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Una cornice unica, per un dj set altrettanto unico. Domani 14 luglio alle 19 Marco Benassi, in arte Benny Benassi, tra i più talentuosi e celebri dj e produttori del panorama musicale internazionale, sarà protagonista di una performance musicale irripetibile, tappa veneziana del tour di dj set “Timeless — Italia attraverso un viaggio musicale”, organizzato da Nameless Music Festival. La performance non sarà aperta al pubblico, ma esclusivamente online, in streaming, sui canali Facebook e Instagram di Nameless Music Festival e della Collezione Peggy Guggenheim.

Attento agli interessi e ai linguaggi del pubblico, soprattutto di quello più giovane, il museo veneziano ha accolto con entusiasmo la partecipazione di un artista del calibro di Benassi, seguito da una vastissima comunità eterogenea e trasversale. Il dj set rappresenta inoltre l’occasione per sensibilizzare gli amanti della musica alla campagna di crowdfunding Insieme per la PGC, lanciata lo scorso 8 luglio, invitandoli a sostenere con il loro contributo il patrimonio artistico oggi conservato a Palazzo Venier dei Leoni. Dopo oltre 13 settimane di chiusura, il museo è tornato infatti a riaprire le porte al pubblico, ma solo parzialmente, dal venerdì alla domenica, e al momento il programma espositivo e le attività, destinate ai visitatori, sono sospese. Così come il concerto di Benassi è un evento accessibile a tutti, affinché tutti possano godere della sua performance in una modalità originale, nel rispetto delle attuali norme di sicurezza, il museo vuole tornare ad riaprire le sue sale 6 giorni la settimana, garantendo i tanti servizi e attività gratuite al suo pubblico e a quanti, come la Collezione Peggy Guggenheim, credono nel valore dell’arte, bene primario, collettivo, dal potere trasformativo in grado di accompagnare nei grandi cambiamenti che stiamo vivendo. Per donare alla campagna Insieme per la PGC basta un clic collegandosi alla homepage di guggenheim-venice.it. Anche il più piccolo gesto è importante.

Consorzio RICREA, insieme a Goletta Verde di Legambiente, promuove nei porti e sulle spiagge italiane la sostenibilità degli imballaggi in acciaio e l’importanza del riciclo. Terza tappa a Jesolo, in Veneto, una delle regioni più virtuose con una raccolta di 5,36 kg per abitante

 

Imparare a differenziare in modo corretto gli imballaggi in acciaio è importante e non va dimenticato: anche in vacanza, bisogna gettare nel contenitore giusto barattoli e scatolette, tappi corona e capsule affinché possano essere avviati al riciclo.

 

Per sensibilizzare bagnanti e diportisti informandoli sulle qualità e i valori degli imballaggi in acciaio, un metallo che viene riciclato all’infinito senza perdere le proprie intrinseche qualità, RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, insieme a Goletta Verde di Legambiente, torna sulle coste italiane con la campagna itinerante “Cuore Mediterraneo”.

 

 

L’inviata speciale, Alice, è protagonista di un viaggio alla scoperta delle abitudini degli italiani e mette alla prova le loro conoscenze sugli imballaggi in acciaio informandoli sull’importanza di una corretta raccolta differenziata. Sempre presenti nel pranzo portato da casa e nelle cambuse, barattoli e scatolette in acciaio sono una vera e propria cassaforte della natura, contenitori ideali per custodire le eccellenze alimentari mediterranee, come i prodotti ittici, il pomodoro e l’olio d’oliva.

 

Terza tappa della campagna è Jesolo, una delle più celebri mete turistiche del Veneto.

“Con 5,36 kg di imballaggi in acciaio per abitante raccolti nel 2019, il Veneto è tra le regioni più virtuose d’Italia – commenta Domenico Rinaldini, Presidente di RICREA -. Con un tasso di avvio al riciclo pari all’82,2% dell’immesso al consumo, superiore all’obiettivo dell’80% fissato per il 2030 dalla Direttiva Europea sull’Economia Circolare, il nostro Paese si conferma un’eccellenza, ma possiamo migliorare ancora. Per questo è fondamentale continuare a sensibilizzare i cittadini, anche in estate, sulle spiagge, per educarli a separare correttamente i contenitori in acciaio di uso quotidiano che, se raccolti correttamente e avviati a riciclo, possono tornare a nuova vita infinite volte”.

