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Un Consiglio Comunale ‘full time no stop’ quello che si è svolto sabato 30 gennaio in video conferenza a Mogliano Veneto. Iniziato alle 9.15, la seduta on line si è protratta fino alle 18.30, con un pausa pranzo di una quindicina di minuti. È stato discusso il Bilancio di previsione 2021 definito dal Sindaco Davide Bortolato: “Il bilancio della concretezza che proietta la sua azione alla normalità, con l’obiettivo di dare sempre più servizi ma soprattutto garantire più qualità a quelli già avviati e mettere in campo opere pubbliche e investimenti necessari alla ripartenza”.

 

Numerose le critiche portate dalla minoranza ma, a fronte di queste, non è stata presenta alcuna proposta di modifica e pertanto il Consiglio comunale non ha avuto la possibilità di valutare alcun emendamento e il bilancio è stato approvato così come presentato. Il Consigliere di Maggioranza Nico Zane, del Gruppo “Davide Bortolato Sindaco” ha quindi chiuso la questione con questa parole: “parafrasando un noto filosofo portoghese (leggi Mourinho) si può dire: Zero emendamenti, Zero titoli”. Così, solo critiche ma nessun contributo presentato con emendamenti per un miglioramento del Bilancio di previsione non portano, come nel calcio, a titoli o trofei.

 

Silvia Moscati

Il campionato prenderà il via il 3 febbraio a Ferrara e coinvolgerà anche gli studenti del Veneto, misurando le loro conoscenze in campo ambientale

 

L’anno scolastico 2020-21 è senza dubbio l’anno in cui la didattica a distanza ha ottenuto maggiore spazio, diventando di fatto una regola e non più un’eccezione quando si parla di formazione scolastica.

 

In questo scenario, dove la digitalizzazione dei contenuti e dei rapporti fra studenti e insegnanti risulta ormai più che collaudati, i Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Recupero ed il Riciclo degli Imballaggi CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA hanno ideato un progetto per affiancare i ragazzi e i loro insegnanti nell’educazione ambientale, parte essenziale nella formazione di una cittadinanza attiva e responsabile.

 

Dopo diverse edizioni in presenza, condotte con successo in molte regioni italiane (Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio e Campania) l’edizione 2021 del Green Game Digital si pone un obiettivo ambizioso: sensibilizzare e coinvolgere i giovani sui temi dell’economia circolare, offrendo loro una più ampia visione circa la concreta opportunità  di ridurre la produzione di rifiuti, fare una corretta raccolta differenziata e valorizzare il riciclo degli imballaggi in ALLUMINIO, CARTA E CARTONE, PLASTICA, VETRO E ACCIAIO.

 

Come si partecipa

L’approccio studiato dai Consorzi è estremamente innovativo e riuscirà a coinvolgere oltre 20.000 studenti in tutta Italia. Parteciperanno al progetto 106 istituti superiori, uno per ogni provincia italiana, a comporre un vero e proprio “Campionato Nazionale del Riciclo” per vincere il quale i ragazzi si batteranno in quiz a risposta multipla, classe contro classe, mettendo alla prova le loro conoscenze in campo ambientale. Dopo una prima selezione, soltanto un istituto scolastico passerà alla finale nazionale come rappresentante della provincia di appartenenza e si batterà con le classi migliori di tutta Italia. L’iscrizione e la partecipazione all’iniziativa sono gratuite.

 

Come si gioca

Gli studenti potranno partecipare al Green Game Digital sia da scuola che da casa. Stabilito l’appuntamento si collegheranno su una piattaforma riservata, realizzata e gestita dagli esperti formatori della PeakTime – agenzia specializzata in progetti didattici, scelta dai Consorzi per gestire l’intera iniziativa – e nella prima fase assisteranno alla lezione supportata da contenuti multimediali appositamente studiati per catturare anche on line la loro attenzione.

 

Subito dopo si passerà alla fase di “verifica”: quiz, domande multi-risposta a tempo, vero o falso per stabilire il grado di apprendimento dei ragazzi durante la lezione e individuare così i più meritevoli dell’appellativo di “esperto riciclatore”. Lo studente più meritevole vincerà in premio un buono per gli acquisti online, mentre la classe che otterrà il punteggio medio più alto si aggiudicherà il pass per la finalissima nazionale, dove incontrerà le migliori classi selezionate in ogni istituto e in tutta Italia.

 

Il green Game prenderà il via mercoledì 3 febbraio da Ferrara: protagonisti gli studenti del bienno dell’IIS “N. Copernico – A. Carpeggiani”. Giovedì 4 febbraio invece si passerà in Lombardia, precisamente a Edolo (BS) con l’IIS “F. Meneghini” e l’I.S.I.S. “Facchinetti” di Busto Arsizio (VA).

