina, durante il consueto punto stampa presso la Protezione Civile di Marghera, dopo aver letto i dati del bollettino Covid delle ultime 24 ore che vede in sensibile calo il numero dei positivi, delle ospedalizzazioni, del rapporto tamponi/casi positivi ora al 5%, il Presidente Luca Zaia ha parlato del mancato invio di dosi di vaccino al Veneto, la regione d’Italia più penalizzata da questo strano “stop” fornitura.

 

“È vergognoso quello che sta accadendo. Non si può dare un piano vaccinale, che vuol dire appuntamenti e programmazione, e poi tagliare il 53% delle dosi. Se poi vado a vedere il taglio a livello nazionale, vedo regioni con tagli zero, altre con tagli moderati, e poi regioni, come la nostra, letteralmente azzoppate. Se venisse messa in discussione la fornitura della prossima settimana, anche solo di un vaccino, noi non riusciremo più a vaccinare. Questa settimana possiamo attutire il grave danno, ma la prossima no, la campagna vaccinale sarebbe sospesa, facendo la seconda dose solo a chi ha già ricevuto il vaccino. Anche i richiami sono a rischio. Noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa ma non controparte giuridica: spero che a livello nazionale ci siano ripercussioni legali. Siamo molto arrabbiati, non si può mettere in discussione un servizio vitale per i cittadini. Noi stiamo pensando di tutelarci, non so come ma lo faremo”.

 

E poi, riguardo alla riapertura delle scuole, il Presidente Zaia ha detto: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura. Mi hanno riferito che oggi hanno fatto un ricorso per la riapertura, mentre molte famiglie e molti studenti sono invece preoccupati e ci scrivono di tener chiuse le scuole. Vogliamo capire se riaprendo le scuole il rischio aumenta o se resta uguale, certo non diminuisce!”, ha concluso.

 

 

Silvia Moscati

Forse qualcuno non sa chi erano i Manganeri a Venezia. I Manganeri erano gli artigiani che con il loro pesante lavoro rendevano liscia e morbida la superficie dei tessuti di lana e seta.

Usavano un attrezzo il mangano, da qui il nome di Manganeri, formato da una grande ruota molto ingombrante.

Alcune calli veneziane portano ancora oggi il toponimo Calle del Manganer. In particolare nel Sestiere di Canaregio, a San Polo e nei pressi di Ruga Rialto.

Questo antico mestiere fu fondata nel 1337 e comprendeva i “lustradori da seda” ed i “lustradori da lana”. Era una scuola chiusa e la sede era nella chiesa di Santa Maria Formosa..

Nel 1773 questa scuola contava 14 capimastri, 7 lavoranti, 1 garzone e ben 10 botteghe

Fonte: livecomunevenezia

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