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L’unità di crisi della Regione Veneto ha incontrato le rappresentanze sindacali di Fedex-Tnt e del comparto logistica in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata dal gruppo in ambito nazionale per 360 lavoratori, di cui 50 nelle filiali di Padova, Treviso e Verona, con forti ripercussioni anche per i lavoratori indiretti.

Il gruppo Fedex-Tnt in Italia conta 7 mila lavoratori, tra diretti e indiretti, di cui alcune centinaia anche in Veneto.

 

La procedura di licenziamento collettivo si inserisce in un progetto più ampio avviato da Fedex-Tnt di riorganizzazione e razionalizzazione delle proprie strutture aziendali.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso grande preoccupazione rispetto a tale disegno, che sarebbe orientato soprattutto a una precarizzazione dei rapporti di lavoro. Tale modello di riorganizzazione, inoltre, non risponderebbe a una situazione di crisi, ma a una operazione di mero aumento di profitto.

 

Nei prossimi giorni proseguiranno i confronti in ambito nazionale con i rappresentanti dell’azienda e dei sindacati e con il ministero per lo Sviluppo economico: l’incontro con la struttura di crisi del Mise è in programma giovedì 7 giugno.

 

“Condividiamo le preoccupazione espresse dalle organizzazioni sindacali – dichiara l’assessore al lavoro della Regione Veneto – e chiediamo che vi sia il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e che si apra un confronto con i lavoratori circa un modello organizzativo aziendale sostenibile, che garantisca una occupazione stabile e tutelata”.
“Esprimeremo la nostra posizione al Ministero – prosegue l’assessore – che ringrazio già da ora per l’intervento di mediazione e il lavoro che potrà svolgere”.

È l’obiettivo raggiunto da Admo Padova in occasione di Università Aperta 2018 al Bo, diventata “Career Day Admo Day”

Alla fine si sono contati ben 88 nuovi donatori di midollo osseo ieri, 30 maggio, a “Università aperta”, arrivati al Bo per trovare opportunità lavorative ma anche in risposta all’appello lanciato da Admo Padova nel “Career day Admo day così come è stata denominata la giornata speciale all’università.

 

In occasione dell’annuale appuntamento “Career Day-Università Aperta”, ADMO Padova ha infatti incontrato i giovani dai 18 ai 35 anni, in particolare gli universitari e li ha sensibilizzati alla donazione, offrendo loro l’opportunità di fare subito il prelievo di sangue necessario per diventare donatori.

 

Per l’occasione la P.O Croce Verde di Padova ha messo a disposizione un camper ambulatoriale, con il quale il personale medico ha potuto compiere i dovuti prelievi, così come è successo lo scorso anno a settembre con il Match Day 2017.

 

«Mio padre ha subito un intervento e ha avuto un trapianto di midollo osseo a settembre. È salvo perché una persona come me ha deciso di donare» racconta la volontaria Giulia. Questo è anche il caso del giovane Davide, volontario e donatore che ha già salvato una vita con questo gesto.

 

Eppure c’è ancora tanta paura per questa pratica assolutamente innocua: «Il problema è che il midollo osseo viene confuso con quello spinale e quindi la gente pensa che si vada a rischio di paralisi, che si tocchi la schiena, che si faccia un intervento, che sia pericoloso» ci spiega Paola Baiguera, Presidente di ADMO Padova. «La gente non sa che il midollo osseo sono le cellule che producono il nostro sangue e che si rigenera in continuazione. Si tratta solo di informare e di dare le giuste informazioni».

 

Ossia che per iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, che, nel caso di trapianto bisogna cercare un gemello genetico del ricevente e in termini percentuali solo una persona su 100.000 è geneticamente compatibile. Per questo la necessità è quella di aumentare continuamente il registro dei donatori, diffondendo la parola anche nelle scuole e nelle associazioni sportive, per informare quanti più giovani possibili così come sta facendo da anni Admo Padova con i suoi volontari.

