Oggi, 20 luglio, ricorre la Giornata Internazionale degli scacchi ed è il giorno in cui fu fondata la FIDE, l’organizzazione che si occupa della coordinazione delle diverse Federazioni nazionali di scacchi.
Gli scacchisti al mondo si contano in 650 milioni e la cifra ammettiamolo è di tutto rispetto ma c’è di più; un recente sondaggio ha evidenziato che, considerando nazioni diverse per storia e cultura quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Russia e India il 70% della popolazione ha giocato a scacchi almeno una volta nella vita.
Per giocare a scacchi serve una scacchiera e poco spazio, aiuta a mantenere desta la memoria e l’attenzione. Allena la strategia mentale avvalendosi della complessità del gioco, con infinite soluzioni.
Arrocco e scacco al re sono mosse che oggi sono diventate modi di dire e fanno parte del linguaggio comune, come alfiere o pedina.
Ma il fascino della scacchiera risiede anche nel vis-á-vis che si intraprende con l’avversario, tra resistenza mentale, impegno e preparazione, quasi una disciplina che parte dallo studio delle mosse fatto con piacevole ossessione e divertimento.
E poi quella scacchiera con la perfetta dicotomia cromatica del bianco e nero, quasi a voler raffigurare l’antitesi dei giocatori, diversi nella casacca pur se uguali nella cultura della strategia.
Signori, oggi come sempre, si gioca.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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