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Il veleno dell’invidia appare come un distillato che innesca odio e vendetta, poi tutto divampa fino alla linea di mezzeria che divide la carreggiata in due diverse corsie, la vita e la morte.

 

Un triangolo all’apparenza realizzato e tenue, Eleonora, Daniele e Antonio, una convivenza che parte a due in versione maschile, con la fanciulla a fare da capolino ma che diventa sempre più presente, fino a che qualcosa si rompe, si sgretola e il terreno frana fino a divenire astioso, vulcanico.

 

Eleonora che decide di stabilirsi da Daniele e Antonio che rigurgita subito malessere fino a sentirsi abbandonato e tradito, e qui il copione cambia diametralmente, rancori e messaggi, desideri di vendetta e impulsi al vetriolo, chat, post che inneggiano a desideri non propriamente idilliaci.

 

La grande rabbia nel sentirsi ai margini al cospetto della felicita’ altrui che ora va annientata, distrutta, rubata.

Perché punire la felicità può liberare Antonio, anche se per pochi istanti, nella sua lucida, macabra follia, e allora la premeditazione e la preparazione del delitto maniacale diventano per il ventunenne, solitario con trascorsi da chierichetto, ragione di vita.

 

Fino allo scempio di lunedì 21 settembre, con una macabra ritualità complice anche una copia di chiavi che aveva ancora in possesso.

Poi la fuga con il cappuccio, l’arresto e l’inevitabile confessione.

 

Instacult di Mauro Lama

LA SQUADRA CADETTA SI PREPARA PER IL PROSSIMO CAMPIONATO DI SERIE B

 

 

MOGLIANO VENETO – Entra nel vivo il preseason della squadra cadetta. Dopo le prime settimane necessarie a garantire il corretto condizionamento fisico il XV guidato da Marco Filippucci, Andrea Pratichetti e Vittorio Lavorgna, entra nella parte più fisica del periodo di preparazione alla stagione. La rosa che per il Campionato in arrivo gode di diversi rinforzi e ritorni, e vedrà anche la presenza dei giocatori che hanno completato con successo il periodo di preseason con la prima squadra, sarà impegnata nelle prossime settimane in un programma di amichevoli necessarie allo staff per definire gli ultimi dettagli.

Staff che sarà così formato per affrontare il prossimo Campionato di rugby di Serie B 2020/21:

TEAM MANAGER: Pietro Venturato
CAPO ALLENATORE: Marco Filippucci
ALLENATORE: Vittorio Lavorgna
ALLENATORE: Andrea Pratichetti
ACCOMPAGNATORE: Luca Bellio
MEDICO: Mirko Marchiori
MEDICO: Alessandro Zambon
FISIOTERAPISTA: Angelo Pauletti
FISIOTERAPISTA: Mauro Dabalà
ASSISTENTE FISIOTERAPISTA: Alberto Pinton
ASSISTENTE FISIOTERAPISTA: Paolo Galiazzo

CRISI DEL COMMERCIO: RIPARTIAMO DA UN ASSESSORE DEDICATO E DA NUOVE POLITICHE

Il commercio in città sta morendo per asfissia. Ogni vetrina chiusa è un duro colpo alle relazioni sociali e all’economia del territorio. La crisi pandemica che stiamo attraversando ha accelerato un fenomeno in atto da tempo: l’attuale amministrazione non ha investito risorse e attenzione adeguate al settore. La prima azione da mettere in campo è avere un assessore al Commercio. Non possiamo permetterci – come è accaduto negli ultimi cinque anni – di consumare diversi assessori in questo settore per litigi interni alla maggioranza per poi vedere le deleghe confluire nel Sindaco.

L’amministrazione comunale può intervenire per invertire il trend. Altre città storiche si sono già attivate in tal senso, come ad esempio Firenze che ha approvato un “regolamento per la tutela ed il decoro del patrimonio culturale della città storica” che vieta l’apertura di nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande per asporto e di negozi di chincaglieria e orribili souvenir. A Venezia si è solo scimmiottato questo intervento e infatti non si è sortito nessun risultato.