 

“Con oltre 6 milioni di presenze Jesolo è tra le destinazioni italiane più frequentate, – commenta Josca Ortolan di Gruppo Veritas, multiutility che fornisce servizi ambientali ai cittadini e alle imprese sul territorio veneto -, e per agevolare tutti realizziamo più tipi di raccolta differenziata. Abbiamo una raccolta di tipo stradale con i cassonetti, una raccolta di tipo domiciliare con un porta a porta spinto, per tutte le attività, i negozi e gli alberghi, e infine la nostra punta di diamante, la raccolta differenziata lungo l’arenile con contenitori dedicati per i bagnanti. Gli imballaggi in acciaio, raccolti insieme al vetro e alla plastica, vengono poi conferiti all’impianto di Eco-Ricicli del Gruppo Veritas, per essere separati e avviati al riciclo”.

 

“Jesolo ha anche delle aree molto importanti dal punto di vista naturalistico, come la Laguna del Mort alla foce della Piave, un piccolo gioiello rimasto intatto lungo una costa molto sfruttata – aggiunge Maurizio Billotto, vice presidente di Legambiente Veneto -. Purtroppo il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è presente in queste aree, e per questo come associazione organizziamo delle campagne di pulizia delle spiagge insieme a Veritas. Ma non è solo importante raccogliere il rifiuto. Il turista, chi si reca in spiaggia, in un’area di grande valore naturale, deve essere attento sin da quando parte da casa: la prima azione concreta è scegliere dei contenitori che possono essere riutilizzati o riciclati all’infinito come ad esempio i contenitori in acciaio, che hanno un impatto ambientale molto più basso di altri materiali”.

 

Grazie all’impegno dei Comuni e dei cittadini, nel 2019, in Italia, sono state riciclate 399.006 tonnellate di imballaggi in acciaio, pari al peso di circa 167 Atomium, il celebre monumento di Bruxelles.

 

Maggiori informazioni su Cuore Mediterraneo e le attività di Alice sulla pagina Facebook dedicata.

Durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina, lunedì 14 luglio, presso la sede della Protezione Civile a Marghera, il dr. Roberto Rigoli ha illustrato la procedura per il tampone veloce, un test rapido, dal costo di 12 euro, che in 4 o 5 minuti dà la risposta sulla positività o meno al Covid-19.

 

“Ad oggi lo abbiamo provato su circa mille persone. Non dà una diagnosi definitiva ma segnala, qualora ci sia, una positività che va poi confermata. La rapidità dei tempi permette di isolare subito il presunto contagiato. Lo abbiamo già provato sui kossovari arrivati in Veneto e ha evidenziato alcuni casi positivi. Il test agisce e cerca il virus non cerca la presenza degli anticorpi” – ha spiegato il dott. Rigoli che poi, ha eseguito, in diretta, su un giornalista volontario, il test che è risultato negativo.

 

“Un grande risultato – ha sottolineato il Presidente Zaia con soddisfazione – che ci permetterà di intervenire in maniera assoluta e tempestiva qualora si presentino dei focolai.

Abbiamo sequenziato il virus proveniente dalla Serbia che ha rivelato una maggior virulenza rispetto a quello di casa nostra. Del resto ci sono Paesi che stanno passando quello che è successo a noi a marzo. Per questo dobbiamo avere attenzione nei confronti di chi arriva da quei paesi”.

 

Silvia Moscati

Il giorno del Redentore, la galleria d’arte Magazzino Gallery resterà aperta dalle 15 alle 21 presentando ininterrottamente tre video musicali con testi inediti di Tiziano Scarpa

 

Il lunghissimo periodo della quarantena ha portato anche qualche beneficio, per esempio gli artisti, almeno alcuni, hanno associato insieme idee e prodotto cose che forse non avrebbero mai fatto.
Questa è la storia di Tiziano Scarpa, scrittore; Federico Serafini, musicista; Mara Vittori, cantante e Marco Agostinelli, video artista. Alla base di tutto c’erano tre canzoni scritte da Scarpa agli inizi degli anni duemila e musicate da Serafini.

