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Aumentano i controlli dei Carabinieri nei centri commerciali di Marghera e Marcon. Negli ultimi giorni sono stati arrestati quattro ladruncoli che hanno cercato di vestirsi gratuitamente e preparare il cenone di fine anno a costo zero.

 

Dei quattro tre sono italiani e uno albanese. Hanno fatto razzia di vestiti e vivande presso i centri commerciali Auchan, Panorama, Nave de Vero e Valecenter. La refurtiva sequestrata dai Carabinieri è di 200/300 euro in vestiti e 200 euro in cibi.

 

La refurtiva è stata restituita ai rispettivi punti vendita.

 

Fonte: Il Gazzettino.it

Camminata Nordic Walking sul Montello nei dintorni di Nervesa della Battaglia

 

L’associazione sportiva Strada facendo – Nordic Walking di Treviso organizza una camminata Nordic Walking sul Montello, nei dintorni di Nervesa della Battaglia, per domenica 16 dicembre (dalle 8.00 alle 12.30).

 

La prima citazione documentale del nome di Nervesa (Nervisia) risale da una bolla imperiale risalente al 954 d.C. e conservata presso l’archivio di stato di Rokycany in Repubblica Ceca, attestante l’avvenuta donazione del territorio da parte di Ottone lll ai Conti imperiali di Treviso, poi divenuti Conti di Collalto. È da qui che inizia la storia scritta di Nervesa, intimamente legata ai centri religiosi determinati dai Collalto, dell’Abbazia di San Eustachio e della Certosa del Montello.

 

Il percorso proposto sarà ad anello e di facile impegno. Si inizierà con la visita all’Abbazia di San Eustachio, fresca di restauro, grazie al contributo dell’azienda vinicola Giusti, che ne ha la ottantennale concessione.

 

Dopo una mezz’ora si tornerà alle auto per giungere al parcheggio di Francesco Baracca, poco distante, dove una volta ultimato il percorso si darà inizio al picnic.

 

Il percorso sarà a piedi e si articolerà in sentieri di terra battuta, campi privati e alcune stradine asfaltate. Lungo il tragitto sarà possibile ammirare gli aspetti naturalistici e storici del luogo.

Alla fine della camminata, il ricco picnic offerto sarà un’occasione gradita per scambiarsi gli auguri di Buon Natale!

 

Per altre info: evento

Addolciamo l’Autismo è attivo a Mogliano con il suo laboratorio di pasticceria con il quale i giovani affetti da autismo mettono alla prova la loro capacità nel creare dolci e biscotti.

 

Domenica 16 dicembre, giornata aperta alla cittadinanza, dalle 10 alle 13, presso la sala mensa delle cucine dell’istituto Gris di Mogliano, i ragazzi prepareranno ottimi biscotti che verranno offerti a tutti coloro che vorranno intervenire, mentre i volontari ANGSA Rotary e Rotaract spiegheranno il progetto che Addolciamo l’Autismo persegue.

 

Creatività, passione e solidarietà sono gli ingredienti che muovono Addolciamo l’Autismo, una ricetta per un futuro più dolce.

 

 

Tagli alle ore per l’alternanza scuola-lavoro: una scelta contro il futuro dei giovani e la competitività del territorio

 

Questo governo, con la sua discutibile legge di bilancio, si sta dimostrando, ogni giorno di più, il vero nemico del nostro territorio e il maggiore ostacolo al futuro delle nuove generazioni.

 

Un mese fa l’annuncio della pesante riduzione dei fondi per il servizio civile nazionale, uno strumento essenziale per le centinaia di associazioni del nutrito e radicato mondo del volontariato trevigiano nonché una grande opportunità di crescita per migliaia di ragazzi, adesso il consistente taglio delle ore per l’alternanza scuola-lavoro, una misura che funziona bene qui da noi, come da mesi ci dicono imprenditori, dirigenti scolastici, genitori, gli stessi studenti della nostra provincia, non proprio lontani centri studi romani.