 

Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono indicate nel sito www.greengame.it e sulle pagine ufficiali di Facebook e Instagram.

 

“Green Game Digital” per il valore didattico, etico e formativo è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

In una nota congiunta i Consorzi promotori del Green Game dichiarano: “L’obiettivo di questo collaudato format è di inquadrare le modalità di una corretta gestione dei rifiuti di imballaggio, focalizzando l’attenzione dei ragazzi sulle enormi potenzialità offerte dal riciclo, non soltanto nella vita quotidiana di tutti i giorni, ma anche pensando al loro futuro di cittadini consapevoli. L’iniziativa coinvolge le giovani generazioni attraverso un metodo didattico avvincente quanto efficace che coniuga apprendimento e divertimento. L’esperienza fatta gli scorsi anni ha dimostrato che questo approccio è sicuramente il più efficace, riuscendo a consolidare nella mente dei ragazzi concetti che altrimenti risulterebbero più ostici e meno attraenti”.

 


CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA sono Consorzi nazionali no profit, nati per volontà di legge e si occupano su tutto il territorio italiano di garantire l’avvio al riciclo degli imballaggi raccolti dai Comuni italiani tramite raccolta differenziata.
In Italia, mediamente, ogni anno, si producono circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio. Di questi, il sistema dei Consorzi nazionali, che fa capo al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ne recupera circa il 78%, vale a dire: 3 imballaggi su 4.

Interventi a contrasto di spaccio, prostituzione e bivacchi tra Mestre e Marghera: in poche ore notificati 6 daspo urbani e sanzioni per migliaia di euro

Continua con sempre maggiore vigore l’attività della Polizia locale a contrasto delle attività illecite causa di potenziale degrado sul territorio comunale: gli operatori del Servizio sicurezza urbana ieri sono infatti più volte intervenuti elevando sanzioni per migliaia di euro e notificando 6 ordini di allontanamento. Tra i cittadini finiti nei guai anche due clienti di prostitute colti in flagranza mentre di lì a poche ore avrebbero dovuto festeggiare rispettivamente il primo anniversario di fidanzamento e il quarantesimo anno di matrimonio. Gli agenti intervenuti hanno impedito loro di appartarsi con due lucciole a Marghera.

Entrambi i clienti, un veronese 60enne e un 25enne residente in un comune della cintura veneziana, sono stati sanzionati con 533 euro per non aver ottemperato alla normativa anti Covid, cui si sono aggiunti altri 450 euro ciascuno per non aver rispettato il Regolamento comunale a contrasto della prostituzione di strada. Al termine degli accertamenti per tutti e due è scattato il daspo urbano, notificato anche alle due prostitute, sanzionate pure loro.

Copione simile anche per un 33enne del Trevigiano che, a bordo di un’auto, cercava di avvicinare alcuni spacciatori nella zona di via Dante a Mestre. Obiettivo contrattare dello stupefacente, senza però riuscire nel proprio intento. Per il 33enne è scattata una sanzione di 533 euro per violazione della normativa anti Covid-19.

Gli agenti sono infine intervenuti, verso le ore 17, per sanzionare due 25enni sorpresi a bivaccare a terra con birra e cibo di fronte al centro commerciale “Le Barche”, comportamento che è valso loro il daspo urbano.

Sono iniziati ieri, nei negozi del Veneto, insieme a Emilia-Romagna e Toscana, i saldi invernali.

Anche al Valecenter di Marcon (VE) è arrivato il periodo più atteso dell’inverno, che fino al 31
marzo 2021 proporrà imperdibili sconti su una vasta gamma di prodotti.

 

I clienti di Valecenter potranno godere dei vantaggiosi prezzi e trascorrere, nel pieno rispetto delle
vigenti normative sulla sicurezza, momenti indimenticabili di shopping. Tutti i negozi aderenti all’iniziativa – dall’abbigliamento alle gioiellerie, dal lifestyle alle drogherie – saranno lieti di presentare le proprie proposte e offrire ai clienti una piacevole permanenza nella Galleria commerciale.

 

Il centro commerciale Valecenter è aperto nei seguenti orari:
• la Galleria Commerciale dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 20.00
• l’iperalimentare Rossetto dal lunedì alla domenica dalle ore 09.00 alle ore 20.00
• la Food Court per i negozi aderenti all’iniziativa solo con servizio d’asporto e delivery fino a nuove
disposizioni.

 

La nostra Redazione raccomanda ai lettori di osservare con attenzione tutte le disposizioni anti Covid e di frequentare con consapevolezza i negozi dei centri commerciali, che tuttavia fino al 5 marzo p.v. restano chiusi nei weekend.

