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“I dati impressionanti relativi alle morti per droga nel Veneto nel corso di quest’anno confermano l’adeguatezza della sollecitazione continua da parte mia e della Regione ad affrontare con sempre maggior attenzione e più serrati controlli un fenomeno che purtroppo continua ad espandersi, seminando morte e lutti. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo il dovere di mettere in atto tutti gli interventi possibili, in termini di prevenzione e di presidio del territorio per combattere questa piaga”.

 

 

Così l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan, torna sul grido d’allarme lanciato dal prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, a seguito dei 25 casi di morte per overdose nel Veneto nel corso di quest’anno, un dato che pone la nostra regione al primo posto in Italia.

 

 

“Concordo pienamente con il prefetto Zappalorto – prosegue l’assessore – sulla necessità di convocare gli Stati generali per fronteggiare quella che è evidentemente un’emergenza da tempo, coinvolgendo ogni soggetto interessato. La Regione conferma la piena disponibilità ad adoperarsi affinché cresca la consapevolezza a tutti i livelli della pericolosità dell’uso di qualsiasi sostanza stupefacente: un messaggio che abbiamo il dovere di diffondere in uno degli ambiti purtroppo maggiormente esposti, quello della scuola”.

 

 

“Già lo scorso anno – conclude Donazzan –, a seguito dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine con i cani antidroga, era emerso che sin dalle prime ore del mattino le sostanze killer circolavano in prossimità degli istituti scolastici posti sotto sorveglianza. Venticinque morti sono il drammatico conteggio, forse purtroppo non definitivo, di quest’anno: dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché questa lista non si allunghi”.

 

 

 

 

L’Assessore alle Politiche Sociali, Giuliana Tochet, informa che ha organizzato per lunedì 26 agosto alle ore 17,30 presso il Centro Sociale di Mogliano piazza Donatori di Sangue, una riunione conoscitiva con tutti i Presidenti delle associazioni di volontariato  sociale.

 

L’Assessore Tochet precisa che questo sarà solo il primo di una seri di incontri atti a fare rete sociale nel nostro territorio.

 

Inoltre l’Assessore Tochet comunica che, a causa di un disservizio della rete internet del comune, molte mail non sono partite, tuttavia i nostri uffici hanno comunicato telefonicamente alle associazioni interessate la data e l’ora della riunione.

 

Nell’eventualità che l’invito non fosse pervenuto a tutti l’Assessore ne chiede scusa.

Ugo Rossi, coordinatore della Casa di Riposo del Gris, va in pensione

 

Grande festa oggi nella Barhessa dell’Istituto Costante Gris in onore di Ugo Rossi, coordinatore centro servizi della Casa di Riposo del Gris, che approfittando della famosa quota cento ha deciso di lasciare scegliendo il pensionamento.

 

Moltissimi gli amici intervenuti tra i quali anche alcuni dipendenti della Casa di Riposo dove Ugo Rossi ha operato con abnegazione per moltissimi anni lasciando un segno positivo del suo operato.

 

Durante la riuscitissima festa, alla quale era presenta anche il Sindaco Davide Bortolato,  allietata da musica dal vivo, Ugo Rossi ha voluto rivolgere un pensiero a Luigino Stefani, anima e colonna portante del Gris, recentemente scomparso.

 

Rossi ha chiesto alla direzione del Gris ed all’Amministrazione Comunale di dedicare a Luigino Stefani un’ala della Casa di Riposo. La proposta è stata accolta con entusiasmo dal foltissimo gruppo di amici presenti alla festa.

Mogliano Rugby partecipa al dolore delle famiglie Candiago e Galiazzo per la scomparsa di Paolo Candiago e Gianfranco “Accio” Galiazzo. Un abbraccio particolare a Vittorio Candiago, ex. giocatore biancoblù e attuale allenatore della nostra Under 16, e a Paolo Galiazzo, fisioterapista della squadra Cadetta, per la grave perdità dei loro papà.

 

R.I.P.

 

Per chi volessa essere vicino alle famiglie e dare l’ultimo saluto a Paolo e “Accio”, comunicheremo data e luogo dei funerali non appena possibile.

Siamo alle solite, ormai siamo abituati agli eserciti di persone che si presentano ad un concorso pubblico  per un posto di lavoro.

