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Da lunedì prossimo, 6 aprile, sarà possibile presentare la richiesta per ottenere i buoni alimentari “Sosteniamo Casier”.

 

L’ordinanza della Protezione civile nazionale ha attribuito al Comune di Casier € 59.912,98 per l’acquisto di buoni spesa e generi di prima necessità per i cittadini in difficoltà, negli esercizi che aderiranno al progetto. Da mercoledì 8 aprile, gli operatori della Protezione Civile di Casier consegneranno a domicilio i buoni, in base alle richieste.

COME RICHIEDERE I BUONI. Basterà entrare nella home page del sito del Comune di Casier, cliccare sul banner #SOSTENIAMOCASIER per entrare nella pagina dedicata, in fondo alla quale si trova l’allegato “dichiarazione sostitutiva fondo di solidarietà.docda scaricare e compilare. È possibile richiedere assistenza telefonica nella compilazione chiamando i numeri dedicati 0422-383471, 0422-493073 oppure 335-7706166, attivi dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00. Una volta compilato il modulo, bisognerà inviarlo all’indirizzo e-mail [email protected]

I buoni non saranno cedibili, non daranno diritto a resto e non potranno essere utilizzati per l’acquisto di bevande alcoliche e tabacchi. Avranno un taglio del valore di 10 o 20 euro riservati all’acquisto di beni alimentari e generi di prima necessità. Al momento della spesa, i cittadini in possesso del buono consegneranno al negoziante o al cassiere il titolo di acquisto, che sarà poi trattenuto dall’esercizio commerciale per la timbratura e la restituzione all’Ente.

 

L’IMPORTO DEI BUONI E DOVE POTERLI SPENDERE. Il contributo sarà di 70 euro per un nucleo composto di una sola persona, 120 euro per un nucleo composto di due persone; 150 euro per un nucleo composto di tre persone, 180 euro per un nucleo composto di quattro persone e 200 euro per un nucleo composto di cinque persone o più persone destinato a coprire il fabbisogno di due settimane.

 

Nel sito web del Comune e nelle pagine social istituzionali sarà pubblicato l’elenco degli esercizi pubblici e delle farmacie aderenti.

 

I BENEFICIARI. Nuclei familiari o persone singole già in carico al Servizio Sociale per situazioni di criticità, fragilità, multi-problematicità. In questa tipologia sono compresi anche:

  • Nuclei familiari con minori;
  • Nuclei mono-genitoriali privi di reddito o in situazioni economiche tali da non poter soddisfare i bisogni primari dei minori;
  • Nuclei con presenza di disabilità permanenti associate a disagio economico;
  • Nuclei familiari con situazioni di patologie che determinano una situazione di disagio socioeconomico;
  • Nuclei monoreddito il cui titolare ha richiesto trattamento di sostegno al reddito o il datore di lavoro ha richiesto ammissione al trattamento di sostegno del reddito o il datore di lavoro abbia sospeso e/o ridotto l’orario di lavoro per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore;
  • Persone segnalate dai soggetti di Terzo Settore che si occupano di contrasto alla povertà;
  • Persone che non sono titolari di alcun reddito.

 

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA DISTRIBUZIONE DI GENERI ALIMENTARI E DI PRIMA NECESSITÀ. Il Comune di Casier sosterrà le spese per gli acquisti effettuati dai nuclei famigliari individuati dai Servizi Sociali ai quali saranno consegnati i titoli di acquisto tali da coprire il fabbisogno settimanale fissato a 70 euro per il nucleo composto da una sola persona, 120 euro per quelli composti da due persone, 150 euro per tre persone, 180 euro per quattro persone fino ai 200 euro per le famiglie da cinque o più persone.

Gli esercizi commerciali potranno manifestare il proprio interesse ad aderire al progetto di solidarietà alimentare inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica [email protected] o una PEC all’indirizzo [email protected]

Le attività aderenti potranno riconoscere uno sconto minimo del 5% sull’importo complessivo della spesa.

L’elenco sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Casier e sarà dato ampio risalto all’adesione tramite i canali istituzionali e social dell’Ente.

 

Pubblichiamo comunicato inviatoci da Stefano Bison, Capogruppo della lista Piazza Civica.

 

“Piazza Civica vuole unirsi alle parole del Sindaco per ringraziare tutti i moglianesi, volontari in testa, che stanno mettendo a disposizione braccia, testa, cuore e lucidita’.

