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«Così la manovra del duo Zaia-Brugnaro, per controllare la spina dorsale economica e logistica della città, si è compiuta. Adesso, sul commissariamento, la palla passa al Ministero: ci aspetta un’estate complicata, auspicando che almeno per i lavoratori non ci siano ripercussioni negative».
Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, dopo l’assenza, anche dalla seduta odierna del Comitato di gestione dell’AdSP MAS per discutere del bilancio 2019, dei rappresentanti della Città Metropolitana di Venezia e della Regione Veneto.

 

«Un intervento che complica non poco il funzionamento dell’ente – ribadisce la consigliera M5S – e, se in prima battuta potevamo anche far finta di considerarlo solo come tecnico e rivolto davvero al bilancio (che molti esperti considerano solido), adesso si è decisamente trasformato in un atto politico. È la conferma della dichiarazione di guerra nei confronti del presidente Musolino, già intravista nelle scorse settimane. Chissà se motivata dalle prossime, vicine e coincidenti elezioni regionali e comunali».

 

«Per concludere, non possiamo non sottolineare un risvolto di questo movimento a tenaglia, decisamente incongruente con il mantra leghista. Infatti – chiosa Baldin – così facendo (nessuno crede alla favoletta della decisione in perfetta autonomia della componente con casacca regionale) Zaia ha indirettamente abdicato a una parte di autonomia regionale, a lui tanto cara. Perché adesso, come vuole la legge del comparto, chi viene a decidere cosa fare del Porto di Venezia? I tecnici del Ministero, direttamente da Roma. Per il modo di pensare di Zaia, più che un effetto collaterale, è proprio un autogol».

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Un percorso nel verde che dimezza i tempi di percorrenza per raggiungere alcuni punti strategici della città. È stata inaugurata questo pomeriggio, alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, la nuova pista ciclopedonale tra via Torino e viale San Marco a Mestre. Viene così portato a compimento un tassello fondamentale di un progetto, finanziato con i fondi europei Pon Metro e i contributi del Programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola casa-lavoro del Ministero dell’Ambiente, che prevede un percorso ciclabile e pedonale che da via Forte Marghera arriva in viale San Marco, all’altezza della fermata del tram, e all’imbocco del ponte strallato di accesso al parco di San Giuliano.

 

Un itinerario all’insegna della mobilità leggera lungo 660 metri e largo 3,5, realizzato con materiale drenante ed ecologico in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio riprendendo le caratteristiche principali di Forte Marghera, che “avvicina” luoghi prima connessi in modo molto meno diretto: per esempio gli studenti che frequentano il campus di via Torino fino a ieri erano costretti a percorrere 2,7 chilometri per raggiungere il parco di San Giuliano, ora, invece, ne servono solo 800 (passando da dieci minuti di percorrenza a 3). Previsti anche stalli per biciclette e possibilità di un loro noleggio, attraverso l’App “Movi by Mobike” che, in futuro, riguarderà anche i monopattini.

 

“È in questo modo che miglioriamo la vita dei cittadini – ha dichiarato il sindaco Brugnaro prima della benedizione dell’opera e del taglio del nastro. – I residenti sanno quanto è importante il ponte ciclopedonale che abbiamo realizzato assieme alla pista. Ma tutto questo fa parte di un disegno ben più ampio di città inclusiva e sempre più connessa. A pochi metri da qui c’è il cantiere per il nuovo raccordo viabilistico che collegherà via Torino al Vega e alla prima zona industriale di Porto Marghera, ma basta spostare lo sguardo di qualche metro e si vede l’area dove sorgerà l’idrovora da 8 milioni di euro che metterà finalmente questa parte di Mestre al sicuro dal punto di vista idrogeologico. All’elenco si aggiunge poi il nuovo canile, gli investimenti per le remiere, la sistemazione della pista d’atletica del campo di San Giuliano, i lavori di recupero a Forte Marghera.

La nostra idea – ha aggiunto il primo cittadino – è che i giovani possano studiare al campus, fare ginnastica a San Giuliano e divertirsi a Forte Marghera, senza magari disturbare vicino alle case o in centro storico. Serve fornire loro delle alternative. La città si espande e diventa più interconnessa, la stiamo ridisegnando in modo sempre più inclusivo”.

 

Con il taglio del nastro odierno sono così stati ufficialmente collegati in sicurezza il campus universitario di Ca’ Foscari di via Torino con Forte Marghera e il parco San Giuliano: un miglioramento non solo in fatto di tempistiche. Prima, infatti, si sarebbero dovuti attraversare cinque incroci correndo nel traffico, ora uno solo, godendo di un percorso immerso nel verde. Da Venezia, invece, servirà poco più di mezz’ora per raggiungere San Giuliano, un tempo inimmaginabile solo poche ore fa.