“Basta dare un’occhiata alla situazione delle nostre imprese per avere  un’idea, cosa che forse la Lega nostrana, tutta concentrata a garantirsi le sue posizioni di potere, si è scordata di fare: la crisi di questi anni ha inciso con forza sul tessuto produttivo della Marca, obbligando imprenditori, artigiani e lavoratori a una profonda trasformazione tuttora in atto – sottolinea Giovanni Zorzi Segretario Provinciale PD – Introdurre i ragazzi in un sistema di collaborazione virtuosa tra scuola e mondo del lavoro, come quello costruito qui nel trevigiano, vuol dire investire sulla formazione delle competenze professionali richieste dal mercato per far fronte a questa violenta trasformazione. La virtuosità di questa esperienza è reciproca: da una parte facilita i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, facili prede, altrimenti, dell’inquietudine per il futuro o pronti alla fuga all’estero, dall’altra aiuta a qualificare il sistema formativo, migliorando l’offerta scolastica con beneficio per insegnanti, ragazzi e genitori e portandola a livelli dei migliori paesi europei.

Non cogliere questi vantaggi è indice di grave miopia politica, tanto più che si tagliano le risorse dell’alternanza scuola-lavoro per garantire copertura a quell’elemosina di Stato che chiamano reddito di cittadinanza oppure per finanziare una riforma delle pensioni il cui costo si abbatterà come un macigno sulle spalle dei più giovani.”

 

Il Partito Democratico della Marca Trevigiana lo ha messo nero su bianco nel documento finale della conferenza programmatica provinciale: è necessario andare definitivamente verso l’alternanza scuola-lavoro come modello strutturale, trovando  risorse per formare i tutor scolastici e andando oltre la sperimentazione. Altro che tagli di ore.

“Per uscire da anni inquietudine e precarietà, chi fa impresa e chi si prende cura delle nuove generazioni non se ne fa niente di chi è tutto preso solo a saldare pesanti debiti elettorali – prosegue Zorzi – questo territorio ha bisogno di guardare con fiducia alle sfide del mercato globale e l’unico modo per farlo non è intontirlo con dosi da cavallo di propaganda ma assicurare competitività alle imprese e prospettive sicure ai giovani.”

Realizzare un alberello in legno, ricavato dai tronchi delle migliaia di abeti travolti dal tornado di fine ottobre sulla Piana di Marcesina, sull’Altopiano di Asiago, diventa anch’esso un simbolo eloquente della rinascita, appena iniziata e molto difficile e costosa.

 

È quanto è stato fatto dai boscaioli dell’area, in collaborazione con il Comune di Enego e la locale Pro Loco, che hanno raccolto e intarsiato i resti di tanti alberi abbattuti, realizzando una scultura che verrà messa in vendita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni e ai territori colpiti dalla catastrofe.

 

Oggi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, una di queste opere è stata consegnata al Presidente della Regione, Luca Zaia, da un messaggero del tutto particolare, il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, vicentino come gli ideatori dell’iniziativa.

 

“Oltre che la straordinaria maestria dei boscaioli dell’Altopiano – ha detto Zaia ricevendo l’alberello – questo lavoro d’intarsio porta con sé uno straordinario significato di rinascita, da parte di gente che, com’è nella tradizione dei veneti, ha cominciato a rialzarsi pochi istanti dopo la tragedia. Mi auguro davvero che la vendita che seguirà abbia uno straordinario successo”.

È iniziata l’era elettrica: in funzione da stamane i nuovi mezzi sulla linea 7

 

Sono entrati in funzione stamane i nuovi mezzi elettrici assegnati in servizio alla linea urbana 7, che collega da Nord a Sud il territorio comunale di Treviso transitando per Piazza dei Signori. La linea è stata scelta in accordo con l’amministrazione comunale proprio perché serve il cuore storico della città.

 

I mezzi si caratterizzano per l’assenza di emissioni in atmosfera e per inquinamento acustico quasi pari a zero. Si tratta di autobus particolarmente adatti agli ambiti urbani: piccole dimensioni (8 metri), un numero di passeggeri trasportabili che va da 42 a 47 (il dato varia in base alla eventuale presenza di disabile con carrozzina).

