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“Il Veneto è stato colpito a trecentosessanta gradi. I danni non sono ancora quantificati ma ingentissimi. Abbiamo chiesto un secondo commissario, oltre al sindaco Brugnaro che gestirà la situazione di Venezia e delle isole, per gestire la ricostruzione e il ripristino nei territori della regione massacrati da piene di fiumi, frane, dissesti e scomparsa di chilometri di spiaggia”. 

 

Così il Presidente della Regione Luca Zaia, questa mattina, ha fatto il punto della situazione dopo l’ondata di maltempo che da una settimana sta imperversando sul Veneto, puntualizzando quali sono le situazioni più critiche.  

 

“Devastata la costa, le spiagge ed il litorale – ha spiegato il Presidente – numerose le frane e gli smottamenti che abbiamo registrato in montagna. Per dare un’idea, sono 50 i cantieri di Vaia che hanno subìto danni. Misurina è rimasta isolata a lungo, strade chiuse nell’agordino ed il lago di Alleghe è arrivato a 6 centimetri dall’esondazione. Situazione devastante nel Veneto orientale. A Bibione 100.000 metri cubi di spiaggia sono stati inghiottiti, distrutti i sottoservizi. Danni anche a Caorle ed Eraclea, a Jesolo oltre un km di lungomare, verso la Pineta, non esiste più. Poi c’è tutta la parte verso il Polesine. La spiaggia di barricata è sparita, mentre la Sacca degli Scardovari è devastata. Su 70 cavane, 50 sono state distrutte, anche quelle che erano state appena ricostruite dopo Vaia”. 

 

L’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ha poi fornito alcuni numeri relativi all’emergenza di questi giorni. “L’Unità di crisi si è riunita da martedì scorso, ma già da dieci giorni era allertata – spiega – 195 i Centri Operativi Comunali aperti, 744 i soccorritori volontari che hanno operato, 186 le squadre di 78 organizzazioni. Numeri significativi che forniscono un’idea della grande macchina messa in moto dalla Protezione Civile regionale, mettendo insieme professionisti e volontari. Ora l’emergenza sta rientrando, ma temiamo per la montagna, dove le frane si possono muovere anche parecchie ore successivamente alle precipitazioni.”

 

In dieci giorni sono caduti dai 400 ai 700 mm di acqua – ha sottolineato Nicola Dell’Acqua, direttore dell’area tutela del territorio della Regione – si tratta della quantità che lo scorso anno si è registrata in 48 ore in occasione di Vaia. Il problema è rappresentato dall’ingrossamento dei fiumi in simultanea con l’alta marea che ha colpito pesantemente Venezia e le isole. Questo ha mandato in crisi la rete secondaria e provocato parecchi problemi in montagna, in particolare in alcuni cantieri di Vaia e nell’area nord-orientale”.

 

Dopo un sintetico quadro della situazione e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta in questi giorni (dai volontari ai professionisti della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e tutte le forze dell’Ordine), il Presidente ha spiegato che la Regione sta predisponendo una relazione sommaria con una prima quantificazione dei danni in tutte le zone del Veneto, esclusa Venezia e le isole. Per ora è disponibile una relazione sintetica di ARPAV.

 

“I danni sono ingenti ma è ancora difficile ipotizzare cifre – ha sottolineato – quello che ci preoccupa ora, oltre al ripristino delle spiagge, fondamentali dato che rappresentano il 50 per cento del fatturato turistico del Veneto, è il fronte frane. Dopo il 2010 abbiamo messo in atto il piano D’Alpaos con 3 miliardi di euro, ma le piene si ripetono. Per mettere in sicurezza il Piave servono bacini di laminazione. Serve che qualcuno decida a livello centrale: se il dissesto idrogeologico è una priorità, bisogna che il Governo investa adeguatamente”. 

 

“Nel bilancio 2020 abbiamo allocato 45 milioni di euro, quello che potevamo, ben consapevoli che non basteranno” ha concluso il Presidente della Regione del Veneto.

