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È in arrivo una nuova ondata di maltempo sul Veneto. Sarà meno pericolosa e devastante di quella che ci ha colpito nei giorni scorsi, ma comunque sempre pericolosa. Il Centro della Protezione Civile ha dichiarato allarme rosso fino alle 14 del 2 novembre. La criticità è particolarmente importante per i Bacini Alto Piave e Alto Brenta Bacchiglione.

Due mani di ragazzo tengono tesa una fionda che sta per lanciare una sfera, il pianeta terra. È “Stop Playing” la nuova opera dell’artista Lorenzo Quinn, donata alla città e collocata a Forte Marghera. L’inaugurazione questa mattina alla presenza dello scultore, del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e di numerose autorità cittadine.

 

 

Bronzo, acciaio inossidabile, ottone i materiale con cui l’artista, che a Venezia aveva realizzato l’opera “Support”, le mani giganti che sorreggevano Ca’ Sagredo in Canal Grande, lancia un ulteriore appello alla difesa di una città tanto unica quanto delicata.

 

 

E’ il compimento di un sogno che resterà qui anche quando non ci sarò più” ha commentato l’artista. Nel ringraziare l’Amministrazione comunale, il sindaco Brugnaro, la Fondazione Forte Marghera e tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione del progetto, Quinn ha aggiunto:  “La scultura è un richiamo al nostro presente che guarda al futuro. La fionda simboleggia le nostre risorse naturali stirate oltre il limite possibile. La tensione può causare la loro rottura, il loro annichilimento. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo allentare l’attrito e comportarci in modo responsabile”.

 

 

Ancora una volta l’arte diventa strumento per pensare al futuro e alle nuove generazioni. Non è un caso che le mani prese a modello siano quelle del figlio dell’artista, il tredicenne Anthony Quinn. L’opera trova ispirazione in un episodio della vita personale dell’artista, quando da ragazzino con una fionda distrusse un vetro antiproiettile che il padre aveva messo a protezione della casa, ma il suo messaggio è simbolico: “Venezia è una città così fragile e bella che va protetta”.

 

 

“La fionda di Quinn – ha sottolineato il sindaco – punta verso Porto Marghera. E’ un’opera simbolica che va oltre il valore artistico, diventando universale. Le opere di marginamento del Mose, che va finito, non sono soltanto alle bocche di porto, ma riguardano anche le opere di compensazione che devono essere utilizzate per finire il grande progetto di salvaguardia della città. La scultura, che è stata regalata, diventa patrimonio culturale di Venezia. Credo che questo sia l’esempio dell’aiuto e del rispetto che crediamo sia utile per Venezia. E Forte Marghera, il luogo da cui si difendeva la città storica, è l’area in cui stiamo sperimentando il futuro, puntando sui giovani e sulla cultura”.

 

 

Un ulteriore tassello culturale quindi nell’area di Forte Marghera in cui – ha ricordato il presidente della Fondazione Stefano Mondini – l’Amministrazione comunale ha investito 12 milioni di euro: 7 per i sottoservizi e 5, con un secondo appalto, per il restauro delle due caserme che fanno da quinta alla darsena.

 

Sabato 3 novembre dalle 16.30 alle 19, nella Sala Conferenze Level 1 di Piazza Duca D’Aosta a Mogliano, Forza Italia darà vita a una conferenza dal titolo “Politica e Social Media: correlazione e prospettive future”.

 

 

Apriranno i lavori l’On. Elisabetta Gardini, Capo Gruppo F.I. al Parlamento Europeo, Fabio Chies, Coordinatore Provinciale F.I., On. Raffaele Baratto, Camera dei Deputati, Sen. Andrea Causin, Senato della Repubblica.

 

 

Relatori saranno Massimo Pezzella, Social Media Manager Vice Coordinatore F.I. Roma Capitale, Gianluca Longo e Francesca Gobesso, Gestori Gruppo Facebook “Sei di Mogliano Veneto Se…” e Valentina Nespolo, Digital Marketing Manager WTN Digital Partner.