 

Hanno una autonomia di 130 chilometri e riusciranno a coprire quasi tutte le corse previste in servizio, alternandosi con mezzi tradizionali solo negli orari di punta. Imminente anche l’attivazione di una nuova stazione di ricarica in centro città, nell’ambito dell’autostazione di Lungo Sile Mattei.

 

Facilmente riconoscibili, i bus elettrici sono dotati di una nuova livrea distintiva che sottolinea i concetti di mobilità contemporanea e intelligente sotto lo slogan “city smart”.

 

Il costo per mezzo è di circa 480mila euro, finanziato in parte con risorse proprie da MOM Spa e, quota parte da finanziamento europeo tramite POR FESR 2014-2020 (Asse 6 Azione 4.6.2 – Interventi di mobilità sostenibile nell’Area Urbana di Treviso: rinnovo materiale rotabile). Nell’ambito di tale progetto, coordinato dal Comune di Treviso, saranno in totale acquistati 10 autobus 12 metri aventi classe di emissione Euro 6 ad elevata capacità di carico, oltre ai 3 autobus a trazione totalmente elettrica. Entrambe le tipologie di veicoli sono attrezzate con pedana per disabili motori.

 

Nel calcio esistono squadre che hanno trionfato e squadre che hanno marcato un’epoca. Tuttavia, alcuni club hanno fatto apparizioni fugaci ai massimi piani per lasciare comunque una traccia ben visibile anche dopo soltanto una stagione; è proprio questo il caso del Venezia di Alvaro Recoba. La società veneta, il cui miglior piazzamento in assoluto in Serie A è un terzo posto datato 1942, visse una stagione strepitosa nell’anno 1998-99, quando registrò 42 punti e venne trascinato dall’estro del fantasista uruguayano. L’allora squadra conosciuta come Associazione Calcio Venezia, aveva iniziato il campionato di Serie A, dove era stata promossa l’anno prima, in maniera stentata, senza riuscire a staccarsi dal fondo. Ma, un brillante colpo di genio dell’allora presidente Maurizio Zamparini permise a Recoba di approdare in prestito sulla laguna. Fu un’intuizione brillante dell’ex patron veneto, il quale approfittò del fatto che il talentuoso sudamericano giocasse poco nell’Inter, dove era arrivato un anno e mezzo prima.

 

La squadra nerazzurra, all’epoca, era una delle più forti del campionato ed era tra le candidate alla vittoria del titolo secondo i pronostici per chi scommette online sul calcio. In quella squadra, però, Recoba non trovò troppo spazio e per questo fu mandato a farsi le ossa al Venezia. Mai scelta fu più azzeccata. Il mancino di Montevideo, conosciuto come “El Chino”, aveva collezionato fino al gennaio del 1999 solo una presenza in nerazzurro. Con la maglia del Venezia, invece, il suo sinistro iniziò a spaventare ogni tipo di avversario. La sua abilità tecnica, mista a un tiro al fulmicotone, lo resero l’idolo assoluto dello stadio Pierluigi Penzo, che sebbene registrò la peggior media di spettatori in quella stagione fu teatro di grandissimi esibizioni da parte del sudamericano, che trovò nel centravanti Filippo Maniero un partner ideale per andare spesso a rete. 

 

Dal suo arrivo in poi il Venezia risalì in classifica, lasciandosi così dietro sempre più concorrenti per la salvezza. L’apporto di Recoba fu fondamentale, come ben dimostrano le statistiche del suo rendimento. Il fantasista uruguayano realizzò 11 reti in 19 partite, oltre a un notevole numero di assist, il tutto dando spettacolo con giocate d’alta scuola che al Penzo non erano mai state di casa. Indimenticabile fu la sua tripletta alla Fiorentina il 14 marzo 1999, quando un attonito Gabriel Omar Batistuta restò impallidito dalla prestazione del Chino. Per non parlare di Francesco Toldo, all’epoca tra i migliori portieri del mondo, che venne freddato in più riprese dal sinistro magico di Recoba, che quel giorno entrò una volta per tutte nel cuore dei tifosi del Venezia.