Tuttavia anche questo non basta, soprattutto nel momento di crisi che viviamo. Il commercio può e deve essere rivitalizzato partendo da un’idea diversa di Città che sottragga Venezia alla monocultura turistica e che punti sulla fornitura di servizi di qualità.

Sono colpevolmente mancate politiche atte a creare un ambiente attraente e stimolante. Interventi da avviare partendo da progetti condivisi tra attività commerciali e imprenditoriali, associazioni di categoria, amministrazione e mondo dell’associazionismo cittadino, progetti che prevedano anche rimodulazioni della tassazione locale e finanziamenti ad hoc. I commercianti, gli imprenditori, gli artigiani devono essere messi al centro di politiche partecipate per disegnare interventi diffusi e puntuali nel territorio, in cui la sinergia tra pubblico e privato possa fare da leva per azioni di rigenerazione urbana di cui beneficherebbero tutti i soggetti coinvolti.

Non si può chiedere ai visitatori rispetto per la Città se Venezia non è in grado di fornire servizi adeguati. Non si può continuare a rinviare le sperimentazioni nell’introduzione di politiche di gestione dei flussi a partire dagli escursionisti.

In questa fase bisogna tenere gli occhi ben aperti di fronte a passaggi di licenze e cambi di proprietà, tanto nel commercio quanto nel settore alberghiero, che rischiano di essere oggetto di infiltrazione malavitosa o intenti meramente speculativi. Inoltre è necessario che l’Amministrazione sia attore attivo anche nei rapporti tra locatore e locatario per tutelare gli interessi di entrambi e soprattutto quelli della Città che non può sopportare vetrine chiuse, nuove aperture di negozi di bassa qualità e lo smantellamento definitivo dei pochi negozi di vicinato ancora esistenti.

Bisogna inoltre dire basta ai grandi eventi che servono solo a mercificare l’immagine della Città e alimentare il turismo di massa quando è sotto gli occhi di tutti che questo tipo di flussi producono enormi esternalità negative. Non è sufficiente apporre un logo su un manifesto per fare politica culturale, né mettere qualche manifesto negli imbarcaderi per veicolare l’immagine di una Venezia da rispettare.

In città non mancano spazi, non mancano idee, non mancano commercianti, artigiani e imprenditori pronti a spendersi per il rilancio di Venezia, manca un’Amministrazione che sappia e voglia dialogare con il territorio e che abbia un’idea di Città in cui il turismo di massa non sia l’elemento regolatore delle azioni da mettere in campo.

 

Giuseppe Saccà, Consigliere comunale, gruppo PD.

In Veneto meno della metà degli over 65 ha già il Pin Inps, e l’attivazione di Spid è così complicata che si rischia di aumentare il divario digitale degli anziani

 

 Dal 1° ottobre l’Inps non rilascerà più nuovi Pin per accedere ai suoi servizi, per utilizzare definitivamente entro il prossimo anno Spid. È la prima grande Pubblica amministrazione che ha deciso questo passaggio, tutte le altre dovranno farlo per decreto entro il 28 febbraio 2021, «ma non è stata prestata sufficiente attenzione agli anziani che più utilizzano i servizi dell’Istituto. Qualunque si scelga fra i nove provider, la procedura di attivazione è così complicata e con passaggi talvolta pure a pagamento, che si aumenta il divario digitale. Una soluzione è che l’Inps stesso diventi un provider per rilasciare lo Spid. Meglio ancora, che diventi “il” provider per i pensionati», propone Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Veneto, la sigla dei pensionati Cisl.