Un appello urgente per il recupero dei libri che domani andranno al macero viene lanciato in queste ore dalla libreria Bertoni in Rio terrà degli Assassini, vicino a calle della Mandola a Venezia. Si tratta di libri che sono andati sott’acqua e che sarebbe troppo lungo e costoso cercare di asciugare uno ad uno. Così saranno buttati! Chi volesse in queste ore andare a prenderli potrà farlo e portarli a casa gratuitamente, anche se si consiglia una piccola offerta.

 

Lo stesso sta facendo la libreria Acqua Alta in Calle Longa S. Maria Formosa. La storica libreria vende libri usati e allora a Mogliano si è già pensato di provvedere al… riordino!

 

Un gruppo si sta infatti attivando per la raccolta e chi volesse donare dei libri, esclusi testi scolastici ed enciclopedie, può portarli al negozio TecnoAudio di via C. Gris n. 29 a Mogliano. La raccolta si protrarrà fino a venerdì 22 e poi i libri rimarranno in un deposito fino a quando la libreria non sarà pronta per accoglierli. Nel frattempo i libri bagnati sono a disposizione di chi volesse andare a prenderli e magari asciugarli, curarne le ferite pur di salvarli.

I libri della solidarietà viaggiano dunque a doppio binario.

 

 

Silvia Moscati

Già più di 400 iscritti per il debutto della mezza maratona che domenica 24 novembre percorrerà il territorio comunale di San Biagio di Callalta, toccando anche le frazioni di Rovarè, Sant’Andrea di Barbarana, Fagarè e Cavriè.

 

Arriva dal Kenya l’atleta che promette di tenere a battesimo l’albo d’oro della Maratonina di San Biagio, presentata ufficialmente ieri sera nella sala consiliare di Piazza Walter Tobagi.

 

Si chiama Samuel Ndungu Mwangi, ha 24 anni e un record personale di 1h00’42”, stabilito ad agosto del 2018 nella mezza maratona austriaca di Krems. Sarà lui, con ogni probabilità, l’uomo da battere nell’edizione inaugurale di una gara che promette spettacolo.

 

La Maratonina di San Biagio debutterà domenica 24 novembre, con partenza e arrivo a San Biagio di Callalta. Lo start avverrà in via Olimpia, nei pressi della rinnovata pista di atletica, mentre il traguardo sarà di fronte al municipio. Il percorso, sulla classica distanza dei 21,097 chilometri, si svilupperà su una sorta di anello, da percorrere in senso antiorario, che toccherà anche le frazioni di Rovarè, Sant’Andrea di Barbarana, Fagarè e Cavriè.

 

 

L’itinerario

Sarà una lunga e scorrevole passerella che toccherà i borghi rurali disseminati nella campagna trevigiana, non lontano dal Piave. Un momento particolarmente significativo sarà rappresentato dal transito degli atleti davanti al Sacrario Militare di Fagarè, monumento funebre in cui riposano i resti di oltre 10.000 soldati morti nel corso delle sanguinose battaglie che si combatterono lungo le sponde del Piave tra il 1917 e il 1918.

 

Il passaggio davanti al Sacrario Militare, la cui immagine sarà anche riprodotta nella medaglia che gli atleti riceveranno al traguardo, avverrà nel corso dell’ottavo chilometro di gara, poco prima di una sorta di giro di boa che porterà gli atleti a percorrere la strada regionale Postumia in entrambi i sensi di marcia.

 

Oltre a Samuel Ndungu Mwangi, il cast dei protagonisti comprenderà l’etiope Dereje Tola Megersa (1h04’30” di record personale, stabilito a fine 2018 a Crema) e gli italiani Paolo Zanatta, Giacomo Esposito ed Enrico Spinazzè. Da seguire anche l’intramontabile Said Boudalia, italiano d’origine marocchina che all’ultima Venicemarathon ha stabilito il primato nazionale over 50 di maratona e dallo scorso anno detiene anche il record italiano di categoria sulla mezza distanza (1h06’55” a Foligno).

 

L’organizzazione sarà curata dall’Atletica San Biagio, società che ha 230 tesserati e che nelle ultime stagioni, dopo il rifacimento della pista di via Olimpia, ha intensificato l’attività organizzativa, diventando un punto di riferimento importante, grazie al costante supporto dell’amministrazione comunale, nel panorama dell’atletica veneta, e non solo.

