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La nuova casa della spesa alimentare Cadoro è ora aperta al pubblico, “il nostro capo” come sottolinea il Presidente Bovolato.

 

La famiglia Bovolato è impegnata da tre generazioni impegnata, partendo dal nulla, a coniugare lavoro e territorio, realizzare il massimo con un’etica dell’impresa esempio per l’imprenditoria.

 

 

Questo è il Veneto che non molla, come ha detto l’avvocato Barel.

 

Ad accogliere gli ospiti il grande banco verdura fresca con un nuovo sistema d’umidificazione tramite diffusore per mantenere tutta l’area espositiva, fino all’ultima foglia d’insalata, in perfetta conservazione.

 

Fornitissima la cantina vini: tra i bianchi degli ottimi Lugana della riva bresciana del Garda, poi rossi importanti senza dimenticare l’amatissimo Prosecco.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende porre all’attenzione del MIUR e delle autorità competenti, anche quest’anno, l’andamento dei trasferimenti interprovinciali registrato nelle regioni del Mezzogiorno per la classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche.

 

Complessivamente, sono stati effettuati nel Meridione 34 trasferimenti interprovinciali. Sicilia: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 13 (38,2%); previsti dal CCNI n. 8 (42,1%); Calabria: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 4 (11,8%); previsti dal CCNI n. 3 (15,8%); Basilicata: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 12 (35,3%); previsti dal CCNI n. 5 (26,3%); Puglia: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2 (5,9%); previsti dal CCNI n. 2 (10,5%); Campania: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 0; previsti dal CCNI n. 0; Molise: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 3 (8,8%); previsti dal CCNI n. 1 (5,3%) di questi un numero pari a 19 è stato assegnato tramite precedenza prevista dal CCNI (57,6% sul totale).

 

Per quanto riguarda il trend nelle province, non è certo una situazione rosea: in Sicilia quella di Agrigento, con quattro unità, è la realtà che ha evidenziato un maggiore numero di trasferimenti, anche se sono stati tutti assorbiti dalle precedenze; in Calabria, l’unico dato significativo si riscontra a Crotone, con 3 unità di cui 2 con precedenza CCNI; la provincia di Potenza con 8 trasferimenti di cui 2 con precedenza prevista da CCNI costituisce il dato più “vistoso”. Le ultime quattro regioni non evidenziano valori particolarmente significativi (Puglia: Brindisi trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2; previsti dal CCNI n. 2; Sardegna: Cagliari trasferimenti interprovinciali n. complessivo 5; Nuoro trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2; Molise: Campobasso trasferimenti interprovinciali n. complessivo 3; previsti dal CCNI n. 1).

 

Per il terzo anno consecutivo, la classe di concorso in questione risulta essere bloccata; tranne qualche isolato docente “fortunato”, si rimane là dove il vituperato (da quasi tutte le forze politiche) algoritmo ha spedito, insindacabile come il giudizio di Minosse nell’Inferno. Ricordiamo che gran parte del personale educativo in questione vanta tanti anni di servizio, anche fuorisede, e spesso un’età non certo verde. Eppure, le dinamiche, sfortunatamente, rimangono invariate: non ci sarebbero posti e, a quanto pare, non se ne vogliono creare. Secondo le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, far avvicinare gli esiliati alle proprie famiglie comporterebbe un salasso perla spesa pubblica. Purtroppo, ci saranno, come da tre anni a questa parte, costi, in termini economici ed affettivi, assai onerosi solo per le famiglie dei docenti fuorisede. Ci chiediamo quanto sia giusto.

 

Un’ulteriore riflessione vogliamo rivolgerla alla situazione dei trasferimenti interprovinciali nella scuola primaria e dell’infanzia: per ottenere l’agognato trasferimento si ricorre con frequenza assai sospetta alla precedenza CCNI. È fortemente improbabile pensare che, vista l’insorgenza progressiva di tale fenomeno, statisticamente, tutti i richiedenti abbiano reali patologie. Ci auguriamo che si apra una seria discussione sui numeri e sulle soluzioni più adatte per restituire condizioni di vita e lavoro più ragionevoli soprattutto a chi ha lasciato gli affetti a chilometri di distanza per servire con onestà lo Stato.                       