 

L’anno successivo, però, complice il ritorno dell’uruguayano in nerazzurro, il Venezia retrocesse e da quel momento non riuscì più a tornare ai piani alti del calcio giocato. La nostalgia delle giocate e dei goal del Chino si sente ancora sulle tribune del Penzo, con la squadra attualmente in Serie B. L’impronta lasciata da Recoba sulla Laguna è stata storica e accompagnerà per sempre la sana nostalgia dei tifosi veneziani.

ARPAV (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Veneto) ha comunicato attraverso il suo nuovo bollettino che i livelli validati del PM10 rilevati dalle centraline hanno segnato un miglioramento della qualità dell’aria. Pertanto, secondo quanto stabilito dall’Accordo padano, da domani, martedì 11 dicembre, il livello di allerta è 0 “verde”.

 

Nello specifico il livello 0 “verde” stabilisce il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30 per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2 e 3, per i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3, oltre a limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

 

 

Ha riaperto i battenti, dopo i recenti lavori di restauro, la chiesa di San Beneto, gioiello del Sestiere di San Marco a Venezia, chiusa da quasi 40 anni.

 

La cerimonia ufficiale del taglio del nastro si è svolta questa mattina alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore comunale al Turismo, Paola Mar, del presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Andrea Martini, del delegato patriarcale ai Beni culturali di Venezia, don Gian Matteo Caputo, del presidente metropolitana di CNA Venezia, Giancarlo Burigatto, di Roberto Strumendo di Edilcassa Veneto, che ha finanziato i lavori, e dei rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Francesco Trovò e Maria Cristina Dossi.

 

Con questo progetto – ha sottolineato Mar, nel ringraziare tutte le realtà coinvolte – si recupera il concetto stesso di bottega artigiana, del trasmettere saperi antichi, e si annulla la distanza tra la scuola e il cantiere. Interventi come questi sono la testimonianza che la città sa fare rete e lavorare insieme per poter restituire alla collettività luoghi storici, ma a volte quasi dimenticati come la chiesa di San Beneto. Un’operazione sperimentale che mi auguro possa fare da prototipo ad altre iniziative simili”.

 

Il progetto di restauro, ideato da Cna (Confederazione nazionale artigianato) di Venezia in collaborazione con la Diocesi, ha previsto una fase teorica di 12 ore nella quale sono stati spiegati i beni oggetto di intervento dal punto di vista storico-comparativo, le tecniche di realizzazione dei singoli manufatti, i materiali costitutivi degli stessi e le tecniche di restauro da utilizzare, e una pratica in cantiere di 208 ore, circa 26 giorni. Gli interventi, che hanno interessato la pavimentazione della navata centrale e degli altari e la manutenzione degli altari stessi, sono stati realizzati da cinque ditte artigiane locali che hanno lavorato fianco a fianco, mettendo a disposizione le proprie specifiche competenze nell’ambito del restauro artistico, delle opere di edilizia, della gestione e tutela del legno, della costruzione e del ripristino di pavimenti alla veneziana, della pittura.

 

E’ una grande gioia – ha aggiunto Martini – poter rientrare dopo molti anni in un questo luogo importante per la città, un gioiello che torna a splendere grazie alla maestria e al lavoro sinergico di varie realtà veneziane che operano nell’artigianato. Un artigianato che per Venezia è molto importante e che va sostenuto e tutelato perché possa proseguire”.

 

Sulla necessità di trasmettere capacità e competenze artigiane, coinvolgendo sempre di più i giovani, si sono concentrati gli interventi di Burigatto e Strumendo, mentre Trovò ha messo l’accento sull’importanza del “saper fare”, senza il quale non ci può essere conservazione del patrimonio artistico, storico e culturale della città.

 

La chiesa di San Beneto – ha infine precisato Caputo – è ora aperta al pubblico, anche se al momento non c’è ancora un programma preciso di visite e di utilizzo per il culto.

 

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