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L’Assessorato alla Coesione sociale informa le famiglie residenti nel Comune di Venezia che l’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha disposto il differimento di alcuni termini correlati alla gestione dei bonus sociali nazionali (Gas, Energia e Idrico), alla luce delle misure straordinarie adottate a livello nazionale per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19.

 

In particolare, per il periodo che va dall’1 marzo al 30 aprile, alla luce delle misure restrittive disposte dal Governo per il contenimento della pandemia, a coloro che dovessero rinnovare la domanda di bonus oltre la scadenza originaria prevista dalla regolazione, ma comunque entro i 60 giorni successivi al termine del suddetto periodo di sospensione, sarà garantita la continuità dei bonus medesimi, con validità retroattiva a partire dalla data di scadenza originaria e per un periodo di 12 mesi.

 

Pertanto tutti i cittadini beneficiari di bonus in scadenza al 30 aprile 2020 (che avrebbero dovuto chiedere il rinnovo entro il 31 marzo) o al 31 maggio (che avrebbero dovuto chiedere il rinnovo entro il 30 aprile), potranno richiedere il rinnovo entro il 30 giugno per vedere garantito l’ulteriore periodo di 12 mesi in continuità con il precedente. Tutto ciò, naturalmente, fatti salvi eventuali ulteriori provvedimenti di prolungamento delle restrizioni conseguenti all’emergenza Covid-19.

 

Si ricorda che per presentare nuove domande di agevolazione o di rinnovo per i bonus Gas, Energia e Idrico ci si deve rivolgere esclusivamente ai Caf del territorio di residenza.

Anche nel Comune di Casier, oggi a mezzogiorno, bandiera a mezz’asta e minuto di silenzio. Il sindaco Renzo Carraretto davanti al Municipio, in segno di lutto e di solidarietà, ha accolto la proposta del presidente dell’Anci Antonio Decaro, per “ricordare le vittime del Coronavirus, per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari, per abbracciarci idealmente tutti, per essere di sostegno l’uno all’altro, come sappiamo fare noi sindaci”.

Una nostra affezionata lettrice di Mogliano ci manda la seguente lettera che ci sembra esprimere bene le difficoltà e le incertezze nelle quali un po’ tutti ci dibattiamo

 

Gentile redazione, volevo segnalare quanto mi è successo. Stamattina, avevo bisogno di comprare delle crocchette per il cane e decido di andare da Pistollato, con l’occasione penso, compro anche dell’antimuffa. L’agraria però è circa a 400 metri da casa mia quindi per non incorrere in sanzioni, chiamo l’azienda e chiedo se sono aperti regolarmente, mi viene risposto di sì, che loro possono vendere tutto, ma noi possiamo invece acquistare solo beni di prima necessità dunque mi informa che se nel mio caso mi controllano e mi trovano con l’antimuffa, possono multarmi.

 

Nel dubbio se andare o meno decido di informarmi meglio e quindi chiamo i vigili di Mogliano. La persona che mi risponde dice di non capire la mia domanda e che se mi sposto nello stesso Comune e se il negozio è aperto io posso acquistarvi ciò che voglio. Io esitante insisto e lei con fermezza mi ripete che posso acquistare tutto ciò che loro vendono e si ostina a voler sapere il nome del negozio.

 

Il mio dubbio e la paura di una sanzione non mi danno tregua allora, prima di decidere il da farsi, chiamo i carabinieri del Paese. Il carabiniere con cui parlo invece mi dice che tassativamente non si può uscire se non per comprovata necessità ovvero, fare la spesa, farmacia, medico e stop. Io ribadisco che devo comprare le crocchette per il cane.

 

Lui mi chiede se sono un’allevatrice, o un canile, io rispondo di no, che sono un privato anche se ho più cani. Mi viene risposto che se mi fermano sono sanzionabile poiché le crocchette non sono un bene primario. Io sono scoppiata a ridere ed ho chiesto, mi scusi ma sfamare il mio cane non è una necessità? Lui mi risponde che in questo periodo dovremmo dare ai cani ciò che mangiamo noi, anche se lui stesso non la ritiene una cosa giusta. Aggiunge anche che nel momento in cui mi fermano per un controllo e mi chiedono lo scontrino, devono comparire su di esso solo prodotti con iva al di sotto del 10% poiché quelli sono i beni di prima necessità. Mortificata lo saluto.