Un nostro affezionato lettore ci invia il seguente elaborato “Gennaio 1921. La partenza da Fiume”, ricco di inediti documenti e immagini che documentano l’Impresa di Fiume. È noto che quest’ultima terminò ufficialmente il 31 dicembre 1920, con il Trattato di Abbazia. Molto meno conosciuti sono i 18 giorni che intercorrono dalla fine del 1920 al 18 gennaio 1921, giorno della partenza di Gabriele D’Annunzio da Fiume.

 

Fiume. Il porto e vista dal mare. La città e il ponte di Sussak

 

L’Impresa di Fiume è terminata ufficialmente alle 16.30 del 31 dicembre 1920 con il Trattato di Abbazia e con le firme:

• del generale Carlo Ferrario per il Governo italiano
del capitano Riccardo Gigante come Podestà di Fiume
• del capitano Nino Host Venturi come Comandante delle Milizie Fiumane. Bene ricordare che il giorno precedente, 3o dicembre, il Comandante ha deposto ai Maggiorenti Fiumani i supremi poteri conferitigli il 12 settembre 1919.

È infine dato sapere che Gabriele D’Annunzio ha lasciato Fiume il 18 gennaio del 1921 con la sua Fiat rossa, con a bordo il ten. Riccardo Frassetto, il ten. Guido Keller e il ten. Antongini.

Quasi sconosciute sono le due settimane che intercorrono dalla fine del 1920 al giorno della mesta partenza del Comandante per Venezia e proseguita poi, il 2 febbraio del 1921, per Gardone, alla Residenza di Cargnacco che diventerà successivamente “Il Vittoriale”.

Nel 1923, verrà donato all’Italia con il definitivo nome “Il Vittoriale degli Italiani”.

Fra meno di due settimane ricorrerà il Centenario del Vittoriale come “immagignifica” residenza di Gabriele D’Annunzio, visitata annualmente da circa 300.000 persone.

 

Venezia, la Casa Rossa.       Gardone, il Vittoriale degli Italiani

 

La Fiat 501.       Foto autografata dell’arrivo a Fiume.       Folla fiumana entusiasta saluta il Vate

 

Ho voluto inserire questa sequenza fotografica per fissare il luogo di partenza di Gabriele D’Annunzio per Fiume (Venezia-Casa Rossa) e il luogo di arrivo e di sua residenza definitiva di Gardone Riviera (Il Vittoriale).

Gli anni 1919-1920-1921 hanno visto Gabriele D’Annunzio, il Comandante, il Vate, il Poeta, il Soldato, l’Eroe, protagonista assoluto della scena italiana ed europea del turbolento primissimo dopoguerra.

Anni che sono stati testimoni dell’Impresa di Fiume, definita da molti storici come l’ultimo travolgente atto del Risorgimento Italiano.

Una sequenza di immagini che permette di entrare nello spirito del popolo Fiumano dal momento che Gabriele D’Annunzio e il Btg. di Granatieri di Sardegna arrivarono a Fiume alle ore 11 delle 12 settembre 1919.

La Reggenza del Carnaro durò 16 lunghi mesi e terminò con la firma del Trattato di Abbazia, il 31 dicembre 1920.

La popolazione appoggiò fino all’ultimo giorno il Poeta Soldato nonostante l’assedio, nonostante i patimenti e le sofferenze, nonostante la fame, nonostante i bombardamenti e i civili morti, nonostante la precaria situazione sanitaria e perfino l’insorgere di qualche caso di peste.

Mesi prima, causa la scarsità di sostentamento e con un treno speciale, 250 bambini furono costretti a lasciare Fiume, le loro famiglie e vennero mandati a Milano, affidati al buon cuore della gente lombarda.

250 bambini salgono in treno in partenza per Milano

 

Si tenga presente che, oltre ai Sette Giurati, furono 186 i primi legionari Granatieri di Sardegna che partirono da Ronchi.

A ondate successive arrivarono, e si aggregarono al primo nucleo, militari di varie provenienze e armi per un totale di circa 2.650 soldati, sott’ufficiali, ufficiali di tutti i gradi, ivi compresi dei generali.

In buona sostanza, all’apice dell’Impresa, il piccolo esercito dannunziano contò circa 3.000 tra legionari e gruppi organizzati di civili fiumani o di altra provenienza sia italiana che straniera.

“Fiume o Morte” fu il giuramento dei legionari e i tragici fatti del “Natale di Sangue” confermano la loro ferma volontà di battersi per la causa fiumana fino all’estremo sacrificio.