 

L’appalto da 1,5 milioni di euro che ha permesso la realizzazione dell’opera comprende infatti anche l’ultimo tratto di pista ciclabile sul Ponte della Libertà, di cui pochi giorni fa è stata inaugurata la passerella a sbalzo all’altezza del bivio al Tronchetto per permettere ai ciclisti di raggiungere il centro storico.

Questa mattina, il dott. Diego Ponzin, medico oculista, direttore di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, durante la conferenza stampa di aggiornamento sui dati dell’emergenza Covid-19 in Veneto, ha parlato della donazione dei tessuti oculari e del trapianto di cornea in questi tempi di pandemia Covid.

 

“Noi dobbiamo cercare di restituire la vista, garantendo la massima sicurezza al paziente sapendo che anche un tessuto o un organo possono veicolari degli agenti infettanti – ha spiegato il dott. Ponzin. – Dalla fine di febbraio abbiamo dovuto applicare delle norme che aumentavano la sicurezza nella selezione dei donatori per il trapianto. L’effetto è che le donazioni sono diminuite di circa il 25%, ma non si sono azzerate, mentre sono state sospese tutte le attività degli ospedali che erano rimandabili, e il trapianto di cornea, nella maggior parte dei casi, non è un’urgenza. Questo ci ha creato un problema perché ricevevamo delle donazioni che non potevamo distribuire. È stato quindi necessario creare dei percorsi “Covid-free” per permettere ai pazienti che si sottoponevano a trapianto di essere al sicuro dalla possibilità di un contagio in ospedale. Importante per noi è stata la direttiva della Regione Veneto che dal 21 aprile ha ridato il via ai trapianti anche non urgenti. E l’effetto è stato straordinario perché la nostra media era di circa 100 trapianti alla settimana con i nostri tessuti, eravamo scesi a circa 5 trapianti a settimana e con la direttiva del Veneto i trapianti sono ripartiti. Quindi abbiamo preservato il valore della donazione anche durante l’emergenza, ma siamo stati anche utili dal punto di vista epidemiologico perché abbiamo effettuato test a tampone a tutti i donatori e circa uno su duecento è risultato positivo. La scoperta di questi positivi ha permesso di risalire ai loro contatti per spegnere eventuali focolai. Inoltre, insieme all’università di Padova, abbiamo studiato i tessuti donati da donatori positivi. E questo ci ha permesso di scoprire che il virus può nascondersi anche nei tessuti oculari, ma le tracce di virus che abbiamo trovato in questi tessuti non avevano capacità infettanti”.

 

 

Silvia Moscati

I Musei Civici di Treviso, già preziosi centri conventuali e di meditazione e ora prestigiose sedi di Cultura e Bellezza, quest’estate diventano i luoghi ideali in cui rigenerarsi attraverso dialoghi e interazioni inedite con l’arte.

A partire da luglio, il Museo Luigi Bailo e il Museo Santa Caterina diventano, infatti, protagonisti della rassegna Riscoprirsi nella Bellezza, un percorso in cui, attraverso il metodo della medicina narrativa della Columbia University, per la prima volta messa in pratica in Italia in un polo museale, i partecipanti saranno coinvolti in un modo completamente nuovo.

 

E non solo: sarà possibile praticare “Yoga al Museo” nel meraviglioso chiostro grande di Santa Caterina e fare meditazione in compagnia, circondati dalle opere d’arte, alla scoperta del bello fuori e dentro di noi, per aspirare ad una nuova forma di felicità.

 

 

Due rassegne gratuite, su prenotazione, ideate per unire cultura, bellezza e ricerca interiore, ponendo sempre più gli spazi museali al centro della crescita personale e sociale dei cittadini.

 

Le attività della rassegna “Riscoprirsi nella Bellezza” focalizzeranno l’attenzione sull’esperienza che facciamo del bello, a partire dalle opere espostepermettendoci di avvicinarci agli altri ed aprendoci ad un nuovo senso di benessere e senso di appartenenza. Le attività si svolgeranno al Museo Luigi Bailo e al Museo di Santa Caterina.  I cinque incontriaperti a tutti, favoriranno un processo creativo per uno spazio di sosta e generativo di nuove “ri-scoperte di Sé”, finalizzato a trovare modalità anche per un vivere bene riconoscendo nella Bellezza, un aspetto etico, oltre che estetico. Diceva infatti Umbarto Galimberti che “Ciò che è bello lascia attorno a sé qualcosa che ha a che fare con il Bene, con il giusto e quindi ci richiama ai concetti di ’Etica e Responsabilità“. Gli incontri saranno curati da Sabina Ferro, laureata in Filosofia Teoretica, Arte e Comunicazione con indirizzo in Scienze del Pensiero, perfezionatasi in Medicina Narrativa. Collabora per alcune docenze con il Centro Regionale Oncologico di Aviano (Pordenone) e, grazie a questa collaborazione, segue i laboratori di Medicina Narrativa istituiti online dalla Colombia University dal mese di maggio 2020.  Gli incontri, gratuiti, si terranno mercoledi 8,15, 22 ,29 luglio e 5 agosto, dalle 20.30 alle 22 al Museo Luigi Bailo e il Museo Santa Caterina.