 

Alla fine dei lavori sarà servito un rinfresco.

 

Benazzi (direttore Ulss 2): «Percorso importante per il recupero della femminilità della donna»

 

TREVISO, 31 OTT. 2018 – Clara, 45 anni, è stata colpita da un tumore al seno qualche anno fa. Dopo una difficile battaglia, è riuscita a sconfiggere la malattia e a ritrovare una vita normale. Ma non del tutto. La mastectomia del seno destro le aveva causava un forte disagio psicologico. «Mi sentivo improvvisamente invecchiata, avevo perso la mia femminilità». Con la dermopigmentazione e la ricostruzione tramite tatuaggio del complesso areola-capezzolo ha riconquistato quella serenità che parte dallo stare bene nel proprio corpo. «È stata davvero un’opportunità straordinaria – racconta – non pensavo che un intervento correttivo così banale cambiasse in questo modo la percezione di me stessa…».

 

 

In Italia una donna su 10 (circa 52 mila nuovi casi all’anno a livello nazionale, 4.500 in Veneto) incontra il tumore alla mammella nel corso della sua vita e il 35% di questo donne subiscono un intervento chirurgico di mastectomia e di ricostruzione immediata. La ricostruzione mammaria dopo una mastectomia è un momento importante nel recupero psicosociale di una donna che abbia dovuto lottare contro il tumore al seno. La ricostruzione del capezzolo e dell’areola, sebbene non abbia alcun valore terapeutico, ha un importantissimo impatto psicologico, rappresentando la chiusura di un lungo percorso diagnostico-terapeutico.

 

 

CNA Formazione, assieme a Fondazione Sanità onlus, è tra i partner che sostengono il primo Master di dermopigmentazione in oncologia, organizzato e promosso da CSE Accademy, che è stato avviato ieri, martedì 30 ottobre, presso la sede territoriale di Treviso (in viale della Repubblica 154).

 

 

Il percorso formativo, dedicato ad estetiste e dermopigmentisti, ha l’obiettivo di specializzare queste figure professionali nel trattamento di pazienti oncologici.

Una novità importante per la provincia di Treviso, come ha sottolineato il dott. Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, intervenuto all’avvio del corso.

 

 

«Questo corso è estremamente importante perchè ci permetterà di poter contare, al termine del percorso formativo, su persone qualificate in un ambito che sembra banale ma non lo è affatto – afferma il direttore Benazzi -. Va ricordato infatti, quanto sono importanti gli aspetti psicologici nel percorso che affronta una donna malata di tumore e sottoposta a mastectomia. La dermopigmentazione rappresenta il completamento di un percorso volto garantire alla donna il recupero integrale della propria femminilità dopo l’intervento».

 

Per Giuliano Rosolen, direttore di CNA territoriale di Treviso, «questo master è un’occasione per far crescere la professionalità delle estetiste, che possono acquisire competenze approfondite nelle patologie oncologiche e proporre trattamenti adeguati ad alleviare le ferite fisiche e psicologiche lasciate dalla malattia. È un progetto pilota che punta a creare sinergie tra la chirurgia estetica e la dermopigmentazione paramedicale per il benessere psico-fisico delle persone».

 

 

CNA è impegnata su un altro fronte: il riconoscimento a livello regionale della figura del dermopigmentista paramedicale che, con tecniche particolarmente avanzate e attrezzature di ultima generazione, è sempre più spesso di supporto alla medicina effettuando trattamenti complementare all’intervento chirurgico per ripigmentare cicatrici. Soluzioni che apportano notevoli miglioramenti non solo a livello estetico ma anche psicologico.

 

 

Le applicazioni della dermopigmentazione paramediacale sono numerose: non solo a seguito di interventi di mastectomia e mastoplastica, ma anche in caso di alopecia, cicatrici da lifting, zone di pelle depigmentata, ustioni, cicatrici conseguenti a incidenti oppure a interventi, vitiligine.

