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È tempo di Covid e di Dpcm più o meno condivisibili ed è anche tempo di multe.

Ed ecco che 14 giovani, tutti sui 14 e 17 anni, si sono beccati una multa ciascuno di 400 euro per essersi messi a giocare a calcio nel campetto parrocchiale. La voglia di socializzare di tutti e soprattutto dei giovani è grande e nessun Dpcm riuscirà mai a sopirla.

Il fatto è accaduto a Nervesa della Battaglia. Multati per aver violato le regole contro gli assembramenti e che vietano gli sport di contatto.

La segnalazione ai Carabinieri è partita da un passante. Forse poteva bastare un richiamo verbale.

 

Fonte: Trevisotoday

MODELLO VENETO TESEO: OLTRE 1O MILA ORE DI FORMAZIONE, 1358 PARTECIPANTI, 48 GIOVANI ARTISTI SCRITTURATI
I NUMERI DI UN’AVVENTURA PER DIVENTARE “ANIMALI DA PALCOSCENICO”

A più di due anni dalla sottoscrizione dell’Accordo di programma la Regione Veneto, il Teatro Stabile del Veneto e l’Accademia Teatrale Veneta tracciano il bilancio del primo percorso in Italia che mette a sistema in un solo territorio l’intero ciclo formativo legato al mestiere dell’attore, offrendo concrete ricadute occupazionali.

Oltre 10.000 le ore di formazione, di cui quasi 2000 svolte con la formula della formazione a distanza, 14 i corsi di specializzazione avviati, 16 quelli in programma durante l’anno. Prossimi al debutto 2 nuovi spettacoli e un progetto speciale per i 700 anni dalla morte di Dante con gli attori della Compagnia Giovani

Padova, 22 gennaio – Più di 10 mila ore di formazione, di cui circa 2000 svolte a distanza per 1358 studenti, allievi attori e professionisti del settore, 50 scuole secondarie del Veneto coinvolte, 14 corsi di specializzazione avviati e 16 in partenza, 48 giovani artisti scritturati per 4 spettacoli, 232 recite e tournée in 18 città calcando i palcoscenici di teatri veneti e nazionali. Sono i numeri del percorso del Modello Veneto TeSeO Teatro Scuola e Occupazione, il programma di formazione per i giovani talenti, veri e propri “animali da palcoscenico”, che vogliono intraprendere il mestiere dell’attore, nato a luglio del 2018 dall’Accordo di Programma siglato tra la Regione del Veneto e il Teatro Stabile del Veneto, in partnership con Accademia Teatrale Veneta per un finanziamento complessivo di 2.362.750,00 euro di cui 1.535.787,50 destinati dalla Regione Veneto e 826.962,50 destinati da TSV e dal partner ATV.

La formazione a distanza

Un impegno continuo che non si è arrestato neanche a causa dell’emergenza Covid-19: nei mesi di lockdown, infatti, l’intero progetto è continuato anche grazie alla didattica a distanza. In particolare l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, si è distinta come una tra le scuole d’Italia con il maggior numero di ore di FAD (formazione a distanza) realizzate, adattando i programmi in base alle esigenze del momento. Dal 7 gennaio 2021 sono riprese le attività in presenza nel rispetto dei protocolli di sicurezza per la prevenzione dei contagi.

Nuove produzioni con la Compagnia Giovani sul palco e online

Mentre la chiusura dei teatri al pubblico ha trasformato i cartelloni del Teatro Stabile del Veneto in palinsesti virtuali, anche una delle nuove produzioni che ha coinvolto uno dei percorsi di Compagnia Giovani è stata adattata per il web: lo spettacolo Le regole dell’adolescenza diretto da Lorenzo Maragoni e nato per essere presentato dal vivo al pubblico delle scuole, debutterà il 4 febbraio sulla piattaforma digitale Backstage dello Stabile del Veneto.
A dicembre 2020, inoltre, è stato avviato il progetto Divina Commedia, sostenuto anche del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, che nel 2021 sarà prodotto dal Teatro Stabile del Veneto con la regia di Fabrizio Arcuri e la drammaturgia di Fausto Paravidino (Inferno), Letizia Russo (Purgatorio) e Fabrizio Sinisi (Paradiso). A maggio 2021 riprenderà l’allestimento del Sogno di una notte di mezza estate con la regia di Giorgio Sangati, spettacolo sospeso nella scorsa stagione a causa dell’emergenza sanitaria e che debutterà nella prossima Estate Teatrale Veronese.