 

L’ultimo caso in questi giorni, più di 1.500 persone si sono presentate per partecipare alla selezione indetta da Veritas per l’assunzione di alcune centinaia di netturbini da impiegare nella prossima estate a Venezia e nel litorale.

 

Il concorso si chiuderà il prossimo 30 agosto e quindi c’è ancora posto per un altro bel gruppo di concorrenti.

 

Fonte: Veneziatoday

Ultimi giorni di apertura per The Ground We Have in Common, la mostra del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019 organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan in Cina.

 

L’esposizione è aperta fino a domenica 1° settembre nelle Gallerie delle Prigioni di Treviso, dal martedì al venerdì ore 15-19, sabato e domenica 10-13, 15-19, ingresso libero.

 

 

In occasione della trentesima edizione del Premio, l’esposizione, curata da Patrizia Boschiero (Fondazione Benetton) e Nicolas Vamvouklis (Gallerie delle Prigioni), affianca alla componente documentaria una selezione di opere d’arte contemporanea.

 

 

Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale.

 

 

Nelle fattorie di Dazhangshan, nella contea di Wuyuan, oltre duecentocinquanta famiglie di agricoltori coltivano le piante del tè secondo i principi dell’agricoltura biologica, tenendo vivo un luogo in cui lo stretto rapporto tra il paesaggio e chi da esso ricava sostentamento garantisce la continuità di tradizioni culturali e valori estetici, in condizioni di equilibrio tra uomo e natura. Sono questi i temi approfonditi anche dal documentario creato appositamente per questa edizione del Premio, diretto da Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi e visibile nell’ambito dell’esposizione.

 

 

The Ground We Have in Common ripercorre quindi idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni di questo Premio a un luogo, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

 

 

Una selezione di opere si relaziona con i temi essenziali del Premio Carlo Scarpa ma attraverso chiavi di lettura diverse. Storia e memoria sono le lenti attraverso cui osservare la relazione simbiotica tra l’umanità e l’ambiente naturale, lasciando emergere interrogativi che riguardano la tutela di quest’ultimo da un lato e le istanze di rinnovamento dall’altro. L’indagine si sofferma poi sul ruolo che il commercio e lo scambio hanno nel determinare il modo in cui viviamo i contesti che ci circondano. Idea, questa, che esplora l’opera sonora di Susan Hiller, ispirandosi alle teorie di Mendel sulla trasmissione dei caratteri ereditari, mentre le fotografie di Petros Efstathiadis esprimono un rapporto complesso con il proprio luogo d’origine, un’esperienza fortemente legata al contesto locale dell’artista e che, allo stesso tempo, rappresenta un vissuto condiviso universalmente.

 

Un altro tema presente nella selezione delle opere è la fisicità degli elementi naturali. Frutta, foglie e semi sono la materia prima che compone le delicate architetture naturali di Christiane Löhr, mentre il legno è il tramite per la percezione del suono nel lavoro di Michele Spanghero, e, ancora, c’è la creta, che dà forma  alla creazione di William Cobbing commissionata appositamente per la mostra. Questi materiali sono un omaggio alle competenze manuali e teoriche necessarie a trasformare il paesaggio e a trasmettere la conoscenza della cura condivisa della terra e dell’ambiente dal contesto locale a quello globale.

 

Artisti:

Antonio Biasiucci, Andrea Caretto & Raffaella Spagna, William Cobbing, Petros Efstathiadis, Susan Hiller, Christiane Löhr, Laura Pugno, Naufus Ramírez–Figueroa, Elham Rokni, Armén Rotch & Gilda RG, Michele Spanghero, Cao Yuxi (James).

 

La mostra comprende l’installazione “Here in My Garden”, concepita per il piccolo spazio espositivo all’aperto nella piazzetta antistante il Duomo e composta da specchi e foto di grandi dimensioni che ritraggono le coltivazioni del tè di Dazhangshan. La città si specchia nell’installazione, che restituisce inaspettatamente l’immagine di un luogo naturale e trasforma l’ambiente urbano in un giardino onirico dove le colline del tè diventano protagoniste. Lo spazio pubblico diventa così un paesaggio senza confini, popolato di riflessi e rimandi in cui si muovono i volti dei visitatori. L’opera, curata dall’architetto Tobia Scarpa e da Enrico Bossan e collocata nel cuore di Treviso, intende suggerire il bisogno di una maggiore consapevolezza dell’importanza della cura e della tutela del paesaggio e della città.