Con la stessa lucidità riteniamo che il comune debba pianificare tutti gli scenari di una ripartenza. Sull’altro fronte auspichiamo che la Regione metta in campo una road-map per una ripresa ben definita, anche avvalendosi di un gruppo di lavoro di esperti. Stessa cosa, in proporzione, può essere prevista dal Comune, in un’ottica di collaborazione istituzionale.

In un contesto che sappiamo avere pochi elementi a supporto dei decisori e quei pochi sono incerti, appoggiamo ogni ragionevole misura della Regione che consenta di ridurre i tempi per una graduale ripresa delle attività.

È lapalissiano che debba essere data priorità all’apertura di quelle attività in compliance con la massima sicurezza per la salute di lavoratori, utenti o clienti, con un conseguente rischio di contagio “quasi zero”. Una ulteriore indicazione potrebbe essere quella di un rientro per fasce d’età e sesso, qualora supportata da una validazione del comitato tecnico scientifico.

A questo dovrà essere affiancato del carburante altrimenti la macchina non parte. Molte famiglie e imprese sono già in panne, il Sindaco deve pretendere più risorse da tutti gli enti sovraordinati.

Tutto ciò va fatto oggi, non possiamo, non dobbiamo farci trovare impreparati.”

 

Situazione degli ammalati di coronavirus negli ospedali del veneziano a ieri sera.

 

Ospedale civile SS. Giovanni e Paolo Venezia: Area non critica 12, terapia intensiva 7, deceduti 0,

Ospedale all’Angelo Mestre: Area non critica 56, terapia intensiva 0, deceduti 0,

Ospedale Villa Salus Mestre: Area non critica 20, terapia intensiva 14, deceduti 0,

Ospedale Covid di Dolo: terapia intensiva 14, deceduti 0.

 

Dati della Regione Veneto

Alcuni giorni fa Ivan Damore della Polizia di Stato è stato contattato dal Responsabile della Concolore S.r.l di Vittorio Veneto, il quale ha donato 100 mascherine in tessuto a favore delle Forze dell’ Ordine- Polizia di Stato che operano presso lo Scalo Aereo di Venezia-“Marco Polo”.

 

” Una piccola goccia in questo momento dove bisogna stare più uniti e abbracciare il tricolore aiutando chi si trova in prima Linea”; Queste le parole dell’ Imprenditore di Vittorio Veneto.

 

L’ Unione e l’ essere uniti sotto il Verde Bianco e Rosso della nostra Bandiera permettera’ di lasciare al più presto alle spalle questa brutta pagina di storia della nostra Nazione.

Una nuova ordinanza, che entrerà in vigore da oggi e avrà validità fino alla mezzanotte del 13 aprile, è stata firmata oggi dal Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, per fronteggiare la diffusione del Coronavirus. Il termine s’intende salva cessazione anticipata per effetto di quanto disposto dal decreto legge nazionale n.19 del 2020 e salvo ulteriore proroga sulla base del medesimo decreto.

 

Il Governatore ne ha dato notizia nel consueto punto della situazione, fatto nella sede dell’unità di crisi regionale a Marghera con al fianco, come sempre, gli Assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile).

 

L’atto conferma quanto indicato in quella precedentemente in vigore, con alcune significative aggiunte, che riguardano particolarmente i mercati all’aperto, le attività florovivaistiche, le dotazioni di protezione di venditori e clienti negli esercizi commerciali di ogni tipo aperti, la riscossione delle ammende, che verranno veicolate sul conto corrente della Regione per sostenere la sanità, in accordo con le autorità competenti.

 

“È un’ordinanza nella quale abbiamo privilegiato l’equilibrio e il buon senso – ha detto Zaia – in linea con le disposizioni nazionali, ma con alcuni interventi tarati sulla esperienza e sulla realtà veneta”.