L’avanzamento del percorso è stato illustrato questa mattina al Teatro Verdi di Padova dal Direttore Unità Organizzativa Programmazione della Formazione della Regione del Veneto Fabio Menin, dal presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto, insieme a Carlo Mangolini, responsabile dell’area formazione del Teatro Stabile del Veneto, e a Manuela Massimi, presidente dell’Accademia Teatrale Veneta.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, nel ritrovarci in questa selva oscura… abbiamo continuato a credere che la cultura, che lo spettacolo dal vivo ancorché a distanza, fossero da sostenere e da potenziare – afferma l’Assessore Elena Donazzan –. La grande intuizione costruita assieme da Regione del Veneto, Teatro Stabile del Veneto e Accademia Teateale per il progetto TeSeO si riconferma vincente per presidiare il mondo della formazione e dell’occupazione più alta e qualificata, pronta a ripartire appena si rialzerà il sipario. Ricordo che il progetto di TeSeO, di teatro scuola e occupazione, è stato considerato un progetto di eccellenza dalla Commissione Europea che anche nell’ultima audizione ha ricordato quanto sia stata innovativa la formazione in Veneto nell’ambito delle professioni della cultura”

“Ritrovarsi oggi vuole essere un modo per gratificare gli allievi, i docenti e tutti gli artisti del lavoro fatto e della dedizione dimostrata anche in un momento così difficile per la cultura e il teatro – commenta Giampiero Beltotto, presidente Teatro Stabile del Veneto –. Segno che investire sulla formazione continua dei nostri giovani talenti sia l’unica strada percorribile per rilanciare non solo il settore dello spettacolo dal vivo, ma l’intero sistema economico del territorio. Grazie all’Assessore Donazzan, alla Regione e ai partner che hanno creduto in questo progetto, abbiamo portato i nostri ragazzi dai banchi di scuola sui grandi palcoscenici del Teatro Stabile del Veneto e di numerose città italiane con produzioni di successo e un eccellente lavoro di recupero e valorizzazione della commedia dell’arte”.

Il Bilancio

Quella del Modello Teseo è un’esperienza unica nel panorama italiano che mette a sistema in una sola Regione l’intero ciclo formativo legato al mestiere dell’attore e si sviluppa in 4 fasi distinte ma tra loro collegate.

1. La Propedeutica che ha visto finora il coinvolgimento di 50 scuole del Veneto, la partecipazione di 939 studenti, per 907 ore di formazione di cui 191 svolte a distanza. Questa fase attraverso un dialogo con il sistema scolastico regionale e con i professionisti del teatro attivi in Veneto, punta a intercettare gli studenti delle scuole superiori che scelgono di seguire i corsi teatrali di base, offrendo loro occasioni e strumenti per comprendere le proprie attitudini espressive e i talenti da coltivare.

2. L’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, che ha formato fino ad oggi 159 allievi per un totale di 8815 ore di corsi, di cui 1273 svolte a distanza. Nata da una partnership tra Accademia Palcoscenico di Padova e l’Accademia Teatrale Veneta, l’Accademia Carlo Goldoni forma in un percorso triennale attori professionisti preparati e competitivi sul mercato nazionale.

3. La Specialistica, con 14 corsi avviati e 16 programmati e in partenza entro il 2021 ha coinvolto finora 260 allievi, per 914 ore di formazione di cui 157 a distanza. Questa fase prevede l’avvio di seminari e corsi di specializzazione rivolti a professionisti che operano nei diversi ambiti dello spettacolo dal vivo, tra cui i laboratori condotti da maestri quali Peter Stein e Gigi Dall’Aglio, un corso di formazione per tecnici teatrali, due master in commedia dell’arte, un seminario sul Teatro Sociale e di Comunità, due corsi di formazione per formatori in ambito teatrale, un seminario sull’attore giullare, tre percorsi di drammaturgia volti alla riscrittura della Divina Commedia con Letizia Russo, Fausto Paravidino e Fabrizio Sinisi, un laboratorio di scrittura e composizione di musica per la scena, un laboratorio di Europrogettazione e altri ancora in programma per il triennio.