 

Dentro di me inizio ad imprecare, non è possibile che un cittadino chiamando le istituzioni non abbia delle risposte. Il decreto non è opinabile e laddove ho dei limiti dettati dalla mia ignoranza e vi chiamo, esigo delle risposte concrete e corrette. Cerco in internet, e vedo che su ViralVeneto c’è scritto che è autorizzata la compravendita di piante, penso, Pistollato vende anche sementi, potrò andarci tranquillamente.

 

Sulla pagina Facebook di Zaia c’è un numero telefonico, chiamo e dico che vorrei info in merito agli spostamenti consentiti all’interno dello stesso Comune; Mi danno il numero del prefetto di Treviso invitandomi a chiamare loro, arrivederci e grazie.
Chiamo il prefetto e mi rispondono che non sono tenuti a dare certe info poiché la normativa in vigore in Veneto cioè quella alla quale devo fare riferimento è regionale e non Statale quindi, mi rimandano a Zaia. Alterata richiamo la segreteria del Presidente del Veneto – Vorrei info per gli spostamenti consentiti all’interno del Comune – e mi rispondono nuovamente di chiamare il prefetto a quel punto ho perso le staffe.

 

Com’è possibile che nessuno voglia dare info a noi poveri cittadini che poi però siamo quelli che vengono sanzionati ed aggiungo, siccome la la normativa è regionale, se chiamo voi, non potete non darmi le informazioni di cui necessito. Lui mi risponde che Zaia ha regolamentato solo gli spostamenti entro 200 metri per singoli e cani e le chiusure domenicali, per il resto si fa’ fede al dpcm. A quel punto rispondo: Quindi per avere info devo chiamare Roma e segnalare che qui in Veneto nessuno sa’ dare le informazioni necessarie?

 

Mi viene dato a quel punto il numero della direzione generale della protezione civile e mi viene detto, Sig.ra se nemmeno loro le sanno rispondere, ci ricontatti perché la situazione è penosa. Sottolineo che penosa è dir poco.
Chiamo la protezione civile e mi rispondono che posso comprare le crocchette e che visto che il negozio è aperto, secondo loro posso comperare ciò che voglio però che è sempre a discrezione di chi mi ferma. Ho fatto un respiro profondo e sono andata a comprare ciò che mi serviva promettendomi a quel punto che se mi avessero fermato e sanzionato io mi sarei rifiutata di pagare qualsiasi multa.

 

Tutto ciò è ripugnante, un cittadino che vuole rispettare le regole non può non trovare dalle autorità risposte veritiere e/o sensate. Fate girare questo post per piacere, nell’interesse di tutti noi, è bene che si sappia come funzionano o non funzionano le cose.

 

(Aggiungo una nota favorevole alla segreteria generale di Zaia che si è anche presa la briga di richiamarmi vedendo il numero, grazie.)

Desinenza finale e rima baciata ma c’è dell’altro. La genesi napoletana, filantropica e culturale ci porta dritto dritto a solidarietà e altruismo. Da oggi si può, si, ci piace immaginare uno spazio del carrello per chi non può neanche condurlo e ha tanto bisogno, c’è tanto da fare ma questo è il classico piccolo gesto immediato, facile e veloce, sicuro.

 

Nonostante tutto possiamo essere in prima linea al fianco di un fratello che non può avere quello che forse fino a ieri si dava per scontato ma ora emerge, prepotentemente.

 

Sul crinale bontà e volontà di essere con chiunque sia meno fortunato. Pensiamoci.

 

Zero Biscuit di Mauro Lama

 

 

C’è chi fa il controllo qualità in remoto, chi lavora virtualmente in posta, chi chiacchiera con i “colleghi” della multinazionale in chat, utilizzando ovviamente un linguaggio criptato, non sia mai che capiti qualche hacker dello spionaggio industriale. C’è anche chi fa saltare le video lezioni scolastiche, chi aiuta a stampare autocertificazioni e chi se ne frega e se la dorme beato, alla faccia dell’affollamento casalingo per la quarantena.

 

Pasticcio, stagista di Nicoletta, Generali SpA

Whisky di Giuseppina controlla che tutto sia in regola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono i nuovi assunti dello Smart Working, assistenti a tutti gli effetti, stagisti di prim’ordine, pagati a croccantini e snack.

Zenzero di Laura in attesa di un’e-mail

 

Ai tempi del Coronavirus chi vive in casa con un amico a quattro zampe difficilmente si sente solo. Pettegoli nel senso più divertente del termine, partecipativi della vita familiare con una curiosità senza limiti, per molte persone, ora come ora, rappresentano l’ormeggio nel porto sicuro, dove le tempeste dell’anima e la paura arrivano comunque, ma sono mitigate da una zampata, una testata leggera, una “canzone” fatta di fusa.

