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La cantante e showgirl, icona degli anni ’80, e l’influencer trevigiano, due autentiche star del web, pronti per un curioso esperimento: tre giorni di relax a Ca’ del Poggio, con il cellulare spento, per disintossicarsi da Facebook e Instagram. Si comincia giovedì    

 

Sono due autentiche star del web. Insieme, sui rispettivi canali Social, fanno quasi due milioni di followers. Eppure, anche chi è abituato a condividere con i propri fan ogni momento della giornata, può sentire il bisogno di staccare la spina. Abbandonando, almeno per un breve periodo, la caccia a like e apprezzamenti.

 

Sabrina Salerno e Nicola Canal lanciano la sfida: per tre giorni, da giovedì 1° a sabato 3 ottobre, la cantante e showgirl, icona sexy degli anni ’80, tornata alla ribalta con la partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo, e l’influencer trevigiano (Canal – il canal), reduce dal successo dell’edizione 2020 dell’ormai tradizionale video goliardico dedicato alla vendemmia, in cui compare anche il presidente del Veneto Luca Zaia, rimarranno in rigoroso silenzio sui Social.

 

Forse ispirati dal Digital Detox Day, la giornata mondiale “internet free”, tenutasi il 5 settembre, Salerno e Canal risiederanno a Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto (TV), impegnandosi a non usare lo smartphone e a dedicarsi a 72 ore di assoluto relax e benessere nel cuore delle colline del Prosecco, dal 2019 diventate Patrimonio dell’Unesco.

 

Sarà un modo per riflettere sul rapporto con i Social e stimolare un consumo digitale più consapevole, che non sottragga tempo di qualità alla vita reale. “Lo faccio per mettermi alla prova: ormai siamo troppo dipendenti dallo smartphone. Mi rendo conto che alle volte, anche quando non ho bisogno del telefono, lo cerco e lo uso in qualche modo, ma non è possibile vivere così”, ha commentato in una delle sue stories Sabrina Salerno in risposta ad un fan che le chiedeva del curioso esperimento.

 

A Nicola Canal, suo grande amico, di casa sulle colline del Prosecco, il compito di accompagnarla nei tre giorni di “disintossicazione” dai Social network. Una cosa è certa: per qualche giorno, i fan di Sabrina Salerno dovranno fare a meno degli scatti mozzafiato della cantante d’adozione trevigiana. Mentre Nicola Canal non animerà i canali Social con gli imperdibili video, da “#monaimportante”, come si definisce egli stesso, che l’hanno consacrato influencer veneto per eccellenza.

 

La gente delle colline del Prosecco è avvisata. Vista la coppia potenzialmente esplosiva, ne vedremo delle belle (e i Social, muti).

Domenica a Firenze la città di Treviso ha ritirato il Premio Ambasciatore della Società Civile. Ieri il sindaco Conte, insieme al vice De Checchi ha voluto condividere il prestigioso riconoscimento ottenuto grazie al supporto di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di TV e VE

 

La città di Treviso ha voluto condividere con CentroMarca Banca l’importante riconoscimento ritirato domenica a Firenze nell’ambito del Festival Nazionale dell’Economia Civile. Il sindaco Mario Conte e il vicesindaco Andrea De Checchi hanno incontrato ieri, nella Filiale di via Santa Margherita, i vertici del Credito Cooperativo che per primo ha supportato Treviso Fund dando forza all’economia del territorio durante il periodo difficile post lockdown.

 

“Siamo orgogliosi di condividere questo importante riconoscimento e voglio ringraziare della fiducia l’amministrazione comunale che ha visto in noi una Banca di riferimento, di cui fidarsi e in grado di essere concretamente d’aiuto alla città” ha detto il Direttore Generale Claudio Alessandrini durante la consegna del premio presso la Filiale in centro Città di CMB alla presenza del Presidente Tiziano Cenedese e del direttore della Filiale Giovanni Maccarrone.

 

“Ci siamo messi a disposizione offrendo un tasso molto favorevole e senza badare alla nostra redditività perché ciò che conta è aiutare la comunità: la nostra vera funzione sociale” ha detto il Presidente Tiziano Cenedese.