Gli abitanti di Fiume hanno sempre dimostrato un forte attaccamento alle legioni dannunziane che, fin da subito, si sono ben integrate con i cittadini e hanno vissuto con loro i dolori e le gioie, la continua alternanza di notizie belle e brutte oppure la rapida successione di speranze e di delusioni.

I Fiumani sentivano il Comandante e i legionari vicini e partecipi alla loro primaria aspirazione di essere annessi alla Madre Italia che al contrario voleva, anche con la forza, far evacuare “I disertori dannunziani” dalla città del Carnaro.

Il Governo italiano era debole e sottomesso ai voleri degli alleati che avevano tutto l’interesse che l’Italia non allargasse troppo la sua presenza e influenza sia sulla Dalmazia che sul porto di Fiume, il secondo più importante dell’Adriatico.

L’Inghilterra era il Paese che premeva di più perché il Distretto di Fiume diventasse uno Stato Libero.

L’obiettivo dei britannici era il controllo economico e politico dell’Alto Adriatico e dei Paesi oggi Europa dell’Est.

Il reale intendimento era di far confluire un contingente di truppe internazionali sotto il suo controllo, dominare il porto e gestire l’importante flusso di merci proveniente dai Paesi dell’ex Impero Austroungarico per essere imbarcata, a scapito del vicino porto di Trieste che avrebbe perso traffico e quindi importanza.

Da queste brevi considerazioni, si evince che Fiume era un crocevia di interessi che andavano ben oltre all’anelito di annessione all’Italia della popolazione fiumana.

Il trattato di Rapallo venne firmato il 12 novembre 1920 dall’Italia e dal Regno di Serbia-Croazia-Slovenia e stabilì consensualmente i confini e le rispettive sovranità su tutta l’area.

La notizia dell’accordo, con una appendice segreta che prevedeva, in caso di controversia, l’arbitrato del Presidente della Svizzera, esplose come un fulmine a ciel sereno nella comunità Fiumana che vide la conclusione dell’auspicato processo risorgimentale di unificazione.

D’Annunzio non riconobbe mai il trattato e cercò di opporsi in tutti modi possibili ma, purtroppo, dovette cedere sia alla regia superiorità militare sia per evitare distruzioni alla città che spargimenti di sangue tra i civili.

Molti e inutili furono i tentativi di ricomporre la controversia sia da parte di personaggi politici di primo piano che anche dalla Chiesa con il Segretario di Stato, Cardinale Gasparri (quello dei Patti lateranensi del 1929).

Il seguito vide il Governo italiano rompere gli indugi e decidere l’intervento con le armi in uno scontro fratricida che si concluse con le 5 tragiche giornate del “Natale di Sangue”.

Il gennaio 1921 rappresenta per la città di Fiume la fine di tante speranze e l’inizio di un lungo periodo di incertezza, di caos, di confusione e di baraonda. C’era l’esercito regio italiano che entrava in città mentre le truppe legionarie si apprestavano a partire e a lasciare un grande e tristissimo vuoto.

 

Legittima era la ricorrente domanda dei fiumani: che sarà di noi?

 

Il 31 dicembre 1920, il Consiglio Comunale si raduna in seduta straordinaria. Il Podestà, Riccardo Gigante, riafferma la volontà immutabile dei fiumani all’annessione all’Italia, conforme al voto plebiscitario del 30 ottobre 1918.

Prende poi atto delle dimissioni del Comandante e del Governo provvisorio della Reggenza con le seguenti parole:

“…tributa al glorioso Comandante Gabriele D’Annunzio e alle sue valorose legioni, cui Fiume deve la salvezza della servitù straniera e la Nazione tutta, il raggiungimento del confine giulio, la sua devota gratitudine e li proscioglie dal giuramento fatto alla causa di Fiume”.

 

Il 2 gennaio 1921, il Comandante, dopo aver onorato i morti per la causa al cimitero di Cosala … “pronuncia, con voce grave e lenta, una commovente orazione, si inginocchia innanzi ai caduti e tutti si inginocchiano piegando la fronte e molti non possono trattenere i singhiozzi.

La folla, in un impeto di amore e di dolore, si stringe attorno al Comandante.

Alcune madri dei caduti lo abbracciano disperate, altre donne e cittadini gli baciano le mani e non si allontanano fino a che i soldati, con dolce violenza non li conducono via.

Il corteo poco a poco si ricompone e, con il Comandante in testa, ridiscende in città.