 

“Yoga al Museo”

Pensata anche per i principianti e rivolta a tutti, questa iniziativa sarà curata da Romina Zuccarello, insegnante di Astanga yoga con diploma di laurea ISEF all’università di Urbino che, grazie alla conoscenza con Valentina Silvestri, ha approfondito lo yoga e la sua filosofia, intraprendendo il suo primo viaggio in India.  Ha proseguito poi gli studi dell’Astanga con Susanna Finocchi, che gli ha trasmesso ancora più passione, allargando il campo di conoscenza al sanscrito e chanti mantra. Insegna Yoga e Pilates a Treviso, in diverse scuole yoga e centri fitness.

 

Le sessioni di yoga, gratuite, si terranno mercoledì 22 e 29 luglio e mercoledì 5, 12, 19, 26 agosto, dalle 8.45 alle 9.45, nel chiostro grande del Museo di Santa Caterina. 

Partner dell’iniziativa è il centro di yoga e personal trainer Bonsai Gym, nato nel 2007 da un’idea di Alberto Canzian, personal trainer diplomato ISEF, in centro storico a Treviso per soddisfare l’esigenza di chi vive e lavoro all’interno delle mura trevigiane.

 

 

Info utili 

CALENDARIO ATTIVITÁ

Le adesioni verranno accettate fino alla copertura massima prevista dalle due iniziative, con l’obbligo di indossare la mascherina in ottemperanza alle prescrizioni Anti Covid-19.

 

RISCOPRIRSI NELLA BELLEZZA  a cura di Sabina Ferro

Cinque incontri al museo, aperti a tutti, ispirati alla Medicina Narrativa, disciplina sviluppata alla Columbia University, per curarsi con l’Arte attraverso un percorso finalizzato alla ri-scoperta del Sé e a trovare nuove modalità per vivere bene riconoscendo nella Bellezza, un aspetto etico, oltre che estetico.

 

Museo Luigi Bailo, Borgo Cavour 22, e Museo Santa Caterina, P.tta Botter 1

Accesso gratuito con prenotazione obbligatoria qui

Numero massimo di partecipanti: 15 per incontro

DATE (dalle ore 20.30 alle ore 22.00)

• Mercoledì 8 LUGLIO
“La bellezza di un volto raccoglie…”
Museo Luigi Bailo

• Mercoledì 15 LUGLIO
“Il dettaglio per la bellezza di un nuovo sguardo”

Museo Luigi Bailo

• Mercoledì 22 LUGLIO
“Paesaggi: tracce di bellezza in impronte di paesaggi”

Museo Santa Caterina

• Mercoledì 29 LUGLIO
“Stanza per stanza: riscoprire Bellezza in ciò che ci è proprio”

Museo Luigi Bailo

• Mercoledì 5  AGOSTO
“Fisse per muoverci nella loro bellezza”

Museo Luigi Bailo

 

YOGA AL MUSEO a cura di Romina Zuccarello per Bonsai Gym

Sei sessioni di Yoga, rivolte a tutti, ospitate nel meraviglioso chiostro grande di Santa Caterina, in cui un’insegnante professionista ci introdurrà alla meditazione di gruppo, immersi nelle opere d’arte, alla scoperta del bello fuori e dentro di noi, per aspirare ad una nuova forma di felicità.

 

Chiostro Museo Santa Caterina, P.tta Botter 1

Accesso gratuito con prenotazione obbligatoria qui

Numero massimo di partecipanti: 20 per incontro

DATE (dalle 8.45 alle 9.45 del mattino)

Mercoledì 22  LUGLIO
Mercoledì 29 LUGLIO
Mercoledì 5 AGOSTO
Mercoledì 12 AGOSTO
Mercoledì 19 AGOSTO
Mercoledì 26 AGOSTO

Chiostro Museo Santa Caterina, P.tta Botter 1

A tutti i partecipanti sarà fornito un modulo di autocertificazione d’idoneità fisica.

Si richiede l’uso del proprio tappetino personale e di abbigliamento comodo. La lezione si terrà a piedi scalzi.

Partner dell’iniziativa è il centro di yoga e personal trainer Bonsai Gym, nato nel 2007 in centro storico a Treviso da un’idea di Alberto Canzian, personal trainer diplomato ISEF, per soddisfare le esigenze di fitness e benessere.

 

Per maggiori info: [email protected]

L’organizzazione conferma l’ormai consolidato evento ma cambia location per garantire con più facilità il rispetto delle normative anti-covid: ecco Restival Park

 

 

Restival cambia pelle ma non lo spirito. Il festival della Restera di Casale sul Sile, appuntamento aperto a tutti giunto ormai alla sua quinta edizione, cambia data e location ma solo per questa edizione: dalle rive del fiume Sile al Parco delle Vecchie Pioppe a Casale sul Sile. Ecco allora il “Restival Park” Un evento immerso nel verde in un parco di 22.000 Mq. che garantirà la necessaria sicurezza del pubblico e di tutte le persone che a Restival ci lavorano. Grande spazio come sempre alla musica e agli spettacoli di cabaret, danza, e acrobati sul palco della quinta edizione. Artisti italiani animeranno la rassegna di eventi da mercoledì 26 a domenica 30 agosto. Una manifestazione che si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del territorio e che avrà ingresso completamente gratuito.