 

 

«ADMO ci ha dato una grossissima mano perché ad oggi abbiamo circa 13.500 donatori iscritti al registro IBMDR ( registro italiano donatori di midollo osseo) e ci ha aiutato anche nella diffusione delle notizie per quanto riguarda la donazione di midollo» afferma la Dottoressa Luca, medico referente in Padova per il Registro dei donatori di Midollo Osseo.

 

Ad appoggiare l’iniziativa, oltre all’Università di Padova e a Croce Verde, c’era anche lo storico Caffè Pedrocchi che, per tutta la giornata a chi si tipizzava proponeva uno sconto su colazione e aperitivoInoltre una parte dello staff del Caffè ha deciso di aderire in prima persona effettuando il prelievo di sangue e diventando dunque donatore potenziale di midollo osseo. Uno di questi è Matteo che racconta: «Donare è importante perché qualcuno ti ha sempre donato qualcosa prima ed è giusto dare a nostra volta. Si tratta di donare una fialetta di sangue, lo abbiamo già fatto in passato nel bene o nel male, non è niente di così spaventoso».

 

Altro partner dell’iniziativa la catena di negozi Quellogiusto, già sostenitrice di Admo in altre occasioni, che non ha mancato di regalare ai giovani donatori gadgetistica a tema. Non a caso, “quello giusto” è anche il donatore compatibile nel caso del trapianto di midollo.

 

Appuntamento ora a settembre con la giornata nazionale per la donazione di midollo osseo, Match Day 2018, sempre davanti a Palazzo Moroni. Il “guiness” di tipizzazione da superare per migliorare il 2017 è quello di 222 giovani che lo scorso anno hanno effettuato sul posto l’esame del sangue e sono diventati donatori di midollo osseo.

Da oggi ci sono due nuove gombine nell’orto di via Cardinal Agostini alla Gazzera

 

Pomodori, zucchine, melanzane, carote: l’orto di via Cardinal Agostini alla Gazzera da oggi ha due nuove gombine grazie al lavoro dei piccoli giardinieri delle sezioni Bolle rosse e Bolle blu della Scuola materna San Giovanni Bosco,  di 7 ospiti del centro diurno della Cooperativa sociale “La Rosa Blu, e dei volontari dell’associazione ricreativo-culturale Arci Nova Q16. A portare un saluto ai protagonisti del progetto “Un seme per crescere” è stato questa mattina l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini.

 

“Quando nasce qualcosa dalla cura di un bambino – ha commentato l’assessore Venturini – è sempre un bel segno. Siamo felici di poter collaborare a questa iniziativa, che mette insieme grandi e piccoli, che insegna il rispetto per l’altro e il valore del lavorare insieme. Un modo semplice e bello per prendersi cura della propria città”.

 

 

La mattinata ha visto impegnati i bambini nel trapiantare nel campo dato in gestione dal Comune di Venezia, dove gli utenti della Cooperativa svolgono già da vari anni l’attività di orto-coltura “Orto Mio!”, le piantine fatte crescere in classe negli orti in cassetta.

 

 

“Questo progetto – ha concluso Venturini – lavora per abbattere pregiudizi e stereotipi, facendo conoscere ai bambini delle nostre scuole le persone disabili dei Centri diurni del nostro territorio. Nascono così amicizie straordinarie dall’altissimo valore educativo”.

 

Il Progetto si concluderà a giugno con la Festa del raccolto, quando i bambini e gli utenti raccoglieranno gli ortaggi cresciuti e faranno merenda insieme. Gli ortaggi raccolti verranno poi portati all’asilo per essere condivisi con gli altri bambini.

 

Un grimaldello in grado di scardinare le serrature di prigioni del silenzio, perché il non detto uccide e corrode le persone da dentro: è questo il senso del docufilm presentato ieri al cinema teatro Busan a duecento studenti delle classi seconde delle scuole medie Montalcini e Hack.

 

Il docufilm è opera di Luca Pagliari, giornalista, autore, regista e storyteller, che da alcuni anni è impegnato nella divulgazione anche di campagne sociali contro il bullismo, con spettacoli che porta in giro per le scuole italiane. Pagliari ha accolto l’invito rivoltogli da insegnanti moglianesi, che hanno voluto realizzare un evento a corredo dei temi già affrontati nel progetto Rispettiamoci, che ha trovato il sostegno dell’Amministrazione comunale.