 

Direttrice di CSE Accademy è Monica Benetton, estetista APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica) e dermopigmentista, che ha deciso di mettere la sua esperienza decennale a servizio della formazione di queste nuove professionalità ibride.

 

«È il primo master che punta ad armonizzare le competenze dell’estetica oncologica con quelle della dermopigmentazione – spiega Benetton -. Il mio obiettivo è formare dei “corpi speciali” dell’estetica e puntare al loro riconoscimento professionale. In questo senso, la collaborazione con CNA è preziosa».

Il tema conduttore delle selezioni di gara di quest’anno è le “colline del Prosecco”, che abbina il tiramisù a un altro prodotto eno-gastronomico tipico del territorio trevigiano. Per questo, le selezioni si tengono a Conegliano, Pieve di Soligo e Valdobbiadene, comuni che si caratterizzano per la produzione del Prosecco superiore Docg; A Conegliano le gare si tengono il 1° novembre (Festività nazionale di “Ogni Santi”); la location di gara è il chiostro all’interno dell’ex-convento di San Francesco. A Pieve di Soligo, il giorno 2 novembre, le selezioni si tengono nella località di Solighetto presso Villa Brandolini; a Valdobbiadene, le gare si svolgono a Villa dei Cedri (un ex-opificio detto anche “Villa Piva);

 

I Paesi esteri rappresentati quest’anno sono Cina, Canada, Francia, Austria, Germania, Marocco e Albania;
Dall’Italia, fra gli altri, si sono iscritti concorrenti da Torino, Milano, Como, Napoli, Taranto, La Spezia, Cosenza;
Per le selezioni erano necessari 180 giudici: il test online lanciato da Twissen per reclutare la giuria ha avuto oltre 7000 partecipanti. Solo la metà di questi ha superato il test (10 risposte corrette su 15): le domande riguardavano la preparazione del tiramisù, la sua storia e il regolamento della gara; I giudici delle selezioni, che hanno superato a pieni voti il test, provengono da ogni angolo del mondo: fra gli altri, Canada, Germania, Turchia;

 

I partecipanti ricevono un “kit del concorrente” contenente gli ingredienti base del Tiramisù originale: un pacco di savoiardi, una confezione di mascarpone, uova (pastorizzate), caffè già pronto preparato con la moca, un pacco di zucchero e una confezione di cacao; In totale, verranno serviti in gara: 32mila savoiardi, 183 kg di mascarpone, 4mila uova, 50 kg di
cacao, circa 700 kg di zucchero e oltre 23 kg di caffè;

Il piatto di gara per le selezioni è a forma quadrata e misura 15×15 cm (misura esatta per il savoiardo). Quello delle semifinali e della finale è, invece, a forma rettangolare e misura invece 28×17 cm;
In totale
Alla gara partecipa anche Jacopo, ragazzo affetto da autismo, accompagnato dalla Fondazione “Oltre il Labirinto Onlus”, che si occupa di garantire aiuto, assistenza, salvaguardia, trattamenti, servizi e quanto necessario nella fase di crescita, di età adulta per i soggetti con Autismo;

 

La charity di quest’anno della Tiramisù World Cup è “Team for Children Onlus” di Padova, un’associazione fondata a Padova nel 2009 che collabora con i medici del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova, fornendo materiale didattico, sostenendo l’acquisto di materiale elettromedicale, finanziando contratti di lavoro di medici oncologici e
sostenendo psicologicamente ed economicamente le famiglie dei bambini e dei ragazzi malati; La TWC 2018 è patrocinata dall’AIC, Associazione Italiana Celiachia, a cui sono state riservate opportune postazioni di gara e prodotti “gluten free” a Pieve di Soligo, venerdì 2 novembre;
Nel sito www.tiramisuworldcup.com è nata la sezione “Esperienze”, in cui è possibile ottenere la “Tiramisù Card”: un carnet di convenzioni con bar, ristoranti ed esercizi commerciali associati FIPE-Confcommercio (e non solo);
Quest’anno, intorno alla TWC, c’è una serie di eventi collaterali denominata “Tiramisù World Cup Extra” che permette di godere in maniera diversa Treviso, dalle “Storie del Tiramisù a Treviso” (mercoledì 31 ottobre presso Sala Affreschi del Comune di Treviso) alla “Cantata del Caffè” (sabato 3 novembre, presso Teatro delle Voci).