 

Dopo aver specificato che il provvedimento degli spostamenti entro 200 metri da casa, che rimane in vigore, va inteso come distanza in linea d’aria, il Governatore ha elencato le principali novità della nuova ordinanza, che si possono così riassumere:

 

• I mercati all’aperto o al chiuso, o analoghe attività di vendita su area pubblica o privata di generi alimentari, possono rimanere attivi, ma solo nei Comuni nei quali sia stato adottato dai Sindaci un apposito Piano, consegnato ai commercianti, che garantisca una chiara perimetrazione, con una sola entrata e una sola uscita controllate da polizia locale o vigilanze private che controllino il distanziamento sociale, l’accesso all’area di vendita, e il rispetto del divieto di assembramento

 

• Sia i venditori ai banchi, sia i clienti, oltre che rispettare le distanza di sicurezza di almeno un metro dovranno essere muniti di mascherine e guanti protettivi. La regola, peraltro, vale per tutti gli esercizi commerciali aperti

 

• Come nella precedente ordinanza, i supermercati rimarranno chiusi la domenica. Nei giorni di apertura, clienti e operatori dovranno indossare guanti e mascherine. Qualora gli avventori non ne fossero in possesso, dovranno comunque coprire naso e bocca in modo efficace. Nei negozi di vendita di alimentari sarà inoltre possibile l’acquisto di materiali di cancelleria, necessari ai ragazzi per le loro attività di studio

 

• È ammessa la realizzazione di opere di protezione civile urgenti, purché gli operatori indossino tutti gli strumenti di protezione previsti

 

• L’attività florovivaistica rimane in funzione esclusivamente per la consegna a domicilio

 

• Sono consentite le attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private per interventi di urgenza volti alla prevenzione dei danni alle persone e al patrimonio arboreo e naturale, ivi comprese, esemplificativamente, le aree turistiche

 

• Infine, per raccogliere offerte a sostegno degli immensi costi che sta sostenendo la sanità, come già detto, le somme che verranno raccolte con l’emissione delle ammende per la violazione delle norme, saranno versate sul conto corrente attivato dalla Regione. IBAN IT 41 V 02008 02017 000100537110 – causale “violazione ordinanze regionali COVID-19”.

Un’imponente opera di sanificazione diffusa su tutto il territorio comunale, isole comprese, per far fronte all’emergenza Coronavirus. E’ la missione del Gruppo Veritas che ogni giorno con i suoi operatori garantisce l’attività di igiene urbana. Questa mattina il suo personale è stato impegnato nell’attività di igienizzazione di Piazza San Marco, alla presenza dell’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin, che ha illustrato nel dettaglio gli interventi che vengono svolti quotidianamente: “L’igienizzazione della città è un’attività che si aggiunge a un lavoro di pulizia costante, effettuato ancora prima dell’emergenza Covid-19 – conferma l’assessore – In questo periodo di emergenza la nostra municipalizzata si fa trovare pronta con un intervento straordinario ad alti standard qualitativi, grazie al lavoro dei suoi operatori e operatrici che ogni giorno si prestano a mantenere pulita la nostra città. Si tratta di un’azione diffusa su tutto il territorio comunale, il personale Veritas opera qui in centro storico, nelle isole di Murano, Burano, Pellestrina, al Lido, ma anche terraferma”.

A Venezia e nelle isole, Veritas assicura, da lunedì a sabato, la sanificazione e la pulizia del territorio. A Venezia, Murano e Burano sono impiegati 10 addetti dotati di atomizzatore da spalla, 2 barche (ciascuna con 3 addetti) dotate di pompa a bassa pressione e 8 mini spazzatrici. Al Lido e a Pellestrina, invece, operano 4 addetti (2 dei quali con atomizzatore da spalla), un mezzo appositamente attrezzato per la sanificazione, una spazzatrice e una macchina lavastrade. A Mestre e nella terraferma, la municipalizzata assicura ogni giorno (alla domenica con servizio ridotto) la sanificazione e la pulizia del territorio utilizzando un mezzo lava strade al mattino e uno al pomeriggio, 2 squadre con idropulitrice al mattino e 2 al pomeriggio e, solo al pomeriggio, vengono impiegati tre addetti alla sanificazione.

Gli interventi di lavaggio e sanificazione, che rispondono alle modalità previste dalla circolare del 15 marzo 2020 della Direzione prevenzione della Regione del Veneto, sono effettuati con prodotti specifici e certificati per questi usi. “Non è una lavorazione con altra pressione di prodotto messo a terra – spiega De Martin – si tratta invece di un intervento di nebulizzazione, attraverso l’utilizzo di un igienizzante che garantisce la pulizia delle strade, ma anche delle altre superfici. L’intervento di sanificazione è accompagnato dal lavoro degli operatori che con l’utilizzo delle spazzolatrici assicurano la pulizia delle pavimentazioni”. All’opera di sanificazione si accompagna, come in fase pre-emergenza, l’intervento quotidiano di raccolta dei rifiuti: “Se si raggiungono standard qualitativi elevati nell’igiene urbana, ma soprattutto in situazioni di emergenza come questa – conclude l’assessore De Martin – vuol dire che una grande azienda come la nostra municipalizzata si è saputa adattare in tempi molto rapidi, grazie al lavoro di persone capaci. Non è un caso se si raggiungono certi risultati come, ne ricordo uno fra tutti, il riconoscimento ottenuto quest’anno da Veritas, considerata la migliore azienda municipalizzata d’Italia nella raccolta dei rifiuti”