Una rete di supporto e mutuo auto-aiuto dedicata soprattutto ai neo-sindaci, neo-assessori e neo-consiglieri formata da amministratori “anziani”, attraverso uno sportello messo a disposizione dall’associazione Comuni della Marca Trevigiana: è quanto ha proposto la presidente Mariarosa Barazza nel corso dell’assemblea annuale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al Sant’Artemio di Treviso, dove all’edificio 7 ha sede l’associazione.

 

«L’ultima tornata amministrativa – è stata l’analisi della Barazza – ha evidenziato un problema mai emerso prima nella nostra provincia, in linea con una tendenza regionale e nazionale: la minor disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco nel fondamentale servizio di amministrare la comunità. In sei Comuni è stata presentata solo una lista, e uno di questi, dove purtroppo non è stato raggiunto il quorum, è stato commissariato. Questo ci deve spingere ancora di più a fare squadra tra amministratori locali, a sostenerci reciprocamente al di là degli schieramenti politici, per rendere meno faticoso l’impegno dell’amministrare».

 

 

La proposta

Da qui, la proposta avanzata oggi di formalizzare una rete di amministratori senior che sia di sostegno soprattutto ai “nuovi” con l’obiettivo di non farli sentire soli ma supportati nelle scelte politico-amministrative più critiche. Una sicurezza e un sostegno solidale non solo sotto il profilo tecnico (rispetto al quale l’Associazione offre già consulenza gratuita attraverso l’attività dei gruppi di lavoro) ma soprattutto umano e politico.

 

L’associazione ha infatti già da anni un panel di 12 gruppi di lavoro, formati da tecnici comunali ed esperti, che si riunisce regolarmente per analizzare i problemi della quotidianità amministrativa, ideare soluzioni, avanzare proposte operative, condividere le buone pratiche; gruppi di lavoro, coordinati dal dott. Vittorino Spessotto, che funzionano bene a supporto dell’attività amministrativa sui temi più sentiti dai Comuni: Personale/Organismi di Valutazione, Attività Produttive, Contenzioso Tributario, Contenzioso del Lavoro, Pratiche di Pensione, Lavori Pubblici, Edilizia e Territorio, MarcaContabile, Sociale, Privacy/Anticorruzione, Informatica, Ludopatie e Polizia Locale.

 

 

Sempre meno cittadini si mettono a disposizione per amministrare la propria comunità

«Amministrare un Comune comporta dei rischi di ordine penale e contabile importante, a fronte di indennità irrisorie e al taglio dei rimborsi spese e di una penalizzazione sul fronte lavorativo e della carriera, e in un clima generale di delegittimazione e sfiducia – continua Barazza -. È per questo che, come dimostra la recente tornata amministrativa, sempre meno cittadini si mettono a disposizione, candidandosi alla gestione del bene comune. È una tendenza che va invertita, perché ciò penalizza molto la qualità della nostra democrazia e della convivenza civica».

 

Il problema che oggi si sta manifestando in tutta la sua drammaticità ha radici in una serie di scelte del legislatore che, a parere dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana, vanno riviste quanto prima.

 

Le cause

La Presidente Barazza punta il dito in particolare contro:

• decenni di tagli di spesa orizzontali ai Comuni che rendono spesso impossibile agli eletti rispettare le promesse elettorali, quel “patto di servizio” fatto con i cittadini da chi si candida;

• la carenza di personale che obbliga alcuni sindaci e amministratori ad assumere ruoli tecnici, amministrativi e contabili, non di loro competenza, per non far chiudere gli uffici comunali;

• il taglio al numero di amministratori, che costringe ciascun assessore ad accollarsi numerosi referati con le relative difficoltà, e che ha impoverito la dialettica politica nei consigli comunali;

• il cosiddetto “Spazzacorrotti” che non agevola l’eletto a continuare a mantenere incarichi nell’associazionismo locale (dallo sport alla parrocchia!) per fantomatici problemi di conflitto di interesse;

• idem per un professionista, dall’avvocato o architetto, che se entra in un Comune finisce in un ginepraio di conflitti di interesse penalizzante per la sua attività professionale: il che fa sì che molti professionisti si guardano bene prima di candidarsi;

• il taglio ai rimborsi spese;

• l’incertezza normativa, con un cambio continuo delle leggi e dei provvedimenti, che non favorisce – quando non ostacola – il lineare procedere amministrativo;

• la burocrazia asfissiante, e spesso irrazionale, che si manifesta in una pletora di adempimenti che rallenta quando non impedisce tout court l’agire amministrativo.

