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La camminata alchemica è un’esperienza di trasformazione nella natura per dare una svolta alla tua esistenza. Ti aspettiamo a Nervesa della Battaglia (Tv) domenica 9 giugno dalle ore 15 alle 19 circa. I posti sono limitati!

 

Una camminata che trasforma i grandi punti di domanda della tua vita in opportunità da cogliere e strade da percorrere. Un coaching in natura con pochissime persone, per amplificare al massimo il confronto, la ricerca, i risultati.

 

Con il sostegno del potere intrinseco di un luogo magico, dove gli alberi di paulownia, un ricco sottobosco collinare e una fonte pura creano un contesto ad alto potere alchemico ed energetico. Spegni la mente, lasciati guidare dal tuo intuito ed entra nella profondità di te stesso: troverai la risposta pronta ad aspettarti e imprimerai la giusta svolta nelle aree della tua vita per cui stai chiedendo aiuto!

I lavoratori del CUP dell’ospedale dell’Angelo, oggi sono scesi in sciopero. Questi lavoratori, che ogni giorno con pazienza e capacità accolgono i cittadini per la programmazione delle loro cure e dei loro esami, sono dei lavoratori in appalto.

 

Questa situazione vuol dire non avere un futuro chiaro e rischiare di perdere il posto di lavoro ad ogni scadenza quinquennale del contratto, e tutto con stipendi inadeguati che sviliscono il lavoro di personale capace e formato.

 

I lavoratori del CUP dell’ospedale dell’Angelo chiedono quindi alla loro azienda ed all’azienda sanitaria di riconoscere il valore e l’importanza di ciò che fanno rivalutando le loro retribuzioni.

 

Chiedono inoltre che nella gara di appalto in dirittura di arrivo vengano inserite le clausole di tutela e garanzia dei livelli occupazionali e della qualità del servizio.

 

Riconoscere tutto ciò significa non solo rispettare i diritti dei lavoratori, ma anche tenere nella giusta considerazione i cittadini ed i pazienti che si rivolgono al CUP  dell’ospedale mestrino.

Domenica 2 giugno, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (costo 5 euro a persona). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere furono commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine, che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto, a illustri pittori dell’epoca quali: Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani.

 

Dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton; questo consentendo alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato; poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, da parte di Luciano Benetton; successivamente nel 2010 l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

Dopo che per un intero mandato si è rifugiata nel suo ufficio, ha evitato accuratamente ogni contatto con la cittadinanza, ha democraticamente tagliato le teste dei suoi più stimati collaboratori, ha diviso la sua maggioranza con comportamenti dispotici e arroganti ora Arena mi sfida a partecipare ad un incontro pubblico in vista del ballottaggio, posso capire la smania di rincorsa e il fremito della consapevolezza di essere stata bocciata al primo turno dalla cittadinanza, ma trovo singolare che dopo 5 anni dove avrebbe potuto confrontarsi con la minoranza, che ha invece infangato costantemente, oggi abbia tutta questa voglia di incontrarmi an plein air.

 

Dopo anni di imbalsamazione è singolare che solo ora si ricordi di asfaltare, inaugurare e farsi addirittura vedere in città, e richieda il dialogo, oggi lo fa forse grazie ai preziosi consigli di uno Spin Doctor ripescato pubblicizzando la sua squadra e provando a scrollarsi di dosso il peso dell’essere individualista ma si sa… il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche perché in fatto di fughe dai confronti possiamo solo imparare da lei! Accogliamo il suggerimento che gli diede il suo spin doctor nel 2014 e lo mettiamo in pratica anche noi!

 

Quindi cara Carola Arena non parteciperò a nessun confronto con Lei, visti poi quelli a cui sono stato invitato, tra i quali quello della CGIL, il cui rappresentate ha inviato a tutti gli iscritti un invito al voto, ovviamente per la Lista “Mogliano Democratica”, usando un numero del Sindacato! Il confronto lo faccio tutti i giorni con i miei concittadini, nelle piazze, al mercato, nella mia sede e nelle vie di Mogliano, alla fine non penso che sia Lei o la sua claque quella da convincere.

Davide Bortolato

Inclusione, solidarietà e impegno. È questo il messaggio di sensibilizzazione che il centro commerciale Valecenter (Marcon) vuole trasmettere sostenendo il progetto PlayDay organizzato dal Comune di Marcon. Si tratta di una manifestazione promossa dall’associazione Amici della Laguna e del Porto di Venezia che ha intrapreso un percorso di insegnamento nelle scuole materne, elementari e medie per far riflettere i più piccoli sul tema della disabilità e dello sport come preziosi strumenti di inserimento sociale.