 

Lo scorso 10 ottobre si è tenuta la “Tiramisù Sport Cup”: la gara ha avuto per protagonisti gli atleti della De Longhi Treviso Basket, le “pantere” della Imoco Volley e i “leoni” del Benetton Rugby (che hanno vinto la sfida!);
Il 21 ottobre si è giocata la partita di calcio “Un Tiramisù per l’ADMO” fra la squadra dei giornalisti di Treviso, Tv Pressing, e gli amministratori delle “colline del Prosecco”: il ricavato è stato destinato all’ADMO di Mareno di Piave.

 

Per la gara, la Tiramisù World Cup ha scelto gli “ingredienti” delle aziende: Matilde Vicenzi (savoiardi), Hausbrandt(caffè), Lattebusche (mascarpone), Perugina (cacao amaro),
Amadori (uova) e Italia Zuccheri; oltre a loro, anche Astoria Wines,  Dolcefreddo Moralberti ,
Ascotrade (fornitore ufficiale di energia) Tognana Porcellane e Best Western Premier BHR
Treviso Hotel, Bi Holiday by Biasuzzi

Apre le selezioni Conegliano, poi sarà la volta di Pieve di Soligo e Valdobbiadene. Domenica 4 novembre, semifinali e finalissima a Treviso.

 

Al via domani, giovedì 1° novembre a Conegliano, la Tiramisù World Cup 2018. Nei giorni seguenti le selezioni: Pieve di Soligo, 2 novembre, e Valdobbiadene, 3 novembre. Le semifinali e la finalissima a Treviso, presso la Camera di Commercio di piazza Borsa, domenica 4 novembre.

 

600 concorrenti, 60 semifinalisti, 6 finalisti, 2 campioni, uno per la ricetta creativa uno per quella originale con solo uova, mascarpone, savoiardi, zucchero, caffè e cacao. Ecco la seconda edizione della Tiramisù World Cup, la sfida più golosa dell’anno, che premia chi fa “davvero il tiramisù più buono del mondo”.

 

Ed è proprio da tutto il mondo che arrivano i concorrenti – e quest’anno anche i giudici – per decretare chi saranno i due campioni che si aggiudicheranno il titolo dopo Andrea Ciccolella, vincitore nell’edizione 2017.

 

I Paesi rappresentati quest’anno sono Indonesia, Canada, Francia, Austria, Germania, Marocco e Albania.
«Anche quest’anno abbiamo ai “tavoli di partenza” una variegata rappresentanza straniera, oltre che italiana, di partecipanti alla Tiramisù World Cup. E’ un segnale importante, che indica come la popolarità e l’attrattività del prodotto è davvero
internazionale, così come l’abbinamento di quest’anno con il prosecco – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . La novità di quest’anno è l’introduzione di un doppio campione, uno per la ricetta originale del dolce e uno per quella creativa: l’impegno dei partecipanti è reale, segno che la sfida è un gioco,
sì, ma che non manca la voglia di fare bene».

 

«Questa manifestazione è l’estrema celebrazione della passione per il Tiramisù e riporta alla mia memoria ricordi lontani di quando bambino, in piedi su una cassetta della frutta, guardavo ammirato mia nonna Matilde preparare il Tiramisù – racconta Giuseppe Vicenzi, Presidente del Gruppo Vicenzi – . Inzuppava i savoiardi nella bagna preparata col caffè e
il suo ingrediente segreto, un bicchierino di marsala. Ritrovo qui quella grande passione e sono onorato di partecipare anche quest’anno con i miei savoiardi Vicenzovo».
«Siamo orgogliosi di affiancare come Official Coffee la seconda edizione della Tiramisù World Cup, coppa dedicata a uno dei dessert che tutto il mondo ci invidia. Gli oltre mille concorrenti dovranno preparare il dolce utilizzando la nostra miscela Moka in barattolo: caffè 100% Arabica, dall’aroma dolce e avvolgente e dal corpo leggero. Hausbrandt, da sempre legata al territorio in cui opera, supporta con gusto, qualità e stile tipicamente italiani la manifestazione, augurandole il pieno successo», così Fabrizio Zanetti, Presidente Hausbrandt Trieste 1892 Spa.