4. La Compagnia Giovani, è lo strumento essenziale per garantire l’effettiva ricaduta occupazionale del Modello TeSeO Veneto. Formata da 40 attori, 6 aiuto registi e 2 amministratori di compagnia, ha svolto 2.338 ore di lavoro, di cui 143 a distanza, impegnata in 232 recite di 4 spettacoli: Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato e Arlecchino e l’anello magico diretti da Marco Zoppello; Uno, nessuno e centomila e La Casa Nova di Goldoni, diretti da Giuseppe Emiliani.

METEO. STATO DI ATTENZIONE PER PRECIPITAZIONI, ANCHE FORTI, IN PIANURA E SULLA ZONA MONTANA. ALLERTA PER RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO

Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile Regionale ha emesso oggi, venerdì 22 gennaio, un nuovo bollettino meteo dove si evidenzia lo stato di attenzione per precipitazioni, con conseguente rischio idraulico e idrogeologico, e forti venti sia in Pianura che sulle zone Pedemontane e Montane.

Il bollettino è valido per le piogge, anche abbondanti, con rischio idraulico e idrogeologico, dalle ore 14.00 di oggi fino alle ore 18.00 di domani, sabato 23 gennaio; per le nevicate fino alle ore 00.00 di domenica 24 gennaio; per i forti venti, nelle Zone Costiere e Pianura Limitrofa, fino a domani mattina, mentre nei Rilievi Prealpini, fino alle ore 00.00 di domani.

Tra oggi pomeriggio, venerdì 22 gennaio, e domani, è previsto un tempo a tratti perturbato, con importanti precipitazioni, a tratti anche forti. Il bollettino meteo prevede rovesci, specie sulle zone Prealpine e Pedemontane, abbondanti sulle Zone Montane (60-100 mm). Si attende un limite della neve intorno ai 1000/1200 metri sulle Dolomiti e a 1300/1600 metri sulle Prealpi, in abbassamento nella mattinata di domani. Dopo una pausa nel pomeriggio di sabato, la neve tornerà a cadere molto debolmente sopra i 700/900 metri nelle prime ore di domenica, prima di esaurirsi del tutto.

A causa delle piogge copiose la Protezione Civile raccomanda attenzione per un possibile rischio idraulico e idrogeologico. In particolare il rischio idrogeologico potrebbe interessare la Zona del Piave-Pedemontano, mentre il rischio idraulico potrebbe riguardare la Zona del Basso Brenta-Bacchiglione e la Zona di Livenza, Lemene e Tagliamento.

Il Movimento “Priorità alla Scuola” di Treviso, con la sua referente Roberta Bruccoli di Mogliano Veneto (che ha due figli studenti presso il Liceo Berto di Mogliano), ha manifestato questa mattina davanti alla sede della Protezione civile a Marghera, insieme a un gruppo di genitori e ragazzi, mentre all’interno si svolgeva la consueta rassegna stampa sul Covid.

 

“Al di là dell’emergenza Covid che è una parentesi, un’emergenza, ci sono problemi che arrivano da molto più lontano, da molto prima dell’emergenza Covid, come le classi pollaio, la carenza di insegnanti, le nomine che arrivano in ritardo e quindi cattedre che rimangano scoperte per uno o due mesi, necessità di riattivare la medicina scolastica che c’era una volta, insomma, un bel decennio di tagli alla scuola che non siamo più disposti ad accettare” ha detto la rappresentante. “Ci sono i ragazzi che vorrebbero ripartire perché riescono ancora a reagire ma mi fanno paura i ragazzi che non vogliono ritornare a scuola perché sanno che ritornare in classe vuol dire confrontarsi con il mondo reale. E sanno benissimo di avere un gap di 10 mesi di assenza da scuola perché la DAD non è scuola, è solo gestione dell’emergenza. Preferiscono rimanere nel limbo della DAD e della loro casa. Ma la scuola deve aprire subito – ha continuato la Bruccoli – perché le scuole sono un luogo normato e sicuro. Il problema sono i trasporti.”

