Home / 2020 / Agosto

Nord e Sud uniti da un solo obiettivo, il bene delle persone. Giovedì 26 agosto 2020 è uno di quei giorni da segnare sul calendario. Almeno per coloro che credono nella scienza e nella medicina portate avanti da uomini semplici, che hanno un solo scopo nella vita: il bene delle persone.

 

L’incontro nasce da una telefonata per intervistare Daniele Tedeschi, biologo, Dottore di Ricerca e post-Doc ma soprattutto Direttore Scientifico Nazionale del Progetto GenobiomaTM. In sintesi, come dice Tedeschi “Lo studio del Genobioma di una persona,  Genobiomica, è di rilevante importanza  per conoscere lo stato patologico e fisiologico dato che correla la funzionalità del DNA umano, del DNA mitocondriale umano e del Microbioma  (quindi del microbiota) di quel soggetto”.

 

Tra una chiacchiera e l’altra, esce il nome di Giuseppe De Donno. Metterli in contatto è semplice, per la grande stima che nutro per entrambi.

 

Dopo vari messaggi e telefonate, Daniele Tedeschi parte dalla Sicilia alla volta del Carlo Poma di Mantova.

 

L’INCONTRO

 

“Ci siamo scritti più volte – spiega il biologo – e c’eravamo incontrati su Skype ripromettendoci di vederci di persona. Avevamo bisogno di parlare. Giuseppe è modesto, molto modesto e così mi scrive che è felice di poter lavorare con me. Beh in realtà io lo penso di lui, ci scriviamo le stesse cose, vogliamo la salute del paziente, cerchiamo un modo affinché stia bene, in salute e senza reazioni avverse che spesso complicano una vita già resa difficile da una malattia”.

 

“I primi di agosto ci scriviamo ancora e cerchiamo di capire se il mix plasma lattoferrina possa essere “la bomba” che possa chiudere un buon percorso terapeutico, curativo: uno è un percorso specifico anticorpale, l’altro immunità non anticorpale, un cerchio che si chiude, ci ripromettiamo di riparlarne e così ci scriviamo ancora: ci vediamo? Si certo, è un onore, no l’onore è mio”.

 

“Parto da Pisa dove ero con mio figlio Luca. Mio fratello Fabio è il mio gancio a Mantova, lavora lì. Ci incontriamo mi porta fino in ospedale. È discreto, gli chiedo di venire, non sale. Mascherina temperatura e sono dentro, pochi minuti dopo busso alla porta”.

 

“Ci diamo la mano come se ci conoscessimo da una vita, come se ne avessimo bisogno, lavorando abbiamo visto io i malati e lui i morti, tanti, e così cominciamo a parlare”.

 

“Giuseppe renditi conto, ti sei esposto, hai avuto coraggio, veramente tanto, hai spinto uno come me ad esporsi a dichiarare a dire a scrivere ciò che è e ciò che non è”.

 

“Daniele io vedevo morire le persone e questo non andava bene – risponde De Donno a Tedeschi –  io le vedevo a un certo punto migliorare e….. e intorno c’era silenzio. Se hai visto morire le persone di Covid nel periodo Covid DEVI PARLARE. E così è stato, oggi anche negli USA e in tantissimi altri Stati del mondo usano il plasma convalescente e qui praticamente non se ne parla, come se non esistesse. E così sono state le persone stesse che hanno fatto da TV, da giornali, da Internet, da cassa da risonanza, ma ti assicuro che è dura tutti i giorni”.

 

“Parliamo del genoma umano, che si sequenzia ma di routine si usa ancora cercare un gene alla volta, a volte gruppi di geni quando potremmo leggere l’esoma intero del DNA di chiunque e studiarlo avendo davanti oltre 12mila geni, milioni di variabilità polimorfiche del genoma che fanno la differenza in ciascuno di noi nell’ingresso di SARS-CoV-2 piuttosto che di altri virus, nella risposta anticorpale (non esiste solo “l’intolleranza” al glutine o al lattosio), nella risposta infiammatoria”.

