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Domani, domenica 1° novembre, dalle ore 10 alle 18 la chiesa di San Teonisto di Treviso (sita in via San Nicolò 31) sarà aperta al pubblico con ingressi contingentati nel rispetto delle misure di distanziamento vigenti.

 

Sono in programma due visite guidate alle ore 11 e alle 16 (costo 6 euro a persona, per un massimo di 15 persone), durante le quali sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton, che consente alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato, poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton che successivamente l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

 

 

Visite guidate per gruppi su prenotazione

Informazioni e costi: 0422.5121, [email protected], www.fbsr.it

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore sullo stato di degrado in cui versa il quartiere trevigiano che comprende via Roma, via Zorzetto, via Toniolo e la stazione degli autobus

 

Sono oltre 50 le persone identificate negli ultimi giorni nell’ambito dei controlli antidroga e anti-degrado nel quartiere trevigiano che comprende via Roma, via Zorzetto, via Toniolo e la stazione degli autobus.

Il contrasto allo spaccio di droga e al degrado urbano porta giornalmente sanzioni per il consumo di alcol in zone interdette, sanzioni per accattonaggio, identificazione di persone sospette, tra cui – di recente – un minorenne con 20 grammi di marijuana e un ghanese con già un ”ordine di rintraccio” dalla Questura.

 

A tarda sera, la situazione è pessima anche nei giardini Sant’Andrea (dei quali tutti chiedono una rivalutazione urgente a favore di bambini e anziani) e piazza Borsa, dove sono state situate delle postazioni di controllo fisse.

Nelle zone interessate alle giornate di mercato sono stati rafforzati i controlli appiedati. I controlli sono aumentati, ma residenti e cittadini, vista la pessima atmosfera, chiedono con voce unanime il posizionamento di telecamere.

 

La vivibilità dei residenti in zona è molto compromessa dalla pochissima illuminazione e dalla presenza di panchine che spesso fungono da ritrovo per spacciatori, barboni e ubriachi. Oltre che dai cittadini, le lamentele arrivano anche dai turisti che entrano a piedi a Treviso dopo essere scesi nella vicinissima stazione dei treni.

 

Intanto le attività commerciali della zona lamentano da tempo questa situazione a volte incontrollabile, tristi di un eventuale abbandono del cliente che potrebbe valutare la zona come inaffidabile.

Se non verrano adattate misure forti con un parallelo riordino dell’arredo urbano, la zona in questione potrebbe andare al collasso.

 

 

Photo Credits: Facebook

In tanti, e di questo non vi ringrazieremo mai abbastanza, scrivete al nostro giornale. Per questo abbiamo pensato di dedicare ai nostri lettori due rubriche.

 

La prima, Lettera al Direttore, è a vostra disposizione affinché scriviate i vostri pensieri, la vostra idea di comunità, quello che funziona e anche quello che non funziona.

Potrete raccontarci cosa succede nel vostro quartiere, ringraziare le persone che vi hanno aiutato, festeggiare compleanni, lauree e anniversari.

Potrete segnalarci le attività che vi fanno sentire bene, quanto in questo periodo sia importante promuovere i negozi di vicinato, le associazioni, le iniziative.

Siamo qui per voi. Risponderà il nostro direttore: [email protected].

 

La seconda, La Posta del Cuore, è dedicata alle persone che hanno voglia di condividere sentimenti e idee. Non abbiamo la supponenza di dare consigli, bensì di mettere la nostra esperienza al vostro servizio. Vi sentite soli? Scriveteci a [email protected]. Vi risponderemo. Siete felici? Saremo lieti di condividere la vostra felicità.

 

Vogliamo essere il giornale “di una volta”, quello che non andava a caccia di like ma era vicino alle persone, raccontandone le storie, pubblicando i loro pensieri, poesie, momenti di vita che avete voglia di condividere con il prossimo.

Ora più che mai c’è bisogno di gentilezza, empatia e simpatia. Ci siamo resi conto, tutti, che non sta andando proprio tutto bene, ma possiamo farlo andare meglio.

O almeno provarci.

Insieme.

 

Il team de Il Nuovo Terraglio

Rispettiamo la nostra salute e di chi ci sta attorno

 

Con questa locandina, l’Amministrazione Comunale di Casale sul Sile invita tutti i cittadini ad evitare qualsiasi attività comportamentale a carattere goliardico che possa creare situazioni di assembramento e pertanto generare il rischio di contagio da Covid-19, nonché recarsi per case e in qualsiasi altro luogo pubblico o privato per il classico “dolcetto/scherzetto”.

Per questo Halloween è necessario favorire la riduzione delle occasioni di assembramento che possono verificarsi soprattutto nella fasce di età più basse della popolazione.

 

Con il progressivo aumento del numero dei casi di contagio da Covid-19 dopo l’estate, gran parte della popolazione comincia ad avvertire la paura che l’aggravarsi della situazione possa comportare l’adozione di misure restrittive analoghe a quelle disposte agli inizi del 2020.