 

#dodicidue è il titolo del docufilm e format giornalistico teatrale che racconta la storia di Alice. 3 anni di vessazioni e di attacchi da parte dei bulli. 3 anni di silenzio. 3 anni di rabbia tenuta dentro. 3 anni di musica ascoltata ininterrottamente per restare lontana dal mondo.

Poi è arrivato il dodici due duemilasedici. La data in cui Alice, 16 anni e vittima di bullismo, dopo aver assistito a uno spettacolo di Pagliari gli scrive. Alice nei cinque anni di vessazioni continue non aveva mai condiviso con nessuno il suo carico di dolore. Lo aveva nascosto al mondo intero trincerandosi dietro le sue cuffiette, creando un muro di musica sparata nelle orecchie per evitare di ascoltare, sublimando la sofferenza attraverso atti di autolesionismo e di rabbia incontrollata. Neppure lo psichiatra era riuscito a comprendere.

 

“Alice mi lasciò tra le mani le chiavi della sua personalissima cella, affidandomi una responsabilità enorme: condurla fuori di lì, restituirle la bellezza dei suoi 16 anni e connetterla nuovamente con il mondo esterno”, raccontato oggi Pagliari.

 

I ragazzi moglianesi hanno visto il film che ha per protagoniste Alice e la mamma. In 30 minuti viene ripercorsa questa storia che ha il sapore di un ritorno alla vita. Oggi, infatti, Alice è serena e soprattutto libera.

 

“Quella raccontata oggi, pur con la sua durezza, è una storia a lieto fine. Ma non sempre va così e riteniamo che non si faccia mai abbastanza per far capire ai ragazzi che il bullismo, il cyberbullismo, possono essere letali per un loro coetaneo e che, se capita di esserne vittima, non ci si deve rinchiudere in se stessi, ma al contrario aprirsi, ai genitori, ai professori, agli stessi compagni. La lezione da dare è anche rivolta a chi assiste impaurito senza riuscire a opporsi a questi comportamenti. I bulli vanno dissuasi, i cyberbulli vanno isolati. Questo è il senso del nostro impegno a sostegno della scuola su questo fronte”, hanno commentato Carola Arena, Sindaco, e Daniele Ceschin, assessore alle Politiche educative di Mogliano.

La piccola spinta dalla madre giù dal terrazzo di un appartamento di Zerman non è stata ancora dimessa dall’ospedale.

Non ha riportato gravi ferite, ma i medici hanno ritenuto opportuno trattenerla ancora nel nosocomio.

La madre, arrestata in un primo momento, si trova ora ricoverata nel reparto di psichiatria del Ca’ Foncello di Treviso.

Mercoledì mattina sono entrati in servizio Yin e Mario: due agenti di polizia cinese. Fino al 17 giugno affiancheranno i militari dell’arma dei Carabinieri nell’ambito del servizio di cooperazione internazionale di Polizia, coordinato dalla Direzione centrale della Polizia criminale. Quest’attività di collaborazione, già sperimentata a Roma, Milano e Prato, ha lo scopo di velocizzare lo scambio d’informazioni investigative, rendendo più efficace il contrasto alla criminalità. I due poliziotti, in divisa ma disarmati, come riporta l’agenzia Ansa, supporteranno i carabinieri nel fornire assistenza ai tanti turisti provenienti dalla Cina nei rapporti con le autorità italiane e le loro rappresentanze diplomatiche e consolari.

È stato condannato a quattro mesi di reclusione l’uomo che nel 2013, durante una lite, gettò il cagnolino della propria compagna dalla finestra.

Fortunatamente, il povero animale – caduto dal terzo piano di un condominio di Chirignago – atterrò sui sottostanti magazzini, riportando solo una lieve contusione.

L’estate sembra finalmente arrivata e con essa i primi caldi e i primi frutti della bella stagione. Ma quali sono i frutti che possiamo trovare nei mercati? E, soprattutto, quali sono le loro proprietà?
Sicuramente molti già sapranno che consumare frutta di stagione porta con sé dei vantaggi considerevoli: si evitano i pesticidi, si rispetta l’ambiente e il ciclo della terra, si beneficia appieno delle proprietà presenti nella frutta.