 

Scrive Roberta Semeraro, curatrice del progetto:
“In un momento storico di massimo squilibrio come quello della pandemia ancora in corso, quando tutte le certezze sulle quali avevamo costruito questa nostra realtà si sono frantumate come un castello di sabbia si sgretola tristemente dinanzi agli occhi di un bambino, a Venezia nel silenzio di Canal Grande, sono scappate tre vecchie canzoni. Che sia stato il bisogno profondo di ritrovare il ritmo di quella vita perduta o semplicemente il desiderio di voler essere altrove, questi brani musicali andando per la città si sono trasformati in immagini e poi ancora nuovamente in parole e immagini. Propeller, Slow e Trapianto che più tecnicamente sono brani Trip-hop arricchiti da un gusto melodico italiano, nascono molti anni fa, dalla musica del compositore veneziano Federico Serafini, Un musicista tout court che conosce e ama la musica in tutte le sue espressioni a partire dalla musica classica”.

 

 

Adesso, quasi per scongiurare scaramanticamente ogni altro “contagio” gli artisti hanno pensato di presentarli al pubblico proprio a partire dalla festa del Redentore, come fossero un inno alla vita che riprende, una festa nella festa, un happening di felicità. Il segno lampante di una città che vuole ripartire. Per quel giorno il Magazzino Gallery resterà aperto dalle 15 alle 21.

 

Scrive sempre Semeraro: “I testi delle canzoni sono arrivati da una penna di tutto rispetto come quella di Tiziano Scarpa, che non ha bisogno di presentazione (premio Strega con il romanzo Stabat Mater nel 2009!) e che con grande maestria non solo ha saputo tradurre il senso della musica nelle parole, ma ha calibrato sillabe, parole e accordi e singole note in un contrappunto perfetto. Mara Vittori con la sua corretta e virtuosa esecuzione suggella il connubio tra i due autori, facendo vibrare le canzoni nelle sue  corde vocali con un timbro di voce seducente. Dopo circa vent’anni Propeller, Slow e Trapianto grazie a  Marco Agostinelli, affermato video artista internazionale, sono diventate immagini danzanti che nella loro essenza effimera, restituiscono la musica nel caleidoscopio dei colori, e richiamano le parole nelle geometrie evanescenti delle forme e delle figure che appaiano per un istante per poi scomparire. Come tocco finale, i tre brani musicali hanno trovato poi le parole del noto critico d’arte Annamaria Orsini che ha risposto ai  video clips, componendo a sua volta note di scrittura verbo-visiva, un genere artistico e letterario a lei congeniale, dove con un sofisticato gioco di rimandi tra significati e significanti si aprono visioni estatiche e metafisiche. L’happening è un omaggio alla lunga tradizione nella musica di Palazzo Contarini Polignac.  Dopo la lunga chiusura del lockdown il Magazzino Gallery riapre le sue porte al pubblico invitandolo a  ballare con l’Arte”.

 

Da una decina di anni frequenta la piscina dello Stile Libero di Preganziol e da alcuni anni è maturata al punto che il suo allenatore l’ha inserita a pieno diritto tra le agoniste della categoria ragazze. Si tratta di Anna Porcari, quattordicenne di Gardigiano, allenata da Andrea Franconetti che la segue, in questo periodo post Covid-19, per circa 18 ore alla settimana, per condurla ai vertici nazionali.

 

Le sue conquiste

Eclettica come poche, è una rarità trovare atleti così polivalenti, fa tutte le distanze e le specialità, infatti era qualificata per i Criterium di Riccione in vasca dai 25, 50, 100, 200, 400, 800 stile libero, nei 100 e 200 dorso, 100 e 200 df e 200, 400 misti. A inizio febbraio si è aggiudicata il titolo di campionessa regionale di fondo nei 3000 metri sbaragliando la concorrenza e piazzandosi prima nel ranking nazionale ed ipotecando la qualifica per il campionato indoor di fondo che si sarebbe dovuto disputarsi nel mese di marzo. Nel contempo ha disputato il meeting di San Marino, dove ha conquistato la settima posizione assoluta contro atlete molto più esperte e si è tolta la soddisfazione di timbrare nei 200 dorso il tempo di 2.17,99 che le ha valso il pass per il campionato italiano assoluto. Nonostante la sua giovanissima età, Anna ha già portato a casa anche una medaglia per i 200 stile libero nella sua categoria.