 

Ma il virus, che fine ha fatto? Tanti positivi e niente malati, che succede? Discutiamo sulla normale evoluzione dei virus: tanti non entrano e non ce ne accorgiamo, tanti entrano nel nostro corpo e si includono nel nostro DNA e non ce ne accorgiamo perché non ci fanno ammalare”.

 

“Siamo portatori sani, alcuni ci fanno male, ci uccidono nel tempo, come succede da millenni: le mutazioni che vanno avanti sono quelle che fanno sì che l’ospite non muoia, non si ammali gravemente, è un fatto normale, naturale, il virus che “uccide” non potrà andare avanti, muore insieme all’ospite, sono le mutazioni meno patogene, meno assassine, che andranno avanti nel tempo, come è oggi”.

 

Discutiamo sull’enorme errore statistico commesso nel paragonare i sintomatici cercati qualche mese fa con gli asintomatici di adesso (di adesso? Forse di prima, ma prima non li cercavamo), che paragone è? Molte persone si spaventano, altre si stancano di credere e chi ci rimette è la Medicina, quella che si occupa senza risparmiarsi delle persone”.

 

“Decidiamo così di capire ancor più studiando e conoscendo il DNA di pazienti che si sono ammalati e valutiamo insieme l’introduzione della lattoferrina, già approvata da EMA e da AIFA, che praticamente non ha alcun effetto avverso, bensì porta a un potenziamento della risposta immunitaria non anticorpale”.

 

“Parliamo del Progetto Genobioma e del Centro di Ricerca a Mantova per le malattie rare, che rare alla fine non sono. Parliamo di fibrosi cistica e decidiamo di costruire un protocollo per la lettura intera dell’esoma dei pazienti con fibrosi cistica, valutando l’impegno reciproco per darci una mano, per dare una mano, per aiutare le persone”.

 

Passa il tempo e non c’è argomento che non tocchiamo, Covid SARS-CoV-2, vaccini, prevenzione, profilassi, terapie e cure  per fibrosi cistica, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), malattie rare, atassia spinocerebellare tipo 2 (SCA2) distrofia, favismo e altro. Sembriamo le sirene di due treni in corsa, insieme, stessa gara e nessun vincitore se non i passeggeri, i nostri pazienti”.

 

Progetto Genobioma spingerà per il centro di ricerca di Mantova e aiuterà per questo, l’obiettivo è comune: il bene delle persone, l’Italia l’abbiamo riunita, di nuovo, a Mantova. Non siamo lontani, siamo accanto nel sostenerci e abbiamo tante persone che ci sono vicine perché ci conoscono, perché sanno a cosa teniamo di più perché sanno che ci spendiamo per loro, sanno che non possiamo fare miracoli ma che se potessimo ci trasformeremmo in maghi o stregoni per la salute dei pazienti, ma stando coi piedi per terra utilizziamo la magia delle nostre anime e che all’unisono mettono in comune cuore e cervello. Non vediamo l’ora di partire, di fare, di agire. Poche parole e molto lavoro da fare e forse, in tante cose, anche da rifare”.

Cristina Colombera (dall’esclusiva del Giornale delle Buone Notizie)

Durante una perquisizione domiciliare con l’ausilio dei due cani antidroga della Polizia Locale Lapo e Warus, un giovane italiano B.N. (classe 1999) è stato sorpreso a Mestre, con una piccola ma organizzatissima serra per la coltivazione domestica della Marijuana.

 

Il ragazzo, colto all’improvviso dalla visita dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mestre non ha potuto fare altro che guidare i militari, con alla testa i due “tartufi” canini che già puntavano lo stanzino, verso la serra al cui interno c’erano quattro piante molto ben avviate alla produzione. Nella stanza c’era anche un completo kit di coltivazione con lampade, filtri, ventilatori, timer, essiccatori e sacchetti di sementi pronte ad essere piantate. Per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

POST TAGS:

I militari dell’Arma hanno tratto in arresto una cittadina italiana, M.E., 41nne, già nota alle Forze dell’Ordine, che ha deciso che questo fine settimana doveva darsi alla pazza gioia. Sabato pomeriggio infatti la donna si rende protagonista di una vera e propria rissa all’interno di un discount di Mirano. La furia cieca non si placa nemmeno di fronte alla pattuglia dei Carabinieri, intervenuta su segnalazione dei clienti, incorrendo così nei reati di Resistenza ed Oltraggio a Pubblico Ufficiale che prevedono l’arresto in flagranza.