 

Il Covid-19 ha prodotto un aumento esponenziale delle attivazioni di identità Spid, anche perché molti provvedimenti presi dal Governo a beneficio dei cittadini lo richiedevano, e di Pin proprietari di molte PA. Ma questo fenomeno ha lasciato comunque ai margini anziani e pensionati. Per quanto riguarda Inps, infatti, a oggi su 27 milioni di Pin Inps totali solo 4 milioni sono di pensionati, e i pensionati in Italia sono 16 milioni. Un po’ meglio in Veneto dove poco meno della metà degli over 65enni ha già l’accesso digitale all’Istituto: su 1.134.485 anziani (i pensionati veneti sono 1.266.279) 588.567 hanno il Pin Inps. Nel dettaglio: fra i 65 e i 74 anni 325.690 sono i titolari di Pin Inps, fra i 75 e gli 84 anni 181.645, fra gli 85 e i 94 anni 73.476 e 7.756 fra gli over 94 anni. Questi saranno i primi a passare a Spid, ma gli altri?

 

In una recente conferenza stampa, il presidente Inps Pasquale Tridico ha affermato che nel periodo di transizione, che durerà un anno, l’Istituto farà una massiccia campagna di informazione e comunicazione rivolta ad anziani, pensionati, disoccupati e persone con fragilità, i più interessati dal digital divide. Nella stessa sede la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano ha annunciato che intende lavorare con i provider per semplificare le procedure. «È tutto giusto, ma insufficiente», considera Giantin, «Qui si dimentica che l’emergenza sanitaria ha tolto agli anziani i riferimenti fisici per poter acceder ai servizi di cui hanno bisogno, tuffandoli in una realtà virtuale fatta di mail, call center, messaggini etc in cui non tutti riescono a nuotare. Vanno accompagnati in questa rivoluzione digitale, che è utile e necessaria. E questo passa attraverso interlocutori certi. Per questo rinnovo la proposta: che l’Inps diventi il provider per pensionati e le persone con fragilità. Ha già i dati di tutti, sarebbe anche semplice ed economico».

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Nel vastissimo settore musicale Mogliano non ha voluto farsi mancare proprio niente. Ha addirittura quattro associazioni musicali, due delle quali, l’associazione Amici della Musica “Toti Dal Monte” e l’associazione Musici Mojanesi, che promuovono la cultura musicale in tutte le sue accezioni organizzando concerti per i loro iscritti e propagandando la passione e l’amore per l’arte musicale, mentre le altre due, oltre a svolgere un’attività di proselitismo a favore dell’arte musicale, sono anche delle vere e proprie Bande Musicali, con l’insegnamento di uno strumento a fiato ed eseguono concerti bandistici nelle varie occasioni di eventi prevalentemente di ricorrenze istituzionali e non solo.

 

Chissà quanti paesi della nostra Penisola che non riescono tra i loro concittadini ad organizzare nemmeno una banda ci invidiano le nostre due? Ambedue danno luogo ad una scuola dove si può imparare a suonare un qualsiasi strumento a fiato, cominciando ad esercitarsi a qualsiasi età, per poi essere messi a far parte del Gruppo. Sono entrambe encomiabili ed ineccepibili professionalmente, con numerosi componenti ed allievi e sono in grado entrambe di eseguire un apprezzabile repertorio

 

 

Associazione Amici della Musica “Toti Dal Monte”

Fu fondata nel 1981 in memoria della grande cantante moglianese per promuovere la cultura musicale con particolare attenzione al “bel canto” nel territorio. Ne è Presidente il signor Aldo Secco ed ha sede in Piazzale Mons. Fedalto (Galleria Aldo Moro). Lo scopo espresso nello Statuto della sua costituzione è espressamente rivolto alla promozione della cultura musicale nel territorio.

 

L’associazione organizza concerti e partecipazioni ad eventi musicali che si tengono in Italia e all’Estero, proponendo contemporaneamente in tali circostanze la visita di città d’arte particolarmente interessanti.