 

 

 

E c’è chi, passeggiando sui tasti, fa saltare la video conferenza e regala una pausa agli alunni di Maria Luigia

Che gli animali domestici offrano compagnia, affetto e protezione è un dato di fatto. Eterni bambini inconsapevolmente giocano parecchio sul nostro istinto materno e paterno, senza diventare impegnativi come un marmocchio in carne e ossa. Sono “figli pelosi”, compagni di gioco, partner di mille avventure, sempre in prima linea quando si affaccia una novità.

 

E la novità, adesso, si chiama quarantena.

 

Come passare da padroni assoluti di villette e appartamenti per parecchie ore, a coinquilini di esseri umani rumorosi? Bipedi che in preda al “non so cosa fare” diventano la peggior Tata Matilda di loro stessi, andando a pulire anche le fughe delle piastrelle con lo spazzolino da denti, o panificando e cucinando per i prossimi anni a venire.

Semplice, adeguandosi come solo un gatto, in questo caso, sa fare.

 

Tino controlla che tutti stiano a casa

Elivis, a casa col “papà”, accoglie Monica al ritorno da una giornata di lavoro fuori casa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo andati a curiosare nelle case di persone speciali che l’amore per i quattro zampe disabili ha fatto diventare come una grande famiglia. Il sostegno e la solidarietà restano gli stessi, anche se si sta tutti chiusi in casa, chi in ferie forzate, chi in cassa integrazione, chi in Smart Working. Tanto da fare una lotteria per aiutare una volontaria che cerca di nutrire e salvare i randagi anche in questa difficile situazione.

 

Perché chi ama gli animali, ama e aiuta anche i propri simili con un’incredibile sensibilità ed empatia. Spesso in silenzio, senza far rumore. Stiamo parlando della più grande colonia del mondo, cui non serve una bandiera o un trattato economico, sociale o sanitario.

Basta alzare una zampa. Anche e soprattutto ai tempi del Coronavirus.

Situazione contagi da coronavirus nel veneziano:

Positivi al tampone in provincia di Venezia 1023, più 37 da ieri.

I ricoverati nel veneziano sono 290 di cui 60 in terapia intensiva.

Nello specifico: 63 all’ospedale dell’Angelo Mestre, 17 al Ss Giovanni e Paolo Venezia, 11 all’ospedale di Mirano, 102 nell’ospedale di Dolo, 25 nell’ospedale  Villa Salus Mestre, 72 nell’ospedale di Jesolo.

 

Situazione dei contagi nella provincia di Treviso:

Nella provincia di Treviso i contagiati sono 1.511, più 52 da ieri. 54 i pazienti in terapia intensiva. 4.398 quelli in isolamento. Dimessi, perché guariti, ad oggi sono 213.

 

Fonte: Veneziatoday

Plafond di aiuto per stipendi e pagamenti. Interessati 2.800 soci del Mandamento Confartigianato di Treviso

 

È sempre più forte nel Paese la preoccupazione per il futuro a causa dell’emergenza Coronavirus. Oltre all’allarme sanitario, crescono i timori per le conseguenze economiche derivate dalle azioni di contenimento, effetti che rischiano di segnare profondamente tutto il territorio.

 

A risentirne maggiormente sono proprio le piccole imprese artigiane. CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, considerata la particolare criticità che si sta affrontando, ha previsto interventi per tutte le imprese ed attivato strumenti straordinari che ne garantiscano la liquidità, mettendo a disposizione dei 2.800 soci del Mandamento Confartigianato di Treviso un plafond esclusivo del valore di 10 milioni di euro.

 

“Conosciamo perfettamente le difficoltà che stanno vivendo i nostri associati in queste ultime settimane di emergenza da COVID-19 – fa sapere Ennio Piovesan, Presidente di Confartigianato Imprese Treviso – vorremmo che nessuno si sentisse solo, specie in un momento di grande instabilità come quello che stiamo attraversando. A tal proposito l’Associazione si sta adoperando per fornire agli artigiani e alle loro aziende servizi, informazioni e supporti necessari. Fra le soluzioni economiche urgenti che abbiamo messo in campo, ci sono anche condizioni di finanziamenti davvero vantaggiose, tramite CentroMarca Banca e il Consorzio Veneto Garanzie” – conclude Piovesan.