 

Dal canto suo il sindaco di Mogliano Davide Bortolato, anche lui padre di un liceale del Berto, conferma il giudizio espresso dal Presidente Zaia sul fatto che chiudere le scuole sia un fallimento ma che sia necessario agire con molta prudenza: “Noi tutti vorremmo che le scuole fossero aperte ma in questo momento questo non ci sembra prudente perché si creano assembramenti pericolosi. Del resto si tratta di tenere duro ancora pochi giorni e poi, se i dati di contagi in calo saranno confermati,  si potrà ripartire con la scuola in presenza. Il sindaco Bortolato conferma che anche a Mogliano il trend dei contagi è in calo.

 

Silvia Moscati

Sanità. Baldin (M5S): «Ospedale di Schiavonia (PD), Zaia faccia chiarezza su numeri terapie intensive e gestione emergenza. Presentata interrogazione in Regione»

Da quando è iniziata l’emergenza Covid19, i residenti della Bassa Padovana sono di fatto privati dell’unico nosocomio di riferimento. L’ospedale di Schiavonia, sia nella “prima ondata” che a partire da fine ottobre, è stato adibito allo specifico trattamento dei soggetti che hanno contratto il virus, diventando così Covid Hospital di riferimento per la provincia di Padova.

«Il territorio si è trovato a dover gestire una situazione emergenziale che nessuno poteva prevedere – commenta la Consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle) – non mettiamo in dubbio che le scelte fatte siano state ben ponderate, mettendo davanti a tutto la tutela della salute dei cittadini. Non dimentichiamo però che l’ospedale di Schiavonia serve un bacino d’utenza di 44 Comuni e 180 mila persone e costituisce oggi l’unico presidio ospedaliero per la Bassa Padovana in seguito alla chiusura di ben quattro ospedali: Monselice, Conselve, Este e Montagnana».

«Con l’attivazione del Covid Hospital è mancato ai cittadini anche l’ultimo punto di riferimento vicino rimasto. Ora sono costretti a spostarsi nel territorio con tempi di percorrenza nettamente più lunghi, per ricevere assistenza anche a 60 km di distanza. Interessata dai gruppi Consiliari e dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle della Bassa Padovana, ho presentato in Regione una serie di quesiti a cui il territorio desidera risposta: prima di tutto, un chiarimento sui numeri delle terapie intensive attivate tra covid e non covid. Poi vogliamo conoscere i tempi di percorrenza delle ambulanze e come sono cambiati dopo l’attivazione del Covid Hospital. Infine chiediamo perché non si sia ragionato sulla riattivazione degli ospedali dismessi a partire da quello di Monselice e se si intenda fare una valutazione seria sulla necessità di garantire tempi rapidi di soccorso e cura al territorio della Bassa Padovana, in particolare per quanto riguarda le patologie tempo-dipendenti che sono purtroppo covid-indipendenti».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

Nota della Redazione de Il Nuovo Terraglio ai propri Lettori e Lettrici

Innanzitutto ci è gradita anche questa occasione per ringraziare i nostri Lettori e Lettrici per l’interesse sempre crescente che ci dimostrano, specialmente negli ultimi tempi, tanto da indurci a creare altre due rubriche che stanno funzionando alla grande e in maniera, speriamo, proficua. Sfruttando il favorevole momento in ascesa, intendiamo inaugurare una nuova rubrica per il settore prettamente culturale che ospiterà in pillole, secondo lo spirito del nostro giornale, tutti gli articoli, profili e monografie, riguardanti la Cultura, l’Arte e la Storia del nostro Paese.

 

L’occasione ce la offre la poliedrica figura, sia sotto l’aspetto di raffinato uomo di cultura che come religioso esemplare e politico di spicco del Novecento, impersonata da:

 

Don Luigi Sturzo
(Caltagirone, 26 novembre 1871 – Roma, 8 agosto 1959)

Fondatore della Democrazia Cristiana, del quale quest’anno ricorre il 150° anniversario della morte e anche il 100° anniversario della fondazione del Partito Popolare, che in seguito prese il nome di DC, inaugureremo questa categoria ricordando proprio lui.

 

Luigi Sturzo, era di origine siciliana, era nato a Caltagirone nel 1871, una ridente e diffusamente cattolica cittadina di circa 60 mila abitanti, adagiata su una vasta fiancata dei monti Iblei, proprio al centro della Sicilia. Da ragazzino era cagionevole di salute ed avendo deciso di entrare in seminario per percorrere la via del sacerdozio, fu costretto diverse volte a cambiare sede, fino a quando non trovò la città col clima a lui favorevole, che divenne la sede della sua formazione umana e culturale di base.