 

Aderisce al complesso Progetto Metropolis, organizzando a Mogliano con enorme successo all’aperto eventi in collaborazione con Organizzazioni culinarie del circondario e partecipando in giro per la penisola a manifestazioni enogastronomiche. I partecipanti quindi, oltre ad avere il privilegio di gustarsi i vari concerti che vi si svolgono, hanno la possibilità di visitarne il panorama e gustare le specialità culinarie a turno delle varie zone della nostra Penisola.

 

 

Associazione Musici Mojanesi

È un’associazione che al suo interno accoglie e contiene vari Gruppi Musicali, i quali ovviamente propongono diversi modi di far musica ed i diversi tipi di musica esistenti nel vasto panorama musicale internazionale, dando vita ad un sistema originale e soprattutto complementare fra i vari generi musicali e mai contrapposto fra loro, evitando di metterli a confronto fra di loro in inutili e nocive competizioni.

 

Applicando questa filosofia aiuta gli artisti di svariate estrazioni per formazione musicale a conquistare una cultura musicale polivalente e la più completa possibile. Un lavoro arduo ed assai difficile oltre che complicato, ma che saputo acquisire e gestire diventa per i suoi praticanti un vero valore aggiunto dal punto di vista artistico e culturale.

 

La cantante e showgirl, icona degli anni ’80, e l’influencer trevigiano, due autentiche star del web, pronti per un curioso esperimento: tre giorni di relax a Ca’ del Poggio, con il cellulare spento, per disintossicarsi da Facebook e Instagram. Si comincia giovedì    

 

Sono due autentiche star del web. Insieme, sui rispettivi canali Social, fanno quasi due milioni di followers. Eppure, anche chi è abituato a condividere con i propri fan ogni momento della giornata, può sentire il bisogno di staccare la spina. Abbandonando, almeno per un breve periodo, la caccia a like e apprezzamenti.

 

Sabrina Salerno e Nicola Canal lanciano la sfida: per tre giorni, da giovedì 1° a sabato 3 ottobre, la cantante e showgirl, icona sexy degli anni ’80, tornata alla ribalta con la partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo, e l’influencer trevigiano (Canal – il canal), reduce dal successo dell’edizione 2020 dell’ormai tradizionale video goliardico dedicato alla vendemmia, in cui compare anche il presidente del Veneto Luca Zaia, rimarranno in rigoroso silenzio sui Social.

 

Forse ispirati dal Digital Detox Day, la giornata mondiale “internet free”, tenutasi il 5 settembre, Salerno e Canal risiederanno a Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto (TV), impegnandosi a non usare lo smartphone e a dedicarsi a 72 ore di assoluto relax e benessere nel cuore delle colline del Prosecco, dal 2019 diventate Patrimonio dell’Unesco.

 

Sarà un modo per riflettere sul rapporto con i Social e stimolare un consumo digitale più consapevole, che non sottragga tempo di qualità alla vita reale. “Lo faccio per mettermi alla prova: ormai siamo troppo dipendenti dallo smartphone. Mi rendo conto che alle volte, anche quando non ho bisogno del telefono, lo cerco e lo uso in qualche modo, ma non è possibile vivere così”, ha commentato in una delle sue stories Sabrina Salerno in risposta ad un fan che le chiedeva del curioso esperimento.

 

A Nicola Canal, suo grande amico, di casa sulle colline del Prosecco, il compito di accompagnarla nei tre giorni di “disintossicazione” dai Social network. Una cosa è certa: per qualche giorno, i fan di Sabrina Salerno dovranno fare a meno degli scatti mozzafiato della cantante d’adozione trevigiana. Mentre Nicola Canal non animerà i canali Social con gli imperdibili video, da “#monaimportante”, come si definisce egli stesso, che l’hanno consacrato influencer veneto per eccellenza.

 

La gente delle colline del Prosecco è avvisata. Vista la coppia potenzialmente esplosiva, ne vedremo delle belle (e i Social, muti).