 

 

 

The Ground We Have in Common

Mostra del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019

Curata da Patrizia Boschiero (Fondazione Benetton Studi Ricerche) e Nicolas Vamvouklis (Gallerie delle Prigioni)

Gallerie delle Prigioni, Piazza del Duomo 20, Treviso

Aperta fino a domenica 1 settembre 2019, dal martedì al venerdì ore 15-19, sabato e domenica 10-13, 15-19

Ingresso libero.

Visite guidate per gruppi di max 20 persone, al costo di 5 euro a persona. Prenotazioni:

T 0422 5121, [email protected]

Agli architetti iscritti all’ordine professionale che visiteranno la mostra sarà riconosciuto un credito formativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 A Treviso inizia il conto alla rovescia per l’ottava edizione dello show dedicato al pattinaggio a rotelle. Bruno Sartorato: “Una grande vetrina per il nostro movimento”. Inizio alle 20.30, ingresso libero  

 

Treviso, 23 agosto 2019 – Salti e piroette, virtuosismi e raffinate coreografie: Piazza dei Signori si prepara ad ospitare lo spettacolo del pattinaggio a rotelle.

 

Sabato 31 agosto, nel cuore di Treviso, è in programma l’ottava edizione di “Stelle sotto le stelle”, rassegna che torna in città dopo un anno d’assenza per ragioni organizzative.

 

I pattinatori si esibiranno su una grande pista rettangolare, lunga 40 metri e larga 20, che verrà allestita in Piazza dei Signori. Sarà uno spettacolo unico, in una cornice di grande fascino. Oltre mille persone hanno assistito all’edizione 2017 di “Stelle sotto le stelle”, applaudendo le evoluzioni dei migliori pattinatori trevigiani, e non solo.

 

Sarà una serata dedicata ai singoli, alle coppie e ai gruppi – spiega l’organizzatore Bruno Sartorato, delegato territoriale per Treviso e Belluno della Fisr, la Federazione Italiana Sport Rotellistici -. Applaudiremo i migliori interpreti del pattinaggio artistico. Ma è anche prevista un’esibizione di pattinaggio freestyle e presenteremo la squadra di pattinaggio corsa della Polisportiva Casier, che anche quest’anno ha raccolto allori. Il pattinaggio a rotelle, in ambito federale, è una realtà che sul territorio coinvolge 31 società per l’artistico, il nostro fiore all’occhiello, e altri quattro club tra corsa e hockey. ‘Stelle sotto le stelle’ è una grande vetrina per l’intero movimento. Ringraziamo l’amministrazione comunale che, con grande sensibilità, ci ha concesso l’utilizzo di Piazza dei Signori”.

 

I protagonisti di “Stelle sotto le stelle” prenderanno confidenza con la pista a partire dal pomeriggio di sabato. Alle 20.15 la sfilata dei pattinatori da Piazza Duomo a Piazza dei Signori.  Seguirà un intermezzo musicale con l’esibizione della Banda Spettacolo di Ponte di Piave e Salgareda. Poi, spazio ai pattinatori. Il cast sarà ufficializzato nei prossimi giorni. L’ingresso è gratuito. Spettacolo garantito.

 

 

 

                                                               

                                                              

 

 

 

 

Sarà attivo, a partire dalla fine di agosto, uno sportello di ascolto – denominato GAP, che sta per gioco d’azzardo patologico – che offrirà un servizio di accoglienza, informazione, consulenza, orientamento e supporto a persone che hanno problemi con il gioco d’azzardo, a familiari di giocatori e a chiunque necessiti di informazioni riguardanti il fenomeno.

 

L’iniziativa è frutto di un protocollo d’intesa con l’ULSS4 Veneto Orientale e si inserisce nell’attività intrapresa dall’amministrazione comunale per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e per prevenire l’insorgenza di problemi legati alla ludopatia.

