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Teatro Toniolo: mercoledì e giovedì va in scena “La Scortecata”

LA SCORTECATA Carmine Maringola e Salvatore D'Onofrio Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con Atto Unico/Compagnia Sud Costa Occidentale liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile testo e regia di Emma Dante   Mercoledì

LA SCORTECATA
Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio

Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo
in collaborazione con Atto Unico/Compagnia Sud Costa Occidentale

liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile

testo e regia di Emma Dante

 

Mercoledì 28 febbraio ore 19.30
Giovedì 1 marzo ore 21.00

 

Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate.
Prendendo spunto dalle fiabe popolari, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.

 

Come una partitura metrica, la lingua di Basile cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.
La Scortecata è Lo trattenimiento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura, la invita a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso, accorgendosi di essere stato ingannato, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore, ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo e, diventata una bellissima giovane, il re se la prende per moglie.

 

In una scena vuota, due uomini, a cui sono affidati i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un castello in miniatura per evocare il sogno. Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica, ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro miseria vita inscenano la favola con umorismo e volgarità, e quando alla fine non arriva il fatidico: “e vissero felici e contenti…” la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova.

La morale: il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista.

 

 

BIGLIETTI
Prevendita presso la Biglietteria Teatro Toniolo, p.tta Battisti, Mestre (11.00-12.30 e 17.00-19.30. Chiusa il lunedì)

Tel. 041 971666

 

VENDITA ON LINE
www.vivaticket.it

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