 

Divenuto sacerdote, cominciò subito a dedicare il suo tempo libero alla situazione politica di quel periodo abbastanza tormentato non solo a Caltagirone – dove Sturzo aveva compiuto i suoi studi e insegnava nel seminario locale diverse materie ai suoi colleghi più anziani, mentre preparava le sue lauree di Filosofia e Teologia a Roma – ma in tutta l’Italia.

 

Politicamente la situazione in quel preciso momento storico era abbastanza confusa. È vero che dopo lunghi anni di lotte e spargimento di sangue era stato raggiunto il grande obiettivo dell’Unità d’Italia, ma non era stata raggiunta ancora di pari passo la stabilità politica per poter governare l’Italia con una certa serenità e continuità. I partiti politici erano al loro interno tormentati da continui cambiamenti di assetto. I partiti liberali erano in continuo movimento, forse a causa dell’avidità del potere, per la quale i loro militanti facevano mancare in continuazione la stabilità in Parlamento e il Partito Socialista veniva sottoposto dai suoi iscritti a continue scissioni e fusioni causati dall’ala sinistra dalla quale in seguito ebbe origine il Partito Comunista. Luigi Sturzo mosse i suoi primi passi in politica facendo il pro-sindaco di Caltagirone, dove dimostrò abilità e talento e portò il suo partito al governo del Comune da lui stesso diretto come pro- sindaco per ben quindi anni.

 

Quel periodo diede inizio alla “gavetta” per il nostro giovane sacerdote con la vocazione di politico, il quale mosse i primi passi in quel mondo tanto complicato riuscendo a destreggiarsi tra burocrazia e ambiguità, riuscendo fin dai primi anni della sua azione, risultata socialmente utile, a dedicare il suo tempo libero ai suoi simili con dedizione ed efficacia.

 

Nel 1897 fondò a Caltagirone una Cassa Rurale intitolata a San Giacomo Patrono della città e una Mutua Cooperativa che diede molto fastidio ai Liberali Conservatori. Nello stesso anno fondò il giornale di orientamento politico-sociale La croce di Costantino. Il giornale riscosse l’approvazione delle classi cattoliche dei contadini ed operai mentre suscitò le ire dei massoni, i quali per ripicca ne bruciarono nella pubblica piazza di Caltagirone una copia. Questo fatto lo spinse a far parte nella fondazione del nuovo partito politico La Democrazia Cristiana, del quale però non ritirò mai la tessera.

 

Agli inizi del Novecento divenne collaboratore del quotidiano cattolico Il Sole del Mezzogiorno e nel 1902 guidò i cattolici calatini alle elezioni amministrative. Nel 1912 viene nominato Consigliere Provinciale della Provincia di Catania e nello stesso anno, alla vigilia di Natale, pronuncia un famoso discorso programmatico “sulla vita nazionale dei Cattolici”. Nel 1912 divenne Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia. Nel 1915 per la sua solerte attività all’interno dell’Azione Cattolica Italiana ne divenne Segretario della Giunta Centrale.

 

Negli anni Venti del Novecento, subito dopo la Grande Guerra, si era cominciato ad avvertire in Sicilia il nascere di una organizzazione malavitosa denominata mafia. E fu Don Sturzo che per primo ne denunciò il problema ed ebbe anche il coraggio sufficiente in un pubblico comizio per condannarne duramente e categoricamente sia l’esistenza che l’operato.

 

Ma la sua magistrale impresa fu quella che realizzò nel 1921 fondando il Partito Polare Italiano, mettendo in pratica e raccogliendo in uno storico Statuto, le innovative idee di Giuseppe Garibaldi, che ormai circolavano per l’intera Penisola e che erano anche i suoi personali principi di vita, riguardanti la libertà di pensiero e di azione, l’uguaglianza dei diversi ceti sociali e soprattutto l’impellente necessità di concedere ai contadini e agli operai compresi quelli di credo cristiano, che erano indifesi perché non esistevano ancora i Sindacati che li supportassero socialmente, maggiori diritti, almeno quelli fondamentali, rispetto ai troppi doveri dei quali erano stati soggetti per secoli.
Il PPI era un Partito politico che nella mente del suo fondatore non era solo destinato all’Italia e a quel determinato momento storico, ma che avrebbe dovuto durare per sempre e per i popoli del mondo intero.