Restare a casa continua ad essere, anche oggi, l’arma migliore a disposizione di tutti per combattere il diffondersi del contagio del virus COVID-19. Un dovere quindi prioritario per ognuno ma che può comportare varie difficoltà, spesso di ordine pratico.

 

Anche se i vari decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanati nelle ultime settimane consentono spostamenti limitati per motivi di necessità, come ad esempio fare la spesa, non tutti i cittadini possono uscire di casa anche solo per fare rifornimento alimentare. Ci sono però persone infatti che, per vari motivi, non sono in grado di provvedere alla spesa di casa in autonomia. Per questi cittadini il Comune di Venezia mette a disposizione un servizio di spesa a domicilio.

 

Come funziona

Il primo passo da fare è contattare il call center DiMe telefonando al numero 041041.
Gli operatori faranno alcune domande per verificare se chi ha chiamato rientra nelle categorie che hanno diritto al servizio:
– persone positive al Covid-19 in autoisolamento
– persone in quarantena per aver avuto contatti con persone positive al virus
– persone sole, che non hanno nessuno che può aiutarle per la spesa.

La spesa che può essere consegnata comprende solo generi di prima necessità, cioè generi alimentari, prodotti per la pulizia e l’igiene personale e medicinali.

 

A questo punto il contatto viene girato alla Protezione civile comunale, che prenderà contatti con la persona che ha fatto richiesta e procederà alla consegna della spesa tramite i suoi volontari, secondo modalità differenti a seconda dei casi:
– se la persona che ha richiesto il servizio è sana riceve la spesa insieme allo scontrino e contestualmente procede al rimborso della cifra anticipata dal Comune per gli acquisti;
– se la persona è malata la consegna viene effettuata da operatori di volontariato in ambito medico, che lasceranno la spesa sulla soglia di casa evitando qualsiasi contatto con le persone destinatarie del servizio. Questo tipo di consegne viene garantito grazie al prezioso supporto della Croce verde di Mestre.

 

Attualmente – spiegano i referenti del Servizio Protezione civile comunale – sono circa 350 le famiglie che usufruiscono del servizio di spesa a domicilio e una settantina i volontari dei Gruppi comunali di Protezione civile impegnati ogni giorno nella distribuzione (e quanti quelli della Croce Verde?).

 

Per tutti i cittadini interessati è inoltre disponibile sulla piattaforma online DiMe un elenco di attività commerciali che effettuato consegne a domicilio nel territorio comunale. Gli esercenti interessati a essere inseriti nell’elenco possono segnalare la propria attività compilando il form apposito sul portale.

 

“Grazie a tutti i volontari di Protezione Civile per il loro impegno e per la disponibilità nel sostenere chi, impossibilitato a farlo personalmente, ha necessità di avere la spesa a casa – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – Vedere con quanto entusiasmo e voglia di fare vi siete messi a disposizione ci inorgoglisce e ci dimostra ancora una volta di quanta sensibilità ci sia a Venezia. Grazie per la vostra attività di volontariato, grazie per esservi subito messi a disposizione gratuitamente e così numerosi, sia per questo importante servizio che per la distribuzione di Città delle mascherine. Tutta Venezia è orgogliosa di voi”.

 

“I cittadini ci ringraziano ogni giorno per questa attività di sostegno – aggiunge Nicola Ligi, referente del Settore Volontariato della Protezione civile di Venezia – Per noi è una grande soddisfazione che ci sprona a fare sempre del nostro meglio. La situazione è difficile, e proprio per questo diventa importante impegnarsi per la collettività”.

 

“Prendiamo atto delle minacce all’organizzazione sindacale Fisascat che responsabilmente e nell’interesse dei lavoratori e della collettività ha evidenziato la situazione di criticità in cui versa il servizio e chiediamo a Rekeep di focalizzarsi sul servizio per cui la comunità la paga. Irresponsabile non è il sindacato, ma l’azienda che continua a negare l’evidenza dei fatti”. È la replica di Patrizia Manca, segretaria della Fisascat Cisl Belluno Treviso al comunicato diramato oggi dall’azienda impegnata nell’appalto del servizio di pulizie, igiene, sanificazione e smaltimento rifiuti al Ca’ Foncello di Treviso.