 

Restival ai tempi del CoronaVirus, cioè mettere in pratica tutte le linee guida in tema di eventi e spettacoli. La nuova sfida degli organizzatori è questa: organizzare la prossima edizione in programma dal 26 al 30 agosto in totale sicurezza. Una nuova location: il parco delle Vecchie Pioppe, raggiungibile a piedi dal centro cittadino ed esteso per oltre 22.000 Mq. La formula dell’evento che sarà messa in pratica in questa edizione prevede una “Arena Spettacoli” con posti a sedere per tutti gli eventi e un Maxi Schermo per poter godere anche da lontano tutti gli spettacoli. Un’area dedicata alle “Piazze del Gusto” con proposte gastronomiche locali e poi l’immancabile “Via Mercato e Mestieri” con 40 stand espositivi di artigianato locale ricco di specialità e curiosità. A dividere queste ampie aree, un grande Parco per garantire ampi spazi di movimento in totale sicurezza. Il festival in ogni caso sarà limitato da una capienza prefissata come da normativa vigente.

 

Il programma non è ancora definito ma vedrà cinque serate di musica, cabaret, danza e performance. Sarà anche l’occasione per invitare le famiglie a trascorrere un pomeriggio al parco immersi nel verde, a due passi da casa. L’ingresso a Restival Park sarà gratuito per tutte le date previste.

 

“Restival Park riveste un segnale di grande importanza. È un simbolo di ritorno a una certa normalità ma lo dobbiamo fare tutti insieme e in totale sicurezza – spiegano gli organizzatori – Noi siamo sicuri che lo si possa fare e lo si deve fare bene perché abbiamo imparato che con il Coronavirus non si scherza affatto. Non vediamo l’ora di rivedere il nostro pubblico ma lo faremo rispettando le tre misure di sicurezza che ormai abbiamo ben impresso in testa: mascherine; distanziamento interpersonale e igienizzazione delle mani”.

 

Restival aprirà al pubblico alle 18.00 e gli spettacoli inizieranno sempre alle 20.00. Per seguire tutto il programma: basta consultare il sito ufficiale o la pagina Facebook.

 

Il festival gode del patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Casale sul Sile.

Tutto è pronto per la terza edizione del Premio Locanda Da Gerry, il riconoscimento promosso dallo chef di Monfumo Gerry Menegon, dedicato al talento under 35, che quest’anno ha voluto riconoscere l’impegno e la dedizione del personale sanitario premiando 3 giovani professionisti tra medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno operato in prima linea nell’emergenza Covid negli ospedali delle province di Treviso, Vicenza e Belluno.

 

Onore quindi al merito di Francesca Andretta, 30 anni, medico specializzando in Malattie Infettive e Tropicali all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso (Usl 2 Marca Trevigiana). Originaria di Castelfranco Veneto (TV) vive e studia a Padova ed è al penultimo anno del percorso accademico specialistico. Nei mesi della pandemia ha seguito da vicino i pazienti Covid positivi ricoverati nell’area infettivologica dell’ospedale del capoluogo trevigiano. Esercita la professione con dedizione, abbinando capacità clinica, impegno e attitudine alla relazione con i pazienti.

 

«Mi ha spinta a diventare medico la curiosità verso il corpo umano, la passione per la scienza e il desiderio di poter essere concretamente utile al migliorare la salute delle persone» spiega la vincitrice «le malattie infettive sono un mondo molto complesso, fin dall’inizio dell’università mi ha affascinata l’idea di scoprire in che modo qualcosa di infinitamente piccolo e invisibile come un virus sia in grado di procurare danni al nostro organismo. E di conseguenza come la Medicina debba operare scegliendo le armi migliori per sanare questi danni».

 

Per Francesca l’esperienza nel reparto Covid di Treviso resterà impressa per sempre nella memoria e nel cuore.
«Seguire i pazienti affetti da Coronavirus in questi mesi è stata un’enorme sfida: dal punto di vista scientifico, per l’approccio a nuovi farmaci e l’utilizzo di terapie sperimentali, ma anche dal punto di vista emotivo, per la gestione della sofferenza in solitudine e dell’isolamento assoluto che hanno sperimentato i malati – sottolinea Francesca – Quest’esperienza mi ha formata moltissimo come medico e soprattutto sotto il profilo umano e mi ha fatto capire come il lavoro in team sia fondamentale per il buon funzionamento di un reparto: in Malattie Infettive a Treviso siamo diventati una famiglia!».