 

“Oggi è fondamentale affrontare con razionalità e serietà la situazione, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie e degli organi di governo. Il territorio, le nostre imprese e noi tutti stiamo combattendo una battaglia durissima contro questa emergenza senza precedenti – commenta il Direttore Generale di CentroMarca Banca, Claudio Alessandrini. – È doveroso, in primis da parte nostra, attraverso queste iniziative, sostenere l’economia reale che necessita di liquidità immediata, al fine di provvedere ai pagamenti dei costi fissi, delle scadenze mensili di stipendi, affitti e fatture. Anche questa volta, uniti, usciremo più forti” – conclude Claudio Alessandrini.

 

“La situazione è difficile – dichiara il Presidente di CentroMarca Banca, Tiziano Cenedese – e la preoccupazione del mondo delle imprese nei confronti dell’evoluzione di questo fenomeno, i cui tempi rimangono incerti, è sempre più acuita. Grazie a queste collaborazioni, con le Associazioni del territorio, si evince la nostra volontà di dare segnali concreti mettendo a disposizione strumenti per permettere alle aziende di affrontare questo momento di instabilità”.

 

“Le imprese si trovano in una grave tensione di liquidità – afferma il Presidente di Consorzio Veneto Garanzie Mario Citron – poiché, a fronte di un crollo verticale del fatturato, esse devono comunque sostenere costi fissi di importo rilevante. Con il rischio che realtà economiche finora solide e in bonis diventino ora insolventi a causa della situazione contingente. È per questo che abbiamo pensato ad un prodotto che assicuri alle aziende nuovi prestiti”.

In merito alla situazione dei contagi da Coronavirus all’interno della Casa di Riposo del Gris, la minoranza, i consiglieri Arena e Ceschin, ha attaccato il sindaco Bortolato, dichiarando: “Un sindaco non deve né allarmare, né nascondere. Deve raccontare la verità ai cittadini specialmente ai parenti degli ospiti preoccupati per la salute dei loro cari, questo non è avvenuto ed è gravissimo.”

 

Queste dichiarazioni sono conseguenti a un Post Facebook del sindaco nel quale dichiarava circa la situazione al Gris: “Sono costantemente in contatto con il Direttore Di Giorgi che mi comunica che, pur nella situazione di emergenza, la situazione è sotto controllo”.

 

Nella minoranza non tutti sono d’accordo con le critiche mosse al sindaco. Nello specifico, il consigliere Giacomo Nilandi ha criticato questo modo di procedere dei colleghi di minoranza.

 

La risposta del sindaco Davide Bortolato non si è fatta attendere. È stata fatta tramite un Post sulla sua pagina Facebook, che riportiamo di seguito:

Le dichiarazioni di Arena e Ceschin sono vergognose, mi aspetto che chiedano scusa a tutte le persone che hanno perso un padre una madre o un amico a causa del Coronavirus.

Ho personalmente scritto il comunicato stampa poi diffuso alle testate giornalistiche per informare i cittadini sulla situazione del Gris, solo successivamente ho registrato un video per aggiornare i moglianesi, mi chiedono di dire la verità e quindi cito testualmente le mie parole nel video, “sono costantemente in contatto con il Direttore Di Giorgi che mi comunica che pur nella situazione di emergenza, la situazione è sotto controllo”.

Nessuno ha omesso il fatto che ci siano stati casi o purtroppo decessi, ma accusarmi di non dire la verità ai cittadini è assurdo

Se vogliono fare qualcosa per la città si rendano disponibili come volontari per la spesa a domicilio, per la distribuzione delle mascherine o per aiutare i propri concittadini.

 

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici, in merito ai piani di controllo della fauna selvatica in Veneto

 

“Abbiamo inviato una lettera al Presidente Zaia e agli assessori competenti chiedendo la sospensione immediata dei piani di controllo della fauna selvatica – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici – perché sono azioni che, oltre a contrastare con i numerosi provvedimenti urgenti del Governo a tutela della salute pubblica, possono vanificare l’impegno e i sacrifici di tutti i cittadini, costretti in questi giorni all’isolamento tra le mura domestiche”.

 

In tutta la Regione Veneto, infatti, sono attualmente vigenti numerosi piani di controllo della fauna selvatica che prevedono la cattura e l’uccisione di una decina di specie diverse, con il coinvolgimento di moltissimi cacciatori e degli addetti al controllo quotidiano delle gabbie di cattura.