 

«Siamo molto felici di essere partner della Tiramisù World Cup 2018, manifestazione capace di attrarre concorrenti da tutta Italia e dall’estero” – dichiara Sara Creddo, Brand Manager prodotti tradizionali del Gruppo Amadori – . I partecipanti alla gara potranno utilizzare due nuove referenze Amadori, appena lanciate sul mercato: due pratiche confezioni da 250 gr (240 ml) di tuorlo e albume d'uovo, entrambi provenienti da uova di gallina allevata a terra e 100% italiane. Questi ovo-prodotti offrono importanti vantaggi rispetto alle uova a guscio: la pastorizzazione, infatti, riduce la carica batterica naturalmente presente nelle uova e rende tuorlo e albume micro biologicamente salubri. Inoltre, sono molto pratici in cucina, perché permettono di risparmiare tempo rispetto alla sgusciatura a mano».

 

Partner anche quest’anno, Astoria Vini, che non solo porta il vino per il brindisi di rito, ma dallo scorso anno ha creato un “Tiramisù Spumante Italiano” pensato proprio per l’abbinamento con il dolce. Racconta Filippo Polegato: «L’idea di abbinare il dolce più tipico del territorio ad uno Spumante con uve altrettanto tipico (Glera e Moscato) si è rivelata azzeccata, abbiamo avuto richieste per diverse migliaia di bottiglie anche da molti Paesi stranieri. I primi tre sono Cina, Ucraina e Venezuela, quindi possiamo dire che è piaciuto a tutte le latitudini. Per molti turisti questo connubio tra dolce e vino è diventato un
simbolo di Treviso, addirittura i Giapponesi che vengono in visita da noi per conoscere il Prosecco (sono sempre di più i turisti che vengono a visitare la cantina e la Tenuta a Refrontolo) vogliono solo dolce e spumante, ci siamo dovuti attrezzare per averne sempre di scorta».

 

«Gli organizzatori della Tiramisù World Cup hanno scelto il mascarpone Lattebusche come ingrediente base della competizione: la sua inconfondibile cremosità e l’origine locale della crema di latte da cui nasce lo rendono il prodotto ideale per la realizzazione del famoso dolce al cucchiaio – spiega l’azienda Lattebusche – . Il mascarpone Lattebusche è quindi “il Mascarpone del Tiramisù più buono del Mondo”. Si tratta di un prodotto unico, perché prodotto ai piedi delle Dolomiti, a partire da panna ricavata esclusivamente da latte locale, proveniente dalle aziende agricole dei Soci Allevatori
Lattebusche. Il suo gusto ricco e la sua consistenza cremosa lo rendono un prodotto ideale per la pasticceria».

 

«Il Tiramisù resta uno dei nostri biglietti da visita più apprezzati anche all’estero – conclude Federico Caner, Assessore al commercio estero e alle attività promozionali della Regione Veneto, citando il dolce trevigiano come una delle principali eccellenze eno- gastronomiche del Veneto – . E’ un dessert, quello nato alle Beccherie dei Campeol, che tutto il mondo ci invidia: un testimonial importante per “The land of Venice”, il brand che stiamo promuovendo all’estero e che darà il nome anche al tavolo della finalissima di domenica. Mi auguro che la seconda edizione della Tiramisù World Cup, coinvolgendo
quest’anno anche i territori del Prosecco, altra nota eccellenza del territorio, contribuisca a promuovere sui mercati nazionali ed internazionali la varietà e la ricchezza della nostra bellissima regione quale meta di turismo slow ed alternativo».