 

 

“Ho voluto condividere questo premio con CentroMarca Banca perché è stato un partner essenziale, con i Cofidi, che ha creduto nel nostro progetto per dare risposte immediate all’economica del territorio” ha commentato il Sindaco Mario Conte.

 

Il riconoscimento di “Ambasciatore dell’Economia Civile” viene conferito ogni anno a quei progetti adottati dalle amministrazioni pubbliche per sostenere e stimolare il tessuto economico del proprio territorio. Treviso Fund, il sistema di finanziamento agevolato studiato ad hoc per dare “ossigeno” alle imprese e partite iva in difficoltà a causa del Covid-19, è stato indicato tra le migliori misure adottate a livello nazionale. E’ stato voluto dall’amministrazione comunale con in prima linea il sindaco Mario Conte ed il Vice sindaco Andrea De Checchi ed è stato immediatamente supportato da CMB.

 

“Ci siamo adoperati per rendere operative le misure di sostegno all’economia e alle famiglie che il Governo ha deliberato e quando la lungimiranza del comune di Treviso ha messo in atto questa iniziativa, Treviso Fund, abbiamo aperto le porte delle nostre Filiali – Ha detto il Direttore Generale di CMB Claudio Alessandrini – Lo abbiamo fatto con una vera e propria task force di collaboratori che hanno rafforzato ulteriormente l’attività consulenziale fornendo risposte immediate e soprattutto quella liquidità necessaria per ripartire.

Alla vista dell’auto della Polizia locale si è dato alla fuga, una volta raggiunto dagli agenti ha provato a liberarsi spintonandoli. Protagonista del movimentato episodio, ieri pomeriggio a Mestre, un 34enne di origine gambiane, già noto per precedenti per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

Intorno alle ore 15 di lunedì l’uomo, alla vista della pattuglia, ha improvvisamente cambiato direzione per poi correre verso via Felisati. A quel punto è scattato l’inseguimento, un agente è sceso dall’auto per rincorrere il pusher che, dopo aver capito di non poter proseguire la fuga, ha tolto dalla tasca dei pantaloni un involucro in cellophane per poi lanciarlo all’interno del giardino di un’abitazione. Una volta fermato, il gambiano ha opposto resistenza ma gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo.

 

Il successivo rinvenimento della sostanza stupefacente ha fatto scattare l’arresto. La quantità di droga sequestrata sarebbe servita al confezionamento di oltre 20 dosi di marijuana. Dopo avere trascorso la notte in cella nell’area detenzione del Comando, nell’Isola del Tronchetto, il pusher è comparso questa mattina davanti al giudice che ne ha convalidato l’arresto. In attesa del processo, il prossimo 13 ottobre, al 34enne è stato notificato l’obbligo di firma.

Sono stati firmati questa mattina in municipio a Casale sul Sile due protocolli d’intesa con Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di Garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto, per sostenere le 334 imprese produttive artigiane e le 291 attività commerciali operanti nel territorio di Casale sul Sile.

 

Presenti alla firma dell’intesa il sindaco Stefano Giuliato, l’assessore alle attività produttive Lorenzo Biotti, il direttore Commerciale di CentroMarca Banca Maurizio Dal Corso, il Responsabile Polo Commerciale Ovest di BCC Pordenonese-Monsile Mauro Antonello, IL FORUM DELLA ATTIVITÀ PRODUTTIVE costituito dai rappresentanti locali delle associazioni di categoria: ARTIGIANATO TREVIGIANO, ASSINDUSTRIA VENETOCENTRO, CNA, COLDIRETTI TREVISO, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE; e di Confidi: Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto.

 

 

Firmati accordi per generare finanziamenti per 800mila euro

L’accordo, che consentirà di immettere nel territorio circa 800mila euro di liquidità vuole fornire le basi per rilanciare l’economia locale in questo difficile periodo di emergenza Covid.

 

L’amministrazione comunale ha stanziato complessivamente 75mila euro così suddivisi: per “Casale per le imprese” 10.000 euro all’anno che potranno generare 500.000 euro di finanziamente; mentre per Confidi (Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto) 25.000 euro che potranno generare 300.000 euro di finanziamento. Soddisfazione per l’intesa raggiunta è stata espressa dall’amministrazione comunale.