 

 

Il suo allenatore

Andrea Franconetti, suo allenatore, conferma che durante la quarantena Anna si è allenata duramente per mantenere la sua forza aerobica, adattandosi con sistemi mai provati e utilizzando anche mezzi come il vogatore. Franconetti aggiunge: “La conosco da quando aveva sei anni e ora la alleno dopo averle fatto fare i giusti step nel vivaio giovanile. Siamo riusciti ad impostare un gran lavoro assieme per puntare al nuoto che conta nonostante la giovane età. Tutto questo è reso possibile da una testa formidabile e da una grande forza di volontà che la spingono a volersi allenare sempre più duramente senza mai lamentarsi durante lo sforzo. Ora gli appuntamenti sono i campionati nazionali per regioni che assegneranno i titoli italiani di categoria dal 28 luglio al 8 agosto e il Settecolli di Roma al quale parteciperà grazie al tempo ottenuto al Titano di San Marino per poi gareggiare agli assoluti di fondo a Piombino in acque libere”.

La Elle Galleria d’arte di Preganziol in questi anni di intensa attività espositiva ha ospitato nomi di fama mondiale presenti nei più importanti musei al mondo (MoMa di New York, Guggenheim di Venezia, Metropolitan Museum di New York e questi sono solo alcuni) e si è sempre distinta per qualità, professionalità, correttezza e trasparenza nei confronti degli artisti, dei collezionisti, degli appassionati d’arte e di coloro i quali hanno usufruito dello spazio per dare a voi tutti la massima professionalità possibile.

 

È con orgoglio che la galleria, con fatica, ha raggiunto obiettivi impensabili grazie alla collaborazione di persone straordinarie.

 

Tra gli artisti che hanno esposto – i cui nomi sono presenti nel sito della Galleria – si ricordano Jacopo Da Bassano, Jacopo Sansovino, Boldini, De Nittis, De Pisis, Dalì, De Chirico, Mastroianni, Vedova.

 

La galleria di Preganziol si distingue per il corposo volume di articoli di cui giornalisti di fama nazionale, avvicinandosi alla galleria, hanno constatato la grandezza culturale e umana.

 

La galleria si distingue anche per il corposo numero di servizi video e televisivi che testimoniano l’infinito impegno del gallerista Andrea Lucchetta, ed è ora pronta a ripartire con progetti ambiziosi che intende raggiungere grazie al costante e quotidiano impegno che i suoi spettatori e il suo attento pubblico valorizzano con coraggio e intraprendenza.

 

 

In foto l’opera dell’artista Renato Guttuso

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Gli uffici distaccati dalla sede centrale con sede a Roma delle storiche Confederazioni Sindacali instaurati subito dopo la Seconda guerra mondiale, per abbattere i costi nel disbrigo di alcune pratiche, anche se sono cadute le ideologie, hanno mantenuto i servizi di Patronato e di Caf a disposizione dei loro iscritti.

 

Durante la Prima Repubblica i principali partiti politici, La Democrazia Cristiana, il Partito Comunista ed il Partito Socialista, avevano ramificato la loro azione politica anche in periferia della Nazione istituendo delle
Sedi staccate delle rispettive organizzazioni sindacali che li rappresentavano con le Sedi Centrali di Roma. In esse per tenere vivo il contatto con i principali organi di partito e per facilitare le complicazioni
burocratiche, sfruttando la legge 413 varata dal Governo dell’epoca nel 1991, istituirono dei servizi di vario tipo di consulenza a favore dei lavoratori loro iscritti.
Cadute le ideologie, i partiti politici in questione sono spariti mentre hanno continuato a vivere sotto nome di Patronati Sindacali e Caf, con i quali continuano ad offrire dei servizi di assistenza sindacale agli operai
nelle controversie con i datori di lavoro, con la promozione di iniziative socio culturali durante l’arco dell’anno di vario genere, servizi di Patronato Inca a favore di lavoratori e pensionati promuovendo anche iniziative a favore dell’ambiente e dell’immigrazione. Mentre con gli uffici del Caf offrono dei servizi fiscali, la compilazione del Mod.730, Mod Unico, ICI, RED, ISEE, di contenzioso, pratiche riguardanti la successione, la riunione dell’usufrutto, le volture catastali ed altri servizi.