All’altezza della via De Amicis, il Comandante si ferma attorniato da ufficiali e cittadini e, pallido ma rigido, passa per l’ultima volta in rivista le sue truppe…”

 

Il 3 gennaio 1921, il Comandante scrive il suo ultimo proclama, pieno di orgogliosa tristezza:

“Ieri, nel camposanto di Fiume, la volontà di ascendere, che travaglia ogni
gesta di uomini, toccò l’ultima altezza.
Parve la nostra più alta ora nel cielo dell’anima.
Ma ne avremo forse una più alta.
Da quella piazza in vista del Carnaro dove furono consacrati dal popolo tutti i nostri segni, dove il popolo ricevette il nostro giuramento e ci donò il suo amore, dove al modo veneto furono fondati i tre pili della libertà e issati i vessilli della Buona Causa…”

 

E conclude:

“E ogni lacrima era Italia e ogni stilla di sangue era Italia e ogni foglia di lauro era Italia”.

“Tale fu ieri il commiato che i Legionari diedero alla terra di Fiume. E domani a un tratto la città sarà vuota di forza come un cuore che si schianta”.

 

Gennaio 1921. I Legionari partono inneggiando al Comandante…

 

 

 

18 gennaio 1921: la partenza del Comandante

L’ultimo intervento di D’Annunzio dalla “Ringhiera” del Palazzo di Città

 

“Concittadini,

come troverò nel profondo del mio cuore ancora un resto di forza per parlare, perché ancora una volta la mia voce vi tocchi?

Voi la udite, è un’altra voce. Non è più quella della ringhiera, non è più quella che scendeva con tanto orgoglio quando…”

 

La Fiat di D’Annunzio soffocata dai Fiumani che non vorrebbero vederlo partire

 

 

 

Sceso nella piazza, il Comandante fu circondato da una moltitudine piangente. Donne del popolo, operai, gente di ogni età e di ogni condizione, lo imploravano di non partire, di non abbandonarli.

La macchina del Comandante, quella stessa che l’aveva portato da Ronchi a Fiume, ora rifaceva la gloriosa strada percorsa il 12 settembre 1919. Dalle finestre, piovevano fiori e lacrime.

Molte popolane assistevano inginocchiate al passaggio.

Lo riaccompagnavano sulla triste via del ritorno il tenente Frassetto, il ten. Antongini, il ten. Keller, i medesimi che l’11 settembre 1919 avevano avuto la fortuna di essergli compagni nella fiduciosa partenza dall’approdo di San Giulian (Venezia).

 

11.09.1919 | D’Annunzio in prima e il ten. Riccardo Frassetto
in seconda con la spolverina da viaggio

 

09.11.1919 – La corsa pazza da Venezia a Ronchi e poi, via, verso Fiume

Sul pontile di sbarco, Basso ci attende già, in tenuta di gran viaggio.

Lo dicono insuperabile nel tenere il volante e non tardo ad accorgermene. Salutato Italo e sedutomi al suo fianco, Basso scaraventa la macchina con una tale impennata da farmi dubitare di arrivare sano e salvo alla meta.

Ma, questo pazzoide ha un occhio d’aquila e un polso che non trema.

Si diverte a sfiorare a tutta velocità il muso dei cavalli sonnecchianti lungo la strada, attirandosi una sequela di contumelie da parte dei rispettivi proprietari.

Nei pressi di Portogruaro, ci fermiamo per ispezionare le gomme che sono talmente arroventate da temere lo scoppio.

Mentre mi sgranchisco le membra, Basso si affanna a rovesciare sulle ruote alcune secchie d’acqua per raffreddarle.

Pochi minuti e siamo di nuovo in macchina.

 

02.031921 – Lettera del ten. Riccardo Frassetto al Comandante per i brevetti

 

 

Un inedito eccezionale

La pagina orizzontale riporta, a destra verso l’alto la seguente frase:

Ho dovuto assumere in servizio due scritturali per la scritturazione dei nomi. Io penserò per la firma”.

Significa che i tremila brevetti sono stati firmati dal ten. Frassetto per ordine e conto di Gabriele D’Annunzio.

 

Nota spese allegata alla lettera del 02.03.1921 – Sono 23.000 Lire di cento anni fa

 

Un esempio dei circa 3.000 brevetti e medaglie concesse ai legionari di Fiume,
gestiti e firmati dal ten. Riccardo Frassetto al posto di Gabriele D’Annunzio

 

Attuali testimonianze a Fiume dell’Impresa, dei Sette Giurati e dei Granatieri di Sardegna

 

Cimitero di Cosala/Fiume. Monumento a perenne ricordo e gloria dei Granatieri di Sardegna

 

Cantrida di Fiume. Cippo a memoria dei sette Giurati d Ronchi.
Il primo nome è quello di Riccardo Frassetto

 

 

Con questa immagine saluto come facevano a Fiume D’Annunzio e lo zio Riccardo Frassetto che gli è a fianco: Eia! Eia! Eia! Alalà!