 

L’iniziativa

“C’è posto per tutti. Vuoi il mio parcheggio? Ti do anche il mio handicap” è lo slogan del lavoro svolto da Pietro Martire, Presidente dell’associazione Oltre il muro, che attraverso una serie di incontri nelle scuole primarie e nella secondaria di primo grado ha veicolato una comunicazione propositiva nei confronti della diversità, favorendo lo sviluppo di scambi e opportunità di crescita grazie alle relazioni con l’altro.

 

I bambini

A tal proposito i bambini sono stati chiamati a interagire attivamente durante la campagna realizzando disegni di cartelli stradali per segnalare i parcheggi riservati ai disabili a Valecenter e vicino agli istituti scolastici. Nelle scuole materne si è svolto il progetto “Con gli occhi tuoi” a cura dell’associazione Il Piccolo Principe, dove i dottori clown hanno sensibilizzato sul tema delle diversità con la messa in scena della favola “Il leone e il topo” e la conseguente rappresentazione su carta realizzata dai bambini. Il centro commerciale Valecenter che ha svolto un ruolo di supporto all’iniziativa ha deciso di esporre gli elaborati degli alunni delle scuole primarie nella propria galleria in uno store al piano terra.

A partire dal 1 giugno sarà così possibile visitare la mostra con tutti i disegni realizzati dagli studenti degli istituti scolastici aderenti al progetto e vedere le opere che hanno vinto il concorso.

 

Le parole del Sindaco

Il Sindaco, Matteo Romanello ha dichiarato: “L’Amministrazione ha voluto fortemente portare l’attenzione sul tema della disabilità e dell’inclusione sociale. Un lavoro partito circa un anno fa, che ha visto la forte partecipazione dell’assessore Misserotti in tutte le fasi organizzative. Veder realizzati questi piccoli capolavori darà il giusto messaggio a coloro che troppe volte sbagliano utilizzando impropriamente gli spazi destinati a persone con disabilità. Il nostro impegno perché questo non accada nel futuro”.

 

Un’iniziativa di confronto, di riflessione e di insegnamento per avvicinare i più piccoli a tematiche di sensibilizzazione sociale anche all’interno di realtà più dedite al tempo libero.

 IL TEATRO IN VIA VERDI …comunque sia  bisogna avere occhi! Storia della Galileo Industrie ottiche Venerdì 31 maggio alle ore 19, inizio area pedonale

 

Dopo la musica indiana, i poeti mestrepolitani, le musiche popolari, l’arte contemporanea e il ricordo di Sara Campesan, è la volta del teatro.

 

Dopo averci regalato lo scorso anno lo spettacolo Storie di noi tanti, Linda Bobbo, assieme a Vanni Carpenedo, torna in via Verdi con uno spettacolo scritto da Antonella Saccarola.

 

Argomento sarà l’industria ottica Galileo, presentato così dall’autrice: “Una storia che mi affascinava, una storia sofferta che appartiene ai lavoratori Galileo ma anche alla città e alla storia di Porto Marghera; una fabbrica dismessa che si sta coprendo di rovi e bambù che ne coprono la scritta e la memoria. Per ridare memoria a questa storia, soprattutto ai giovani, ho scritto questo testo, frutto anch’esso di una ricerca sociale, di interviste a operai che hanno lavorato nella fabbrica, in diversi reparti.

 

Strada facendo ho scoperto che sono veramente tante le persone, uomini e donne, che hanno lavorato alla Galileo Industrie Ottiche e che molti negozi di ottica della provincia sono stati aperti da ex dipendenti della fabbrica.

 

Una storia delicata, difficile da raccontare, mediatori sono i personaggi Ettore e Vania, marito e moglie che si sono conosciuti alla Galileo e che ne hanno condiviso le vicende fino alla chiusura nel 2000.

 

Una cosa che mi ha colpita nella ricerca è che molti lavoratori Galileo andavano al lavoro cantando: all’alienazione della fabbrica era contrapposta la relazione fra operai; in molti nelle interviste hanno riferito che alla Galileo sono cresciuti, umanamente e politicamente.

 

Nella ricerca ho capito anche che alla Galileo c’era un’alta tecnologia, che la lente era prodotta e lavorata, controllata con cura, in uno sforzo collettivo teso a raggiungere la perfezione della lente. Anche questo mi affascinava, il vedere, in questi tempi opachi, perché, come dice Ettore, riportando le parole di suo padre: ‘Comunque sia… bisogna avere occhi!’

 

Informazioni potete trovarle nella nostra pagina  www.facebook.it/viaverdimestre.

Le vetrine dei negozi mostrano l’Alfabeto di Marghera, ventuno opere d’arte esposte dal 31 maggio al 5 giugno.