 

L’impegno di Francesca è stato rivolto anche all’ambulatorio trevigiano dedicato ai soggetti con sintomi lievi causati dal Covid, bisognosi di un monitoraggio costante per valutare l’evoluzione del quadro clinico e poter intervenire tempestivamente in caso di peggioramento, predisponendo il ricovero e le terapie di supporto necessarie ad arginare l’infezione.

 

«Voglio citare proprio l’esperienza di gestione dei pazienti paucisintomatici tramite l’ambulatorio dedicato in cui abbiamo seguito circa 130 soggetti in questi tre mesi con visite di controllo bisettimanali, esami del sangue, radiografie del torace… Un bell’impegno ma molto soddisfacente».

 

Sul podio insieme a Francesca, anche Maria Chiara Barletti, 26 anni, infermiera, ha operato nel reparto Sub intensivo di Pneumologia dell’ospedale San Martino di Belluno (Usl 1 Dolomiti), e Silvia Basso, 33 anni, operatore sociosanitario nel Covid center allestito all’ospedale di Santorso nel Vicentino (Usl 7 Pedemontana), il prossimo sabato riceveranno una preziosa opera realizzata dall’artista Giovanni Casellato, maestro del ferro con bottega a Maser, le cui creazioni sono apprezzate a livello internazionale, dalla Biennale di Venezia al Festival del Cinema di Marrakech, passando per Matera Capitale della cultura e il Principato di Monaco.

Il professor Maurizio Interdonato* spiega in breve alcuni passaggi del decreto liquidità, che insieme al D.L. Cura Italia e al D.L. Rilancio è uno dei provvedimenti dell’esecutivo per combattere l’emergenza Covid-19. Come e perché tante aziende non hanno potuto avere accesso al finanziamento garantito dallo Stato.

 

Professore aggregato di diritto tributario presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dottore commercialista e revisore legale. Iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale Civile e Penale di Venezia ma anche relatore da molti anni in convegni, master e seminari organizzati da università ed enti pubblici e privati.

 

L’argomento è particolare, vivo e scottante, va da sé che può trattarlo solamente un grande esperto. Se poi l’esperto insegna anche diritto tributario all’università, viene chiamato in tv per le conclamate competenze e ha il potere di incollare i telespettatori al video da come “mastica” la materia, vale la pena cercare di approfondire il tema.

 

La legge n. 40/2020 di conversione del D.L. liquidità recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese e non solo, è entrata in vigore il 7 giugno 2020. Nel complesso, spiccano gli aiuti a imprese, persone fisiche e professionisti che chiedono prestiti fino a 25mila euro (ora portati a 30mila, ma il discorso di fondo non cambia).

 

CAPITOLO UNO – LA BEFFA DELL’ISTRUTTORIA CHE SEMBRAVA ININFLUENTE E NON LO È

Partiamo da un dato di fatto. 20 maggio 2020, Casteddu online, quotidiano di Cagliari, racconta come una giovane imprenditrice, con un fatturato di 90mila euro, non sia riuscita ad accedere al prestito dei 25mila euro. La banca ha risposto che non ci sono i presupposti, lei sostiene che il presupposto mancante sia proprio la garanzia dello Stato. Ovvero che nemmeno le banche si fidano.

“Tra i tanti decreti che sono stati emanati, ci sono delle norme che attengono al finanziamento alle imprese, per cui scatterebbe la garanzia dello Stato o chi per esso, senza la necessità che vengano esperite delle particolari istruttorie. In altre parole, lo Stato dice ‘io garantisco quel finanziamento, a te banca che lo eroghi all’azienda, anche se tu hai totalmente omesso l’istruttoria che si fa normalmente per dare un fido a un’impresa‘. Sappiamo tutti che la banca non sempre eroga un finanziamento, lo dà se ci sono determinate condizioni, grazie alle quali l’impresa è in grado di restituire il prestito”.

“Nel momento in cui lo Stato dice ‘io lo garantisco a prescindere dal fatto che tu faccia o meno l’istruttoria‘, innanzitutto non è come se fosse scritto che la banca è obbligata a erogare il finanziamento all’impresa senza fare alcuna istruttoria. È scritto solo ‘ti garantisco anche se non l’hai fatta’. Ovviamente, le banche non hanno omesso di fare l’istruttoria, la stanno sistematicamente facendo, anche se in realtà, guardando ictu oculi (a colpo d’occhio) il bilancio dell’azienda, potrebbero decidere di erogare il finanziamento grazie a un’istruttoria light”.

I fatti, invece, dicono ben altro.