 

“Questo accordo – ha detto Stefano Giuliato – ha un grande valore in quanto risponde alle esigenze scaturite dall’ascolto degli operatori economici del territorio e del continuo dialogo con le Associazioni di categoria. Il tessuto produttivo potrà attingere a queste opportunità pensate proprio per affrontare questa dura fase economica. Inoltre, ci tengo a ringraziare doverosamente la BCC Pordenonese e Monsile e CentroMarca Banca per questa partnership venutasi a creare sottolineando la volontà di attuare tale operazioni anche per la profonda radicalità che questi istituti di credito hanno nel nostro territorio cogliendo l’opportunità di operazioni innovative e non standardizzate. Una storia di sostegno creditizio a KM ZERO!”

 

Sulla stessa linea anche il Responsabile del Polo Commerciale Ovest della BCC Pordenonese e Monsile, Mauro Antonello che ha dichiarato: “Bcc Pordenonese e Monsile ha accolto da subito con favore la proposta del Comune di Casale volta a sostenere in primis le piccole realtà imprenditoriali locali, più penalizzate dalla fase di lockdown. Per la nostra Banca è importante supportare gli operatori economici del territorio, le loro famiglie e le istituzioni nel momento del bisogno perché ci sentiamo la responsabilità di dover fare la nostra parte non solo a parole ma con i fatti. È così che Bcc Pordenonese e Monsile, banca del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, interpreta il suo ruolo di partner di riferimento locale per lo sviluppo e la tutela del territorio”.

 

“In un momento di evidente difficoltà per le imprese del territorio – ha detto Maurizio Dal Corso, direttore commerciale di CentroMarca Banca – il nostro Istituto vuole dare sostegno concreto al rilancio dell’economia. Durante il periodo di lock down, e anche ora che siamo in fase di ripresa, CMB si è messa concretamente a disposizione delle famiglie e imprese che hanno visto in noi un partner affidabile e con gli stessi valori di tutela e sostegno al territorio. Accordi come questo evidenziano la nostra vocazione di Istituto di Credito attento alle esigenze economiche delle zone in cui opera, secondo una logica cooperativa”.

 

L’iniziativa “Casale per le Imprese” prevede che BCC Pordenonese e Monsile e CentroMarca Banca eroghino il credito alle aziende del territorio con durata massima sino a 5 anni, tasso massimo del finanziamento fisso al 2,00% senza spese di istruttoria pratica, con iter di richiesta semplificato. Al termine di ogni anno solare le imprese dovranno produrre al Comune la certificazione degli interessi pagati sul finanziamento ottenuto dalla banca, a fronte della quale il Comune si impegna a rimborsare gli interessi sostenuti direttamente in conto. Per il cliente quindi il finanziamento sarà in sostanza a tasso zero.

 

L’accordo prevede, infine, la sussistenza di alcune condizioni minime necessarie per le imprese richiedenti, ovvero, esercitare la propria attività nel Comune di Casale sul Sile dal 1° gennaio del 2018 in via continuativa, regolarità del pagamento dei tributi comunali degli ultimi due anni, autocertificata, come pure per la regolarità contributiva fiscale e previdenziale; assenza di pregiudizievoli, presentazione delle ultime due dichiarazioni dei redditi o ultimi due bilanci depositati.

Si chiama Romeo, è un bellissimo pastore di due anni e suo malgrado si è trovato una minaccia di morte scritta proprio davanti alla sua casa: “Mettete un altro dosso e vi ammazzo il cane. Fottetevi voi e vostri dossi di merda”. Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi.

 

Anche lo specchio stradale posto sul ciglio della strada per visualizzare chi può arrivare dalla parte opposta, è stato imbrattato e ora il Comune dovrà farsi carico della pulitura di questo e del manto stradale. “È un fatto gravissimo – ha dichiarato il Sindaco Bortolato – ingiustificato e ingiustificabile. Scrivere per terra per intimidire il Comune o i privati non è ammissibile; ora faremo le opportune indagini e la pulitura. Come assessore ai Lavori Pubblici e come Sindaco ricevo numerose richieste da parte dei cittadini di installazione di dossi o dissuasori  e noi li mettiamo dopo un’attenta analisi perché sappiamo avere delle controindicazioni soprattutto per il passaggio delle ambulanze. Quindi prima di installarli dobbiamo fare tutte le verifiche del caso”.