 

La donna viene posta quindi agli arresti domiciliari in attesa del processo. Ma non finisce qui, passano poche ore ed i Carabinieri, consci dell’attitudine criminale dell’arrestata, decidono di controllare che stesse ubbidendo alle prescrizioni della detenzione domiciliare, scoprendo che la stessa si era invece allontanata da casa senza permesso. Surreale la motivazione: aveva voglia di mangiare Sushi e pensava di godere di piena libertà, forse sperando che i Carabinieri non la controllassero.
La donna è stata denunciata per evasione.

POST TAGS:

“Abbiamo validato una terapia che ha dato risultati eccezionali nella lotta contro il Coronavirus”, ha detto oggi il Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’ateneo scaligero, con il Presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

“Questa ricerca – ha dichiarato Nocini – viene pubblicata proprio oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. In via sperimentale, questo farmaco ha già curato 80 pazienti e si è registrato un solo decesso. Invece, su 50 malati non trattati con questo cocktail ci sono stati 26 decessi”, ha spiegato il Rettore Nocini. “Nella sperimentazione – ha concluso – sono stati coinvolti l’Immunologia e la Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda”.

 

Il prof. Nocini ha anche annunciato che partirà il 7 settembre la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino su cui ha lavorato in questi mesi l’Università di Verona.

 

Dal canto suo il Presidente Zaia è tornato a ribadire il concetto, già espresso sin dallo scorso febbraio, che le linee guida del Governo hanno sempre conteggiato i decessi di pazienti Covid basandosi sulla positività, anche se poi negativizzata. “Il protocollo prevede di trattare il paziente che diventa positivo, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale, come paziente Covid – ha spiegato anche oggi Zaia – abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio” – ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

Gratis dieci piante a testa tra alberi, alberelli e arbusti rigorosamente autoctoni per colorare di verde, di fiori, una città che già vanta un grande patrimonio arboreo.

 

L’Amministrazione Comunale di Mogliano Veneto aderisce al progetto di Veneto Agricoltura “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana”.

 

I cittadini moglianesi possono già prenotare sul sito https://www.ridiamoilsorrisoallapianurapadana.eu/ la categoria di piante preferita entro il 15 ottobre prossimo.

 

Tre i semplici passi per avere le piante gratis per il proprio giardino o terrazzo: registrarsi sul sito, scegliere il gruppo preferito (non la pianta) tra alberi di prima grandezza come querce, frassini, bagolaro, tigli, di seconda grandezza  – acero campestre, carpino bianco, melo selvatico, sorbo – o arbusti come biancospino, prugnolo, sanguinella, lantana.

 

Come spiega Veneto Agricoltura, l’assegnazione delle giovani piante riguarda i soli comuni di pianura cui saranno consegnate, che dovranno poi crescere grazie all’amore e alla cura dei cittadini.

 

Una volta chiuse le prenotazioni, sarà proprio l’Amministrazione Comunale di Mogliano Veneto a occuparsi del ritiro e della consegna gratuita ai cittadini.

 

“Bellissima iniziativa di Veneto Agricoltura, invito i cittadini ad approfittarne, c’è tempo fino al 15 ottobre – dice il Sindaco Davide Bortolato – dopodiché il Comune andrà a prendere le piante presso il vivaio regionale a Montecchio Precalcino e le consegnerà ai cittadini che ne hanno fatto richiesta durante la Festa degli Alberi, per rendere la nostra città sempre più verde e aumentare sempre più il nostro patrimonio arboreo sia pubblico sia privato”.