“Innanzitutto, tutte le piccole imprese italiane pensavano di poter andare in banca, chiedere 25mila euro, e tutti fossero pronti a darglieli. Questo non è vero. L’hanno fatto credere però. Le banche hanno sempre fatto l’istruttoria. E questo è il primo punto. Perché? Perché la norma non esclude che la banca lo faccia, dice solo ‘ti garantisco anche se non la fai’. In più, sono emersi fatti non piacevoli: una banca eroga un prestito in base alla tua capacità restitutoria. Immaginiamo che tu sia al limite di quella capacità. Faccio un esempio. Se tu produci un fatturato di 100 ogni anno, ma sei già indebitato, con quei 100 dovrai pagare i costi dell’azienda, pagare il personale, ma anche restituire capitale e interessi alla banca. Va da sé che, con quei 100, sei già “tirato” e riesci a fare a malapena quello che ho appena descritto; come potrai contrarre un altro prestito? Questo è il punto di partenza. Molte volte, negli accordi internazionali come quelli di Basilea, sono posti proprio dei limiti alle banche affinché non eroghino finanziamenti alle imprese che non siano in grado di restituire”.

Quindi cos’è successo?

“In questa situazione Covid, le imprese sono andate in banca, pensando di poter ricevere il finanziamento senza istruttoria. Perché, da come era stata presentata, sembrava fosse una cosa semplicissima, senza istruttoria e molto veloce. Va specificato che l’istruttoria di una banca può durare anche un mese”.

PRESTITO A DECURTAZIONE DI ALTRI DEBITI

Stiamo praticamente dicendo che l’imprenditore “ingenuo” va nella sua banca, convinto che l’essere conosciuto come persona seria, magari in difficoltà momentanea ma seria, sia un punto a proprio favore, e invece no. Ma c’è il danno oltre la beffa, è corretto, professore?

Immaginiamo che, da un’istruttoria veloce, si sia evidenziato che eri al limite con la tua capacità di indebitamento perché avevi già delle sofferenze, magari verso la stessa banca cui ti sei rivolto. E immaginiamo che la tua capacità di indebitamento massima sia proprio vicina all’importo del finanziamento che hai già ottenuto prima del Covid, immaginiamo 20mila euro. Cos’hanno fatto alcune banche? Hanno detto ‘ti do i 25mila euro del nuovo finanziamento, ma tu rientri dei 20’. Questo ha fatto sì che la banca, da un lato, rispettasse i principi del decreto che richiedono un aumento dell’indebitamento (5 mila euro) e, dall’altro, rientrasse del debito vecchio. Così facendo, su tutti i 25mila euro, e non solo sui 5 mila euro in più, si è presa la garanzia dello Stato. È questo il punto. Tant’è che qualcuno ha detto che questo decreto è più salva banche che salva imprese”.

In estrema sintesi?

“Intanto è falso affermare che non dev’essere fatta l’istruttoria. È a discrezione della banca e non è vietata in alcun modo dalla norma. Inoltre, alcune banche hanno usato i finanziamenti di 25mila euro per chiudere vecchie posizioni non garantite dei richiedenti, aprendone magari altrettante di poco superiori, ma garantite dallo Stato. In questo modo il cliente potrebbe avere scarsa liquidità aggiuntiva, perché il finanziamento va a coprire debiti pregressi, ma, qualora l’imprenditore fallisca, lo Stato rimborserà la banca per l’intero finanziamento e anche per la parte che prima non era garantita”.

Ma così le aziende si trovano comunque in difficoltà, con una liquidità molto spesso ridicola, visto che hanno chiuso per tre mesi. E l’aiuto alle piccole imprese dov’è?

“Nel caso ipotizzato non c’è. Ma va evidenziato un altro punto fondamentale: i tassi d’interesse. In alcuni Paesi stranieri, il prestito è stato concesso allo 0.5. In Italia, per i prestiti fino a 25mila euro è previsto un tasso di interesse che oscilla tra 1.2 e 1.4 per cento. Se lo scopo è dare liquidità alle aziende in un momento dove l’impresa cessa di avere i propri flussi ordinari di entrata di cassa, che derivano dai ricavi della propria azienda, evidentemente la mancanza di liquidità è un nodo importante. La prima manovra che è stata fatta in Germania e in altri Paesi europei, proprio per questo, è stata dare un contributo a fondo perduto. In Italia, no, si è introdotto un contributo a fondo perduto solo in seconda battuta”.

“Prima di tutto, bisogna pensare prima alla circostanza che il blocco di tre mesi, per certe imprese – dalle piccole alle medie – significa totale mancanza di entrate a fronte di uscite non tutte bloccate. In quasi tutti i Land tedeschi sono arrivati 14mila euro subito, a fondo perduto. L’indebitamento serve fino a un certo punto e i contributi a fondo perduto sono arrivati in Italia tardi”.

E per quanto riguarda le persone, il reddito di cittadinanza, l’integrazione che ad alcuni spetta e ad altri no, solo per citare i casi più eclatanti?