«Doveroso l’appello ai parlamentari trevigiani, che già si sono adoperati per portare all’attenzione del governo la piattaforma sulla finanza locale promossa dall’Associazione, affinché lavorino per trovare consenso su provvedimenti che aiutino a ridare all’Ente locale il ruolo che gli attribuisce la Costituzione italiana di pari dignità con Stato, Regioni e Province e aiutino soprattutto a rilegittimare agli occhi dei cittadini il ruolo di chi amministra, una battaglia culturale, quest’ultima, oltre che politica. Se non si interviene d’urgenza su questo fronte il rischio è un impoverimento civile senza precedenti per i nostri territori e le nostre comunità» conclude la presidente Barazza.

 

 

Photo Credits: FB @AssociazioneComuniMarcaTrevigiana

In Veneto la popolazione riprende a crescere, dopo tre anni di declino: nel 2018 il contatore demografico ha segnato 5 mila abitanti in più, portando la popolazione dei residenti a 4 milioni e 910 mila residenti. A segnalare il dato in controtendenza rispetto all’andamento demografico nazionale (90 mila residenti in meno in un anno nella penisola), è l’Ufficio di Statistica della Regione Veneto, con l’ultimo numero di Statistiche Flash, online da lunedì.

 

Sono solo 4 regioni in Italia a registrare un saldo positivo nella variazione della popolazione: il Veneto, con un 1,1 abitante in più ogni mille abitanti, tallona l’Emilia Romagna e la Lombardia (ciascuna con 2/1000 in più) e insegue il Trentino Alto Adige (più 4,1 abitanti per mille). Tutte le altre regioni ‘perdono’ popolazione.

 

A contrastare il declino demografico, che ha portato il Veneto a perdere 22.559 abitanti in tre anni, non sono le nascite, ma le migrazioni: il Veneto è tornato regione attrattiva, che calamita nuovi residenti da altre regioni (3.804 solo nel 2017) ma soprattutto dall’estero: nel 2017 si sono trasferiti in Veneto dall’estero 25.478 persone. La Provincia più attrattiva risulta essere Treviso (5577 ingressi), seguita da Venezia (4873) e da Verona (4754).

Non sono ancora i valori pre-crisi, quando il Veneto registrava flussi in ingresso dall’estero superiori ai 50 mila nuovi abitanti, ma segnano comunque una ripresa. Anche se permangono flussi significativi in uscita: nel 2017 se ne sono andati 34.738 stranieri, il 34 per cento in più rispetto a dieci ani fa.

 

Non accenna a fermarsi, invece, il calo delle nascite: nel 2018 in Veneto i fiocchi rosa e azzurri sono stati mille in meno rispetto ai 36.596 del 2017, che a loro volta erano il 25% in meno rispetto al 2007. Per la prima volta nella storia della regione il numero dei nati è sceso sotto quello degli ottantenni, che si attestano a 38.681, di cui ben 1196 ultracentenari. 

 

La denatalità è ormai un fenomeno strutturale a causa dell’assottigliarsi del contingente demografico delle madri potenziali e dello spostamento delle gravidanze verso età più avanzate: l’età media del primo parto è 32 anni, uno in più rispetto al 2008 . Il risultato è la contrazione del tasso di natalità: nel 2018 in Veneto si è arrivati a 1,36 figli per donna, a fronte di una media europea di 1,59 figli per donna.

 

Complessivamente la popolazione veneta risulta essere tra le più longeve in Italia: l’età media è di 83,4 anni (85,6 per le donne), a fronte di una media italiana di 82,7 anni. Ma l’allungarsi delle speranze di vita mette a rischio l’equilibrio demografico: gli over 75 nel 2017 erano 615.558, pari al 12,5 % della popolazione; tra vent’anni, nel 2010, saranno il 18% della popolazione.

È ora, il 30  giugno parte il Taormina Film Fest che si propone ricco di appuntamenti arenato nella suggestiva ambientazione del Teatro Antico.