 

 

A cura di Nuccio Sapuppo

 

Photo Credits: romasette.it

‘Vetrine accese’, gli artisti degli atelier in Piazza San Marco

L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa apre il nuovo anno dando visibilità agli attuali assegnatari degli Atelier di Palazzo Carminati e del Chiostro dei SS Cosma e Damiano. A partire da mercoledì 27 gennaio 2021, nelle quattro vetrine della Galleria di piazza San Marco, affacciate in Seconda Calle de l’Ascension, verranno allestite alcune opere pensate dagli artisti appositamente per questi particolari spazi.

L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa assegna ogni anno 15 Atelier, animando lo storico programma di residenze iniziato nel 1901. “La sua mission – viene sottolineato – consiste nel promuovere, aiutare, formare, con gli strumenti e il supporto adeguati, i giovani artisti. ‘Vetrine accese’ nasce all’interno di questi obiettivi, offrendo visibilità alla creatività contemporanea, ancora in una fase di emergenza e di speranzosa attesa della prossima riapertura della Galleria”.

Per circa tre mesi, gli artisti si alterneranno, a gruppi di quattro, impegnando ciascuno una vetrina: i lavori potranno essere apprezzati con una visione a volte occasionale e fortuita, altre solitaria e attenta. Gli interventi spazieranno dalla fotografia al video, dalla pittura alla stampa.
L’iniziativa

Titolo: Vetrine accese. Gli artisti degli atelier in Piazza San Marco

A cura di: Fondazione Bevilacqua La Masa

Sede: Vetrine della Galleria di Piazza San Marco, 71/c

Di seguito il calendario delle esposizioni:

da mercoledì 27 gennaio a domenica 14 febbraio

Rémi Deymier
Giuseppe Di Liberto
Sara Manzan
Edoardo Ongarato

da mercoledì 17 febbraio a domenica 7 marzo

Giacomo Bianco
Francesco Casati
Giulia Deganello
Jingge Dong

da mercoledì 10 marzo a domenica 28 marzo

Bruno Fantelli
Stefano Cescon
Federica Zanlucchi
Alessandro Zonta

da mercoledì 31 marzo a domenica 18 aprile

Simone Carraro
Elena Della Corna
Angela Grigolato

POSTE ITALIANE: IN PROVINCIA DI TREVISO LE PENSIONI DI FEBBRAIO IN PAGAMENTO DAL 25 GENNAIO NEL RISPETTO DELLE NORME ANTI-COVID
Per chi ha scelto l’accredito, ritiro possibile dai 99 ATM Postamat della provincia
Turnazione in ordine alfabetico per chi ritira in contanti negli uffici postali

Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di febbraio verranno accreditate a partire da lunedì 25 gennaio per i clienti che hanno scelto l’accredito su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution, inoltre, potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

In funzione dell’importante diffusione del virus Covid-19, l’Azienda ricorda l’esigenza di agire con responsabilità nel rispetto delle indicazioni delle autorità.
In tal senso, la volontà di continuare a garantire un servizio essenziale per la vita del nostro Paese, coniugata con la necessità di tutelare la salute di clienti e dipendenti, impone l’adozione di provvedimenti rispondenti alle disposizioni normative attualmente in vigore.

Pertanto, coloro che non possono evitare di ritirare la pensione in contanti in un Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal seguente calendario che potrà variare a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento:

I cognomi dalla A alla B lunedì 25 gennaio
dalla C alla D martedì 26 gennaio
dalla E alla K mercoledì 27 gennaio
dalla L alla O giovedì 28 gennaio
dalla P alla R venerdì 29 gennaio
dalla S alla Z sabato mattina 30 gennaio.

Poste Italiane ricorda che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Poste Italiane comunica inoltre che nei principali ffici postali della provincia di Treviso è possibile prenotare il proprio turno allo sportello tramite WhatsApp. Richiedere il ticket elettronico con questa modalità è molto semplice: basterà memorizzare sul proprio smartphone il numero 3715003715 e seguire le indicazioni utili a conseguire la prenotazione del ticket. Per gli uffici abilitati alla prenotazione su WhatsApp, è stata riattivata anche la possibilità di prenotare il proprio turno allo sportello da remoto direttamente da smartphone e tablet utilizzando l’app “Ufficio Postale” oppure da pc collegandosi al sito poste.it, senza la necessità di registrarsi.