 

Anguria. Se pensiamo all’estate il primo frutto che viene in mente è l’anguria a cui è associato la parola “dissetante”. Ma perché? La parte commestibile dell’anguria è, infatti, composta dal 91% di acqua e da circa il 6% di zuccheri. In essa, poi, troviamo composti come il licopene (pigmento che consente la colorazione rossa), carotenoidi, vitamina A, l’amminoacido citrullina e modeste quantità di potassio e vitamina C. Il consumo di citrullina, vitamina C, carotenoidi e licopene contribuisce alle capacità antiossidanti del nostro organismo e, oltretutto, aiuta a migliorare la resistenza a uno sforzo sportivo del 6% in più.

 

Ciliegia. Ammettiamolo: il suo colore rosso e la sua dolcezza sono irresistibili per chiunque. Nelle ciliegie è possibile trovare: zuccheri (fruttosio e glucosio), vitamina C, A, E e K, minerali (calcio, potassio, magnesio e fosfato) e le antocianine. Le antocianine sono dei pigmenti che danno al frutto una colorazione che può andare dal rosso al blu e, nel nostro organismo, svolgono il ruolo di antiossidanti. Nonostante le proprietà antiossidanti delle ciliegie, esse contengono 13g di zuccheri su 100 g di frutto, quindi attenzione alle scorpacciate!

 

Fragola. Anche le fragole sui banchi del mercato sono un segnale che la bella stagione è arrivata. Pochi sanno che le fragole sono tra i frutti più consumati nel mondo. Sono fonte di antiossidanti: vitamina C, composti fenolici e carotene. Studi effettuati su persone che consumano fragole hanno evidenziato che esse sono coinvolte nelle prevenzione di infiammazioni, stress ossidativo, malattie cardiovascolari, diabete, cancro e obesità.

 

Pera. Combinare le pere al cioccolato è pura poesia e i pasticceri lo sanno bene… Nella composizione nutrizionale delle pere troviamo il fruttosio (zucchero presente nella frutta), minerali (come potassio, magnesio e calcio), amminoacidi essenziali (leucina, lisina e isoleucina) e una buona quantità di composti fenolici. Il componente della pera, su cui gli scienziati si sono maggiormente soffermati, è però l’acido malico. In pazienti che soffrono di continua formazione di calcoli renali, esso garantisce, infatti, una protezione efficace.

 

Susina. Pablo Neruda decise di dedicare una poesia alla susina definendola come il frutto della memoria. La susina contiene: antiossidanti, carboidrati, vitamine e minerali (sodio, potassio, magnesio, calcio, zinco e ferro). Per la sua grande quantità di minerali, essa è raccomandata alle donne che hanno mestruazioni irregolari o in menopausa.

 

Uva. L’uva è il frutto che anticipa la fine dell’estate. Essa contiene alti livelli di polifenoli che studi di laboratorio hanno dimostrato essere coinvolti nella riduzione dello stress ossidativo, nell’aumento della risposta infiammatoria nonché avere benefici sulle malattie cardiovascolari. Anche qui attenti però allo zucchero!

 

Spesso qui abbiamo parlato di antiossidanti. Cosa sono? Perché risultano essere così importanti? Gli antiossidanti sono delle molecole in grado di svolgere la funzione di “scudo” nei confronti dei radicali liberi che si formano durante i normali processi del nostro organismo, ma non solo. I radicali liberi, la cui formazione può anche essere aumentata dal fumo di sigarette e dall’eccessiva esposizione al sole, sono molecole che derivano principalmente dall’ossigeno e dall’azoto. La loro instabilità li rende pericolosi per qualsiasi molecola del nostro organismo: DNA, proteine, lipidi e carboidrati. Il nostro organismo è quindi sempre esposto al continuo attacco da parte dei radicali liberi, ma, niente paura, la natura viene in nostro soccorso con le molecole antiossidanti presenti nella frutta estiva!
Quindi quest’estate “a tutta frutta”!

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