 

La Cgil si trova in Via Matteotti n.6/d – Le Acli in Piazzale Mons Fadalto con alcuni uffici in Via De Gasperi 1 e la Cisl soitto la galleria vicino alla fontana della piazza Municipio, al secondo piano.
A differenza delle altre due Organizzazioni, quando fu varata la legge che rendeva obbligatorio il possesso della licenza della scuola media ai livelli più bassi del Pubblico impiego, le ACLI negli anni Ottanta
istituirono a Mogliano dei corsi di recupero per adulti delle tre classi delle medie. Grazie a quella scuola parecchi cittadini di Mogliano, per esempio, riuscirono ad occupare dei posti di lavoro alle dipendenze del Comune e di altri Enti Statali.
È stata comunque una fortuna che queste Organizzazioni siano sopravvissuti ai loro Partiti di riferimento e abbiano mantenuto attivi i loro uffici con i servizi che continuano a offrire ai loro iscritti gratuitamente.

Si inaugura martedì 14 luglio la rassegna “I Martedì d’Estate” promossa dall’associazione Amici della Musica “Toti Dal Monte”, con musica all’aperto.

Questo il calendario degli eventi.

 

• Martedì 14 luglio, ore 21.00
nello spazio antistante il Brolo, Via Rozone e Vitale 5

LE CANZONI DI ELLA
Omaggio a Ella Fitzgerald, con:

KATY MARCANTE – voce

CHARLY BERTOLOTTO – chitarra
FILIPPO TANTINO – contrabbasso

 

Una voce e 10 corde per alcuni dei classici dello swing e della canzone d’autore sudamericana.
Una serata d’ascolto dove i tre strumenti si fondono in un unico abbraccio.
Ingresso libero.

 

 

• Martedì 21 luglio, ore 21.00
Hotel Villa Stucky, Via Don G. Bosco 47

VIZI, VEZZI, LAZZI D’AMORE
Reading–Concerto, con:

il Trio d’archi HARMONIAE
Luisa Bassetto – violino
Francesca Balestri – violino
Valentina Rinaldo – violoncello
GIORGIO BERTAN – attore

 

Il Reading–Concerto Vizi, vezzi e lazzi d’amore vede protagonisti il Trio d’archi Harmoniae e l’attore Giorgio Bertan. Imperniato sul tema della coppia uomo-donna e, più in generale sull’amore, Vizi, vezzi e lazzi, è un’indagine su Eros tra il serio ed il faceto, tra i classici della letteratura e della musica. Spettacolo brillante, di atmosfera salottiera settecentesca, coniuga momenti dedicati alla riflessione con il sorriso nostalgico, l’ironia, il sarcasmo, la lascivia, la leggerezza, la spudoratezza. I testi scelti sono tratti da opere di grandi autori, tra i quali Molière, La scuola delle mogli e Sganarello ovvero il cornuto immaginario, Goldoni, L’uomo prudente, Ruzante, La Moscheta e Bifora, Tasso, Aminta. Le musiche, che fungono da accompagnamento e da intermezzo, sono di Mozart, Corelli, Sammartini, Vivaldi, Albinoni.

 

Entrambi gli spettacoli, a ingresso libero, si svolgeranno secondo le normative sanitarie vigenti e avranno luogo anche in caso di maltempo.

 

A cura di Michele Rovoletto

 

Piranesi si esprimeva con l’acquaforte, una tecnica incisoria, una forma di stampa che ha un procedimento piuttosto complesso che, se conosciuto, permette l’esatta comprensione del virtuosissimo dell’artista. L’acquaforte è così chiamata perché l’incisione non è compiuta dal gesto meccanico dell’uomo ma dall’azione corrosiva di un acido. Si inizia prendendo una lastra di rame piuttosto spessa da poter sopportare la successiva azione di compressione del torchio, e la si cosparge di vernice. Essiccato questo manto di vernice, l’artista incide la stessa con degli stiletti più o meno appuntititi e grossi, definendo i contorni di ciò che vuol rappresentare nonché una più o meno fitta serie di segni che andranno a costituire i chiaro scuri. A questo punto la lastra cosparsa di vernice incisa viene messa a bagno in una soluzione acida. L’acido entra nei segni incisi dall’artista nella vernice e va a corrodere il rame della lastra, trasformando il disegno che l’artista aveva segnato sulla vernice in una serie di segni incavi sulla lastra. La fase finale comporta l’inchiostratura e la stampa, ovvero si riempiono i segni scavati sul rame di inchiostro e finalmente si pone la lastra sul torchio imprimendola su un foglio di carta e ottenendo la stampa. Le incisioni sono opere multiple, generalmente una acquaforte antica contava qualche centinaio di copie.