 

La coppia che abita proprio nella casa affacciata a via Monte Pasubio, dove è stata posta la scritta con insulti e minacce, ha sporto denuncia ai Carabinieri e ai Vigili anche per tutelare il loro bellissimo Romeo, cane pastore di soli due anni. “Lui non c’entra niente ma nemmeno noi: certamente non siamo stati noi ad aver messo i dossi sulla strada!”.

 

Durante la notte di sabato, rientrati da poco a casa, raccontano di aver sentito un’auto transitare a velocità sostenuta e frenare di colpo pochi metri più avanti la loro casa. Guardando dalla finestra del piano superiore, hanno intravisto tre giovani accucciati accanto l’auto e hanno pensato  che stessero controllando eventuali danni all’auto per non aver rallentato nel superare i dossi.  Romeo era dentro la casa e non aveva abbaiato. Non rilevando motivo di preoccupazione, la coppia è andata a dormire. Solo domenica mattina, con la luce del giorno, hanno fatto l’angosciante scoperta. Lunedì mattina si sono subito recati dai Carabinieri, per sporgere denuncia riguardo alle minacce ricevute e dalla Polizia Locale per l’imbrattamento della strada, soprattutto dello specchio stradale che serve alla visuale nelle manovre. Ora ribadiscono con forza: “Non li abbiamo messi noi quei dossi!”. C’è da dire che se le automobili rispettassero i limiti di velocità imposti in quel tratto di strada, tra l’altro dedicato solo ai residenti, non ci sarebbe stato bisogno di alcun dosso.

 

Silvia Moscati

Dal 13 ottobre, in via sperimentale, gli accessi all’Ecocentro di Mogliano subiranno delle variazioni.

 

Utenze domestiche: accesso garantito martedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00. Il sabato si continuerà ad accedere, previo appuntamento telefonico al numero verde gratuito 800.166.629, dalle 13.00 alle 17.00, orario che resta invariato. Nell’eventualità si volesse accedere senza prenotazione, Veritas ricorda che sarà data priorità agli appuntamenti prefissati.

 

Utenze non domestiche: l’accesso è garantito il giovedì dalle 15.00 alle 19.00 per le sole attività produttive con autorizzazione e per le utenze private che si recano all’Ecocentro con automezzi commerciali.

 

“Lo spostamento d’orario fino alle 19.00 – specifica il Sindaco Davide Bortolato – è stato concordato con Veritas per venire incontro ai cittadini nelle aperture infrasettimanali ed evitare gli assembramenti o le lunghe attese del sabato”.

 

Prosegue l’utile servizio dell’Ecomobile nelle giornate così come previste da calendario. Le prossime in programma saranno sabato 3 ottobre a Campocroce e il 17 ottobre a Bonisiolo, dalle 8.00 alle 12.00.

 

L’Ecomobile è un vero e proprio ecocentro itinerante destinato alle sole utenze domestiche per la raccolta di oggetti e materiale ingombrante, apparecchiature elettroniche, legno, ferro e rifiuti urbani pericolosi. “Si possono conferire – spiega Veritas – per un massimo di un metro cubo sedie, tavoli, divani, materassi, mobiletti, armadi, lampadari, giocattoli grandi, tavole da stiro, frigoriferi, condizionatori, computer, monitor, televisori e altre apparecchiature elettroniche. È prevista inoltre la raccolta di materiale e sostanze pericolose quali pile, batterie d’auto, oli vegetali e minerali, inchiostri, toner e apparecchiature contenenti mercurio”.

La capienza massima ai sensi della normativa anti Covid  è stata raggiunta per ogni singolo evento, creando notevoli liste di attesa: 40 appuntamenti in cartellone, 96 relatori intervenuti. Piena affluenza, rispettando le restrizioni anti Covid,
registrata in tutti gli appuntamenti