 

La Fisascat risponde punto per punto alla nota di Rekeep. Sui numeri dei dipendenti in malattia, Manca puntualizza che “dall’inizio dell’emergenza Covid-19, sono stati 20 i dipendenti messi in quarantena, di cui 4 positivi (2 di loro sono stati ricoverati e dimessi) e che fra le lavoratrici attualmente in malattia ci risulta ci siano comunque dipendenti con sintomi compatibili Covid-19 e che hanno avuto contatti con colleghi e personale sanitario risultato positivo”. “Quanto al riferimento al focolaio – spiega Manca – è una valutazione tecnica che lasciamo agli esperti. Fa bene Rekeep a preoccuparsi, perché nessun lavoratore in malattia è stato contattato dal medico competente aziendale, come invece previsto dal Protocollo del 14 marzo per il contrasto della diffusione del contagio negli ambienti di lavoro, dunque i lavoratori non sono in sorveglianza sanitaria, come invece afferma l’azienda”. Inoltre, prosegue la sindacalista della Fisascat, “non ci risulta che siano stati messi in atto provvedimenti o procedure particolari finalizzate alla gestione dei dipendenti sintomatici o che siano stati in contesti a rischio”.

 

Sulla dichiarata ottemperanza al Protocollo ministeriale del 14 marzo, Fisascat sottolinea che “il Protocollo prevede che il Comitato di controllo e verifica sia costituito nei luoghi di lavoro affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza dei lavoratori mediante le loro rappresentanze sindacali aziendali. Le nostre rappresentanti sindacali non sono mai state coinvolte né sentite”.

 

Sulla annunciata verifica con la Ulss 2 per l’attivazione di indagini tramite tamponi, Manca afferma che “fa piacere apprenderlo, peccato che l’annuncio ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, dopo numerose sollecitazioni e scambio di mail con la direzione aziendale, sia avvenuto via comunicato stampa dopo la nostra presa di posizione pubblica, determinata anche e soprattutto dalla mancanza di atti concreti per la tutela dei lavoratori, dei degenti e di tutto il personale sanitario”.

 

Sui problemi legati al servizio smaltimento rifiuti, l’organizzazione sindacale ribadisce che “alla data odierna risultano impegnate 7 persone (erano 5 al momento della nostra denuncia all’azienda) e i lavoratori in forza fanno il doppio turno per far fronte ai carichi di lavoro triplicati, come si evince dalle foto scattate dai dipendenti”.

 

Sulla carenza di organico nel reparto infettivi, infine, Fisascat ribadisce che il servizio quotidianamente viene svolto da 4/5 lavoratrici al mattino e 2/3 al pomeriggio. “Non ci risulta che sia stata fatta una formazione specifica per la santificazione dei reparti Covid a un terzo della forza-lavoro”, conclude Manca.

 

 

 

A cinque giorni dall’avvio della procedura, sono già 7 mila le domande di accesso alla cassa integrazione in deroga presentate in Veneto dalle aziende in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus, per un totale di 19.500 lavoratori coinvolti. Oltre il 70% delle richieste si riferisce ad aziende e lavoratori del settore terziario, il 10% a studi professionali e il restante 20% ad altre tipologie di aziende (industriali, artigiane, agricole, cooperative, dello spettacolo, della pesca, del terzo settore).

 

“In pochi giorni il portale regionale – afferma Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro del Veneto – ha raccolto un numero importante di richieste. Due volte al giorno facciamo il punto con le strutture direttamente interessate per analizzare l’andamento delle domande pervenute, nell’ottica di prevedere l’arco temporale coperto delle risorse finora assegnate. Ad oggi per il Veneto possiamo contare su una disponibilità finanziaria di circa 180 milioni di euro: 99 milioni di euro dal decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, 40 milioni di euro dal decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, infine 40 milioni di euro di ultima assegnazione del Ministero del Lavoro per le tre regioni che sopportano la sospensione delle attività economiche da più tempo (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna)”.