 

 

I commenti

“Stiamo presentando la Maratonina di San Biagio – ha detto il sindaco Alberto Cappelletto, affiancato dall’assessore allo Sport, Marco Mion –, ma a me piace guardare indietro e vedere quanta strada ha percorso l’Atletica San Biagio che ancora sei anni fa si allenava su una specie di campo di patate e oggi si appresta a lanciare un evento che diventerà un motivo d’orgoglio per tutto il territorio”.

 

“La Maratonina di San Biagio – ha aggiunto il presidente dell’Atletica San Biagio, Silvano Tomasi, applaudito anche dal presidente del Comitato provinciale della Fidal, Oddone Tubia, e dal consigliere regionale Diego Avon, atteso anche in gara domenica – coinvolgerà oltre cento volontari. E’ la 14^ manifestazione che organizziamo quest’anno tra pista e strada, la seconda a carattere nazionale dopo il Trofeo delle Regioni Master su pista. Abbiamo coinvolto complessivamente almeno 10.000 persone. La mezza maratona è un grande impegno, ma sono sicuro che andrà tutto per il meglio”.

 

Oltre 400 per ora gli iscritti, ma il numero è destinato a crescere sino a pochi minuti dal via: le iscrizioni proseguiranno infatti sino a sabato 23 novembre al costo di 25 euro (23 euro per le società con un minimo di 10 atleti), ma saranno possibili anche il giorno stesso della gara. Il conto alla rovescia può iniziare.

L’Associazione di Quartiere Ovest-Ghetto informa che oggi (orario 15-18) e domani (in mattinata, fino alle 13), è stata organizzata una raccolta libri per la libreria Acqua Alta di Venezia, che ha perso gran parte dei propri volumi a causa delle recenti alluvioni.

 

Gli orari indicati sono relativi al punto di raccolta localizzato presso la sede del Quartiere in via XXVIII Aprile. Tuttavia ci saranno anche altri punti di raccolta a Mogliano.
Non si raccolgono enciclopedie, ma libri di lettura di tutti i generi.

Per la prima volta a Venezia verrà presentato il Models and Painting Show, con la partecipazione degli stilisti Korn Taylor, Tiziana Grimaldi, e Letizia Percoco, già presenti con le loro collezioni nell’ultima fashion week milanese, attimi di contaminazione tra glamour e arte.

 

Le modelle del gruppo ArtÈS sfileranno con le opere di artisti contemporanei in un contesto fiabesco. Madrina e anchor-woman dell’evento sarà l’attrice Monica Vallerini. Il giornalista Vincenzo Martucci, ideatore di SportArt, promuoverà la sua ultima fatica “Nadal l’extraterrestre”, mentre la pluripremiata poetessa Catia Pugliese presenterà il libro Eclissi di una vita.

 

Come nei quadri dell’interprete della Belle Epoque, Giovanni Boldini, la figura femminile fa da tramite nella relazione seducente tra arte e moda. Entrambe sono sinonimi caratterizzanti i nostri anni, in quanto il loro linguaggio viene plasmato dal colore e dalla forma.

 

 

L’evento si terrà a Palazzo Albrizzi Capello il prossimo 23 novembre.
Life tv seguirà la manifestazione.
Buffet offerto dal gruppo ArtÈS.
Ingresso libero dalle 15.30.

Il ritorno di Marco Paolini sul palcoscenico trevigiano inaugura la stagione di prosa del Teatro Mario Del Monaco

 

 

Dopo il successo nei teatri Goldoni di Venezia e Verdi di Padova, dal 22 al 24 novembre Marco Paolini torna sul palcoscenico trevigiano del Teatro Mario Del Monaco per inaugurare la stagione di prosa con lo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse. Scritto dall’attore veneto insieme a Francesco Niccolini con un cast di sei attori e musicisti sapientemente guidati da Gabriele Vacis, la cui regia si dimostra capace di superare divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, lo spettacolo porta in scena le memorie di un Ulisse non più guerriero, ma calzolaio per parlare dell’oggi attraverso i miti di un tempo.