Una seconda edizione che ha sbaragliato i numeri della precedente anche per il grande sforzo organizzativo da parte del Comitato scientifico e dell’organizzazione che, nonostante il difficile momento sociale, ha riconfermato, eccetto qualche defezione, il cartellone presentato a marzo 2020 prima del lockdown e dell’emergenza Covid. «Siamo soddisfatti dell’andamento di questa edizione del Festival che si è svolto in un periodo molto difficile sia per il rispetto delle norme anti Covid, sia per l’aspetto organizzativo – ha spiegato Lisa Marra responsabile organizzativa del Festival Treviso Giallo – I risultati ci indicano che questa è la strada giusta da seguire per il futuro. È stata di certo un’edizione difficile che ha richiesto un grande sforzo da parte di tutti. Siamo grati della risposta del pubblico, sopra le aspettative, e ringraziamo tutti i relatori provenienti dal territorio nazionale e dall’estero, il Festival si è svolto in presenza, un momento culturale condiviso e partecipato. Come ha sottolineato il dott. Diego Marani, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, intervenuto a due appuntamenti, l’apertura europea del Festival e il taglio scientifico che lo caratterizza offrono uno strumento interessante e privilegiato di confronto e analisi della società contemporanea».

Grande seguito per gli incontri che hanno segnato il sold out, tra cui la presentazione del libro di Andrea Vitali che, insieme a Pierluigi Granata del Comitato scientifico, ha dialogato su “Il metodo del dottor Fonseca” offrendo una nuova chiave di lettura criminologica, l’appuntamento “Giallo e donna criminale” moderato dalla giornalista Marzia Borghesi ha visto protagoniste le scrittrici  Antonella Boralevi e Gabriella Genisi, le accademiche Cecilia Pedrazza Gorlero e  Patrizia Zambon. Sala gremita, in rispetto delle norme vigenti, per “Giallo e storie d’Italia” con la partecipazione straordinaria dello scrittore Loriano Macchiavelli, e degli scrittori Paolo Malaguti, Andrea Molesini, Riccardo Zinelli, e dell’ex magistrato Carlo Nordio, l’incontro ha visto la partecipazione del giornalista Paolo Navarro Dina. Grande interesse per “Giallo e fumetto” incontro dedicato alla storica figura di Diabolik al quale è dedicata la doppia mostra “Diabolik: una vita in nero” e “Diabolik e la scienza”, allestita al Museo Bailo e visitabile (dal 28 settembre ingresso a pagamento di 3,00 Euro) fino al 4 ottobre 2020. La mostra racconta la nascita del mito di Diabolik attraverso il progetto editoriale delle sorelle Giussani. Presenti molti modellini di auto, armi bianche e trucchi degli strumenti del celebre ladro. Hanno dialogato sulla figura del “Re del terrore” l’editore Mario Gomboli, il fumettista e critico letterario Alfredo Castelli, l’autore di fumetti Giuseppe Palumbo, moderati dallo scrittore Andrea Carlo Cappi. L’incontro “Giallo e Nord Est ha segnato il tutto esaurito di domenica pomeriggio con gli scrittori Matteo Strukul, Francesco Ferracin, Tullio Avoledo,  Francesca Violi, Carlo Callegari e l’editore Giacomo Brunoro. Ha moderato l’appuntamento il giornalista Alessandro Zangrando. “Giallo e crimini ambientali” ha trasportato il pubblico presente alla chiusura del Festival analizzando il delicato argomento dei crimini rivolti verso l’ambiente. Qual è il ruolo degli scrittori in questo delicato settore? Ne hanno discusso Alessandro Manera, assessore all’Ambiente del Comune di Treviso, gli scrittori Fulvio Ervas, Nicolai Lilin e Alberto Pivato, accademico di Treviso Forensic. Ha moderato l’incontro Valerio Calzolaio, giornalista e saggista.

Tra grandi nomi della scena nazionale e internazionale presenti: Nicolai Lilin, Loriano Macchiavelli, Gabriella Genisi, Veselin Markovic, Valerio Varesi, Andrea Vitali, Johannes Groschupf, Piergiorgio Pulixi, Thomas Wörtche, Andrea Molesini, Andrea Carlo Cappi, Tullio Avoledo, Fulvio Ervas, Mariolina Venezia, Rosa Teruzzi, Piernicola Silvis, Paolo Roversi.

Organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Veneto il corso “Il giallo tra giornalismo investigativo e genere letterario: quando la cronaca si trasforma in spettacolo” che attraverso le testimonianze e l’esperienza dei giornalisti Andrea Piante e Riccardo de Paolo, dell’accademico Francesco Sidoti, moderati dal criminologo Pierluigi Granata, hanno dialogato sul giornalismo investigativo, sui termini utilizzati nel giornalismo d’inchiesta e sulle trasformazioni che quest’ultimo sta vivendo in relazione ai cambiamenti sociali. Festival Treviso Giallo non ha presentato soltanto libri e scrittori di gialli, ma ha anche raccontato il genere noir attraverso la musica. Il maestro Ezio Lazzarini, del Gran Teatro La Fenice e la pianista Anna Lazzarini, dell’Associazione Ermanno Wolf-Ferrari, si sono esibiti in un concerto per pianoforte dedicato alle colonne sonore di Alfred Hitchcock: un momento di grande commozione e intensità che ha coinvolto il numeroso pubblico presente al Museo Bailo. Il concerto è stato tenuto la domenica anche alla Fondazione Oderzo Cultura, registrando il tutto esaurito. In occasione dei due concerti vi è stata una raccolta fondi in favore delle associazioni “Penelope Veneto onlus” e “I bambini della casa del Sorriso onlus”, il Festival vuole essere anche un momento di solidarietà e sostegno.

Grande successo delle visite alla scoperta della Treviso Noir, a cura dell’ufficio dei Consulenti finanziari di Mediolanum di Treviso che ha raddoppiato le visite guidate per le numerose richieste del pubblico. Grande fermento anche per gli appuntamenti organizzati nel territorio della Marca Trevigiana, nelle principali librerie: Mondadori di Castelfranco Veneto, Canova di Conegliano e Zanetti di Montebelluna.

Il festival è stato organizzato dall’Accademia Veneta assieme al Comune di Treviso, con il Patrocinio della Regione del Veneto, del MiBACT, dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, del Consolato della Repubblica Federale Tedesca, della Provincia di Treviso, della Camera di Commercio di Treviso/Belluno/Dolomiti, della Fondazione Marca Treviso, dell’O.G.D., di Confcommercio Treviso, della Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dell’Università di Padova, dell’Università di Trieste, dell’Università IULM Milano e dell’Università dell’Aquila, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Media Partner: Radio Company.

Il bilancio settimanale dell’attività della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie del Veneto: 1 arrestato, 13 indagati e oltre 2.300 identificati

Continuano i controlli nelle stazioni ferroviarie e i servizi di vigilanza a bordo dei convogli: 2.332 identificati, di cui 1 arrestato e 13 denunciati a vario titolo.

È questo il bilancio dell’attività svolta dal personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, nella settimana appena trascorsa, in particolare nelle stazioni di Padova, di Venezia-Mestre e Venezia S. Lucia, sempre interessate da un grande numero di viaggiatori in transito.

129 sono state le pattuglie Polfer impiegate in stazione, di cui 10 in abiti civili per specifici servizi antiborseggio; 13 quelle effettuate a bordo dei convogli.

Nella stazione di Padova, il personale Polfer ha arrestato un 36enne per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Gli Agenti sono intervenuti a seguito della segnalazione di una persona che si aggirava in modo sospetto all’interno di un esercizio commerciale; alla loro vista l’uomo ha cercato, dapprima, di sottrarsi al controllo, cercando di guadagnare frettolosamente l’uscita e, una volta fermato, di scappare, spintonandoli e colpendoli.

Accompagnato in ufficio e sottoposto ad accertamenti identificativi, è emerso che lo stesso risultava aver violato il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari a cui era sottoposto.

Sempre a Padova gli operatori della Sezione Polizia Ferroviaria hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un 33enne per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze psicotrope.

L’uomo è stato notato poiché, privo di mascherina, è salito a bordo di un convoglio diretto a Montebelluna e, dopo aver preso posto a sedere, si è addormentato.

Gli agenti, notando che aveva appoggiato la testa sopra un sacchetto, dal quale uscivano due voluminosi involucri ovoidali, in plastica, sono intervenuti per un controllo.

Gli accertamenti, effettuati consultando gli archivi informatici di Polizia, hanno evidenziato a suo carico diversi precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti.