 

Alla Cig in deroga possono accedere tutti i datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli del settore agricolo, della pesca e del terzo settore, con sede operativa in Veneto. I presupposti per la richiesta sono la sospensione del lavoro a zero ore o con riduzione di orario, la perdita o decurtazione della retribuzione e la ragionevole previsione di ripresa dell’attività lavorativa.

 

La durata massima del trattamento è di 22 settimane complessive per sedi di lavoro e lavoratori ubicati nel Comune di Vò (PD) e di 13 settimane per sedi di lavoro e lavoratori ubicati in tutti gli altri Comuni del Veneto. Il trattamento di cassa integrazione in deroga può essere richiesto retroattivamente con decorrenza dal 23 febbraio 2020. Le domande possono essere presentate esclusivamente online sul portale ClicLavoro Veneto tramite il servizio CO_Veneto – Comunicazioni Obbligatorie.

 

“Alla luce del trend attuale, le risorse finora assegnate al Veneto non sono ancora sufficienti: già nella riunione di domani della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni chiederemo si proceda celermente all’ulteriore riparto di 3,3 miliardi di euro previsti per la cassa integrazione in deroga per tutta Italia”, conclude l’assessore regionale.

 

Le indicazioni su requisiti e modalità di presentazione delle domande sono disponibili nella sezione dedicata del portale ClicLavoro Veneto www.cliclavoroveneto.it/cassa-integrazione-deroga, dove da domani saranno pubblicati giornalmente i dati aggiornati sulle domande pervenute alle ore 13.00

 

Il Consiglio comunale di Venezia ha votato questa sera all’unanimità una mozione con la quale si impegnano il sindaco e la Giunta ad attivarsi con il Governo affinché nei prossimi provvedimenti si preveda a:

1) consentire ai Comuni di procedere ad un accertamento convenzionale in materia di Imposta Comunale sugli Immobili (IMU) per far fronte alle possibili minori entrate;

2) consentire ai Comuni di procedere alla richiesta di una anticipazione di liquidità alla Cassa Depositi e Prestiti al fine fronteggiare problemi di cassa derivanti dalle mancate entrate, e dai mancati versamenti. La misura quindi si inserisce in quelle che tendono a favorire immissione di liquidità nel sistema in un momento nel quale è oltremodo importante che i fornitori degli enti locali vengano correttamente e in tempi celeri pagati.

3) consentire alle attività economiche e produttive di non sostenere i costi per la Tari relativamente al periodo di chiusura imposto in seguito all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e al contempo garantire ai Comuni e ai soggetti gestori del servizio di igiene urbana di poter essere tenuti indenni dal relativo minor gettito che altrimenti verrebbe a gravare sulla generalità degli utenti Tari.

4) prevedere l’incremento dell’entità del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale al fine di consentire alle Regioni, e di conseguenza agli Enti affidanti, di poter riequilibrare i contratti di servizio con i gestori a fronte della riduzione degli introiti tariffari causati dalla riduzione del numero di passeggeri attuale e per i prossimi 12/24 mesi;

5) riconoscere al settore sanitario, e in particolare a tutto il personale, adeguate risorse per mantenere efficace ed efficiente il servizio anche oltre l’emergenza Covid-19;

6) prevedere, come richiesto dalle parti sociali, adeguate coperture degli ammortizzatori sociali per il periodo necessario al superamento della crisi economica conseguente l’epidemia del Covid-19 che produrrà effetti diretti nel quadro economico metropolitano dei prossimi anni.

7) inserire la dichiarazione di “Stato di crisi dell’intera filiera turistica” per un’industria che genera oltre il 10% del PIL della Regione Veneto e occupa almeno 500.000 addetti.

Nel provvedimento approvato l’Assemblea impegna inoltre il primo cittadino e la Giunta a predisporre, nell’ambito degli aiuti finanziari e normativi nazionali agli Enti Locali, famiglie e imprese, forme di incentivi sia per favorire misure di alleggerimento degli oneri a carico di soggetti colpiti dalla crisi, quali proprietari di immobili che rinuncino a riscuotere il canone di locazione o d’affitto d’azienda (o parte sostanziale di essi) per il periodo di chiusura dell’attività locata o, in caso di famiglie, a seguito della riduzione della capacità reddituale del locatario, sia di misure dirette a favore di soggetti, imprese e famiglie colpite dalla crisi conseguente all’attuale situazione sia, infine forme di sostegno alle strutture ricettive che ospiteranno persone contagiate o in quarantena o personale medico ospedaliero pendolare.

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