La serata di Inaugurazione prende avvio con l’assegnazione del premio Taormina Arte Award a Bruce Beresford, che ci presenterà la sua ultima fatica” Ladies in Black”, commedia drammatica , e sarà preceduta da “Battaglia al Maxxi” un breve documentario di Carlo Carlei in omaggio alla nostra bravissima fotografa Letizia Battaglia, di cui abbiamo parlato qualche mese orsono riguardo ad una splendida sua personale a Venezia.
Il secondo giorno per il Taormina Arte Award sarà la volta di Nicole Kidman e a seguire la prima proiezione di ‘Yesterday ”  l’ attesissimo film su i Beatles anch’esso recensito tempo addietro nella nostra rubrica #Instacult.
Il 2 luglio alla  presenza del regista Mimmo Calopresti anteprima mondiale di’” Aspromonte – La terra degli ultimi”.
Anticipato dalla consegna del premio Taormina Arte Award al regista australiano Phillip Noyce e al produttore Fulvio Lucisano.
La serata del 3 luglio dopo la premiazione del Taormina Arte Award al regista gallese Peter Greenaway, verrà  proiettato il docufilm di Sidney Pollack sull’album più venduto di Aretha Franklin.
Il 4 luglio il Premio Angelo D’Arrigo sarà consegnato al regista Premio Oscar Oliver Stone, presidente della giuria  del Taormina Film Fest e come una combinazione perfetta, voluta e sublime, la proiezione di  “Nato il 4 luglio”, memorabile pellicola di Oliver Stone con Tom Cruise, indimenticabili i suoi 2 Oscar.
Il 5 luglio il Taormina Arte Award andrà all’attrice Premio Oscar Octavia Spencer e subito dopo il documentario di Mark Deeble e Victoria Stone, “The Elephant Queen”, di Mark Deeble e Victoria Stone, tallonato  dall’anteprima italiana di Spider Man :Far From Home, diretto da John Watts.
Gran finale il 6 luglio con le attese premiazioni finali e la proiezione di “I’ll Find You”, Di Martha Coolidge anch’essa premiata con il Taormina Arte Award.
Da non perdere le” incursioni’dei nostri Pierfrancesco Favino, Margherita Buy, Daniele Lucchetti e Alessandro Haber.
Tutto ciò nella memorabile cornice di Taormina, il suo mare e il Teatro Antico, dove il cinema e i suoi protagonisti non faranno morire i sogni all’alba ma ce li offriranno dolci, schivi e leggiadri, per poterci allietare sempre.

“Fare il punto della nostra azione, con il coinvolgimento di tutto il gruppo dirigente metropolitano e territoriale e programmazione del nostro lavoro per la seconda parte dell’anno”. Queste le parole di Daniele Tronco, Segretario dello SPI CGIL Metropolitano Venezia, nel presentare “Una visione d’insieme” l’iniziativa che vedrà coinvolte le 16 Leghe dei Pensionati veneziani, in programma il 1° luglio alle ore 9,30 nell’Auditorium del Museo M9 a Mestre, in via Pascoli.
Nutrito il programma con, in apertura, il saluto di Ugo Agiollo, Segretario Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia e il contributo di Elena Di Gregorio, Segretaria Generale dello SPI Veneto.
Dopo la relazione introduttiva di Daniele Tronco, Segretario Generale dello SPI CGIL Metropolitano Venezia, sono previsti i contributi dei Responsabili dei Dipartimenti in cui sono strutturate le Leghe territoriali. Dopo il dibattito, le conclusioni saranno tenute da Ivan Pedretti, Segretario dello SPI Nazionale.
“Per quanto riguarda la nostra realtà – esordisce Tronco – “sono oltre 35.000 gli iscritti allo SPI Metropolitano. I pensionati totali residenti nella nostra provincia sono 220.000 e, di questi, sono 70.000 (31%) ad avere un assegno inferiore ai 1000 euro lordi, con 50.000 donne che rappresentano il 70% del totale. E sempre le donne sono le più penalizzate nelle pensioni inferiori al minimo, rappresentando il 65% del totale (26.000 su 40.000)”. “Se ciò non bastasse – prosegue il Segretario dello SPI – “dobbiamo fare i conti con i dati previsionali, non sono certo confortanti, di una popolazione sempre più anziana, con problematiche legate alla non autosufficienza  e ad altre criticità che si sovrappongono, quali solitudine, inadeguate politiche abitative e socio sanitarie, indigenza, truffe, ludopatia, per citarne solo alcune.
E, questione non certo secondaria, nei prossimi 15/20 anni si passerà dal 23% attuale degli over 65 a un 35%. Va da sé, che si dovrà pensare a una rete di servizi adeguata per poter far fronte ai nuovi e pressanti bisogni, che ne deriveranno.” “Anche il Sindacato” – sottolinea con forza Tronco – “dovrà essere all’altezza di queste sfide. Il nostro punto di forza è rappresentato dalla contrattazione sociale, attraverso la costruzione di piattaforme unitarie, senza dimenticare la campagna sui Diritti inespressi, che ci vede quotidianamente impegnati per la difesa e la tutela dei diritti dei nostri iscritti e non solo. “Temi importanti” – conclude Daniele Tronco – “che ci hanno visto mobilitati territorialmente e anche nazionalmente con grandi manifestazioni in piazza, non ultime quelle di giugno a Roma e a Reggio Calabria. Ecco perché è altrettanto importante affrontare questa grave situazione del Paese con ottiche innovative e buone pratiche, che confermino la nostra azione sindacale, a partire proprio dalle nostre Leghe territoriali.
E l’iniziativa di Mestre del 1° luglio dell’Assemblea delle Leghe dello SPI CGIL Metropolitano Venezia, che vede la presenza del nostro Segretario Nazionale dello SPI, Ivan Pedretti, va proprio in questa direzione”.