 

Difatti, durante il periodo di lockdown, era stato proibito di allontanarsi dall’abitazione di residenza tranne che per ragioni lavorative, di salute o di necessità e la diretta conseguenza di tale imposizione era stata la condivisione forzata degli spazi della casa con la propria famiglia.

 

Non desta quindi stupore che, da recenti indagini statistiche avviate nell’ambito del mercato immobiliare, sia emerso un radicale mutamento delle preferenze degli interessati in relazione alle caratteristiche dell’immobile ideale: pare infatti che la scelta sia sempre più orientata verso case molto spaziose, oppure dotate di vani indipendenti e di ampi giardini e balconi.

 

Ad ogni modo, per i soggetti intenzionati a comprare una casa nel Comune di Venezia, potrebbe essere utile consultare un sintetico prospetto circa l’andamento dei prezzi delle case, aggiornato al mese di settembre appena trascorso.

 

Tra le zone più accessibili vi sono Mestre e Marghera con un prezzo medio di vendita pari a 1.785 euro al metro quadro, oltre ai quartieri Aeroporto e Carpenedo (1.870 euro/mq), Trivignano e Dese (1.903/mq) e quelli di Asseggiano, Cipressina e Zelarino (1.921 euro/mq).

 

Invece, decisamente più onerose sono le case situate nelle zone centrali e nei dintorni della città: a solo titolo esemplificativo, si consideri che a San Marco e Rialto le case costano mediamente 5.574 euro al metro quadro, mentre nelle zone San Polo e Santa Marta i prezzi calano di poco, raggiungendo rispettivamente la soglia di 5.084 euro/me e di 5.038 euro/mq.

 

Tuttavia, nonostante il costo elevato, chiunque non voglia rinunciare ad un immobile sito nelle suddette zone può sempre accendere un mutuo per ottenere la liquidità necessaria a concludere la trattativa con la parte venditrice.

 

Occorre tra l’altro evidenziare che oggi il mercato finanziario offre la possibilità di ricorrere a numerose tipologie di finanziamento, aventi caratteristiche economiche ed operative molto differenziate fra loro.

 

La scelta dell’offerta più adeguata alla propria situazione reddituale può però rappresentare un passaggio parecchio complesso, soprattutto per coloro che non sono esperti nell’ambito finanziario.

 

A tal riguardo, per effettuare tutte le valutazioni necessarie su importi, durata e costi dei diversi prodotti finanziari accessibili ad un soggetto e per comparare i preventivi, potrebbe essere utile utilizzare degli appositi tool di calcolo, disponibili online e completamente gratuiti come Calcoloratamutuo.org.

Livelli, obiettivi, narrazione. Il gioco è intorno a noi, non solo sul pc o sullo smartphone, ma anche sul posto di lavoro

 

Jesse Schell è seduto sulla sua poltrona, sul palco del D.I.C.E. Summit, a Las Vegas. Sta parlando in qualità di esperto di game design e sta spiegando di come i giochi stiano entrando sempre di più nella vita reale. È il febbraio 2010, nel giro di qualche anno quelle sue parole faranno scuola. Jesse Schell infatti sta parlando di una cosa ben precisa senza però citarla, neanche una volta: sta parlando di gamification, un termine che in italiano potremmo tradurre con ludicizzazione. Cosa vuol dire? Si tratta di un termine che consente di ricreare nella vita reale alcune dinamiche tipiche dei videogame: missioni, premi, livelli, riconoscimenti.

 

Un concetto ibrido e innovativo, un fenomeno che in pochi anni si sta diffondendo sempre di più e che oggi è un trend universale. Le grandi aziende mondiali, che hanno almeno una volta utilizzato la gamification nelle proprietà attività di business, sono oltre il 70% e tra 2010 e 2018 il giro di affari, in questo senso, è passato da 0 a 5.5 miliardi di dollari.

 

In origine furono le slot machine a sfruttare queste dinamiche. Tra i primi marchi in Italia a portare la gamification, come scrive Gaming Report, c’è senza dubbio Star Casinò, che prima degli altri ha capito come videogame e slot abbiano alcune skills in comune. Innanzitutto le visual and audio rewards, ovvero le congratulazioni visive e auditive che scattano al termine di ogni livello raggiunto. Questi effetti, apparentemente innocui e inutili, riescono invece a stimolare i recettori del piacere del cervello, facendo crescere la soddisfazione del giocatore e spingendolo al prossimo obiettivo. Altro meccanismo tipico della gamification applicata ai giochi è quello del near miss, ovvero le scuse, le illusioni che si creano istintivamente nella nostra testa per convincerci che, al prossimo tentativo, riusciremo a superare il livello.

 

Ma la gamification è applicabile anche in altri settori, come in quello della formazione manageriale, che si fa sempre più sofisticata e deve rispondere anche a metodologie di apprendimento valide. Come? Soprattutto attraverso due strade. La prima è quella dell’aderenza tra esperienza e realtà nelle metodologie interattive. Qui l’indicatore più efficace è lo stato di flusso, ovvero il flow, che vive chi partecipa all’esperienza, con il ritmo, la pressione e l’impatto delle scelte che diventano elementi fondamentali per creare immersione. Accanto a questa strada, c’è quella della narrazione, di quello storytelling che diventa anche il modo migliore per sperimentare decisioni e comportamenti che richiedono una assunzione di responsabilità e capacità di leggere la situazione.