Per conoscere gli uffici abilitati alla prenotazione del ticket da remoto e per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.

Oggi, venerdì 22 gennaio, si provvederà alla riclassificazioni delle regioni e alla ridistribuzione delle fasce di colore.

La nuova riclassificazione partirà al più tardi da lunedì prossimo e avremo la nuova suddivisione del territorio italiano in zone gialle, arancioni e rosse.

 

Le previsioni basate sullo stato attuale dell’Rt potrebbero prevedere per la Lombardia, attualmente in fascia rossa, una permanenza in zona rossa in attesa della sentenza del Tar che si prevede per lunedì.

 

Sembra confermata la fascia arancione per l’Emilia Romagna, dove resterà presumibilmente per un’altra settimana.

 

La Toscana probabilmente sarà confermata in zona gialla mentre brutte sono le prospettive per la Sicilia dove resta alto il numero dei contagi e dei decessi e quindi è a rischio lockdown.

 

Buone notizie invece per il Veneto che punta alla zona gialla. È stato lo stesso Presidente Zaia a chiedere per prudenza la fascia arancione il 15 gennaio scorso, benché ci fosse un indice Rt inferiore a 1.

Ora però tutto potrebbe cambiare perché l’indice Rt è a 0,82 per cui i dati sono buoni e lo stesso Zaia spera in un passaggio della regione in zona gialla.

 

Fonte: quotidiano.net

Una App con previsioni meteo, situazioni fiumi, lavori in corso e pagamenti online

 

La nuova App, realizzata da Acque Risorgive, mette a disposizione di tutti i cittadini con un semplice tocco i servizi gestiti dal Consorzio di bonifica. Previsioni meteo aggiornate, aggiornamento costante sui cantieri aperti in tutto il comprensorio formato da 52 comuni, informazioni e pagamenti online senza doversi recare agli sportelli. Uno strumento digitale, semplice e intuitivo, scaricabile gratuitamente dagli App store di Apple e GooglePlay, digitando “Acque Risorgive”.

 

“Da tempo – spiega Francesco Cazzaro, presidente del Consorzio con sede a Mestre – siamo impegnati in una rivoluzione digitale che, sfruttando le enormi potenzialità che internet ci offre, renda più facile ai consorziati accedere ai molteplici servizi, tenersi informati sulla nostra attività e rapportarsi con il nostro personale per pratiche catastali e fissare appuntamenti evitando, soprattutto in questi tempi di restrizioni Covid, di dover uscire di casa. Nell’app confluiscono tanti servizi che Acque Risorgive è in grado di gestire in modalità online rappresentando oggi, sul panorama nazionale, un modello di eccellenza come hanno dimostrato alcuni premi e riconoscimenti che ci sono stati assegnati per le soluzioni offerte”.

 

Il Consorzio di bonifica, per rendere ancora più semplice l’utilizzo dell’applicazione Acque Risorgive, ha realizzato un video tutorial che spiega in maniera divertente quali sono i servizi a disposizione dei consorziati, come accedere, quali informazioni si possono avere. Dieci i tasti che, attraverso un tocco, fanno accedere alle pagine cantieri, servizi al contribuente, meteo, contatti, news, prenotazioni, azioni anti Covid, pubblicazioni, rete in gestione, oasi e aree verdi. Nella fascia bassa della schermata che appare sul proprio smartphone aprendo l’app, ci sono infine quattro tasti per accedere al proprio profilo (previa registrazione), telefonare al centralino, inviare una mail o consultare il sito web.

 

 

“Ringrazio l’azienda Evomatic di Rovigo che – osserva Carlo Bendoricchio, direttore di Acque Risorgive – ha saputo realizzare un’applicazione completa e semplice da utilizzare, rispondendo all’esigenze del Consorzio di bonifica. Ci auguriamo che siano numerosi i consorziati a scaricarla e utilizzarla e siamo curiosi di raccogliere anche le loro opinioni e magari anche consigli per poterla in futuro migliorare”.

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