Domenica a Firenze la città di Treviso ha ritirato il Premio Ambasciatore della Società Civile. Ieri il sindaco Conte, insieme al vice De Checchi ha voluto condividere il prestigioso riconoscimento ottenuto grazie al supporto di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di TV e VE

 

La città di Treviso ha voluto condividere con CentroMarca Banca l’importante riconoscimento ritirato domenica a Firenze nell’ambito del Festival Nazionale dell’Economia Civile. Il sindaco Mario Conte e il vicesindaco Andrea De Checchi hanno incontrato ieri, nella Filiale di via Santa Margherita, i vertici del Credito Cooperativo che per primo ha supportato Treviso Fund dando forza all’economia del territorio durante il periodo difficile post lockdown.

 

“Siamo orgogliosi di condividere questo importante riconoscimento e voglio ringraziare della fiducia l’amministrazione comunale che ha visto in noi una Banca di riferimento, di cui fidarsi e in grado di essere concretamente d’aiuto alla città” ha detto il Direttore Generale Claudio Alessandrini durante la consegna del premio presso la Filiale in centro Città di CMB alla presenza del Presidente Tiziano Cenedese e del direttore della Filiale Giovanni Maccarrone.

 

“Ci siamo messi a disposizione offrendo un tasso molto favorevole e senza badare alla nostra redditività perché ciò che conta è aiutare la comunità: la nostra vera funzione sociale” ha detto il Presidente Tiziano Cenedese.

 

 

“Ho voluto condividere questo premio con CentroMarca Banca perché è stato un partner essenziale, con i Cofidi, che ha creduto nel nostro progetto per dare risposte immediate all’economica del territorio” ha commentato il Sindaco Mario Conte.

 

Il riconoscimento di “Ambasciatore dell’Economia Civile” viene conferito ogni anno a quei progetti adottati dalle amministrazioni pubbliche per sostenere e stimolare il tessuto economico del proprio territorio. Treviso Fund, il sistema di finanziamento agevolato studiato ad hoc per dare “ossigeno” alle imprese e partite iva in difficoltà a causa del Covid-19, è stato indicato tra le migliori misure adottate a livello nazionale. E’ stato voluto dall’amministrazione comunale con in prima linea il sindaco Mario Conte ed il Vice sindaco Andrea De Checchi ed è stato immediatamente supportato da CMB.

 

“Ci siamo adoperati per rendere operative le misure di sostegno all’economia e alle famiglie che il Governo ha deliberato e quando la lungimiranza del comune di Treviso ha messo in atto questa iniziativa, Treviso Fund, abbiamo aperto le porte delle nostre Filiali – Ha detto il Direttore Generale di CMB Claudio Alessandrini – Lo abbiamo fatto con una vera e propria task force di collaboratori che hanno rafforzato ulteriormente l’attività consulenziale fornendo risposte immediate e soprattutto quella liquidità necessaria per ripartire.

Alla vista dell’auto della Polizia locale si è dato alla fuga, una volta raggiunto dagli agenti ha provato a liberarsi spintonandoli. Protagonista del movimentato episodio, ieri pomeriggio a Mestre, un 34enne di origine gambiane, già noto per precedenti per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

Intorno alle ore 15 di lunedì l’uomo, alla vista della pattuglia, ha improvvisamente cambiato direzione per poi correre verso via Felisati. A quel punto è scattato l’inseguimento, un agente è sceso dall’auto per rincorrere il pusher che, dopo aver capito di non poter proseguire la fuga, ha tolto dalla tasca dei pantaloni un involucro in cellophane per poi lanciarlo all’interno del giardino di un’abitazione. Una volta fermato, il gambiano ha opposto resistenza ma gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo.

 

Il successivo rinvenimento della sostanza stupefacente ha fatto scattare l’arresto. La quantità di droga sequestrata sarebbe servita al confezionamento di oltre 20 dosi di marijuana. Dopo avere trascorso la notte in cella nell’area detenzione del Comando, nell’Isola del Tronchetto, il pusher è comparso questa mattina davanti al giudice che ne ha convalidato l’arresto. In attesa del processo, il prossimo 13 ottobre, al 34enne è stato notificato l’obbligo di firma.