 

A cura di Giorgio Frassetto,
nipote del Giurato di Ronchi ten. Riccardo Frassetto

 

 


Nota a margine:

La più parte delle immagini, dei documenti e lettere sono tratti dall’archivio della Famiglia Frassetto e dai libri “I Disertori di Ronchi” e “Fiume o Morte” scritti da Riccardo Frassetto rispettivamente nel 1926 e 1940 e inoltre dal volume “Zio Riccardo. La vita, la storia, le imprese” scritto da Giorgio Frassetto per conto della famiglia.

“I Disertori di Ronchi” fu approvato da Gabriele D’Annunzio con le seguenti parole: “Ho letto il tuo bel libro. Caro Riccardo, ora sei autore fra gli autori”.

 

In onda da domani, venerdì 29 gennaio, il primo dei lavori del Teatro Stabile del Veneto realizzati nell’ambito del progetto culturale Visioni di Dante, finanziato e patrocinato dal Comitato Nazionale Dante2021 del Mibact per i 700 anni dalla morte del poeta

 

Sette cortometraggi per dialogare con Dante e esplorare posti e passaggi meno noti della Divina Commedia. È l’intento della web serie teatrale A ritmo di Dante, realizzata dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni – parte del Modello Veneto TeSeO, nato dall’accordo di programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto in partnership con Accademia Teatrale Veneta – e curata da Paola Bigatto, in onda a partire da venerdì 29 gennaio ore 18.00 sulla piattaforma digitale Backstage del Teatro Stabile del Veneto, con il primo episodio Paradise.

 

Si tratta del primo lavoro realizzato nell’ambito del progetto culturale e artistico Visioni di Dante del Teatro Stabile del Veneto, un programma dalle finalità divulgative, formative e creative selezionato dal Comitato Nazionale Dante2021 del Mibact per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Nel corso del 2021, infatti, verranno realizzati contenuti originali quali spettacoli, percorsi formativi e incontri di approfondimento, prodotti con l’intento di aprire nuove prospettive su Dante e sulla sua opera.

 

Festeggiare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta fiorentino

La web serie A ritmo di Dante oltre ad esplorare temi ampiamente conosciuti della Divina Commedia vuole mettere in evidenza, attraverso studi originali e specifici, alcune zone poema poco praticate proponendo in un caso parallelismi e discordanze tra l’opera dio Dante e la più famosa parodia a fumetti dell’Inferno dantesco pubblicato della Walt Disney Company, in un altro un percorso sensoriale tra gli odori del Purgatorio e in un altro ancora i luoghi e le storie che a Venezia raccontano di Dante. Attraverso il lavoro dei giovani attori-autori, vuole anche dimostrare come il mondo dantesco, con la sua straordinaria ricchezza, possa essere conosciuto e riscoperto tramite le nostre passioni più sentite, grazie soprattutto ai settecento anni di amore, studio e rivisitazioni della Divina Commedia. I sette cortometraggi di natura molto eterogenea, sono, infatti, fruibili da un pubblico di qualsiasi generazione, a partire dagli studenti delle scuole secondarie.

 

Il primo episodio Paradise, disponibile sulla piattaforma Backstage, ripercorre l’immaginario dantesco attraverso i luoghi del Paradiso: danze sfrenate, luci, la guida di Giustiniano e Tommaso d’Aquino, il tutto accompagnato dalla figura di Beatrice, con una rilettura dei canti VII, X, XI del Paradiso. Ad interpretare i protagonisti del poema dantesco in questo episodio sono Marinella Melegari, Miriam Tartaglia e la partecipazione di Chiara Pellegrin. Animazione video e ambienti sonori sono a cura di Marinella Melegari.

 

 

A RITMO DI DANTE

A cura di Paola Bigatto

Progetto video a cura di Serena Pea e Michele Tonicello

Fotografia e riprese video Serena Pea e Paolo Roberto Santo

Montaggio Francesca Cutropia e Serena Pea

Sound design Giovanni Frison

Costumi Lauretta Salvagnin

 

Note di regia

“Gli allievi della nostra scuola, inserendosi nella centenaria tradizione di vicinanza e relazione tra gli attori e il poema dantesco, hanno messo a disposizione i loro saperi, la loro visione del teatro, ma anche il particolare momento esistenziale che stanno vivendo, per entrare in dialogo con Dante. Il poema ha anche fornito, data la struttura del verso e la complessità della ritmica e della versificazione, un eccellente allenamento tecnico per i giovani. Dante è, come ci insegna la antica tradizione del teatro italiano, un vero maestro d’attori”, commenta Paola Bigatto.