“Ci vuole il rispetto del principio di uguaglianza anche quando si fanno interventi di sostegno del reddito e delle persone, non è che a chi conviene si dà un sostegno e a chi non conviene, magari per interessi elettorali, non lo si dà. Ci vuole uguaglianza anche nell’aiutare. E andiamo ai contributi a fondo perduto. Il provvedimento è costellato di errori, anche logici. Per le imprese sopra i 5 milioni di fatturato il contributo è dato solo in caso di perdita 2020 che superi il 10% del patrimonio netto e solo nei limiti del 30% di quanto versato dall’imprenditore in proprio. In primo luogo, quanti saranno gli imprenditori che potranno ricapitalizzare nel 2020 la propria impresa? Pochi, ovviamente, e, quelli che lo faranno, riceveranno tanti più contributi quanto più avranno tenuto basso il proprio patrimonio netto (capitale e riserve) negli anni precedenti (ad esempio prelevando i dividendi e facendo poco autofinanziamento). Si premiano, quindi, le cicale e non le formiche. Anche qui, l’intervento doveva essere quantomeno più egualitario. Per le imprese sotto i 5 milioni, poi, si danno i contributi in ragione della perdita del fatturato 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, ma si mettono a confronto periodi così brevi, che risultano poco significativi (mese su mese o bimestre su bimestre), non tenendo conto che l’effetto Covid si vedrà anche alla distanza. Prendiamo il settore alimentare. Adesso è andato bene perché la gente ha fatto incetta di alimenti, magari più avanti potrebbe non essere più così, perché le persone avranno sempre meno liquidità anche per fare la spesa. Tra cinque mesi potrebbe esserci il crollo. Se sei uno Stato, queste cose devi conoscerle, devi sapere come funzionano le diverse imprese. Invece si è risolta la questione con l’accetta, e ciò non porterà a niente di buono”.

 

*Attualmente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia è titolare dell’insegnamento di: Diritto Tributario Avanzato A – Fiscalità dell’Impresa (L-Z), Diritto Tributario Avanzato B – Fiscalità Internazionale e delle Operazioni Straordinarie (L-Z) e La Tassazione del Lavoro in Prospettiva Comparata e Transnazionale. È docente presso il Master executive di I livello in Commercio, fiscalità ed arbitrato internazionale -IBATAX – di Ca’ Foscari Challenge School. 

 

Ieri sera ha preso il via il cinema all’aperto e “bike-in” al parco di Catene. L’assessore Venturini: “Inauguriamo un’estate veneziana ricca di eventi e iniziative”

 

Dieci giorni di film da guardare seduti sulla propria bicicletta o su uno dei 200 posti disponibili in un’arena di 600 metri quadrati, in piena sicurezza. È stato inaugurato ieri sera il cinema all’aperto e “bike-in” al parco Catene di Marghera, una manifestazione inserita nel palinsesto di “Le Città in festa” organizzata dall’associazione Catene 2000.

 

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale alla serata inaugurale era presente l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini: “Questa iniziativa inaugura un’estate veneziana che sarà sicuramente ricca di eventi – ha dichiarato. – A giorni il Comune presenterà il programma delle prossime settimane, con il cinema all’aperto che costituirà una delle colonne portanti. Ringrazio l’associazione Catene 2000 che, in collaborazione con l’Amministrazione, ha reso possibili queste dieci serate. I volontari di Catene 2000 si confermano pionieri di questa estate grazie a un allestimento molto bello, da godere in totale sicurezza. È la dimostrazione che una collaborazione positiva tra associazioni del territorio e Comune dà sempre buoni frutti, come quello di oggi”.

 

Alla serata era presente anche la consigliera comunale Maika Canton: “I ragazzi di Catene 2000 sono stati molto bravi e coraggiosi – ha commentato – perché ripartire dopo l’emergenza Covid è segno di grande amore per il quartiere e per i cittadini. Il parco si presta particolarmente a questi eventi”.

 

La manifestazione continuerà fino all’8 luglio proponendo ogni sera un film spaziando in generi diversi. Programma e dettagli sono disponibili sulla pagina Facebook dell’associazione Catene 2000.

Nella trentunesima giornata del campionato di Serie BKT, il Venezia è ospite del Livorno.

 

Gli arancioneroverdi, dopo l’importantissima vittoria di venerdì scorso al Penzo contro l’Ascoli, sono nuovamente a caccia di punti per allontanarsi dalla zona play-out. Il Livorno, ultimo in classifica, cerca il bis, dopo la bella vittoria fuori casa contro la Juve Stabia nel turno precedente.

 

Mister Dionisi schiera il 4-3-1-2: in difesa Modolo torna titolare dal primo minuto con Ceccaroni spostato a sinistra. Molinaro resta in panchina. A centro campo, Lollo parte titolare al posto di Vacca. In avanti, con Aramu fuori per infortunio, il tandem Longo-Zigoni con alle spalle Capello.

 

In campo, la sfida comincia a ritmi blandi, le due squadre si studiano a centro campo.
Al 17’ la prima occasione per il Livorno, l’ex Marsura lancia Braken che con un sinistro da posizione defilata impegna Lezzerini sul primo palo. Passa un minuto e gli Arancioneroverdi sbloccano la partita: lancio di Lollo, controllo perfetto di Longo che a tu per tu con Pellizzari non sbaglia. Passano solo quattro minuti ed al 22’ arriva la seconda rete per i Leoni: cross al centro di Maleh, incornata perfetta di Capello che trafigge nuovamente la porta di Pellizzari.