Sono stati firmati questa mattina in municipio a Casale sul Sile due protocolli d’intesa con Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di Garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto, per sostenere le 334 imprese produttive artigiane e le 291 attività commerciali operanti nel territorio di Casale sul Sile.

 

Presenti alla firma dell’intesa il sindaco Stefano Giuliato, l’assessore alle attività produttive Lorenzo Biotti, il direttore Commerciale di CentroMarca Banca Maurizio Dal Corso, il Responsabile Polo Commerciale Ovest di BCC Pordenonese-Monsile Mauro Antonello, IL FORUM DELLA ATTIVITÀ PRODUTTIVE costituito dai rappresentanti locali delle associazioni di categoria: ARTIGIANATO TREVIGIANO, ASSINDUSTRIA VENETOCENTRO, CNA, COLDIRETTI TREVISO, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE; e di Confidi: Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto.

 

 

Firmati accordi per generare finanziamenti per 800mila euro

L’accordo, che consentirà di immettere nel territorio circa 800mila euro di liquidità vuole fornire le basi per rilanciare l’economia locale in questo difficile periodo di emergenza Covid.

 

L’amministrazione comunale ha stanziato complessivamente 75mila euro così suddivisi: per “Casale per le imprese” 10.000 euro all’anno che potranno generare 500.000 euro di finanziamente; mentre per Confidi (Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana di garanzia della Marca Trevigiana, Consorzio Veneto Garanzie-Confartigianato e Fidimpresa & Turismo Veneto) 25.000 euro che potranno generare 300.000 euro di finanziamento. Soddisfazione per l’intesa raggiunta è stata espressa dall’amministrazione comunale.

 

“Questo accordo – ha detto Stefano Giuliato – ha un grande valore in quanto risponde alle esigenze scaturite dall’ascolto degli operatori economici del territorio e del continuo dialogo con le Associazioni di categoria. Il tessuto produttivo potrà attingere a queste opportunità pensate proprio per affrontare questa dura fase economica. Inoltre, ci tengo a ringraziare doverosamente la BCC Pordenonese e Monsile e CentroMarca Banca per questa partnership venutasi a creare sottolineando la volontà di attuare tale operazioni anche per la profonda radicalità che questi istituti di credito hanno nel nostro territorio cogliendo l’opportunità di operazioni innovative e non standardizzate. Una storia di sostegno creditizio a KM ZERO!”

 

Sulla stessa linea anche il Responsabile del Polo Commerciale Ovest della BCC Pordenonese e Monsile, Mauro Antonello che ha dichiarato: “Bcc Pordenonese e Monsile ha accolto da subito con favore la proposta del Comune di Casale volta a sostenere in primis le piccole realtà imprenditoriali locali, più penalizzate dalla fase di lockdown. Per la nostra Banca è importante supportare gli operatori economici del territorio, le loro famiglie e le istituzioni nel momento del bisogno perché ci sentiamo la responsabilità di dover fare la nostra parte non solo a parole ma con i fatti. È così che Bcc Pordenonese e Monsile, banca del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, interpreta il suo ruolo di partner di riferimento locale per lo sviluppo e la tutela del territorio”.

 

“In un momento di evidente difficoltà per le imprese del territorio – ha detto Maurizio Dal Corso, direttore commerciale di CentroMarca Banca – il nostro Istituto vuole dare sostegno concreto al rilancio dell’economia. Durante il periodo di lock down, e anche ora che siamo in fase di ripresa, CMB si è messa concretamente a disposizione delle famiglie e imprese che hanno visto in noi un partner affidabile e con gli stessi valori di tutela e sostegno al territorio. Accordi come questo evidenziano la nostra vocazione di Istituto di Credito attento alle esigenze economiche delle zone in cui opera, secondo una logica cooperativa”.