Il Parco di San Giuliano raddoppia. Attualmente è uno dei parchi più grandi d’Europa e con il raddoppio della sua area diventerà uno polmone verde di estrema importanza ambientalista.

Attualmente il Parco di San Giuliano ha una superficie di 74 ettari. E’ stato inaugurato il 7 novembre 2003 ed aperto definitivamente al pubblico l’8 maggio 2004.

Finalmente dopo 17 anni di attesa si concretizza il raddoppio del parco. Il Comune con questa decisione vuole porre la massima attenzione all’ambiente ed al verde pubblico

La notizia è stata data dall’assessore Simone Venturini “La Giunta Comunale di Venezia – comunica l’assessore – ha approvato l’intesa con il Provveditorato delle Opere Pubbliche per il recupero della grande area abbandonata che va dalla sponda dell’Osellino a Campalto. Parecchie decine di ettari che, una volta bonificati, consentiranno di raddoppiare l’attuale parco”.

Da domani il Veneto torna in fascia gialla. E perciò, dopo tre mesi, si potrà tornare a visitare anche la grande esposizione Van Gogh. I colori della vita allestita al Centro San Gaetano di Padova.

 

La mostra, che riaprirà ufficialmente martedì 2 febbraio, per il momento, resterà aperta fino al 12 febbraio, data ultima di validità bisettimanale della valutazione ieri diffusa.
Le linee telefoniche sono già state prese d’assalto per l’acquisto dei biglietti per le prossime due settimane, così come il sito con centinaia di utenti collegati in contemporanea.

 

“Tre settimane di apertura in ottobre e poi tre mesi di chiusura. Adesso è come partire daccapo, da zero, con una memoria della bellezza delle opere di Van Gogh da costruire. Ora finalmente davanti ai quadri reali, dopo le tante ore di dirette Facebook che all’artista olandese ho dedicato negli ultimi tre mesi”, ha dichiarato il critico e curatore mostre d’arte, Marco Goldin.

 

Il Sindaco, Sergio Giordani, e l’assessore alla Cultura, Andrea Colasio, della città di Padova aggiungono insieme: “All’interno del sistema di proposte culturali di Padova, la mostra dedicata a Van Gogh si inserisce come una gemma preziosa ed è per questo motivo che siamo veramente felici di poter salutare la sua ripartenza in un tempo che rimane incerto ma che proprio per questo ha fortemente bisogno di bellezza. Van Gogh con le sue opere straordinarie ospitate al Centro San Gaetano offre a tutti proprio la bellezza e lo struggimento dei suoi colori”.

 

 

Orari della mostra “Van Gogh. I colori della vita”

I nuovi orari di visita della mostra saranno per ora i seguenti: dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso il sabato e la domenica.
Prenotazione è vivamente consigliata.

 

Le prenotazioni di biglietti d’ingresso, visite guidate, audioguide vanno fatte al call center di Linea d’ombra, allo 0422.429999, o all’indirizzo email biglietto.lineadombra.it.

 

Linea d’ombra, per opportuna cautela, pone in vendita biglietti per date di visita fino al 12 febbraio, data ultima di validità dell’attuale decreto ministeriale.

“Regione Veneto e Sindacato sono uniti nel confronto e nella condivisione in questo momento delicatissimo, come è quello che ci attende ora con la ripartenza della scuola, prevista per lunedì prossimo 1° febbraio, per i nostri ragazzi e le loro famiglie”.

Sono le parole dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan, all’indomani dell’incontro tenuto con tutte le sigle sindacali insieme alla vicepresidente e assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, all’Ufficio Scolastico regionale e alla Prefettura di Venezia.

 

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, infatti, ha annunciato qualche giorno fa, la ripartenza delle scuole superiori i cui studenti saranno, per le prime tre settimane, in presenza al 50 per cento, per passare poi, situazione epidemiologica permettendo, al 75 per cento.

 

“Siamo impegnati tutti alla massima condivisione. – ha ribadito l’assessore Donazzan – Il Sindacato ha espresso apprezzamento per il lavoro fin qui svolto dalla Regione e dall’Ufficio regionale scolastico. Abbiamo tutti convenuto che in questo momento delicatissimo di ripartenza, ci sia bisogno di serenità, soprattutto per le famiglie interessate, di informazioni univoche e certe, evitando continue altalene e cambi repentini di rotta, in particolare a livello centrale”.

 

“Le parole devono essere concrete e utili come lo devono essere i fatti. – ha aggiunto – Bocciamo pertanto interventi assurdi e poco salutari come lo sono stati i banchi con le rotelle che, come è emerso nella riunione di ieri, sono stati ritirati dai plessi scolastici in cui erano stati introdotti perché erano causa di mal di schiena”.