 

 

Volendo inoltrarsi nell’arte di Piranesi, analizziamo tre opere simbolo della sua produzione, tre incisioni che lo hanno reso celebre e tutt’oggi amato e ricercato dai collezionisti di tutto il mondo. Tra le innumerevoli vedute di Roma che si sono succedute per oltre trent’anni, “Veduta dell’Arco di Costantino e dell’Anfiteatro Flavio detto Colosseo” ci permette di approfondire la conoscenza del nostro artista. Egli si smarca dagli altri incisori vedutisti romani, per una impaginazione diversa e una resa realistica della città altrimenti vista dai sui colleghi in modo freddamente descrittivo ed anonimo. La sua abilità di vedutista sa strabiliare i collezionisti del tempo con rappresentazioni dei monumenti presi con visuali sorprendenti e nella maniera che sembrino ancor più imponenti.

 

 

Il Colosseo è visto dentro il suo contesto urbano presieduto da resti antichi e umili costruzioni ad essi addossate. Piranesi sceglie un punto di vista alto per poter vagare prospetticamente nel circondario, grazie a questo espediente, riesce a conformare la forma ellittica dell’Anfiteatro Flavio. L’imponenza del Colosseo fa da quinta all’arco di Costantino animato da figure che si muovono tra rovine e sterpaglie. Alla geniale impaginazione e al tocco di realismo rappresentato dalle umili figurette, si nota la maestria dell’autore di rendere, grazie alla meticolosa gradazione dei grigi (quindi alla minore o maggiore sequenza dei tratti incisori) la percezione atmosferica della foschia nel paesaggio in lontananza e del gioco della luce solare tra le arcate del Colosseo.

 

 

Tra le incisioni dedicate al contado romano l’opera “Veduta del Tempio della Sibilla di Tivoli” è esemplificativo per conosce qualche altro aspetto, tecnico e tematico, della produzione artistica del Piranesi. Il monumento questa volta è inquadrato dal basso per amplificare la grandiosità della costruzione, il cielo che col suo chiarore espande l’effetto monumentale. Colpiscono le figurette che si aggirano qua e là con plastica gestualità. A differenza di alcune vedute romane in cui le umili figure esprimevano un tocco di realismo, qui esse assumono una valenza simbolica, ci appaiono a metà strada tra esploratori che si muovono qua e là tra i resti e banditi o contadini nascosti tra la sterpaglia ai piedi dell’antico tempio. Esse sono le enigmatiche genti che popolano questi luoghi magici e misteriosi, persone che, come le architetture, sembrano sospese in un tempo indefinito carico di riflessioni sul dualismo tra l’antica bellezza e grandiosità classica e la forza del tempo e della natura che le ha rese meste rovine.

 

 

Con le “Carceri” affrontiamo l’apice dell’arte di Piranesi.
Unanimemente questa serie di raffigurazioni sono ritenute i suoi capolavori assoluti. Esse sono frutto esclusivo del suo genio inventivo e tecnico e ancora motivo di ispirazione per l’arte contemporanea, come le celeberrime opere di Maurits Vornelis Escher dimostrano. In un ambiente sotterraneo senza aperture con l’esterno, possenti arcate sostengono una fitta sequenza di piani intersecanti tra loro, linee spezzate, che si susseguono senza respiro né logica, disorientando l’osservatore, portandolo ad un senso di smarrimento e angoscia.