 

 

Lo spettacolo

Smessi i panni del guerriero sono ormai dieci anni che Ulisse perpetua il suo peregrinare, camminando verso non si sa dove con un remo in spalla. Impossibilitato a sottrarsi a un destino di morte e violenza voluto dagli dei, l’eroe di Omero si autoinfligge la più dura delle punizioni, rinunciando al trionfo e all’immortalità e obbligandosi a un nuovo esilio. Il protagonista è dunque un pellegrino solitario e invecchiato, che non ama svelare la propria identità e che tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta fandonie, s’inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito.

Alla regia Paolini ritrova Gabriele Vacis, che gioca con tutti gli artisti presenti in scena, superando divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, dove ogni singolo interprete diventa funzionale al racconto. Un affondo nel contemporaneo, un “de profundis” che annuncia l’inevitabile fine degli eroi.

 

 

Note dell’autore

«Con quanti, ma soprattutto con quali dèi ha a che fare un uomo oggi? Non penso ovviamente alle solide convinzioni di un credente, ma al ragionevole dubbio di chi guardando al tempo in cui vive, pensa con stupore e disincanto alle possibilità di accelerazione proposte alla razza umana. Possibilità di lunga vita, possibilità di potenziamento mentale e fisico, possibilità di resistenza alle malattie, eccetera… Restare umani sembra uno slogan troppo semplice e riduttivo, troppo nostalgico e rassicurante quando diventare semi-dèi appare un traguardo possibile, almeno per la parte benestante del pianeta. Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per resistere.»

Marco Paolini

 

 

Note di regia

«L’Ulisse che vorremmo raccontare è quello che ha già vissuto tutte le sue peripezie, è un vecchio di oggi: ancora molto in gamba, consapevole ma senza futili illusioni. È un saggio confuso e disorientato che ha bisogno di continuare a comprendere, nonostante tutto. È un Ulisse che, finalmente, prova ad ascoltare sua moglie, suo figlio, che prova a comprendere persino gli dèi capricciosi che si sono giocati il suo destino. Per questo, in scena, Marco non sarà solo. Sartre diceva che l’inferno sono gli altri. Questo anziano Ulisse ha bisogno di comprendere quell’inferno che sono gli altri.»

Gabriele Vacis

 

 

 

Photo Credits: Gianluca Moretto

Il prossimo 1° dicembre, l’ASD Strada Facendo Outdoor organizza una escursione di Nordic Walking in località Combai.

 

La zona di destinazione è quella dedicata a una delle porzioni di territorio più vocate alla coltivazione del Verdiso, uno dei vitigni utilizzati per la produzione del Prosecco. Si partirà dal centro di Combai in direzione Borgo Vergoman e sceso il fondovalle, ci si inoltrerà in un bosco. Dopo alcuni tornanti si attraverseranno i vigneti e risalendo di quota si raggiungerà pian dei Combai. Proseguendo in leggera salita fino a quota 400 m si potrà godere del magnifico paesaggio su Campea. Si percorrerà poi la cresta del Duèl, il rilievo collinare a sud di Combai, incontrando alla fine una strada forestale e quindi tra continui saliscendi si rientrerà a Combai.

 

Programma

Ritrovo a Treviso: ore 8 Piazza del Municipio Catena di Villorba
Ritrovo in loco: ore 8.45 parcheggio Via Trento sul tornante prima di arrivare in centro venendo da Miane, sotto il ristorante-pizzeria “Cin Cin”

Difficoltà: facile Lunghezza: 8 km circa

Dislivello: 324 m

Durata: 3 ore

Quota di partecipazione: € 5.00

Iscrizioni entro venerdì 29 novembre.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto, in considerazione delle previsioni meteo, ha emesso un nuovo avviso di criticità idrogeologica ed idraulica, decretando lo stato di preallarme su Alto Piave, Piave Pedemontano (stato di attenzione per situazione idrogeologica), Alto-Brenta-Bacchiglione-Alpone, Basso Brenta –Bacchiglione, Livenza, Lemene e Tagliamento.

 

Le previsioni indicano nel pomeriggio/sera di oggi precipitazioni in progressiva estensione e moderata intensificazione nella serata/notte. Domani tempo in prevalenza perturbato con precipitazioni diffuse, frequenti, quantitativi in genere contenuti su zone centro-settentrionali, localmente abbondanti su zone prealpine e pianura nord-orientale.