 

“La nostra amministrazione – precisa Roberto Rugolotto, assessore alle Politiche Sociali – ha intrapreso da tempo un’azione di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, nella consapevolezza che la ludopatia è un problema serissimo, che distrugge la vita delle persone, colpendo soprattutto quelle più deboli. Con l’approvazione del “Regolamento comunale in materi di giochi”, adottato dal Consiglio Comunale all’inizio del 2018, ci siamo dotati di uno strumento normativo che introduce una serie di adempimenti per tutte le attività che prevedono la presenza di apparecchi elettronici con vincite in denaro. Sapevamo allora che quello poteva essere solo un punto di partenza di un percorso più lungo, con l’obiettivo di educare e sensibilizzare le persone alla responsabilità, cosicché più i cittadini comprendono la pericolosità di questi fenomeni e maggiore diventa la possibilità di realizzare una sorta di immunizzazione collettiva. L’attivazione dello sportello GAP va in questa direzione”.

 

Lo sportello – gestito da una psicologa dell’ULSS4 – sarà attivo il lunedì dalle 12.00 alle 13.00 ogni 15 giorni, con inizio il 26 agosto. Ulteriori informazioni si possono reperire presso gli uffici dei Servizi Sociali o ai n. 0421 359196 / 0421 35917.

           

Ieri sera, durante i consueti servizi di controllo del territorio, gli uomini del Commissariato di Jesolo con il Reparto Prevenzione Crimine di Padova e con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga della Questura di Padova hanno perlustrato l’area compresa tra Piazza Mazzini ed il relativo arenile, zona della c.d. “movida”.

 

Nel corso di tale attività un ruolo di primo piano è stato svolto dai cani della Polizia che sono stati in grado di individuare, grazie al loro olfatto allenato, quattro soggetti che “odoravano” di droga. Questi, tre cittadini italiani ed un straniero, erano in possesso di piccole quantità di marijuana, di cui hanno dichiarato la detenzione per uso personale. Nei loro confronti sono scattate le contestazioni amministrative previste dall’art. 75 del D.P.R. 309/90, con contestuale sequestro dello stupefacente. Durante il servizio gli addestratissimi cani hanno individuato anche una decina di “nascondigli” utilizzati dagli spacciatori per occultare le sostanze stupefacenti.

 

In totale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 60 grammi di marijuana e 20 grammi di hashish, avvolti in involucri trasparenti o in piccoli contenitori, occultati in anfratti delle recinzioni, nelle fioriere del percorso pedonale e lungo l’arenile, pronte per essere smerciate.

 

Sempre ieri nel corso della mattinata sono stati rinvenuti 5 piccoli involucri occultati in una scatoletta nascosta nei pressi della recinzione di uno stabile, contenenti cocaina. Sono in corso le indagini.

 

 

           

 

 

 

Entro il prossimo 14 settembre i detentori di armi da sparo dovranno presentare all’Ufficio locale di Pubblica Sicurezza (Commissariati di Polizia o, in assenza, locale Comando dell’Arma dei Carabinieri) il certificato medico attestante i requisiti previsti dalla legge per detenere armi.

 

La nuova normativa prevista dal decreto legislativo n.104 del 10 agosto 2018 e adottata in attuazione alla Direttiva UE (n. 2017/853) prevede l’obbligo di presentare all’Ufficio locale di Pubblica Sicurezza il certificato medico attestante i prescritti requisiti a carico dei soggetti che detengono armi, anche in collezione, ogni cinque anni.

 

Trascorso invano il 14 settembre 2019 gli uffici di Pubblica Sicurezza provvederanno a diffidare i soggetti inadempienti a presentare il certificato entro 60 giorni dal ricevimento della diffida e, nel caso di inottemperanza, procederanno al ritiro delle armi e delle munizioni ai sensi dell’art. 39 T.U.L.P.S. per i successivi provvedimenti di competenza della Prefettura (confisca).

 

Tale obbligo non si applica: ai titolari di licenza di porto d’armi, in quanto assolvono l’obbligo in questione al momento del rinnovo dell’autorizzazione, ai collezionisti di armi antiche ed ai soggetti autorizzati dalla legge a portare le armi senza licenza.

 

La disciplina precedente (decreto legislativo 29.09.2013 n. 121) stabiliva invece che il certificato medico di idoneità psicofisica per i detentori venisse presentato una tantum.

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