 

Piranesi riempie quest’ambiente già di per sé inospitale con passerelle sospese nel vuoto, scale e corridoi dei quali non si comprende il fine, funi penzolanti e strumenti di tortura portando lo spettatore da una prima reazione di curiosità e incomprensione verso la percezione di un luogo oscuro, privo di ragione in cui alleggia la presenza del terrore; un’edificazione visionaria del teatro della tortura e della morte. In questa serie di incisioni, non sappiamo se Piranesi ponga una questione morale sulla brutalità della giustizia o se il suo sia, semplicemente, un “capriccio” barocco, tutto ciò non è dato sapersi.
Probabilmente, come ogni grande artista, egli, pone motivi di interrogazione allo spettatore, piuttosto che proferire scontate sentenze.

 

C’è anche una eccellenza a livello mondiale: Matilde Colledan

 

Dalla sede centrale di Ginevra sono arrivati al Collegio Pio X i risultati della sessione di maggio 2020 dell’International Baccalaureate Diploma Programme (IBO Diploma Programme). Tutti i 12 canditati del Pio X International sono stati promossi e hanno conseguito una media complessiva di 33 punti, e l’83% di essi ha totalizzato più della media mondiale che è di 30 punti. C’è anche un prestigioso 40 punti.
Ecco i nomi della magnifica dozzina: Samuel Angelo Burgazzi, Kevin Cattarossi, Matilde Colledan, Jamie Andrew Conway, Laura Dal Pont, Mariavittoria Danieli, Natalia Gomez, Alberto Moretti, Leonardo Peracin, Sebastiano Maria Persico, Sam Yang Simoni e Anna Vaccari.

 

I risultati del collegio trevigiano si collocano in un quadro preciso, fornito dalla stessa Organizzazione del Baccalaureato. Nel mondo sono stati infatti circa 87mila i giovani che si sono presentati a questo appuntamento che apre le porte alle migliori università, e i promossi sono stati l’80%. “Il fatto che tutti i nostri candidati siano stati promossi è già un primo risultato di prestigio, che fa onore alla scuola e al corpo docenti che li hanno seguiti con dedizione e competenza assoluta”, ha detto la professoressa Claudia Placidi, coordinatrice del Diploma Programma al Pio X International, “cui va aggiunto quel voto 40 su 45 di Matilde Colledan. Nel mondo circa il 9% dei promossi ottiene un voto compreso tra il 40 e il 45, e Matilde si colloca quindi tra le eccellenze a livello mondiale. Un ottimo segnale anche per la nostra scuola”. I due terzi della classe ha scelto di proseguire gli studi in una università all’estero soprattutto per medicina ed economia, gli altri quattro in Italia: due sono iscritti alla Bocconi di Milano e due studentesse studieranno medicina in Italia.

 

Anche Matilde Colledan, originaria di Meduna di Livenza e residente a Treviso, promossa con 40 su 45, ha deciso per una università estera. Il suo profilo di studi è stato quello scientifico e tra le materie presentate all’esame spicca matematica alto livello con una tesina sull’algoritmo di encriptazione, in cui dimostra in che modo la difficoltà di decriptazione aumenta con l’aumentare della dimensione della password. Le altre sue materie di esame sono state letteratura italiana, letteratura inglese, biologia, storia alto livello e fisica alto livello. E’ già iscritta all’università di Manchester per la laurea in matematica. Non racconta quale progetto abbia nel cuore da realizzare dopo la laurea. “Intanto penso a laurearmi”, ha detto Matilde. Scaramanzia o complessità di decriptazione?
Gli esami si sono svolti nel mese di maggio, nel contesto della pandemia, quindi non in presenza. Su richiesta della sede centrale di Ginevra, ogni scuola ha inviato per ciascuno studente e per ciascuna materia, un lavoro autonomo del candidato, e la documentazione relativa ai risultati conseguiti nel corso dell’anno. In base al profilo storico-accademico della scuola e alla sua affidabilità nella presentazione dei candidati stessi, l’IBO ha poi definito il voto finale. Quindi, come l’IBO tiene a precisare, la valutazione si è mantenuta coerente e imparziale a livello mondiale, ma quest’anno le circostanze create dal Coronavirus hanno assegnato un ruolo di maggior peso del solito anche alla scuola e alla sua storia. L’IBO promuove e riconosce formalmente, ancora una volta, il quinto anno di successi del Pio X International di Treviso.

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