Accompagnato in ufficio, l’uomo è stato invitato ad esibire il contenuto del sacchetto che portava al seguito, all’interno del quale i due grossi involucri sono risultati contenere diversi grammi di marijuana, destinata allo spaccio. In suo possesso è stata trovata anche una somma di 190 euro, in banconote di diverso taglio, di cui lo stesso, privo di attività lavorativa, non sapeva fornire alcuna spiegazione. Lo stupefacente e il denaro, di dubbia provenienza, sono stati posti sotto sequestro.

A seguito di attività di indagine, il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale ha denunciato all’Autorità Giudiziaria due giovani, di 18 e 20 anni, le quali, già gravate da vari precedenti penali per reati contro il patrimonio, sono state riconosciute colpevoli di furto aggravato in concorso, commesso il 14 settembre, ai danni di una viaggiatrice, a bordo di un treno regionale in partenza dalla stazione di Venezia S. Lucia.

Una delle due ragazze, inoltre, residente nella capitale, è risultata destinataria della misura preventiva della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di residenza; a carico dell’altra, invece, è emerso un divieto di ritorno nel comune di Venezia valido fino al 2023, emesso, nell’agosto scorso, dalla Questura di Venezia.

Mercoledì 23 settembre, nella stazione di Venezia-Mestre, è stata effettuata anche l’Operazione “Alto Impatto”, una giornata di controlli straordinari, periodicamente disposta su scala nazionale dal Servizio Polizia Ferroviaria, finalizzata ad aumentare ulteriormente i livelli di sicurezza rispetto a tutte le maggiori infrastrutture ferroviarie.

Sono state oltre 300 le persone sottoposte a controlli identificativi e decine i bagagli controllati dagli operatori del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, coadiuvati da 8 unità del Reparto Prevenzione Crimine e 2 unità dei Cinofili della Questura.

L’attività è stata ottimizzata anche grazie all’uso di dispositivi informatici ad alta tecnologia, fondamentali per ogni accertamento in tempo reale dei documenti, e di metaldetector per un mirato controllo dei bagagli.

Il Sindaco Davide Bortolato ha inaugurato sabato 26 settembre la mostra “Dolomiti e viaggi nel mondo” a cura degli Alpini di Mogliano Veneto e dell’Associazione Matite In Viaggio.

 

“Le nostre Penne Nere sono dei meravigliosi volontari a tutto tondo, non solo in prima linea per aiutare i cittadini nelle situazioni di emergenza e nelle tante attività di supporto alla città – ha detto il Sindaco – ma anche per diffondere cultura e promuovere le eccellenze territoriali ”.

La mostra nasce dalla spontanea e immediata collaborazione degli Alpini di Mogliano Veneto con l’associazione Matite in Viaggio: “Presentiamo questo bellissimo appuntamento a quanti vogliano condividere e apprezzare come si possa trasmettere su carta, con matita o pennello, emozioni e sensibilità ispirate dall’ambiente, dalla natura o dall’armonico accostamento dell’uomo. Noi Alpini abbiamo con entusiasmo messo a disposizione la nostra “casa” come spazio espositivo, legati come siamo alle nostre montagne e ai sentimenti di coinvolgimento con la natura”.

 

“Il disegno è stato per secoli l’esclusivo mezzo di documentazione visiva della realtà e come tale divenne lo strumento attraverso il quale esploratori, viaggiatori, studiosi fermarono sulla carta visioni ed esperienze, con precisione quasi calligrafica o con impeto di visionarietà”, dicono a Matite in Viaggio.

 

La mostra, con il patrocinio e il contributo della Città di Mogliano Veneto, sarà aperta fino a domenica 11 ottobre nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.30, nella Casa degli Alpini in Via Volta 1.

Dalle 10.50, i Vigili del fuoco sono impegnati per la ricerca di un giovane caduto nel fiume Sile nei pressi di Via Silvio Pellico a Treviso. Il primo tentativo di soccorso è stato dato dal padre che si è tuffato, ma non ha raggiunto il ragazzo. I Vigili del fuoco, intervenuti con più squadre, stanno eseguendo delle ricerche lungo le sponde del fiume, mentre si è alzato il volo l’elicottero Drago 71 del reparto volo di Venezia, che sta effettuando un sorvolo del fiume. I sommozzatori dei Vigili del fuoco arrivati da Vicenza, stanno eseguendo delle immersioni di ricerca dal molo dei canottieri.

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