Il portale biblioteche trevigiane fornisce un nuovo servizio di edicola digitale tramite la piattaforma PressReader distribuita da MLOL (Media Library On Line), dove si possono trovare in formato digitale settimanali, riviste e quotidiani italiani (tra cui l’edizione locale trevigiana del Corriere del Veneto), ma anche pubblicazioni e quotidiani stranieri.

Oltre a questo anche audiolibri, e-books, spartiti musicali, video, materiale per e-learning, videogames e altro ancora.

 

Con PressReader si potranno anche ascoltare gli articoli grazie alla funzionalità text-to-speech, oppure tradurli da o in un’altra lingua.

Il servizio è offerto dalla Provincia di Treviso ed è gratuito.

 

Per accedervi è necessario rivolgersi alla propria biblioteca di riferimento, che provvederà ad effettuare l’abilitazione. Servono solo la tessera della Biblioteca e un indirizzo email.

Domani a Palazzo Rinaldi di Treviso presentazione per genitori e insegnanti del Manuale di Etica Universale

 

“Se non si cambia direzione non c’è speranza di risolvere i problemi della scuola. Aumenterà la violenza aumenteranno i bambini con disagi iperattivi. Aumenteranno le nevrosi e la violenza dei genitori. Tutto ciò era stato detto già 40 anni fa”.

 

Il messaggio è forte e viene da Valentino Giacomin, fondatore di “Alice Project Universal Education”, un metodo educativo che ha incantato il Dalai Lama e Richard Gere. Un metodo innovativo introdotto nelle scuole pubbliche; sperimentale e profondamente spirituale, che mira ad integrare il curriculum scolastico tradizionale con materie che possano aiutare gli studenti ad aprire la mente creando un nuovo paradigma formativo. “Alice Project” è stato definito la Pedagogia Montessori del XXI secolo: gli obiettivi raggiunti, sia dal punto di vista accademico che educativo, sono la sconfitta del bullismo nelle scuole, l’assenza di problemi comportamentali, di apprendimento e iperattività negli studenti ed eccellenti risultati agli esami di Stato.

 

Il Maestro trevigiano, ieri a Venezia, al termine della presentazione a Palazzo Ferrofini del suo Manuale di Etica Universale per genitori e insegnanti (edito da Terranuova) ha ricevuto un riconoscimento da parte del Presidente del Consiglio Roberto Ciambetti e anche a nome del Presidente Luca Zaia.

 

“L’etica universale di Giacomin – ha detto il presidente Ciambetti durante la presentazione – è una risposta interessantissima a quei processi che segnano il mondo globalizzato governato da algoritmi e da poteri che non hanno di certo lo scopo di promuovere il benessere delle comunità. Quella che chiamiamo globalizzazione in verità è una sorta di MacDonaldizzazione, l’appiattimento di saperi e sapori, l’omogeneizzazione di comportamenti, stili di vita e consumi che negano il valore dell’identità, la ricchezza cioè che porta con sé ogni singola cultura, ogni comunità, ogni individuo. Davanti a questi fenomeni spersonalizzanti, avvertiamo sempre più la necessità di riportare al centro della vita non solo economica, ma anche politica, sociale e culturale, l’essere umano, i suoi bisogni, la sua dignità, la sua identità. Giacomin ha visto bene il pericolo celato se a uomini e donne si sostituisce l’homo oeconimicus, amorale per definizione, immorale negli esiti – ha sottolineato Ciambetti –  la strada indicata da Giacomin è quella della scuola e dell’educazione, e il volume che presentiamo oggi è un manuale per insegnanti e genitori: fondamentale è partire dai più giovani, da chi domani porrò rimedio ai nostri disastri”.