 

A condurre le semifinali ci saranno Simone Fregonese, alle 9,00 per la ricetta originale del dolce, e Alessia Dall’O per la ricetta creativa, alle ore 11,00; a guidare la finalissima delle 14,30 sarà invece una coppia, formata da Laura Ferrari e Claudio De Stefani. In ogni location di gara viene allestita una press lounge per i giornalisti presenti.

Agricoltori ed allevatori colpiti dal maltempo nelle loro attività possono avviare online
le procedure di ricognizione e indennizzo scaricando dal sito di Avepa il relativo
modulo ( http://www.avepa.it/modulistica-generale-avversita-atmosferiche ).
Lo rendono noto l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di
Avepa, Fabrizio Stella, invitando gli interessati ad affrettarsi.

 

Avepa, l’agenzia regionale per i pagamenti nel settore primario, ha attivato le
procedure per la segnalazione dei danni subiti a causa dell’ondata di maltempo che dal
29 ottobre ha interessato il Veneto con piogge, esondazioni, mareggiate e acqua alta,
provocando frane, interruzione del servizio elettrico, crollo di strade e infrastrutture e
pesanti danni alle colture e agli allevamenti.

Dopo la molta acqua dei giorni scorsi, Venezia riprende a vivere e conta i danni. Intanto oggi è stata visitata da uno splendido arcobaleno. Molta fatica quella dei commercianti e dei residenti nei piani bassi per ripulire negozi ed abitazioni e buttar via le cose danneggiate.

 

Purtroppo il danno più grave per la città l’ha subito la basilica di San Marco. L’acqua salsa ha ricoperto per quasi sedici ore il pavimento a mosaico della Basilica, provocando danni. Gli esperti affermano che la chiesa in un giorno è invecchiata di venti anni.

 

Danni notevoli anche al Lido e a Burano. Al Lido il mare in burrasca ha mangiato sino a 90 metri di costa mentre a Burano le case e gli esercizi pubblici al piano terra sono stati invasi da acqua e fango.

 

Molti gli anziani portati fuori dalle abitazioni a spalla e messi in salvo dalla Protezione civile. Tante le suppellettili e il mobilio danneggiato. La situazione è apparsa pesante anche nelle isole di Murano, Torcello e Marzobbo dove molti impianti elettrici sono saltati.

 

I veneziani comunque hanno le spalle larghe e sono abituati a convivere da sempre con l’acque alta. La città a breve tornerà ai suoi ritmi normali.

Se nemmeno voi vedete la strada nella foto che avete aperto, non solo non siete i soli, ma siete sulla strada giusta: avete appena condiviso il problema che un abitante di San Trovaso, Alessandro Buccolini, ha segnalato alla nostra Redazione.

 

Giusto per stare in tema Halloween, parliamo di buio: Alessandro Buccolini ci scrive per denunciare la triste situazione dell’illuminazione stradale di via Terraglio a San Trovaso. Come sottolinea il nostro lettore, la mancata illuminazione a causa del malfunzionamento del lampione, e i conseguenti rischi che questo può causare, non sembrano essere ritenuti di rilevanza prioritaria dal Comune di Preganziol.

 

Nonostante lo scorso inverno il sig. Buccolini avesse scritto al Comune segnalando l’inconveniente e i possibili danni che ne sarebbero potuti derivare (soprattutto in vista dell’arrivo della stagione invernale), ancora non si è fatto niente. Il Comune di Preganziol aveva promesso di intervenire, scusandosi per il disagio e spiegando che per risolvere il guasto avrebbero dovuto concordare un intervento oneroso con l’ente proprietario della strada (ANAS) e che ancora non avevano tempi certi.

 

A distanza di un anno il Comune di Preganziol non è ancora intervenuto per risolvere il problema, e il sig. Buccolini spera di non passare un altro inverno al buio.

 

 

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