 

Hanno partecipato più di 650 persone di 48 nazionalitàLa Mostra dei quadri dell’Alfabeto per lo Sviluppo Sostenibile sarà inaugurata venerdì 31 maggio alle ore 18:30, a Marghera in Piazzale Municipio, 8. Fino al 5 giugno sarà esposta in sei vetrine dei negozi al centro di Marghera tra Piazzale Municipio e Via Canal. E’ la prima volta che viene realizzato su tele l’Alfabeto di una città del Nordest e che una mostra di quadri viene realizzata utilizzando le vetrine dei negozi.

 

L’evento è nel programma nazionale del Festival Sviluppo Sostenibile 2019. Al progetto, ispirato dagli orientamenti internazionali dell’Agenda 2030 Onu, hanno partecipato più di 650 persone di 48 diverse nazionalità. Sono stati realizzati 21 eventi che hanno prodotto 21 storie con altrettante opere d’arte e videoclip. E’ prevista la pubblicazione di un libro. Sito www.margheraforever.org.

 

Alfabeto di Marghera è un progetto innovativo realizzato assieme a scuole, istituzioni, imprese e media per valorizzare tre aspetti caratteristici di Marghera, simbolo del ‘900, intesa come Città del Lavoro, Giardino e Multiculturale. Il Comitato, presieduto da Simonetta Saiu, con vice presidente Elvio Goldin e coordinatore Vittorio Baroni, è stato ideato dal Comitato Marghera forever e sviluppato assieme all’Istituto Comprensivo Statale Filippo Grimani.

 

Tra i partner il Porto di Venezia e il Gruppo AVM, Edison e il Gruppo PAM, il quotidiano La Nuova. Patrocinio del Comune di Venezia e Confindustria Venezia Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e Accademia di Belle Arti di Venezia. Collaborazioni della Municipalità di Marghera, Venezia Heritage Tower, Eni, Fincantieri, Rigato, Farmacie Pizzini, Volta Pagina, Marzaro Abbigliamento, La Gatta Creazioni e Casa 900.

L’Holi il festival dei colori, il primo e originale format ideato e portato in Italia da due giovani organizzatori di eventi, il vicentino Marco Bari e il trevigiano Fabio Lazzari, è tornato per travolgere parchi, città e spiagge di musica, colori e tanto divertimento.

 

IL SUCCESSO

Cinque edizioni di successo, raffiche di sold out per un totale di mezzo milione di partecipanti, questa la sintesi di un fenomeno di tendenza che ha conquistato, anno dopo anno, grandi e piccini, giovani e famiglie e che non smette mai di stupire grazie alla sua formula d’intrattenimento fatta di pura gioia di stare insieme tra profumate nuvole di colore.

Il suo successo dilagante ha attirato addirittura l’attenzione del regista Fausto Brizzi che lo ha inserito nel film “Forever Young”, l’unico Holi ad esser entrato nelle sale cinematografiche. E ora tutto è pronto per ripartire per la grande sesta edizione.

 

IL TOUR

Dopo la recente grande anteprima a Piazzola sul Brenta che ha attirato oltre quattro mila “holi lovers”, la festa dei colori più grande d’Italia mette in moto il Summer tour partendo da Sottomarina, una delle spiagge simbolo del divertimento estivo e storicamente la località che ha registrato clamorosi sold out in tutte le scorse edizioni del festival.

 

IL DEBUTTO

Domani, sabato primo giugno dalle ore 18 fino mezzanotte e mezzo lo stabilimento di Sand Beach ospiterà il popolo degli “holi lovers” tra mille arcobaleni, musica e balli per un divertimento sano e spensierato, in virtù dei valori e dei messaggi di amicizia e amore propri della festa indiana a cui si ispira il festival. Gli organizzatori: “Siamo sempre felici di tornare a Sottomarina, è una delle nostre tappe preferite e storicamente tra le più affollate. Sarà una grande festa, dopo tanta pioggia è tempo di colorare il cielo con i nostri arcobaleni”.

 

LE DATE

Ed ecco le primissime date dell’Holi on Tour 2019: sabato 1 giugno a Sottomarina nel Veneziano, domenica 2 giugno grande festa al Carroponte di Milano, mentre sabato 8 giugno esordio a Schio, nel Vicentino e il 15 sul palco dello Sherwood Festival a Padova. A breve altri annunci.

 

COME FUNZIONA

Come funziona il festival è ormai noto a tutti, tanta musica dalla consolle dei dj, il vocalist che annuncia il countdown e alla fine tutti che lanciano in aria o addosso le polverine colorate e via si balla e si canta tutti insieme, ma pochi sanno da dove derivi questo format che ha ispirato i due event manager. Durante la festa indiana denominata “Holi” interi popoli dei villaggi dell’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan si lanciano sacchi di polverine colorate e gavettoni per celebrare la rinascita e l’amore e la definitiva sconfitta del male in favore del bene.