 

 

“Siamo partiti con 70 studenti nella scuola elementare e ora abbiamo 1300 studenti – ha detto Valentino Giacomin- 3 scuole e tutte impostate sulla visione educativa di Alice. I risultati sono tangibili: nelle nostre scuole c’è pace e gli studenti continuano a sorridere. Non c’è bullismo e i problemi l’iperattività non esistono. Non ho memoria nel corso dei miei 25 anni di esperienza di aver assistito nelle nostre scuole a un litigio. Durante la ricreazione, abbiamo 1300 studenti dai piccoli della scuola materna a quelli del liceo, gli insegnanti non hanno bisogno di sorvegliarli. Quando entri all’interno della scuola senti qualcosa di diverso. Si sta bene. C’è qualcosa che vale la pena esportarlo anche in altri paesi. Quello che stiamo facendo in Italia. Nel plesso scolastico di Tavernelle ad esempio, le maestre mi confermano che c’è un cambiamento. Cambiamento che si traduce poi in maggior felicità, maggior serenità, meno tensione. I bambini sono più rilassati e imparano anche meglio. Quindi abbiamo due risultati importanti, quello sul piano cognitivo e quello sul piano del comportamento.

 

A presentare il volume, Claudia Benatti, giornalista coordinatrice di progetti per la Casa Editrice ‘Terra Nuova’: “Un patrimonio di sapere che Valentino Giacomin, anche con questo Manuale, ha messo a disposizione per la crescita e l’educazione di tantissimi ragazzi. Il libro è illuminante, racchiude l’etica e l’approccio del Progetto Alice, si presenta quindi come uno strumento prezioso, fondamentale, per il lavoro degli insegnanti e il ruolo educativo dei genitori, al fine di cercare di rispondere in modo adeguato al crescente disorientamento dei ragazzi”.

 

“Siamo quindi felici e orgogliosi – ha concluso il Presidente Ciambetti – di conferire al Maestro Valentino Giacomin una pergamena di riconoscimento, da parte della Regione Veneto, per il suo prezioso ruolo di grande protagonista della cultura e della pedagogia”.

 

Il volume “Manuale di Etica Universale” è in uscito in questi giorni e il Maestro Valentino lo sta presentando in un tour in diverse regioni d’Italia. In Veneto, dopo ieri a Venezia, l’appuntamento è per giovedì  27 giugno a Treviso, alle ore 18.30 nella Sala Verde di Palazzo Rinaldi. Per la partecipazione si consiglia di prenotare i posti inviando una email a [email protected] oppure chiamare il numero 349.095 26 29. L’ingresso è gratuito.

Mogliano Rugby 1969 è felice di poter ufficializzare la riconferma di tre giovani che nel corso della scorsa stagione si sono rivelati molto utili al raggiungimento dell’obiettivo salvezza. Si tratta dei centri Giovanni Scagnolari e Antonio Zanatta, oltre al trequarti ala Federico Pavan.

 

“Zanatta, Scagnolari e Pavan sono dei giovani veramente interessanti, che l’anno scorso pur non potendo ancora contare su un bagaglio di esperienza consistente, hanno avuto un minutaggio davvero importante.” dichiara Salvatore Costanzo, “Antonio Zanatta è un giocatore con un’attitudine al placcaggio notevole, di fatto è stato uno dei migliori placcatori della squadra e ha dei grossi margini di miglioramento. Federico Pavan è un giocatore molto concreto, per costanza di prestazioni e attitudine al lavoro, con uno stile di gioco fatto di consistenza e pochi errori. Giovanni Scagnolari è un giocatore che riteniamo essere dotato di puro talento, che è stato in grado di dimostrare sul campo dando qualità all’attacco. L’anno scorso questi ragazzi si sono fatti carico di responsabilità premature date dalla necessità, crediamo fermamente in una loro ulteriore crescita sia fisica che tecnica che, con il bagaglio di esperienza acquisito nella passata stagione, possa veramente migliorare il loro gioco e rendimento all’interno della squadra.”

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