 

I veneti hanno il pieno controllo della partita e dopo due minuti si avvicinano al terzo goal: errore di Seck, traversone di Lakicevic, appoggio di Maleh per Zigoni che davanti a Pellizzari butta fuori.

 

Gli Amaranto si fanno pericolosi al 37’: traversone di Marras, Del Prato prova di testa ma da ottima posizione non inquadra la porta. Il Venezia ci prova ancora al 41’ con un ottimo Maleh che fa partire un missile di sinistro dai 25 metri ma Pellizzari respinge con i pugni.
Il primo tempo termina con un predominio assoluto degli arancioneroverdi.

 

All’inizio della ripresa sono i padroni di casa a dettare il gioco costringendo i Leoni ad arroccarsi in difesa. Al 55’ gli amaranto si fanno pericolosi con una girata in mezzo all’area di rigore di Ferrari, un potente rasoterra che Lezzerini riesce a neutralizzare.

 

Comincia la girandola delle sostituzioni, entrambe le squadra durante il secondo tempo sfruttano i cinque cambi a disposizione. La partita si riequilibra e nonostante qualche tentativo da entrambe le parti il risultato si consolida al 90’+5 con il triplice fischio dell’arbitro Ros.
Mister Dionisi al termine del match ha così commentato: “Sono molto contento del risultato, devo fare un plauso ai ragazzi perché oggi non era una partita semplice. Tre risultati positivi di fila non eravamo riusciti ancora a farli quindi l’obiettivo è di continuare su questa strada per cercare di muovere ulteriormente la nostra classifica. Sappiamo però che la prossima gara non sarà affatto semplice, giocheremo contro una squadra fuori categoria, con individualità forti e sappiamo quanta fatica al Penzo, ma ci faremo trovare pronti. Marco Modolo è il nostro capitano, in questo periodo si è allenato meno ma comunque ha sempre giocato e oggi ha ripreso il suo posto. Sono contento della prestazione sia di Zigoni sia di Lakicevic, oggi si sono meritati di giocare dal primo minuto non avevo nessun dubbio su come avrebbero risposto, inoltre con queste partite molto ravvicinate dobbiamo considerare tutta la rosa visto che ci sono più giocatori per ruolo. Oggi infatti è intervenuta un po’ di stanchezza non solo fisica ma anche mentale e i cambi possono aiutare a mantenere la mente fresca: chi è entrato oggi ha giocato in maniera positiva. Non avevo chiesto ai ragazzi di partire subito forte, ma giochiamo comunque sempre per vincere, cercando di mettere in difficoltà gli avversari”.

 

I Leoni sbancano il Picchi conquistando la seconda vittoria consecutiva dopo il successo sull’Ascoli, staccandosi a +5 dalla zona play-out e posizionandosi a -5 dai play-off.

 

Per il Livorno arriva un’altra brutta sconfitta che lascia ormai poche speranze di salvezza da una retrocessione che sembra inevitabile.

Questa mattina, durante la conferenza stampa e il consueto aggiornamento sui dati dell’epidemia di Covid-19 nel Veneto, il Presidente Zaia ha parlato del nuovo focolaio di 10 persone dovuto a una badante positiva al Covid-19: «Ho fatto partire una lettera a tutti i Dipartimenti e faremo gratuitamente un tampone a tutte le badanti che tornano, per difendere anziani e lavoratori». Si tratterà di un test obbligatorio tramite la Sanità Veneta, ha spiegato il Governatore.

 

Recentemente una badante è stata trovata positiva dopo essere rientrata dalla Moldavia con un pullman. Da lei è poi scaturito il focolaio, con 10 positivi nel padovano. Risultano infatti positiva la signora assistita dalla badante, sua figlia, una coppia di moldavi, una signora che viaggiava sullo stesso pullman e una famiglia moldava collegata a questi ultimi casi.

 

Attualmente in Veneto ci sono 22 focolai. Guardando il trend settimanale a partire dal 25 maggio contiamo 135 focolai, scesi poi a 75, 56, 35 e ora a 22. Quindi non è vero che sono aumentati i focolai. Attualmente, dei 22, 13 sono in famiglie e 9 in strutture per anziani. I due focolai che preoccupano maggiormente sono quello di Feltre e quello definito delle badanti perché sviluppatosi tra otto badanti che hanno viaggiato assieme in un pullman dalla Romania all’Italia”, ha dichiarato Zaia nel corso del consueto punto stampa.

“In Veneto si curano le persone a prescindere da ogni documento, credo religioso, orientamento sessuale, colore della pelle e posizione lavorativa”, ha poi aggiunto rispondendo al giornalista che sottolineava il fatto che molte non siano in regola.

 

Silvia Moscati

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