Si chiama Endurance ed è la nave del leggendario esploratore antartico Ernest Shackleton: era affondata nel mare di Weddell nel 1915.
Il 9 marzo Mensun Bound, capo della missione organizzata dal Falklands Maritime Heritage Trust, ha annunciato il ritrovamento dell’Endurance, la nave della spedizione dell’esploratore britannico Ernest Shackleton in Antartide. A scoprire il relitto, adagiato sul fondo del mare, sotto il ghiaccio, a tremila metri di profondità, sono stati due droni sottomarini dotati di telecamera ad alta risoluzione.
“Siamo sopraffatti dalla nostra fortuna di aver individuato e catturato le immagini di Endurance“, ha commentato Mensun Bound, Director of Exploration della spedizione. “Questo è di gran lunga il più bel relitto di legno che abbia mai visto. È eretto, ben orgoglioso del fondale, integro e in brillante stato di conservazione. Puoi persino vedere “Endurance” arcuato a poppa, direttamente sotto il taffrail. Questa è una pietra miliare nella storia polare. Tuttavia, non si tratta solo del passato; stiamo portando la storia di Shackleton e Endurance a un nuovo pubblico e alla prossima generazione, a cui sarà affidata la salvaguardia essenziale delle nostre regioni polari e del nostro pianeta”.
La scoperta dell’Endurance rappresenta la ricerca di relitti più difficile al mondo, contro il ghiaccio marino in costante mutamento, le bufere di neve e le temperature che possono scendere fino a -18°C.
Incredibile ma vero, la nave è in perfetto stato di conservazione e i droni hanno potuto distinguere il nome della nave a caratteri dorati: “Vedere il nome Endurance sopra la stella a cinque punte è stato il momento più speciale“, ha commentato ancora Bound.
Durante l’esplorazione subacquea, le telecamere dei droni hanno rivelato i segreti custoditi dal veliero per 107 anni: oggetti appartenuti all’equipaggio, stoviglie, uno stivale, entrambe le ancore, alcune vele aggrovigliate e il timone della nave. Sebbene gli alberi del veliero si siano spezzati, la chiglia è praticamente integra.
L’Endurance, un veliero tre alberi realizzato in Norvegia nel 1912, inizialmente destinato a nave da crociera per esplorazioni artiche, nel 1914 era stato acquistato sottocosto dall’esploratore britannico ma ha avuto una vita davvero molto breve: bloccata nel pack il 19 gennaio 1915, dopo alcuni mesi di agonia viene abbandonata dall’equipaggio. Affonda definitivamente il 21 novembre, dopo ben 281 giorni dall’incagliamento.
L’Endurance si trova in un tratto di mare soggetto al Trattato internazionale dell’Antartide. Per questo, il veliero non potrà mai essere recuperato, in quanto monumento marittimo a tutti gli effetti. Per la medesima ragione, nessun reperto sarà portato in superficie.
“Ci auguriamo che la nostra scoperta possa coinvolgere i giovani e ispirarli con lo spirito pionieristico, il coraggio e la forza d’animo di coloro che hanno guidato Endurance verso l’Antartide”, ha commentato Bound. “Rendiamo omaggio alle capacità di navigazione di Frank Worsley, il Capitano dell’Endurance, i cui resoconti dettagliati sono stati inestimabili nella nostra ricerca per localizzare il relitto“.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