 

L’EVENTO

La ricorrenza cade i primavera ed è portatrice di messaggi positivi universali, di amicizia, fratellanza e amore. Lazzari e Bari: “Il nostro festival non si riduce ad un evento per divertirsi, ma è un maniera contemporanea, un veicolo per trasmettere i valori genuini di questa antica ricorrenza e soprattutto per manifestare l’anima solidale che sta alla base di tutto e per la quale abbiamo ideato il festival”. Infatti, ciò che distingue l’Holi il Festival dei colori dagli altri format che lo imitano sull’onda della viralità del fenomeno, è lo scopo solidale.

 

L’INTENTO BENEFICO

Fin dall’esordio del festival, Lazzari e Bari raccolgono fondi per la Fondazione Fratelli Dimenticati che aiuta i bambini audiolesi di un villaggio in India. La Fondazione Fratelli Dimenticati è una onlus di Cittadella, nel Padovano, che finanzia un progetto a Nandanagar, un villaggio nel Nord-Est dell’India dove nel 2006 è stata istituita la Ferrando School, un istituto che accoglie bambini audiolesi con l’obiettivo di intervenire precocemente nella diagnosi e nella cura della sordità attraverso percorsi terapeutici.

Venezia può essere considerata una delle città più verdi d’Italia e quindi una delle più prossime ai canoni del vivere vicino alla natura e quindi meno inquinate ed ecologiche, se non fosse attualmente invasa dai fumi e dall’inquinamento prodotto dall’intenso traffico acqueo e dalle grandi navi che continuano ad attraversare il Bacino di San Marco ed il Canale della Giudecca.

L’ecologia di Venezia dipende dal fato che, oltre ad essere la città dell’acqua, è anche la città dei giardini, del verde, degli alberi e degli orti. Moltissimi sono i giardini privati, se ne contano circa 500 nascosti nei cortili e dietro i muri dei palazzi privati. Tutti ben curati con alberi ed innumerevoli qualità di fiori, in particolare le rose. Questi giardini possono essere considerati il polmone verde della città antica.

Sono però molti e rigogliosi i giardini pubblici, tutti godibili che producono un effetto benefico sull’ossigenazione dell’aria in città. Eccone l’elenco:

Giardini Savorgnan, vicino al Ponte delle Guglie, Sestiere di Cannaregio,

Giardini Pappadopoli, situati tra Piazzale Roma ed i Tolentini. Sorti nell’ottocento abbattendo il Monastero di Santa Croce;

Giardini Reali, dietro Piazza San Marco, creati nell’ottocento da Napoleone. Per costruirli furono abbattute alcune abitazioni tra cui alcuni squeri ed il Granaio di Terra Nova;

Giardini della Biennale. I più estesi di Venezia, creati nel periodo napoleonico nel Sestiere di Castello ed ospitano la Biennale;

Parco delle Rimembranze a Sant’Elena, sono adiacenti ai Giardini della Biennale. Sorgono sull’isola di Sant’Elena;

Isola della Certosa, che per la maggior parte è un grande parco;

Isola di San Giorgio con il Teatro Verde. Alle spalle del complesso dell’ex Monastero benedettino, oggi Fondazione Giorgio Cini, sorge un parco con il Teatro Verde, anfiteatro all’aperto;

Isola di Sant’Erasmo, l’orto di Venezia dove vengono coltivati ampi orti, frutteti e vigneti;

Oasi WWF Alberoni al Lido o oasi delle Dune degli Alberoni che rappresenta il più ricco sistema di dune sabbiose e di alberi di tutto l’Alto Adriatico;

Cimitero di San Michele, luogo di sepoltura di Venezia, ricco di verde e di alberi e di storia.

 

Fonte: Turismo.it,  Diarioinviaggio

La Meditazione Kundalini si terrà Venerdì 07 giugno dalle ore 18.30 alle ore 20.30 circa al Lago al Bacino, Via Nogarè 20 a Quinto di Treviso.

 

Ogni meditazione attiva di Osho, si terrà in riva al lago, è composta di alcuni stadi durante i quali si possono scaricare le tensioni sia fisiche che emotive e mentali, per poi giungere naturalmente a uno stato di quiete interiore, la meditazione.

 

INGRESSO CON CONTRIBUTO RESPONSABILE SU PRENOTAZIONE, in caso di pioggia: Libero Fluire, via Garibaldi 20, Quinto di Treviso

 

Porta un telo mare, se vuoi un materassino e una coperta per distenderti nella fase finale e uno spray antizanzare.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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