 

 

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Anche le piscine sono di una utilità unica a disposizione di un agglomerato cittadino. Hanno la doppia unzione di occupazione del tempo libero ma anche per chi ne ha bisogno possono servire da vera e propria palestra di allenamento oltre che terapeutico per chi ha problemi di deambulazione.

 

Purtroppo la situazione delle piscine a Mogliano non è tra le miglior Dopo la scadenza del contratto di comodato tra la società che la gestiva ed Dopo la scadenza del contratto di comodato tra la società che la gestiva ed il Comune, la Rari Nantes è stata lasciata in uno stato di abbandono totale ed è diventata preda di vandali.

 

 

L’ex piscina comunale “Rari Nantes”

di via Barbiero

 

È proprio il caso di dire… c’era una volta una meravigliosa piscina a Mogliano, ove durante i suoi quarant’anni di attività migliaia di ragazzi di tutte le età hanno imparato a nuotare e dove per intero la popolazione di Mogliano, chi più e chi meno, ha trascorso ore di confortevole relax nelle sue acque. Tralasciando poi di considerare la folta schiera di giovani nuotatori di professione che hanno mosso le prime bracciate nelle acque della Piscina Rari Nantes di Mogliano. Oggi purtroppo è totalmente devastata dall’abbandono ed atti di vandalismo.
La struttura risale agli anni ’80 del secolo scorso ed era stata realizzata dal Cav. Ceolin su un terreno avuto in concessione dal Comune di Mogliano Veneto e dopo quasi quarant’anni di indefessa attività frenetica e i danni subiti dal guasto delle tubature, avrebbe necessitato di onerose opere di ristrutturazione. Ma nel frattempo è scaduto il termine della concessione da parte della Società proprietaria nei riguardi dell’Amministrazione Comunale di Mogliano, la quale di conseguenza si è rifiutata di affrontare le spese per riparare la struttura e renderla funzionante per poi restituirla. Quindi purtroppo oggi tutto l’impianto sta soffrendo dell’abbandono e dell’incuria totale ed è in balia del degrado assoluto e soprattutto di azioni di vandalismo da parte di gentaglia che dimostrano di non avere rispetto per le cose non proprie.
Un vero peccato perché l’utilità sociale della piscina era notevole per i cittadini di Mogliano.

 

 

La piscina My Energy

di Via Torni

 

Dopo un lungo periodo, durato ben due anni, di sosta per lavori di sistemazione al tetto e ristrutturazione generale, ha ripreso la sua attività la piscina di via Torni, in fianco all’Istituto Gris. La lieta notizia ha risollevato i cittadini di Mogliano appassionati di nuoto, colmando la delusione avvertita per la cessata attività della Piscina Rari Nantes di via Barbiero. La nuova piscina, rimasto ormai l’unico impianto natatorio di Mogliano, completa l’offerta della palestra Teen Eleven Fitness Club che se ne è aggiudicata la gestione. Il nuovo programma prevede parecchi nuovi corsi, anche riabilitativi con una particolarissima attenzione ai bambini.

Si rinnova come ogni anno l’appuntamento con gli Open Day del Mogliano Rugby 1969, occasione per trascorrere insieme alcune ore di pieno divertimento. Ci fa piacere vedere i ragazzi riprendere a giocare il nostro bellissimo sport, dargli la possibilità di poter invitare i loro amici, e tutti coloro che non conoscono bene il rugby, a provarlo, scendendo in campo per 4 giorni e assaporando tutte le emozioni che il rugby regala.

 

Gli Open Day si svolgeranno da lunedì 7 a giovedì 10 settembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, presso lo stadio Quaggia di via Colelli 2 a Mogliano Veneto. Se avete tra i 4 (nati nel 2016) e 13 anni, vi aspettiamo qui. Ricordatevi di vestirvi comodi, con abbigliamento sportivo e scarpe da ginnastica e portate con voi uno zainetto con la borraccia per l’acqua e la merenda.