 

Dai videogame fino alle decisioni manageriali, passando per le slot e tanto altro. Perché la vita, in fondo, va presa come un gioco. Un gioco serio.

Il sindaco della città di Jesolo, Valerio Zoggia, rivolge un invito ai giovani in previsione del ponte di Ognissanti e, in particolare, della ricorrenza di Halloween.

 

“Il momento che stiamo vivendo è delicato. In questi giorni e in queste settimane stiamo assistendo al sensibile peggioramento della situazione sanitaria provocata dal nuovo coronavirus. Jesolo, in particolare, registra ad oggi oltre 75 casi di positività al virus, ponendoci al primo posto tra le città del Veneto Orientale per numero di persone contagiate. Si tratta di padri, madri, nonni, nonne e giovani. Sono membri della nostra stessa comunità nei confronti dei quali, ciascuno di noi deve avere cura e attenzione. E, in questo senso, un impegno viene chiesto anche ai più giovani. A loro dico: abbiate senso di responsabilità e prudenza. Sentitevi chiamati, come tutti, a contribuire allo sforzo collettivo per tutelare le persone più fragili e il benessere di tutti. La grande vitalità tipica della vostra età è una risorsa preziosa ma, allo stesso tempo, in questo periodo difficile, può essere fonte di rischio per chi vi sta vicino. Siamo ormai alla vigilia del ponte di Ognissanti che, per molti di voi, è soprattutto l’occasione per ritrovarsi in occasione della ricorrenza di Halloween. Chiedo, proprio a voi giovani, il senso di responsabilità nelle scelte che farete, valutando modalità alternative per festeggiare, grazie anche alle app e piattaforme per videochiamate di gruppo che in questi mesi abbiamo tutti imparato a conoscere. A voi giovani chiedo prudenza, per voi stessi, per le persone che vi sono vicine e per chi, di nuovo, si sta trovando in prima linea nella lotta alla COVID-19. Uniti siamo più forti”.

Era talmente apprezzata come cuoca che poteva far concorrenza anche a Cracco e Cannavacciuolo e, forse, proprio il fatto di essere così ben voluta per le sue doti culinarie è il segreto della sua longevità.

 

Maria Marcon, ospite dal 2018 di Villa delle Magnolie di Monastier ha spento la bellezza di 100 candeline, un traguardo importante raggiunto con orgoglio dopo una vita piena e ricca di soddisfazioni.

 

La signora Maria nasce nel 1920 a Roncade ed è la primogenita di 3 figli. La sua famiglia era proprietaria di una trattoria nel centro del paese.

 

Maria, insieme alla sorella Elena, ha sempre aiutato i genitori nella gestione dell’attività. Da ragazzina, osservava per ore sua madre mentre cucinava per gli avventori del ristorante, cercando di carpire ogni segreto della sua arte. Fu così che giorno dopo giorno, piatto dopo piatto imparò tutti i trucchi del mestiere, diventando una cuoca eccellente e un’ottima divulgatrice della cucina tradizionale.

 

La sorte, però, la mise presto alla prova: a causa della prematura scomparsa della madre, prese, giovanissima, il comando tra i fornelli e la direzione del ristorante, portando avanti il buon nome della famiglia.

 

Maria si è sempre dedicata con passione e professionalità al suo lavoro, gestendo la trattoria fino alla metà degli anni ’50. Anche durante la seconda guerra mondiale, quando oltre al ristorante aprì le porte della sua casa ad alcuni parenti che abbandonarono Roma per trasferirsi in Veneto.

 

Maria e i suoi familiari hanno saputo affrontare con tenacia e resilienza le avversità che hanno colpito tutta la popolazione italiana durante il periodo bellico.

 

Ma Maria non era sola. Negli anni della giovinezza, infatti, conobbe Carlo Meneghin, un ragazzo del paese. I due giovani s’innamorarono e nel 1949 si sposarono e dalla loro unione nacquero due figli: Marino e Maria Enrica.

 

Il matrimonio e la nascita dei figli spinsero la signora Maria a dedicarsi completamente, con gioia e dedizione, alla crescita dei figli e alla cura della casa.

 

Negli anni è riuscita a mantenere vive quelle passioni che da sempre l’hanno resa felice: ascoltare la musica, andare in bicicletta e viaggiare con il marito Carlo, noto in paese per organizzare gite e viaggi con compaesani e amici alla volta delle città d’arte italiane.

 

Ha sempre amato anche il suo paese, Roncade, il luogo che l’ha vista nascere, crescere e vivere quella vita piena e ricca di soddisfazioni come solo una persona dinamica, intraprendente e gran lavoratrice come lei può vantare.

Buon compleanno nonna Maria!

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