 

Sempre domani probabili fenomeni anche a carattere di rovescio o locale temporale, in particolare sulla pianura nord orientale. Limite neve inizialmente a 1.000/1.300 m, in risalita martedì a 1500/1700 m su Prealpi e intorno ai 1.300/1.500 m su Dolomiti. Venti in genere tesi dai quadranti meridionali in quota, moderati/tesi da N-E su pianura, a tratti da S-E su costa e pianura limitrofa.

 

Dalla tarda serata di martedì precipitazioni in attenuazione e diradamento a partire da ovest.

Giovanni Giol, Presidente del Conservatorio di Musica di Venezia, e Fabio Moretti, Presidente Accademia di Belle Arti di Venezia, entrambi rappresentanti di +Mestre+Venezia e sostenitori del SI al referendum per ottenere i Comuni autonomi di Venezia e Mestre, commentano la situazione dei loro istituti e le priorità per Venezia

 

Giovanni Giol, Presidente del Conservatorio di Musica di Venezia: “Abbiamo ricevuto un colpo durissimo in una situazione già difficilissima, se non invertiamo la rotta rischiamo di scomparire”
“L’alta marea di questi giorni è sicuramente un evento eccezionale, ma detto questo occorre sottolineare che Venezia può e deve fare molto di più per tutelare cittadini e patrimonio artistico, vero volano economico di questa città”.
“I danni e i disagi non solo sono davvero notevoli, ma anche permanenti e incalcolabili. La sede del Conservatorio, Palazzo Pisani, con i suoi 11.000 metri quadrati è per dimensione il secondo edificio di Venezia dopo Palazzo Ducale”.
“Supereremo anche questa difficoltà, ma occorre che la buona volontà di tutti sia meglio organizzata. A questo fine è ormai diventato indispensabile che Venezia abbia uno statuto speciale per gestire rapidamente le specifiche caratteristiche e necessità della città. Credo anche che se Venezia avesse un’amministrazione dedicata unicamente a risolvere i problemi della città potremo avere più energie per affrontare le difficoltà che si fanno ogni giorno sempre più grandi.”
“L’acqua salata della laguna è entrata nel Conservatorio e ha messo fuori uso la centrale elettrica così come il riscaldamento. Il sale è penetrato nei mobili e nei pavimenti. I muri andranno avanti per mesi a trasudare umidità. Guardo con tristezza mobili storici che non so come e quando poter far restaurare”.

 

Il Conservatorio ha sede qui da 120 anni e siamo una delle eccellenze di questa città e una delle scuole di musica più importanti al mondo, capace di attrarre studenti e insegnati da ogni angolo del pianeta. Quest’anno abbiamo potuto svolgere le lezioni solo grazie al contributo e alla generosità dei privati, il contributo del MIUR è minimo e quello del Comune nullo, possiamo però uscire da questa situazione con l’energia e la determinate volontà di un’amministrazione impegnata ad affrontare solo le priorità di Venezia”.

 

Fabio Moretti, Presidente Accademia di Belle Arti di Venezia: “Serve uno Statuto Speciale per Venezia”
“Oggi, ovunque volgiamo lo sguardo, cogliamo i segni della realtà veneziana, una città bellissima e unica al mondo, ma estremamente fragile.”
“Noi veneziani siamo i custodi pro tempore di questo immenso patrimonio e dobbiamo attivarci al più presto per indirizzare il futuro della città verso l’ottenimento di uno Statuto Speciale che ci permetta di governare realmente le molte emergenze di Venezia”.
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“Solo con uno Statuto Speciale potremo contrastare il continuo spopolamento della città e attrarre imprese ed abitanti. Un percorso che passa necessariamente dalle capitali della politica: Roma e Bruxelles. E’ in queste città che risiedono le istituzioni che possono permettere l’ottenimento dei necessari incentivi fiscali per rendere Venezia più attrattiva e non solo per il turismo.”
“L’Accademia di Belle Arti di Venezia è un luogo di studio ambito, su 1.400 studenti ben 360 provengono dall’estero. Potrebbero essere molti di più ma mancano spazi e risorse per soddisfare le domande d’iscrizione. Con la giusta normativa potremo anche noi dare un maggiore contributo allo sviluppo”.

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