 

L’iniziativa “Casale per le Imprese” prevede che BCC Pordenonese e Monsile e CentroMarca Banca eroghino il credito alle aziende del territorio con durata massima sino a 5 anni, tasso massimo del finanziamento fisso al 2,00% senza spese di istruttoria pratica, con iter di richiesta semplificato. Al termine di ogni anno solare le imprese dovranno produrre al Comune la certificazione degli interessi pagati sul finanziamento ottenuto dalla banca, a fronte della quale il Comune si impegna a rimborsare gli interessi sostenuti direttamente in conto. Per il cliente quindi il finanziamento sarà in sostanza a tasso zero.

 

L’accordo prevede, infine, la sussistenza di alcune condizioni minime necessarie per le imprese richiedenti, ovvero, esercitare la propria attività nel Comune di Casale sul Sile dal 1° gennaio del 2018 in via continuativa, regolarità del pagamento dei tributi comunali degli ultimi due anni, autocertificata, come pure per la regolarità contributiva fiscale e previdenziale; assenza di pregiudizievoli, presentazione delle ultime due dichiarazioni dei redditi o ultimi due bilanci depositati.

Si chiama Romeo, è un bellissimo pastore di due anni e suo malgrado si è trovato una minaccia di morte scritta proprio davanti alla sua casa: “Mettete un altro dosso e vi ammazzo il cane. Fottetevi voi e vostri dossi di merda”. Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi.

 

Anche lo specchio stradale posto sul ciglio della strada per visualizzare chi può arrivare dalla parte opposta, è stato imbrattato e ora il Comune dovrà farsi carico della pulitura di questo e del manto stradale. “È un fatto gravissimo – ha dichiarato il Sindaco Bortolato – ingiustificato e ingiustificabile. Scrivere per terra per intimidire il Comune o i privati non è ammissibile; ora faremo le opportune indagini e la pulitura. Come assessore ai Lavori Pubblici e come Sindaco ricevo numerose richieste da parte dei cittadini di installazione di dossi o dissuasori  e noi li mettiamo dopo un’attenta analisi perché sappiamo avere delle controindicazioni soprattutto per il passaggio delle ambulanze. Quindi prima di installarli dobbiamo fare tutte le verifiche del caso”.

 

La coppia che abita proprio nella casa affacciata a via Monte Pasubio, dove è stata posta la scritta con insulti e minacce, ha sporto denuncia ai Carabinieri e ai Vigili anche per tutelare il loro bellissimo Romeo, cane pastore di soli due anni. “Lui non c’entra niente ma nemmeno noi: certamente non siamo stati noi ad aver messo i dossi sulla strada!”.

 

Durante la notte di sabato, rientrati da poco a casa, raccontano di aver sentito un’auto transitare a velocità sostenuta e frenare di colpo pochi metri più avanti la loro casa. Guardando dalla finestra del piano superiore, hanno intravisto tre giovani accucciati accanto l’auto e hanno pensato  che stessero controllando eventuali danni all’auto per non aver rallentato nel superare i dossi.  Romeo era dentro la casa e non aveva abbaiato. Non rilevando motivo di preoccupazione, la coppia è andata a dormire. Solo domenica mattina, con la luce del giorno, hanno fatto l’angosciante scoperta. Lunedì mattina si sono subito recati dai Carabinieri, per sporgere denuncia riguardo alle minacce ricevute e dalla Polizia Locale per l’imbrattamento della strada, soprattutto dello specchio stradale che serve alla visuale nelle manovre. Ora ribadiscono con forza: “Non li abbiamo messi noi quei dossi!”. C’è da dire che se le automobili rispettassero i limiti di velocità imposti in quel tratto di strada, tra l’altro dedicato solo ai residenti, non ci sarebbe stato bisogno di alcun dosso.

 

Silvia Moscati

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