 

È previsto un incontro tra Regione Veneto e Sindacato, allo scadere della terza settimana di febbraio – salvo incontri ulteriori per affrontare qualche situazione di emergenza – per valutare insieme un primo monitoraggio sull’andamento della ripartenza della scuola.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare che il 4 febbraio si celebra la World Cancer Day (Giornata mondiale contro il cancro); in virtù di tale evento, intende proporre alle amministrazioni locali ed alle Scuole di commemorare cittadini e allievi che si siano spenti prematuramente a causa di questo male.
Secondo l’ordinamento italiano, le amministrazioni locali ostentano la competenza per la toponomastica e, pertanto, possono disporre riguardo la denominazione di strade e piazze. Orbene, piuttosto che procedere a ripetitive citazioni che, seppur di valore, spesso non hanno alcun contatto con la realtà locale, il CNDDU ritiene utile poter intitolare strade anche a quei cittadini che si sono impegnati nel proprio settore di appartenenza o che abbiano dimostrato particolare passione e dedizione per lo studio, ma che – a causa di tale male – hanno lasciato familiari e intera società troppo presto.
Parallelamente, le scuole hanno l’opportunità di organizzare eventi commemorativi o intitolare aule e laboratori ad alunni che si siano distinti nello studio, ma che – per una patologia la cui causa è troppo spesso frutto di negligenze e imperizie dell’uomo e a cui la scienza medica non riesce ancora a porre rimedio – non abbiano potuto continuare a partecipare al progresso materiale e spirituale della società.
L’intitolazione di strade, piazze e aule, invero, non avrebbe solo una funzione commemorativa, ma rappresenterebbe, allora, un serio riconoscimento sociale per i familiari e anche un monito per tutti i protagonisti di quei settori che per azioni, mancanze o omissioni, ancor oggi, non consentono di garantire il perseguimento della felicità.
Il CNDDU ritiene che il 2021 possa essere allora l’anno in cui dedicare strade, piazze ed aule a tutti quei cittadini minori di quaranta anni, che ancor in giovane età, siano stati costretti dalla malattia a interrompere i progetti di vita a cui erano destinati.
Ricordiamo che la proposta per attivare il procedimento finalizzato ad intitolare un’aula, una strada o una piazza a una persona può provenire anche da singoli e da gruppi di alunni o concittadini.
Mentre nel settore scolastico la competenza a deliberare spetta al consiglio di circolo o di istituto, sentito il collegio dei docenti; nel caso di strade e piazze, sarà generalmente la Giunta comunale a disporre in tal senso. In ogni caso, ancor oggi, la normativa vigente prevede l’autorizzazione del Prefetto e che si possa dare il nome di una persona a una strada, a una piazza o a un’aula a condizione che questa sia deceduta da almeno 10 anni a meno che non si tratti di un caduto in guerra o di una persona deceduta per la “causa nazionale”. Il concetto di causa nazionale è un concetto giuridico che – in un’interpretazione costituzionalmente orientata- a parere del CNDDU non può escludere a priori la volontà di commemorare studiosi e lavoratori vittime di tumori allorquando si dimostri la loro partecipazione al progresso materiale e spirituale del Paese. In ogni caso, resta, in subordine, sempre la facoltà del Ministero dell’Interno di consentire la deroga al termine indicato.
Il CNDDU propone inoltre di individuare un percorso didattico pluridisciplinare sul tema “prevenzione e cura”, che possa rientrare tra i contenuti dell’Educazione civica, al fine di indicare agli studenti le novità scientifiche (immunoterapia, terapie biologiche, target therapy, chemioterapia, radioterapia) pratiche di buona salute, testimonianze letterarie / reali, nonché approccio psicologico per pazienti e famigliari. Il tumore è una realtà che riguarda tante famiglie italiane; per questo la scuola dovrebbe parlare di tale problematica in un contesto formativo e “rassicurante” per offrire strumenti di supporto ai giovanissimi che incontrano spesso difficoltà insormontabili difronte ad una problematica così severa. A tal proposito sarebbe auspicabile far conoscere le attività e gli enti che si occupano di sostegno alla ricerca, come l’AIRC, per diffondere tra i giovanissimi la cultura del volontariato e della solidarietà. #orizzontichiari
“Posso solo dire a chi è malato, quello che provo sperando che gli serva: ancor più del rapporto col tempo è cambiato il mio rapporto con la vita. ho sempre amato disperatamente la vita ma ora sono ancora più contenta di essere nata, ancora più convinta che la vita sia bella anche se cattiva. e quando mi succede qualcosa di bello mi viene una specie di gratitudine pazza” (Oriana Fallaci, “La vita è una guerra ripetuta ogni giorno”).

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