 

Si tratta di attività che, oltre a causare la morte di migliaia di animali, rappresentano un rischio per la diffusione del Coronavirus, poiché comportano lo spostamento delle persone su tutto il territorio, anche per mezzo di squadre di cacciatori composte da un numero illimitato di persone.

 

Trattandosi di attività che possono essere differibili a un altro momento e non sorrette da ragioni di urgenza, appaiono in evidente contrasto con le disposizioni impartite dal Governo, che consentono lo spostamento esclusivamente alle persone impegnate in attività urgenti.

 

Siamo convinti che, alla luce della tragica realtà che il Paese sta vivendo, l’Amministrazione regionale del Veneto non potrà che sospendere tutti i piani di controllo, nella consapevolezza che la tutela della salute dei cittadini è un impegno prioritario rispetto all’uccisione degli animali selvatici, la cui principale “responsabilità” è quella di entrare in competizione con i cacciatori.

 

La lettera è stata inviata anche ai Ministri della Salute e dell’Interno, chiedendo si attivino in caso di inerzia della Regione e in quanto è possibile che analoghi piani siano attivi in altre Regioni, con i rischi che ne conseguono per la salute pubblica. In questi giorni in cui le istituzioni hanno impartito ulteriori restrizioni alla mobilità, come il divieto di attività sportive all’aperto, è essenziale che il Governo intervenga su tutti i possibili vettori del contagio.

I volontari de La Via della Felicità desiderano far conoscere i precetti della guida al buon senso anche ai più piccoli

 

Rispetta e aiuta i tuoi genitori

A volte, dal punto di vista di un figlio, i genitori sono difficili da capire. Vi sono differenze tra generazioni. Ma, a dire il vero, questo non costituisce una barriera. Quando si è deboli si ha la tentazione di rifugiarsi in bugie e sotterfugi e sono questi a creare le barriere. I figli possono riconciliare le diverse vedute con i loro genitori. Prima che avvenga una lite si può per lo meno cercare di parlarne tranquillamente. Se il figlio è sincero ed onesto, l’appello non può che arrivare a segno. Spesso è possibile raggiungere un compromesso che entrambe le parti comprendano e su cui possano essere d’accordo. Non è sempre facile andare d’accordo con gli altri, ma si dovrebbe cercare di farlo. Non si può trascurare il fatto che, quasi sempre, i genitori agiscono in base ad un intenso desiderio di fare ciò che ritengano sia la cosa migliore per il figlio. I figli sono in debito verso i genitori per l’educazione che hanno ricevuto, se i genitori gliel’hanno data. Nonostante alcuni genitori siano così ardentemente indipendenti da non accettare alcuna ricompensa per aver fatto il loro dovere, rimane pur vero che, spesso, arriva il momento in cui tocca alla generazione più giovane prendersi cura dei propri genitori. Qualunque cosa accada, ci si deve ricordare che essi sono gli unici genitori che abbiamo e come tali devono essere rispettati ed aiutati, a prescindere da tutto. Fa parte della via della felicità essere in buoni rapporti con i propri genitori, o con coloro che ci hanno allevato.

 

Dà un buon esempio

Noi influenziamo molte persone. Questa influenza può essere buona o cattiva. Se vivi seguendo queste regole, darai un buon esempio. Le persone che ci vivono accanto, che l’ammettano o meno, non possono che esserne influenzate. Chiunque tenti di dissuaderti dal farlo, in realtà o vuole danneggiarti o ha secondi fini. Ma, in fondo in fondo, anch’egli ti rispetterà. A lungo andare le tue possibilità di sopravvivenza aumenteranno, poiché gli altri, così influenzati, costituiranno una minaccia inferiore. E ci sono anche altri benefici. Non sottovalutare l’effetto che puoi avere sugli altri semplicemente menzionando queste cose e dando tu stesso un buon esempio. La via della felicità richiede che si dia un buon esempio.

La Via della Felicità è il primo codice morale basato interamente sul buon senso. La prima pubblicazione risale al 1981, e lo scopo è di arrestare il declino morale nella società e ripristinare integrità e fiducia nell’Uomo. La Via della Felicità inoltre detiene un record del Guinness dei Primati quale libro secolare più tradotto al mondo. Scritto da L. Ron Hubbard, riempie il vuoto morale in una società sempre più materialista, con i 21 precetti fondamentali che guidano una persona ad un miglior tenore di vita.

Vista la situazione nazionale i volontari vogliono invitare chiunque a fare il corso gratuito online sui precetti della guida al buon senso, che comprende la visione del documentario e lo svolgimento di quiz per la comprensione.

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