 

Come immaginabile, è attivo un protocollo restrittivo per limitare il contagio da COVID-19 e quindi, per maggiori informazioni, vi chiediamo di scrivere a [email protected].

 

Per semplificare l’accoglienza presentatevi con il Modulo Autorizzazione Allenamenti e l’autocertificazione Protocollo anticontagio COVID-19 già compilati e firmati da un genitore.

 

Il programma giornaliero previsto è il seguente:
8.30-9.00 accoglienza
9.00 inizio attività
10.30-11.00 pausa (merenda al sacco)
12.00 i bimbi tornano a casa.

Anna Porcari, classe 2006, dello Stile Libero – Team Veneto di Preganziol, è risultata vincitrice nella categoria Ragazze assoluta in quattro specialità, nei 200 stile libero ritoccando il suo personale con il tempo di 2:06.74, gli 800 in 9:04.74 , i 1500 in 17:27.81, suo personale ritoccato, ed i 200 dorso in 2:20.12.
La Federazione Italiana Nuoto lo ha reso noto dopo aver controllato i tempi dei Campionati Italiani di categoria su base regionale e Anna, che abita a Gardigiano ed è allenata da Andrea Franconetti ha fatto piazza pulita delle avversarie.
“È un’atleta straordinaria ed eclettica come poche altre” conferma l’allenatore, “visto che fa tutte le specialità e le distanze con grande facilità e nello stesso tempo con grande impegno. Basta pensare che in questo periodo, tra piscina e palestra, Anna fa dieci sedute la settimana per un totale di 18 ore”.
Prima dell’appuntamento di Monastier del 29 luglio e del 5 agosto, durante il quale ha fermato i cronometri con i migliori tempi in Italia che hanno decretato poi la sua vittoria, si è allenata duramente per mantenere la sua forza aerobica adattandosi con sistemi mai provati prima ed utilizzando anche mezzi diversi come il vogatore.
Franconetti aggiunge: “La conosco da quando aveva sei anni e ora la alleno dopo averle fatto fare i giusti step nel vivaio giovanile e per poi inserirla a pieno diritto tra le agoniste della categoria ragazze.
Siamo riusciti a impostare un gran lavoro assieme per puntare al nuoto che conta nonostante la giovane età. Tutto questo è stato possibile da un temperamento formidabile di Anna e da una grande forza di volontà che la spingono a volersi allenare sempre più duramente senza mai lamentarsi durante lo sforzo”.
“È una rarità – conclude – trovare atleti così polivalenti, fa tutte le distanze e le specialità, infatti era qualificata per i Criterium di Riccione in vasca dai 25, 50, 100, 200, 400, 800 stile libero, nei 100 e 200 dorso, 100 e 200 df e 200,400 misti”.
A inizio febbraio Anna si è aggiudicata il titolo di campionessa regionale di fondo nei 3000 metri, sbaragliando la concorrenza e piazzandosi prima nel ranking nazionale. Nella stagione entrante gareggerà tra le juniores.

Il 2 settimane si svolgeranno i funerali di Monsignor Angelo Centenaro morto ieri nell’ospedale di Mestre. Monsignor Centenaro avrebbe compiuto 90 anni a breve. Era nativo di Borbiago di Mira.

 

Durante la sua lunga vita fu vicario a Santa Lucia Venezia, a Dese. Parroco a santa Maria Goretti ed a Carpenedo. Infine fu arciprete del Duomo di san Lorenzo di Mestre.

 

Funerali saranno celebrati il 2 settembre alle 10 nel Duomo di San Lorenzo in Mestre.

Il leone alato più grande del mondo, creato dall’artista di Roana Marco Martalar, è giunto alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia.

 

Il leone è stato realizzato con 1.500 pezzi di alberi abbattuti dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018. Il suo peso è di 350 kg. È alto 3 metri e lungo 4,5 metri.

 

Vuole rappresentare la fierezza del popolo veneto che ha sempre superato avversità, guerre e catastrofi di ogni genere.

 

Fonte: OrgoglioVeneto
Photo Credits: FB @VeneziaNONDisneyland

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni